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03-August-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Norme fotografiche in Museo Vorrei capire se esistono delle norme all'interno dei musei per quanto riguarda le riproduzioni fotografiche; in genere viene vietato, ma alcuni lo consentono. Dipende dal tipo di Museo (pubblico/privato, statale/non statale), da un regolamento regionale, dal regolamento interno di ogni singolo museo, dalla simpatia dei custodi? | 
04-August-2008
|  | Amministratore AI | | Data Registrazione: Dec 2002 | | Mah come hai detto dipende dal regolamento interno e dalla legislazione nazionale, di solito nei musei civici o in altre realtà sono consentite immagini per uso personale (no riproduzione ovvero no pubblicazione) effettuate senza flash, per altri utilizzi bisogna informarsi preventivamente anche se non sono posti divieti all'entrata.
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04-August-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Non credo di avere capito. Esiste un regolamento che delega al singolo museo la scelta di vietare o non vietare? Sia che sia privato sia che sia pubblico?
Per esperienza chiedo sempre, ma siccome mi sono scontrata con situazioni fra loro molto diverse (dalla faccia "e c'è bisogno di chiedere?" alla risposta acida "ovviamente no") vorrei semplicemente capire quanto sta nella scelta del singolo (custode, cassiere, direttore del museo) e quanto nella normativa che dovrebbe tutelare il "copyright" degli oggetti esposti (che sono loro quanto miei) per far vendere cartoline al bookshop. | 
04-August-2008
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Dec 2002 Luogo: Stuhlingen (Germania) | | Alcuni anni or sono, credo nel 2003, volevo fare delle foto di alcuni reperti che mi era stato detto fossero conservati nel Museo Etrusco nazionale di Villa Giulia a Roma. Ho contattato quindi la direzione del Museo telefonicamente e ho presentato una richiesta di poter effettuare fotografie per uso di studio personale . Il permesso mi è stato concesso con le solite ovvie limitazioni e con tra l'altro l'obbligo di consegnare al museo una copia di ogni foto fatta. Giunto al museo mi hanno informato che avrei dovuto fissare in precedenza un appuntamento, ma considerato che venivo dalla Germania mi hanno comuque fatto visitare il museo (restituendomi il prezzo dei biglietti già pagati per me e mia moglie, in quanto l'autorizzazioe - gratuita - valeva come ingresso!) accompagnato da un custode che controllava quali reperti fotografassi. In realtà i reperti che mi interessavano non erano esposti o si trovavano nellla parte del museo allora non accessibile, per cui la cosa si concluse con un nulla di fatto.
Ho trovato a Villa Giulia, pur attraverso una trafila burocratica non poi drammatica, un paio di telefonate e di fax, disponibilità e cortesia. In molti altri musei non statali fotografare era, manco dall'Italia da alcuni anni, concesso con le usuali comprensibili limitazioni (senza cavalletto e senza flash) - All'estero ho trovato disposizioni diverse a seconda dei musei. All'Antikenmuseum di Basilea ad esempio si può ottenere il permesso di fotografare a pagamento. In genere alle mostre temporanee è sempre proibito fotografare.
Mi è capitato anche il caso inverso, una foto fatta da me per uso personale, è stata pubblicata con l'autorizzazione del museo in una pubblicazione, non del museo stesso che ha ricevuto una copia sia della pubblicazione che della foto, dato che non possedeva nessuna foto dell'interessante reperto! - A volte la collaborazione tra dilettanti appassionati ed enti (in tal caso un museo comunale) funziona davvero!
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dott. Claudio Giorgini | 
06-August-2008
|  | Amministratore AI | | Data Registrazione: Dec 2002 | | Quote: Lefkandi Non credo di avere capito. Esiste un regolamento che delega al singolo museo la scelta di vietare o non vietare? Sia che sia privato sia che sia pubblico? | Se è un museo o area archeologica statale, sotto la competenza delle soprintendenze, le normative che si applicano sono quelle nazionali, in questo caso c'è il divieto di pubblicazione delle fotografie e per questo è necessaria un'autorizzazione e/o il pagamento di un corrispettivo secondo tariffario (altro discorso è la pubblicazione a scopo scientifico).
Credo di non sbagliarmi, ma l'uso personale dovrebbe essere consentito, e su questo è possibile che ogni istituzione applichi un suo regolamento, vietando ad esempio l'uso del flash in caso di fotografie all'interno di un museo (più che altro per tutelare chi ha acquistato il diritto di pubblicazione delle immagini... oltre che per preservare le opere), vietando tout court le riprese fotografiche (in questo caso il divieto dovrebbe essere ben visibile all'entrata), o facendoti firmare una liberatoria dove ti impegni all'uso strettamente personale e a non pubblicare il materiale.
