Alliaf, cerca di non ripetere lo stesso messaggio in più sezioni, è vietato dal regolamento. Scegli la sezione più appropriata con calma e poi posta. Ho cancellato gli altri messaggi, la discussione si svolgerà solo qui.
Per quanto riguarda la tua domanda, sappi che la Soprintendenza è l'unico riferimento valido, perché la tutela delle aree archeologiche è di sua esclusiva competenza. La Soprintendenza può però decidere di affidare scavi e/o opere di valorizzazione di un'area a delle cooperative archeologiche, oppure a gruppi di volontariato archeologico, ma il presupposto è che l'area in questione
deve essere tutelata. Se non viene esercitata la tutela dalla Soprintendenza non partono neanche tutte le altre iniziative.
Detto ciò, se volete fare qualcosa, potreste cominciare a contattare il gruppo archeologico più vicino per vedere se hanno interesse per la questione e far prendere contatti con la Soprintendenza da loro. Infatti, se c'è qualcuno che vuole occuparsi di un'area praticamente abbandonata, la Soprintendenza potrebbe essere disponibile a valutare la cosa (potrebbe, ma sappi che ci sono funzionari che sono talmente gelosi dei siti che considerano quasi loro e di affidarli ad un gruppo archeologico neanche a parlarne.....).
L'elenco dei gruppi archeologici lo trovi qui:
Gruppi Archeologici d'Italia
P.S. sappi inoltre che qualsiasi iniziativa che non sia espressamente autorizzata dalla Soprintendenza e che comporti una qualsiasi attività sulle aree archeologiche (come scavo, asportazione di oggetti e/o materiali dai siti ecc.) è illegale. L'unica attività concessa è la ricognizione, ma deve essere limitata alla visione autoptica delle evidenze archeologiche (quindi nessuno scavo, neanche una piccola buca, per intenderci e nessuno spostamento di materiale) e, soprattutto, nel caso di evidenze archeologiche non conosciute, bisogna segnalarle immediatamente alla Soprintendenza.