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| Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche |
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21-August-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Archeologia e grandi opere
Cari miei, ci risiamo: a intervalli più o meno regolari si riaccende la polemica sugli archeologi che bloccano tutto per un'anfora.
Questa volta il casus bellis è il progettato parcheggio sul Pincio, in un'area in cui gli scavi hanno posto in evidenza un quartiere residenziale di pregio.
Vi rinvio ad un articolo apparso sul Corriere on-line:
Gli archeologi e le grandi opere Quando l'anfora blocca il cantiere - Corriere della Sera
Penso, però, che ne abbiano trattato anche altri quotidiani.
Al di là del caso specifico, ma vi sembra logico progettare parcheggi sotterranei (e altre amenità simili) dove si sa con assoluta certezza che emergeranno resti archeologici? Quando le nostre amministrazioni locali e nazionali imparareranno a chiedere il parere delle soprintendenze prima e non dopo aver approvato progetti più o meno faraonici?
E soprattutto: quando impareranno a inserire nei contratti clausole che evitiano di pagare penali astronomiche nel caso che i progettati lavori non possano essere eseguiti per ragioni di tutela archeologica?
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21-August-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Sono situazioni estremamente delicate da affrontare, soprattutto perchè trovare un compromesso tra 'sviluppo' di una città moderna e istanze di tutela spesso è pressochè impossibile.
A mio parere il problema di fondo sta nella assenza di archeologi nei gruppi di progettisti soprattutto in caso di opere costosissime; se invece gli archeologi ci fossero sempre e sistematicamente molti problemi potrebbero essere forse evitati a monte. In questo malfunzionamento, ad essere maliziosi, una certa dose di intenzionalità io ce la vedo.
Inoltre andrebbero varati seri ed efficaci protocolli d'intesa tra gli enti pubblici (stazioni appaltanti di opere pubbliche) e organi di tutela in modo da poter pianificare sin dall'inizio gli eventuali interventi di ricerca archeologica, sia preventivi che di recupero.
In questi episodi secondo me chi riceve il maggiore danno (a parte il massacro dei dati scientifici) sono le soprintendenze che vengono additate come le responsabili dei vari blocchi dei lavori. Invece all'ente appaltante o alla ditta basta dire che i ritrovamento archeologici sono fortuiti.
E tutti i cittadini ricevono un danno enorme sia perchè i cantieri bloccati per mesi o anni in un centro urbano sono spesso un grosso disagio, sia perchè i soldi in ballo (non solo per le opere, ma anche per le penali, i contenziosi legali etc.) sono quelli di tutti noi...
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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21-August-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Pienamente d'accordo con te. Quello che mi sconcerta è che tutte le volte i politici di turno cadono dal pero.... E che, nonostante i numerosi e ben pubblicizzati casi di rinvenimenti archeologici che hanno costretto a modificare o non eseguire progetti, nessuno pensi di tutelare il pubblico dal dover sborsare penali pesantissime (nel caso romano si parla di ben 10 milioni di euro  ).
A voler essere veramente maliziosi, verrebbe da pensare a ben altro che intenzionalità....
Aggiungerei, poi, che non solo la Soprintendenza fa sempre e solo la parte del "cattivo" ma che il danno d'immagine ce l'ha tutta la categoria degli archeologi. Mi è capitato di lavorare in un cantiere che ha bloccato a lungo la realizzazione di un parcheggio e posso garantire che il clima attorno, anche a causa di una serie di articoli giornalistici insensati, era tutto tranne che amichevole (soprassiedo sull'inciviltà di chi ci lanciava insulti od oggetti, pochi per fortuna  ).
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21-August-2008
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Mi sembra che l'articolo del Corriere sia un esempio di contorsionismo giornalistico, ci si arrovella pur di non toccare la sostanza delle cose e non dispiacere a nessuno che conta, e con l'aria che tira direi che le soprintendenze e il MiBAC in genere, non rientrino in questa categoria.