Per i musei civici invece la cosa potrebbe essere differente e ogni istituzione potrebbe o meno consentire la riproduzione fotografica e anche la pubblicazione.
Tieni presente che chi (editore) commercializza cartoline nei bookshop ha dovuto pagare per poterlo fare.
Possibilmente informati prima contattando direttamente i responsabili.
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07-August-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Grazie a tutti per le risposte! Quote: ivan Tieni presente che chi (editore) commercializza cartoline nei bookshop ha dovuto pagare per poterlo fare. | Ma infatti quelle sono foto professionali, fatte con cavalletto e giusta esposizione, realizzate appunto per la commercializzazione. Io invece mi sono trovata davanti a divieti anche per uso strettamente personale, con vetrina di mezzo e senza flash. E' chiaro che in questo modo sarò costretta a comprare il catalogo, se c'è, o le cartoline (sempre che ci sia il pezzo che mi interessa). Sia in Francia che in Germania non ho avuto nessun tipo di restrizione nella realizzazione di foto all'interno di qualunque tipo di museo (in un solo caso a Berlino, all'interno della Berlinische Galerie dove si trova sia una collezione permanente che mostre temporanee, e mi è stato chiesto di pagare credo 3/4 euro).
Se effettivamente il Museo in Italia può autoregolamentarsi, allora posso dire che la legge mi sembra sinceramente impropria, ma non posso certo criticare il direttore del Museo. Se invece è un abuso e una prevaricazione nei confronti di chi visita il Museo, paga il biglietto e vuole semplicemente ricordare cosa ha visto o comunque non fare uso della foto a scopi scientifici e/o commerciali, allora è tutta un'altra storia.
Spesso si cerca di fare ostruzionismo alla ricerca, di scoraggiare e allontanare piuttosto che di far convergere l'interesse verso il proprio patrimonio, e di casi ne conosco tanti, mi duole ammetterlo, soprattutto qui in Sicilia. | 
07-August-2008
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Dec 2002 Luogo: Stuhlingen (Germania) | | Si tratta certamente anche di un problema di mentalità, quando il museo, o chi per esso, ritiene di possedere i reperti e non di esserne depositario e custode in nome e a favore della comunità, che ha quindi, nel rispetto di norme di sicurezza ecc. diritto di fruirne, motivo appunto per cui i musei esistono, direttamente, vedendo i reperti, ed indirettamente, tramite gli studi effettuati sui reperti stessi.
E qui ci si ricollega al discorso più vasto di come vengono sentiti in Italia (e forse non solo) i servizi pubblici: come servizi a disposizione di tutti o come centri di potere custodito gelosamente e difeso da chiunque possa minacciarlo, anche con una foto per documentazione personale.
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dott. Claudio Giorgini | 
08-August-2008
|  | Amministratore AI | | Data Registrazione: Dec 2002 | | Quote: Lefkandi Ma infatti quelle sono foto professionali, fatte con cavalletto e giusta esposizione, realizzate appunto per la commercializzazione. | Certo, infatti dicevo che solitamente il flash non è consentito proprio per non permettere la realizzazione di foto di qualità. Quote: Lefkandi Io invece mi sono trovata davanti a divieti anche per uso strettamente personale, con vetrina di mezzo e senza flash. E' chiaro che in questo modo sarò costretta a comprare il catalogo, se c'è, o le cartoline (sempre che ci sia il pezzo che mi interessa). Sia in Francia che in Germania non ho avuto nessun tipo di restrizione nella realizzazione di foto all'interno di qualunque tipo di museo | Condivido quello che hai scritto, lo stesso mi è accaduto al British Museum e alla National Gallery, sempre di Londra.
Teoricamente dovrebbero essere sempre ammesse le foto ad uso personale, ma non ne sono sicuro, vedrò di controllare e magari di preparare con lo staff più avanti un vademecum più preciso da inserire nel forum. Quote: Lefkandi Spesso si cerca di fare ostruzionismo alla ricerca, di scoraggiare e allontanare piuttosto che di far convergere l'interesse verso il proprio patrimonio, e di casi ne conosco tanti, mi duole ammetterlo, soprattutto qui in Sicilia. | eh, parole sante.
Ce ne sono di cose che non vanno in questo senso, viaggiando all'estero ci si rende conto bene di quale ricchezza storico-artistica-archeologica gode l'Italia, e fa piangere il cuore vedere che tuttosommato non è sfruttata dal punto di vista turistico (non nel senso di creare nuove disneyland ovviamente, ma sempre nel rispetto dei luoghi e dei beni), soprattutto in certe aree del paese.
