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kabur
Per quanto attiene la natura di strumento di controllo della documentazione mi pare sufficientemente evidente da chiedermi perchè lo si debba ripetere con tale insistenza.
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Beh, sì. Ammetto che risulti ormai la fissazione di uno che ogni volta su queste cose è costretto a litigarci (anche perché altisonanti tromboni universitari hanno costruito sistemi di indagine ispirati ad un diagramma impostato sulla pura osservazione superficiale -magari nemmeno direttamente sul manufatto ma su una immagine digitale- che assume uno pseudovalore di documentazione conoscitiva ai fini del restauro).
Il problema è che il diagramma è molto carino da far vedere, ma fatto in questo modo riflette non un grosso pacco di documentazione analitica di rapporti di sovrapposizione accertati, ma solo dei simpatici pregiudizi su cosa potrebbe essere più o meno antico.
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kabur
Mi permetto infine . . . di dubitare che siano solo gli archeologi ad avere familiarità con il principio che uno strato analizzato in due tasselli differenti fisicamente discontinui non sia lo stesso strato. Non è che sono le persone dotate di logica ad avere familiarità con questo principio?
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Me ne rallegro. Ma evidentemente nel cantiere edile, archeologico, di restauro e quant'altro, la logica (o le persone dotate di logica?) rimangono fuori (naturalmente mi ci metto anche io nella partita).
Non ho mai conosciuto nemmeno un Architetto che capisse perché se io vedo una tessitura muraria aprendo un saggio in un intonaco e poi vedo una tessitura apparentemente uguale aprendo un nuovo saggio a qualche metro di distanza NON posso attribuire lo stesso numero di Unità alle due murature che ho visto, ma devo attribuire due differenti numeri e redigere due separate documentazioni per solo dopo ed
interpretativamente proporre eventualmente una equaglianza o una messa in fase

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