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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche


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  #1 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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Predefinito matrice di harris

Scusate per la domanda banale ma come ho già detto non studio archeologia, qualcuno può indicarmi qualche testo che spieghi in modo chiaro e rigoroso come si imposta la matrice di Harris?
grazie
kabur

p.s. delle 14:45.
Il silenzio nel quale è caduta la mia domanda mi ha dato conferma dell'evidente banalità.
peccato

Ultima Modifica di kabur : 02-December-2006 14:45.
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  #2 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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Predefinito non capisco

aiutatemi a capire se ho sbagliato la domanda, se è talmente stupida che non ritenete utile rispondere, non riesco a capire perchè più di venti persone abbiano letto la mia domanda senza neanche rispondere per educazione spiegandomi qualcosa. Non è piacevole essere totalmente ignorati.
kabur
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  #3 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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Non saprei, tieni conto che magari chi ha letto era solo "di passaggio"... Per quel che riguarda me ho letto solo ora, ma non ho mai dovuto usarla, per cui non saprei dirti...
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  #4 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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grazie karl per la risposta. Tu hai avuto esperienze di scavo nell'ambito dell'archeologia medioevale?
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  #5 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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No, mi spiace...
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  #6 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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Ci sono vari riferimenti bibliografici a proposito.
Primo fra tutti: E.Harris, Principi di Stratigrafia Archeologica", N.I.S., 1983.
Però si tratta di scritti che "parlano di", non propriamente che ti insegnano come fare.
La verità è che non ha senso parlare di sequenza-matrix se non si ha veramente chiarissimo il concetto (e soprattutto l'esperenza pratica) dello scavo documentato "per singoli contesti".

Ne avevamo già parlato in questo Forum: Matrix
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  #7 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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ma l'applicazione della matrice di Harris non può avvennire anche per gli alzati di edifici? In questo caso mi pare sia un po' meno complesso determinare l'appartenenza a uno strato di un elemento.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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. . . magari per ingannare l'attesa aspettando l'intervento di qualche Amico/a, vale la pena di riguardarsi i vecchi post .
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  #9 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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ma l'applicazione della matrice di Harris non può avvennire anche per gli alzati di edifici? In questo caso mi pare sia un po' meno complesso determinare l'appartenenza a uno strato di un elemento.
. . . si usa anche sugli alzati. La problematica è identica, salvo che per la discutibile tendenza degli studiosi di architettura di voler applicare la sequenza senza accettare il principio (secondo me indispensabilmente collegato) dello smontaggio progressivo delle evidenze.

Non mi stancherò mai di dirlo: la sequenza-matrix è un indice della documentazione stratigrafica NON una forma di documentazione.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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ti ringrazio per la chiarezza, ho letto il vecchio forum, ma mi chiedo allora come sia legittimo per applicare un metodo che presuppone lo smontaggio progressivo delle evidenze quando il fine ultimo è la conservazione delle evidenze stesse. Se è vero come chiaramente lo è che il metodo va apllicato come hai descritto non resta che dire che non è applicabile all'architettura a meno di elaborarne una modifica sostanziale.
Che ne dici?
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  #11 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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ti ringrazio per la chiarezza, ho letto il vecchio forum, ma mi chiedo allora come sia legittimo per applicare un metodo che presuppone lo smontaggio progressivo delle evidenze quando il fine ultimo è la conservazione delle evidenze stesse.
NON è legittimo.
Nella maniera più assoluta è una cosa da NON fare.

In fondo le applicazioni stratigrafiche sulla architettura sono semplicemente indietro di qualche anno rispetto all'archeologia di terra (dove lo scavo per singoli contesati non è del resto nemmeno oggi totalmente affermato).
Probabilmente l'evoluzione auspicabile sarebbe che anche in campo architettonico si riconoscesse un margine di applicablità ad un approccio "materialistico" conoscitivo-distruttivo (ovviamente se, nella misura e fino al punto in cui è accettabile la perdita del bene o di parte di esso in cambio di una sua completa analisi) al posto dell'attuale estremizzazione fra elementi murari "intoccabili a prescindere" ed elementi murari distruggibili senza ulteriore documentazione all'infuori di quella "superficiale" o se vogliamo dire così "esteriore".