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La tua Firma per la proposta di referendum per l'abrogazione del "lodo Alfano"
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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21-August-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Sono d'accordo con quanto scritto finora e vorrei aggiungere anche un'altra cosa, perdonatemi l'off topic: vanno bene i resti archeologici, ma a me pare scandaloso che si dica che se si preservano i ruderi il parcheggio si può fare (come riportano altri giornali, non so poi se dicano la verità): ma tutto il complesso del Pincio non vale niente solo perché non è roba archeologica? Stiamo parlando di uno dei giardini più belli d'Europa, dovuto alla mano di Giuseppe Valadier (non il primo venuto!) e il problema sembrano essere solo i rinvenimenti archeologici e non tutto quello che c'è sopra! Pare che l'unico a spendere due parole a tutela del giardino (sempre a detta dei giornali) sia stato Adriano la Regina, per gli altri l'opera del Valadier si può sconvolgere tranquillamente (il progetto prevede infatti due grosse rampe di accesso ai lati della storica passeggiata).
Per chi non è mai stato a Roma o al Pincio, faccio presente che il luogo è un angolo di paradiso in mezzo al caos della città, che ha conservato finora miracolosamente l'aspetto che gli diede il Valadier (credo ci sia stata giusto qualche modifica in epoca più recente, tra cui l'inserimento dei famosi busti, ma nulla di che). Questo è uno scorcio del giardino con il famoso idrocronometro:
Immagine:VillaBorgheseWaterClock.jpg - Wikipedia
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21-August-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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I beni paesaggistici e/o storico-artistici e architettonici sono da tutelare alla pari di quelli archeologici; potrebbe essere anche più 'facile' coinvolgere l'opinione pubblica di un centro urbano quando si tratta di giardini, alberi, fontane monumentali et similia.
Gli uffici di soprintendenza che devono esprimere pareri (nulla osta sui progetti, impatto ambientale o altro) però sono diversi e anche in questo caso non si può che sperare che comincino a lavorare insieme per prevenire disastri al patrimonio e conflitti sociali e per imporsi in sede di commissioni urbanistiche e di progettazione.
Lo so, adesso mi direte che sono utopista, ma se queste cose non le impostano le soprintendenze in sedi istituzionali è difficilissimo che riesca a farlo la cittadinanza (associazioni, comitati, opinione pubblica in generale) e persino, a volte, la magistratura in seguito ad esposti. La politica non ne parliamo (eppure li abbiamo votati) 
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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21-August-2008
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Utente attivo
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Data Registrazione: Aug 2008
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Ciao!
Sono d'accordo. L'unica soluzione al problema della "coesistenza" a Roma (come in altre città del nostro Paese) fra città "archeologica" e città "vivente", sarebbe uno sviluppo sostenibile di quest ultima in relazione alle antichità che vi sono conservate. Pur essendo utili le infrastrutture, non si possono cancellare secoli e secoli di storia in modo così superficiale! E ciò vale naturalmente anche per l'arte, sia antica che recente, che si trova anch'essa in pericolo a causa di un boom edilizio senza scrupoli! (ho purtroppo una esperienza diretta vivendo in una città come Palermo che sta letteralmente eliminando il centro storico)
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21-August-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Quote:
leda
ma tutto il complesso del Pincio non vale niente solo perché non è roba archeologica? Stiamo parlando di uno dei giardini più belli d'Europa, dovuto alla mano di Giuseppe Valadier (non il primo venuto!) e il problema sembrano essere solo i rinvenimenti archeologici e non tutto quello che c'è sopra!
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Purtroppo non essendo di Roma non conoscevo i giardini del Pincio. Comunque hai perfettamente ragione: la normativa di tutela è il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. E pare che della seconda ci si dimentichi sempre....
Sapessi quanti alberi quasi secolari o proprio secolari sono stati estirpati a Milano per far parcheggi.... E tutto nonostante le proteste dei cittadini. Si trova sempre il "perito" che garantisce che gli alberi sono malati e vanno abbattuti.
