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cristina
La situazione non è così allo sbaraglio . . . Il problema non è tanto l'archeologo sul cantiere, perché, specie nelle zone a rischio archeologico è presente anche in maniera preventiva. . .
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Mi sa invece che la situazione complessiva a livello nazionale sia veramente catastrofica, con eccezioni sofferte legate all'impegno personale di taluni singoli.
Poi, giusto per fare il bastian contrario, direi che il problema è proprio l'archeologo sul cantiere, quasi sempre tecnicamente impreparato e psicologicamente demotivato, per non dire peggio.
E questo
soprattutto negli interventi di archeologia preventiva e nei cantieri per le grandi opere pubbliche: l'archeologia preventiva, i sondaggi preliminari e le assistenze a movimentazioni di terra vengono quasi sempre fatte seguire da personale assolutamente inesperto, assolutamente privo di direttive chiare e assolutamente sottopagato: nella totale improvvisazione l'esigenza di "segnarsi le ore" prevale sulla buona voglia di trovare soluzioni tecniche e di restare incompromettibilmente attaccato ad un "metodo" dichiarato.
L'obiettivo è quasi sempre di fare "non molto peggio" della volta precedente mettendoci "appena un po' di più", qualsiasi altra considerazione è priva di cittadinanza.
L'assegazione di questo genere di lavori a ditte private mediante appalti su costo orario a massimo ribasso produce una devastante involuzione dissipando il "patrimonio umano" degli operatori di pari passo con il diminuire del valore reale dei costi unitari per retribuzione del personale, ma contemporaneamente produce un incremento dei costi complessivi a causa di un incremento del totale delle ore lavorate.
Fanno bene gli Amministratori a frenare sulla contrattazione a posteriori dei costi di post-scavo: questi costi dovevano essere definiti prima, ma NON nel costo orario del singolo operatore, bensì come quotazione "a corpo" o "a misura".
Come fare?
Intanto produrre ogni sforzo per limitare l'uso della assegnazione di lavori sulla base di un costo orario soggetto a ribasso (se vuoi fare la gara a ribasso la fai a corpo o a misura sulla base di una dettagliata progettazione esecutiva, se invece vuoi affidare i lavori a costo orario si fissa un prezzo in via equitativa e NON si gareggia in ribasso, ma sulla base di altri elementi).
Poi impedire tassativamente che l'Archeologo che scava pubblichi egli stesso i risultati del suo lavoro: chi scava ha il dovere di far sì che i risultati vengano pubblicati, ma NON lo deve fare lui, bensì un collega indipendente (chi scava ha il dovere di produrre una revisione a livello di post-scavo -e perciò deve essere retribuito per questo- e NON una pubblicazione, altrimenti va a finire che fa la pubblicazione e NON rivede organicamente i dati, col risultato che si perde l'unica possibilità di un controllo esterno e si creano invece forme surrettizie ed incontrollabili di interesse anche economico personale).
Sto dicendo cose da marziano?