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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche


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  #31 (permalink)  
Vecchio 28-December-2005
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Infatti è una delle mie idee, cioè sfruttare capitali privati. Le spese sono troppe perchè sono mal organizzate. Bisogna si tagliare, ma dove sono sbagliate. Ora non ho il bilancio statale, quindi non ti so dire quali sono le spese inutili o eccessive (sicuramente una è lo stipendio dei politici, che personalmente ridurrei)
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  #32 (permalink)  
Vecchio 29-December-2005
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Se lo sono già un pò ridotto nell'ultima finanziaria (che comunque il discorso dello stipendio è abbastanza delicato,in quanto è stato messo alto soprattutto perche il politico viva in una situazione agiata che ne renda difficile la corrutibilità),ma il problema secondo me è più legato alla mal gestione,in quanto si hanno strutture che si sono sempre e unicamente basate sull'aiuto statale, non dico che non ci debba esser più un aiuto ma sicuramente sarebbero auspicabili strutture più snelle,e meglio gestite.Poi sulle altre spese non so,credo che dove potevano tagliare lo hanno fatto,comunque sia chiaro non voglio entrare nel merito se i tagli effettuati eran giusti o sbagliati.
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«Aprirò in parabole la mia bocca; proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
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  #33 (permalink)  
Vecchio 29-December-2005
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Senza bilancio non so dire niente. Comunque hai perfettamente ragione sulla gestione.
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  #34 (permalink)  
Vecchio 29-December-2005
L'avatar di  Karl
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Non vorrei buttarla in politica, altrimenti andiamo troppo OT, per quanto la politica culturale riguardi direttamente l'archeologia (ci ricordiamo Bandinelli sì?). Però i tagli alle spese sono un po' una facile scusa per una classe dirigente che ha poca voglia di impegnarsi seriamente. I debiti ce li abbiamo e li conosciamo, la situazione è quella che è e non c'è che dire. Meno stato più privato? Dipende, dipende dai settori. Non sempre il privato funziona meglio (ci sono dati e ricerche in questo settore che lo dimostrano ampiamente), e anche dove funziona non è detto che sia auspicabile, equo, o giusto. Oltretutto non sempre e non necessariamente costa di meno e rende di più. Io auspicherei semmai uno stato più forte, che non vuol dire necessariamente più invasivo, ma semplicemente più forte. Basta fare un giretto in Germania per accorgersi delle differenze, o nei paesi scandinavi, ma anche nella più vicina Francia. Basterebbe intanto non evadere, e non fare leggi che rendano più facile farlo, e che deresponsabilizzano il privato, l'imprenditore, il finanziere, ecc. Capitalismo? Bene, che lo si applichi allora. Troppo facile fare l'imprenditore battendo cassa dallo stato quando si è in difficoltà, ma evadendo o speculando quando si guadagna. Uno stato forte è uno stato che può rilevare un'azienda privata quando è il caso (vedi Francia), ma è anche uno stato che può sbattere la porta in faccia al "paraculo" di turno, può cioè lasciare quell'azienda al destino delle leggi del mercato, agli animal spirits del capitalismo. In Italia accade? No, siamo tutti furbi, tutti "paraculati", tutti col politico pronto a fare e a farsi la legge ad hoc, o a chiudere un occhio. Poi quando c'è qualche problema tagliamo le spese. Bene, ma che spese tagliamo? Sicuri che siano quelle giuste? O sono quelle che fanno comodo a qualcuno (pochi) e vanno a discapito della maggioranza? Oppure dicono: ma se non tagliamo le spese dobbiamo aumentare le tasse. Bè, a parte che gira e rigira le tasse vengono aumentate comunque, e quando ci sono delle diminuzioni sono solo piuttosto apparenti. Ma poi, queste tasse, come vengono gestite? Vengono redistribuite in servizi per tutti, o investite in settori utili a tutti, come tendenzialmente in Germania per esempio (non che ami chissà quanto la Germania eh, è un caso come un altro), oppure no? La domanda è retorica e la risposta è scontata. (Calco volutamente la mano sugli aspetti negativi, pur non essendo nè un antipolitico, nè un esterofilo).
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  #35 (permalink)  
Vecchio 29-December-2005
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Percarità non volevo mica sostenere uno stato ad economia liberista pura :wink: Però bisogna anche capire,che comunque lo stato non si può far carico di troppe spese,nel senso è giusto che lo stato assicuri a tutti ugual diritti,e uguali possibilità per emergere,ma il alcuni settori bisognerebbe incentivare l'iniziativa privata,non come unica strada si badi bene,intendo come una possibilità in più,molte strutture pubbliche si sono basate per decenni sul fatto che lo stanto "sganciava" e loro riuscivano a far quadrar i conti,ora non vorrei entrare nello specifico percarità,ma mi torna alla mente ora una trasmissione,non ricordo quale,dove partecipavano quell'economista,come si chiama...ah si Giannini,che scrive per il "Riformista" mi pare,e Rutelli,sappiamo tutti chi è,si stava parlando appunto dei tagli nel settore culturale,e Giannini portava ad esempio come nella stragrande maggioranza dei Teatri in Italia ci fossero delle perdite,non uno era in attivo o in pari,l'unico che si salvava era il teatro di Roma che negli ultimi mi pare 7-5 anni (non ricordo potrei dire una castroneria come date) aveva eseguito un rinnovamento di gestione che l'aveva portato ad esser in attivo,la Scala di Milano ad esempio non è in attivo anzi è in perdita,e lo stesso Rutelli,che sappiamo bene esser stato sindaco di Roma,ha confermato tali dati.Con questo voglio dire che non si può neanche spostare l'attenzione,sull'intervento pubblico o privato,i problemi di gestione del patrimonio sono Enormi (con la E maiuscola),certo poi bisognerà attuare altre politiche perchè comunque volente o nolente l'Italia ha questa responsabilità.Per quanto riguarda la situazione negli altri paesi per quanto riguarda i capitali,non sono abbastanza informato,mi ricordo però un fatto che lessi su un quotidiano francese l'anno scorso,che diceva che un problema rilevante in Francia era la fuga dei grandi capitali,per i soliti motivi tassazioni sul capitale e via dicendo...Problemi che purtroppo in un economia globale ci stanno da per tutto dalla Francia all'Italia agli Stati Uniti,tutti hanno di questi problemi,le zone dell'Est e la Cina con una concorrenza "sleale" (non nel senso che sia sleale moralmente,intendo che non segue tutte le nostre procedure)ci stanno "scippando" i maggiori investititori,una buona politica in questa ottica è quella Irlandese,dove non vengono tassati(o molto poco non ricordo con precisione) i grossi capitali stranieri (infatti vi sono numerose sedi di grosse aziendi,vedi Microsoft europa)anche se per onor del vero sono politiche inattuabili ora senza consenso dell Ue,in quanto si considerano zone a bassa intensità tributaria,che possono squilibrare l'economia europea(ma sui capitali interni il discorso è diverso,le incentivazioni sono necessarie).
Per incentivare il privato,ovvero l'investimento sul territorio,è innanzi tutto necessario aggevolarlo,per quanto possibile,eliminando tutte quelle restrizioni che "castrano" le piccole-medie imprese (discorso dell' Iva e via dicendo),e sopratutto un taglio netto (e non come ci sviolina qualcuno senza poi farlo)delle imposte,solo con privati con più disponibilità economica,poi ci potremo aspettare grossi investimenti sul territorio (nel campo anche artistico).
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  #36 (permalink)  
Vecchio 29-December-2005
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Abito nel castelli romani, zona archologica.