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08-August-2008
| | AI magister | | Data Registrazione: Oct 2007 | | Vi faccio solo notare che anche all'estero esistono restrizioni sul fare foto nei musei. Ricordo per esempio che al Musée gallo-romain di Lione non si poteva usare il flash e l'illuminazione era studiata in modo tale che i pezzi erano visibili ma non fotografabili a meno di impostare tempi di esposizione per cui era necessario il cavalletto (il cui uso era ovviamente vietato). Idem nei musei di Arles e St. Romain-en-Galle (Vienne).
Nel museo di Colonia, poi, per alcuni reperti le foto erano fattibili ma non per quelli più preziosi dove di nuovo l'illuminazione non permetteva di ottenere foto, non dico pubblicabili, ma nemmeno decenti per una documentazione personale.
Solo al Museo di Cartagine ho trovato una vetrina con un'illuminazione così ideale da riuscire a fotografare in modo splendido dei bolli anforari (di solito piuttosto rognosetti da riprendere)... 
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08-August-2008
| | AI senatus | | Data Registrazione: Apr 2007 | | Ciao Lefkandi, provo a raccontarti le mie esperienze dirette o indirette sulla questione che poni. Premetto che non conosco la normativa precisa (se ne esiste una sola).
Ho avuto a che fare con le foto a reperti durante la mia tesi di laurea: dopo aver studiato e disegnato i cocci, previa autorizzazione allo studio rilasciata dal Museo che li custodiva in magazzino (nessun frammento era esposto nè inventariato), dovevo fare le foto e c'è stato bisogno di una nuova e distinta richiesta di autorizzazione per le riprese fotografiche specificando che si trattava di una tesi di laurea e non di una pubblicazione scientifica (in questo caso sarebbero forse scattate delle tariffe da pagare). Ho aspettato circa un mese le varie firme ma alla fine ce l'ho fatta.
In un'altra occasione ho cercato di aiutare una mia amica professoressa associata all'università che aveva bisogno di fotografie di oggetti esposti al museo per una pubblicazione: in questo caso si trattava ovviamente di materiale inventariato e già fotografato, quindi le serviva avere una copia delle foto dall'archivio fotografico della Soprintendenza o del Museo; dato che io stavo collaborando con quella Soprintendenza ho chiesto per lei a chi rivolgersi: mi dissero:" la Professoressa deve fare richiesta al direttore del Museo". Dopo un anno non aveva ancora ottenuto le copie perchè in Soprintendenza (dove nel frattempo era passata la pratica) non sapevano bene che tiratura ha la rivista e quindi che tariffa applicare. Nella stessa regione, presso un altro museo, invece le foto le aveva ottenute gratuitamente dopo una settimana dalla richiesta...
__________________ In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine) | 
08-August-2008
| | AI magister | | Data Registrazione: Oct 2007 | | Nel Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (art. 108 ) si stabilisce che per realizzare fotografie è necessaria una autorizzazione da parte dell'Amministrazione depositaria del bene.
Si paga (in anticipo) nel caso di uso per pubblicazioni o riproduzioni da vendere, non si paga nel caso di immagini per uso personale o per motivi di studio. I richiedenti devono, però, rimborsare eventuali spese sostenute dall'amministrazione concedente.
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08-August-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: Jul 2008 | | Quote: ivan Teoricamente dovrebbero essere sempre ammesse le foto ad uso personale, ma non ne sono sicuro, vedrò di controllare e magari di preparare con lo staff più avanti un vademecum più preciso da inserire nel forum. | Grazie Ivan, sarebbe interessante! Quote: Moneta Vi faccio solo notare che anche all'estero esistono restrizioni sul fare foto nei musei | Secondo me, sarò polemica, ma c'è comunque una bella differenza tra un cartello o un avviso vocale che ti vieta di fare le foto e delle condizioni improbabili per farle. Quote: dizzi [...] Dopo un anno non aveva ancora ottenuto le copie perchè in Soprintendenza (dove nel frattempo era passata la pratica) non sapevano bene che tiratura ha la rivista e quindi che tariffa applicare. Nella stessa regione, presso un altro museo, invece le foto le aveva ottenute gratuitamente dopo una settimana dalla richiesta... | Quote: Moneta Nel Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (art. 108 ) si stabilisce che per realizzare fotografie è necessaria una autorizzazione da parte dell'Amministrazione depositaria del bene.