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22-August-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Io credo che bisogni salvaguardarsi anche dall'eccessiva strumentalizzazione del nostro lavoro, perchè è evidente che se si deve fare il parcheggio allora gli archeologi sono questi cattivi che bloccano i lavori e provocano disagi alle cittadinanze, se c'è da fare una discarica che prevede di accogliere rifiuti speciali allora gli archeologi sono dei possibili salvatori.....
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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22-August-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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dove sta il problema?
Scusatemi, ma mi sembra che con l'articolo proposto in apertura di thread e ancor più con questa nostra discussione stiamo contribuendo ad alimentare un equivoco.
Stiamo parlando di un problema che non esiste o che quanto meno non è un problema, se non per il fatto che il "sistema" sembra non essere in grado di espellere le persone più incapaci e più immeritevoli (o più disoneste).
Sulle "grandi opere" pubbliche la valutazione del rischio archeologico fa già parte obbligatoriamente degli elementi decisionali e progettuali che presiedono a qualsiasi azione attuativa (o anche solo di affidamento a terzi). Questa è Legge, e se non viene applicata per incapacità o per disonestà dei progettisti o degli amministratori pubblici o per incapacità o disonestà di qualche raro archeologo truffaldino e firmaiolo (che magari altera le valutazioni di rischio per favorire una operazione immobiliare o un appalto o per influire indebitamente sulla collocazione di un'opera), questo non è un motivo valido per mortificare il valore dell'azione di tutela (anzi, dovrebbe semmai indurre ad una maggiore severità nei controlli, per smarcherare i pochi disonesti e gratificare almeno moralmente gli onesti).
Sulle opere private, ancora di più la responsabilità è di tipo politico e di buona amministrazione locale. Nelle regioni come la mia e nei comuni come il mio, dove gli enti locali si fanno parte diligente nella tutela archeologica, chi vuole costruire è avvisato prima del livello di rischio nel quale può incorrere in una determinata zona e viene guidato in un percorso di accertamento preventivo che -sebbene a sue spese- lo tutela dal rischio di vedersi stroncate in corso d'opera operazioni imprenditoriali delicate.
Tenete conto che io sono titolare di una ditta privata che segue interventi archeologici su cantieri edili e posso dire senza tema di smentita di essere in "serie positiva" da più di dodici anni, nel senso che è dal lontano marzo 1996 che non eseguo un intervento archeologico che abbia fermato il cantiere edile in corso: nel quadro normativo dei territori nei quali solitamente opero, il nostro ruolo è quello di trovare ed attuare -sotto direzione delle Soprintendenze- soluzioni tecniche che rendano compatibile il nuovo con l'antico, non di inchiodare qualcosa o qualcuno. Ma questo perché i nostri enti locali obbligano il privato costruttore a preoccuparsi dell'Archeologia per tempo, prima di arrivare a situazioni conflittuali.
Al contrario, in giro per l'Italia altri enti locali (Comuni etc.) che -benché a conoscenza di un rischio archeologico- ignorano nei propri strumenti urbanistici le necessità della tutela archeologica, sono essi stessi politicamente (ma secondo me anche più che solo politicamente) responsabili dei "fermi lavori" nei quali i privati possono eventualmente incorrere.
Loro, che hanno rilasciato permessi di costruire farlocchi pur sapendo che poteva esserci un rischio archeologico, sono responsabili. Non certo quegli Archeologi che sono intervenuti correttamente (avvisando prima e fermando poi).
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22-August-2008
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Utente attivo
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Data Registrazione: Jul 2008
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Quote:
Aquamarina
Io credo che bisogni salvaguardarsi anche dall'eccessiva strumentalizzazione del nostro lavoro, perchè è evidente che se si deve fare il parcheggio allora gli archeologi sono questi cattivi che bloccano i lavori e provocano disagi alle cittadinanze, se c'è da fare una discarica che prevede di accogliere rifiuti speciali allora gli archeologi sono dei possibili salvatori.....