Se e dico se, nel mio terreno, scavando la fondazione della mia casa dovessi trovare un muro antico e sapendo che se lo scoprono le belle arti mi sequestrano tutto, il cemento colerebbe a montagne e lo coprirebbe per l'eternità !

Cosa fereste voi ? e non dite bugie per favore !

Ake
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  #37 (permalink)  
Vecchio 29-December-2005
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Io cercherei zitto zitto di integrarlo nella costruzione!

Claudio
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dott. Claudio Giorgini
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  #38 (permalink)  
Vecchio 29-December-2005
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Anna Mu
Ivan, quanto sono disposti a scendere in piazza per mianifestare contro i tagli alla cultura? e poi, servirebbe?
non per essere disfattista, ma la riforma della scuola è passata, ce la siamo trovata sul groppone nonostante gli scioperi e le mobilitazioni di massa e le associazioni di categoria
Anna
Hai ragione. Volevo dire che verso la cultura c'è una diversa sensibilità, che non va di pari passo con l'offerta che il nostro paese è in grado di offrire.
Per me offerta > domanda.
Se si aumenta l'offerta e non si interviene sulla domanda, si sovraccarica un sistema che di per sè è già povero di risorse (economiche).

Ivan
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  #39 (permalink)  
Vecchio 29-December-2005
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akenathonn
Cosa fereste voi ? e non dite bugie per favore !

Ake
Mi farei vincolare la casa,con tutti i benefici che ne vengono
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  #40 (permalink)  
Vecchio 29-December-2005
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camus2
Infatti è una delle mie idee, cioè sfruttare capitali privati. Le spese sono troppe perchè sono mal organizzate. Bisogna si tagliare, ma dove sono sbagliate. Ora non ho il bilancio statale, quindi non ti so dire quali sono le spese inutili o eccessive (sicuramente una è lo stipendio dei politici, che personalmente ridurrei)
Hai ragione.
Ma bisogna considerare che la politica ormai segue delle direzioni che non sono in linea con quella che dovrebbe essere la sua finalità in un sistema democratico, ovvero la rappresentazione popolare.
Il problema è che alla politica si sono sostituiti i partiti politici, che operano per i loro interessi e per gli interessi di chi finanzia le loro costose campagne di immagine e pubblicità.

In ultima analisi... che interesse può avere un "partito politico" a rilanciare la divulgazione culturale e la fruibilità del patrimonio storico-archeologico? Se si ragiona da persone sensate e oneste, direi nessuna.

