Chi scava attualmente non lo so, però so che è cominciata appena adesso, a fine ottobre, una nuova campagna di scavi. Quello che spesso si ignora è che nella zona del Fucino, a Celano, proprio vicino agli scavi del villaggio palafitticolo del XII secolo a.C., c'è il museo nazionale della preistoria d'Abruzzo (preistoria e protostoria a dir la verità). Mi è spiaciuto vedere che, nonostante si fosse in periodo turistico (d'estate), il museo era quasi deserto. Tanto deserto che quando, parlando con le persone con cui stavo, ho nominato Anna Maria Bietti Sestieri, è spuntato un tizio da non so dove che mi ha fatto fare un tour nei laboratori interni, mostrandomi i reperti in via di studio e catalogazione ecc., mentre nel frattempo mi confermava la scarsa affluenza e fruizione del pubblico. Spiace perchè è un bell'esempio di cosa si può fare in questo settore. Non solo è completamente gratuito, o almeno lo era fino a qualche anno fa, ma è anche un modello di integrazione architettonica e paesaggistica, di fusione tra passato e presente, tra sito e scavi, e fruizione ed esposizione, col contorno del paesaggio naturale (e della cucina, che non guasta). Si trova infatti nella stessa valle in cui sorsero i siti, per cui ci si può almeno un minimo, e tenuto conto dei cambiamenti, rendere conto del paesaggio, naturale e culturale; inoltre la sua collocazione è stata studiata in modo tale da riprendere un po' le caratteristiche di una tomba a tumulo protostorica, così che oltre a risultare originale, risulta anche meno "aggressivo" nei confronti del contesto che lo ospita. Va bè... perdonatemi lo spot pubblicitario...
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