In altre parole, allo stesso modo in cui l'Archeologo scava Unità Stratigrafica per Unità Stratigrafica, fino al momento in cui valuta -per motivi di tutela- non più opportuno proseguire nello scavo e preferibile lasciare visibili e non ulteriormente scavate determinate evidenze, sarebbe auspicabile che anche l'Architetto imparasse a "sfogliare" l'edificio storico smontando una alla volta evidenze sovrappostesi nel tempo (e rigorosamente in ordine inverso a quello in cui furono realizzate) fino al momento di decidere di sospendere l'operazione e di valorizzare le restanti evidenze per una fruizione futura.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 02-December-2006
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. . . ed ecco che lì avrebbe pienissima cittadinanza l'applicazione della sequenza-matrix come strumento di controllo di una documentazione analitica dello smontaggio elemento per elemento.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 03-December-2006
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Esercizi di matrix
Amadori L.; Capponi M.; De Rossi G.; Foschi A. 1996


Questo libro è molto utile per esercitarsi..certo bisogna conoscere i concetti generali.E per questo rimando al libro già consigliato (E.Harris, Principi di Stratigrafia Archeologica).
Ciao ciao.
__________________
Perché tu mi oda, le mie parole a volte si assottigliano come le orme dei gabbiani sulle spiagge.
(P. Neruda)
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  #14 (permalink)  
Vecchio 03-December-2006
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scusa Mdd ma "sfogliare" l'edificio storico smontando una alla volta evidenze sovrappostesi nel tempo fino al momento di decidere di sospendere l'operazione e di valorizzare le restanti evidenze per una fruizione futura mi pare un approccio al tema del restauro o più in generale dell'architettura molto prossimo agli interventi di liberazione. Non è forse ammissibile l'impiego di indagini non distruttive o micro-distruttive che consentano di distinguere strati differenti senza sfogliarli ovvero distruggerli?
grazie
buona serata
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  #15 (permalink)  
Vecchio 03-December-2006
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scusa Mdd ma "sfogliare" l'edificio storico smontando una alla volta evidenze sovrappostesi nel tempo fino al momento di decidere di sospendere l'operazione e di valorizzare le restanti evidenze per una fruizione futura mi pare un approccio al tema del restauro o più in generale dell'architettura molto prossimo agli interventi di liberazione. Non è forse ammissibile l'impiego di indagini non distruttive o micro-distruttive che consentano di distinguere strati differenti senza sfogliarli ovvero distruggerli?
Senz'altro sì. Ma la sequenza-matrix NON, assolutamente NON è accettabile come forma di documentazione non invasiva.
Perché NON è una forma di documentrazione (ma solo una forma di controllo sulla documentazione) ed è legata a processi conoscitivi di tipo distruttivo.

Che poi l'apporoccio distruttivo possa avvenire per "saggi" è un altro discorso (ma allora il non archeologo non riuscirà mai a capire perché a quel punto tutto diventa assolutamente inutile, perché solo a noi è familiare il principio che uno strato scavato in due saggi differenti senza continuità fisica NON è lo stesso strato), così come (ed è lì che mi piacerebbe si arrivasse) altro discorso sarebbe affermare la necessità di un approccio di documentazione sistematica "per singole evidenze" una voltra che una parte qualsiasi di un manufatto edilizio storico venisse giudicato demolibile.
E' deprimentissimo per l'Archeologo continuare a trovarsi (ancora dopo decenni) nella situazione paradossale di studiare con fatica strutture murarie di epoca basso o post medievale nel loro livello di fondazione perché la Soprintendenza ai Beni Archeologici segue il principio che se un contesto stratigrafico può essere distrutto deve esserlo attraverso un processo conoscitivo, mentre gli alzati della stessa struttura muraria sono un tabù e sono destinati ad essere perduti perché la Soprintendenza ai Beni Architettonici o tutela assolutamente oppure permette di distruggere senza nessun intervento conoscitivo in corso di demolizione (ed inoltre spesso si limita a tutelare la struttura muraria solo sotto il profilo dimensionale-strutturale o al massimo estetico, mentre difficilmente si preoccupa della microstoria del singolo elemento strutturale e della originarietà o meno dei sui elementi costitutivi).

Lo dico per lunga e triste esperienza di cantiere urbano, anche su edifici storici di una certa importanza.
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