Si paga (in anticipo) nel caso di uso per pubblicazioni o riproduzioni da vendere, non si paga nel caso di immagini per uso personale o per motivi di studio. I richiedenti devono, però, rimborsare eventuali spese sostenute dall'amministrazione concedente. | A questo punto mi viene da credere, nel caso di Dizzi, ad una particolare disponibilità del Museo che le ha concesse gratuitamente, pur essendo per una pubblicazione! Ma questo conferma (in questo caso per fortuna per quella studiosa) una grande arbitrarietà del Museo, nel bene e nel male.
Se è vero che esiste una normativa, andrebbe comunque rispettata ed eventualmente modificata. Credo infatti che sia assolutamente improponibile il fatto che io debba fare una richiesta scritta per fotografare in un museo, senza cavalletto e senza flash. Anche perchè, per l'appunto, l'autorizzazione dovrebbe passare per "l'Amministrazione depositaria del bene". E se ci sono dei tempi lunghi? Se ho fatto centinaia di chilometri per arrivare? Se voglio fare un paio di foto complessive per avere un'idea? | 
08-August-2008
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Dec 2002 Luogo: Stuhlingen (Germania) | | Quote: Lefkandi Credo infatti che sia assolutamente improponibile il fatto che io debba fare una richiesta scritta per fotografare in un museo, senza cavalletto e senza flash. Anche perchè, per l'appunto, l'autorizzazione dovrebbe passare per "l'Amministrazione depositaria del bene". E se ci sono dei tempi lunghi? Se ho fatto centinaia di chilometri per arrivare? | Questo era appunto il mio caso, di cui ho riferito. Tra il mio luogo di residenza e Roma ci sono quasi mille chilometri. Per questo avevo fatto la mia richiesta iniziando i contatti parecchie settimane prima della partenza.
Quanto poi alla qualità delle immagini, io ho, ma qui andiamo un po' OT, sviluppato un paio di tecniche che permettono, dove sia permesso fotografare, di usare tempi di esposizione anche piuttosto lunghi. Ne ho già parlato sul forum parecchio tempo fa. Io al flash rinuncio "per principio"
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dott. Claudio Giorgini | 
08-August-2008
| | AI gens | | Data Registrazione: Mar 2008 | | Io ho avuto problemi anche al Museo del Cairo.Se pagavi potevi fare tutte le foto che volevi,altrimenti no.L'ho fatto,..ma con tutta la gente che c'era più che reperti ho fotografato...teste. Grrr.... | 
08-August-2008
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Feb 2006 | | Cito testualmente dal Codice dei Beni Culturali: Art. 107 - Uso strumentale e precario e riproduzione di beni culturali - Comma 1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono consentire la riproduzione nonché l'uso strumentale e precario dei beni culturali che abbiano in consegna, fatte salve le disposizioni di cui al comma 2 (in cui vengono vietati i calchi ndr) e quelle in materia di diritto d'autore. Art. 108 - Canone di concessione, corrispettivi di riproduzione, cauzione - 1. I canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni di beni culturali sono determinati dall'autorità che ha in consegna i beni [....]
Questo significa che la decisione di far fotografare e di far pagare o no un canone spetta sempre e solo al soprintendente o al direttore del museo (in caso di musei civici). Generalmente in Italia la maggior parte di questi soggetti segue le indicazioni fornite dalla legge Ronchey che prevede di non far pagare per uso personale, mentre stabilisce dei canoni per la pubblicazione su riviste o volumi superiori alle duemila copie e con prezzo inferiore alle 150.000 lire (77,50). Le tariffe della Ronchey erano molto basse, per questo ora spesso vige la contrattazione: a seconda dell'importanza o meno del bene ti fanno pagare (non solo per la foto, ma anche per riprese o affitto di palazzi per feste ecc.). Il Soprintendente però a volte non fa pagare, perché, se si tratta di musei piccoli, la pubblicazione su una rivista prestigiosa è tutta pubblicità. I musei grandi invece possono chiedere anche cifre notevoli per i pezzi più famosi.
Una piccola nota: in realtà l'articolo della Ronchey in cui si parla di esenzione per la pubblicazione viene interpretato in modo ambiguo: esso stabilisce infatti l'esenzione per i libri con tiratura inferiore alle 2000 copie e prezzo inferiore alle 150.000 lire e pubblicazioni scientifiche. Ora, a mio avviso quella "e" dopo la prima frase fà intendere che tutte le pubblicazioni scientifiche dovrebbero essere esenti dal canone, mentre la maggior parte dei direttori e soprintendente mette le stesse limitazioni dei libri. Ho trovato discordanze di interpretazione a volte persino nell'ambito della stessa istituzione!
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