Si può attirare l'attenzione della "corporazione" partitica soltanto se si introduce un elemento di interesse immediato o futuro (un tornaconto economico o politico).
Es. se appoggiare il tal progetto può dare visibilità e prestigio al tal politico, o se dietro all'iniziativa X c'è il gruppo imprenditoriale Y che (ehm) svierà benefici economici al partito Z.

Ci sono poi alcuni politici onesti e coraggiosi, ma le distrazioni del potere sono molte, e per votare un provvedimento bisogna "chiedere" il consenso a qualcuno.

Parlo ovviamente della politica delle grandi cifre... nelle amministrazioni locali voglio sperare che le cose funzionino diversamente.

Per quanto riguarda i privati... beh io vedo il rischio concreto di "svendere" il patrimonio di tutti a pochi. E' un'esagerazione, ma non la vedo come la migliore delle soluzioni possibili (meglio un castello civico chiuso, piuttosto che uno privato aperto... mia personale opinione).

Ivan
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  #41 (permalink)  
Vecchio 29-December-2005
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ivan
Per quanto riguarda i privati... beh io vedo il rischio concreto di "svendere" il patrimonio di tutti a pochi. E' un'esagerazione, ma non la vedo come la migliore delle soluzioni possibili (meglio un castello civico chiuso, piuttosto che uno privato aperto... mia personale opinione).

Ivan
No no, non intendevo incentivi privati nel senso vendita "materiale" del bene.Parlavo di coinvolgimenti di capitali privati.
Per quanto riguarda il "problema" della "partitocrazia" nello stato italiano concordo appieno.
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  #42 (permalink)  
Vecchio 29-December-2005
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Per quanto riguarda i privati... beh io vedo il rischio concreto di "svendere" il patrimonio di tutti a pochi. E' un'esagerazione, ma non la vedo come la migliore delle soluzioni possibili (meglio un castello civico chiuso, piuttosto che uno privato aperto... mia personale opinione).
Ivan
No no, non intendevo incentivi privati nel senso vendita "materiale" del bene.Parlavo di coinvolgimenti di capitali privati.
Per quanto riguarda il "problema" della "partitocrazia" nello stato italiano concordo appieno.
beh in effetti ho un pò generalizzato... però anche dare in gestione ad un privato un bene pubblico (permettendone lo sfruttamente economico per un determinato tempo) è una cosa che... ma forse mi faccio troppi problemi, anche se per me il problema principale come dicevo è che c'è poca domanda di cultura nel nostro paese.
Comunque concordo con quello che hai scritto più sopra.

ciao
Ivan
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  #43 (permalink)  
Vecchio 18-October-2006
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Predefinito archeologia preventiva

Di queste cose succedono molto soventemente in numerosi cantieri edilizi, e putroppo si fa finta di niente in caso di rinvenimento archeologico, anzi al contrario si fa di tutto per coprirlo al più presto e in modo definitivo affinchèquesta testimoniana non crei più fastidio. Fortunatamente in questi cantieri edilizi, per legge è prevista la presenza di un archeologo che fa opera di assistenza archeologica, e debba bloccare in caso di rinvenimento archeologico, e questa è un'opportunità di lavoro molto importante in ambito archeologico. Putroppo è questione di sensibilizzazione e bisogna fare anche delle campgne di sensibilzzazione a riguardo per la salvaguardia del patrimonio archeologico.
Gabriele Sternatia
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  #44 (permalink)  
Vecchio 18-October-2006
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il problema è la legge del 1939- fascista- che alcuni sostengono sia la migliore delle leggi possibili. solo in teoria: nessun privato si autodenuncia e paga gli scavi senza ottenere nulla se non un ritardo nei lavori. Se lo stato si facesse garante del risarcimento dei danni subiti dal costruttore, anche con eventuali permute dei terreni, sarebbe molto più facile avere collaborazione. Quanto agli archeologi si dovrebbero riaprire le assunzioni in sop. mandandoli sul territorio anche perchè i costi delle coop. archeologiche sono saliti notevolmente. Solo la collaborazione fra archeologi e volontari riesce a far ridurre i costi in maniera da ottenere risultati apprezzabili anche dal cittadino comune che paga le tasse. tutto questo si ottene soltanto con un aumento dei fondi alla cultura; a chi dice che è uno spreco ricordo che il 30 per cento dei turisti stranieri viene in italia per la storia e l'archeologia.
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  #45 (permalink)  
Vecchio 18-October-2006
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Solo una notazione tecnica: la Legge 1089/1939 fu abrogata qualche anno fa da un nuovo dispositivo di legge che in un momento successivo è stato ulteriormente abrogato dal nuovo D.Lvo42/2004, profondamente differente dall'originario testo della 1089.

Spero che tu lo prenda amichevolmente, ma sei indietro di due giri :? .

Sul fatto poi che la 1089 fosse "fascista" è senz'altro vero dal punto di vista cronologico, ma per il resto si trattò di una legge piuttosto equilibrata (figlia della "liberale" 364/1909), mentre personalmente trovo molto più inquietante ed anacronistico il D.Lvo 42/2004 .
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