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E' un problema culturale in senso lato. Come faccio a criticare un poveraccio che la mattina si alza alle cinque per prendere la macchina e andare a lavorare dalla periferia di Roma al centro città e giustamente preferisce avere il posteggio vicino all'ufficio piuttosto che una noiosissima casa con mosaico? Perchè dovrebbe preferire un bene di inestimabile valore per l'umanità alla comodità quotidiana?
Sei tu archeologo a dovere fare comprendere, ad aprirti, a diffondere, a "insegnare", non aspettare che si smetta di strumentalizzarti perchè hai un valore in sè - e non escludo che la categoria archeologi strumentalizzi a sua volta altre categorie.
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22-August-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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A parte che si potrebbe suggerire al povero pendolare di muoversi con i mezzi pubblici (a Roma piuttosto efficienti! Non stiamo parlando della sperduta provincia).... Mi pare che in città molto più grosse di Roma (vedi New York) gli spostamenti coi mezzi pubblici siano più di quelli in macchina (disincentivati anche dalle amministrazioni pubbliche: se non ricordo male in un grattacielo progettato da Renzo Piano sono stati previsti solo poche decine di posti auto). E poi di faraonici silos per auto che restano poi deserti per i costi orari dei parcheggi mi pare che le città italiane siano piene!
Mdd ha centrato il punto, credo. L'irresponsabilità dei pubblici amministratori che non si premurano di valutare l'impatto archeologico nella realizzazione delle opere e che della tutela archeologica così come di quella del paesaggio si lavano pilatescamente le mani. Salvo poi cadere dal pero e trovarsi nel dielamma: distruggo tutto o pago la penale per la mancata realizzazione dell'opera?
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22-August-2008
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Utente attivo
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Data Registrazione: Jul 2008
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Quote:
Moneta
A parte che si potrebbe suggerire al povero pendolare di muoversi con i mezzi pubblici (a Roma piuttosto efficienti! Non stiamo parlando della sperduta provincia).... Mi pare che in città molto più grosse di Roma (vedi New York) gli spostamenti coi mezzi pubblici siano più di quelli in macchina (disincentivati anche dalle amministrazioni pubbliche: se non ricordo male in un grattacielo progettato da Renzo Piano sono stati previsti solo poche decine di posti auto). E poi di faraonici silos per auto che restano poi deserti per i costi orari dei parcheggi mi pare che le città italiane siano piene!
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Evidentemente non mi sono espressa in modo chiaro. Il mio era semplicemente un esempio, il parcheggio in questione è una delle centinaia di opere che vengono realizzate, non ho idea se sia utile o inutile veramente a qualcuno! Poteva essere una strada, un edificio pubblico... Quello che volevo dire è che inutile sostenere che siamo strumentalizzati, perchè se io cittadino non capisco per quale motivo mi stai privando di un servizio, non vedo perchè dovrei pensare "Ma loro sono scienziati, letterati, gente capace, che pensa al bene comune, e io devo sacrificare il mio benessere perchè sanno di certo il fatto loro". E credo che non lo farebbe neanche un archeologo per un'altra categoria! (ti fidi di un medico o di un avvocato in maniera incondizionata, se non ti spiega cosa fa, in che modo lo fa e soprattutto perchè? - era una domanda retorica e non finalizzata a insultare persone o categorie).
Mdd hai ragione senz'altro - forse è la prima volta che mi trovo in accordo totale con te. E mi fa piacere sentire l'esperienza di chi ne ha tanta in questo settore. Sapere come funziona in un cantiere edile è importante per chi fa l'archeologo, ma è necessario per tutto il resto del mondo, e doveroso da parte nostra diffonderlo.
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23-August-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Non credo che c'entri molto il mio discorso sulla strumentalizzazione col tuo sul diffondere la cultura archeologica( che è poi una delle cose fondamentali, ma è anche operazione delicata per le modalità stesse di svolgimento del lavoro dell'archeologo) .La strumentalizzazione avviene a livello politico . In sintesi ciò che volevo dire è: forti della Legge sì, dipendendenti o strumentalizzati da politiche varie no.
Anch'io non posso che condividere il pensiero espresso da Mdd
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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