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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche


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  #31 (permalink)  
Vecchio 12-December-2006
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Se ben ricordo a Ravenna in alcune chiese (S. Vitale forse, ma non ne sono sicuro) ci sono finestre con inserti di alabastro a mo' di vetri, non trasparenti ma traslucidi. Potrebbe trattarsi anche in questo caso di lapis specularis?
E' vero, era stata la prima cosa che mi era venuta in mente anche a me in apertura di Thread: c'è sicuramente qualche monumento dell'area di S.Vitale con questa caratteristica (direi -ma non sono sicurissimo- che potrebbe trattarsi addirittura del mausoleo di Galla Placidia). Però lì per l'appunto non si tratta di materiale trasparente che consenta di vedere attraverso (come direi sottintenda etimologicamente l'espressione "specularis") ma di una pietra (forse alabastro?) tagliata in un foglio così sottile da lasciar diffondere un minimo di luce.
Comunque che l'espressione "lapis specularis" possa essere applicata anche a quel caso potrebbe anche essere, in fondo ho l'impressione -ma è una mia impressione- che sia un termine generico che fa più riferimento alla funzione di elemento di finestra che non a precise caratteristiche ottiche.
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  #32 (permalink)  
Vecchio 12-December-2006
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Confermo, si tratta proprio del mausoleo di Galla Placidia e sembrerebbe alabastro:

http://www.italie1.com/images/ravgalplacid1.jpg

http://www.jeffcook.info/Italy/index_files/image224.jpg
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  #33 (permalink)  
Vecchio 12-December-2006
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. . . anche se le attuali lastre di alabastro del Galla Placidia sono state montate in un intervento di restauro dell'inizio del XX sec. (andrebbe controllato meglio cosa vi fosse originariamente).

http://www.turismo.ra.it/binary/turi...1102598605.pdf
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  #34 (permalink)  
Vecchio 13-December-2006
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Wikipedia, nell edizione tedesca che ho consultato, definisce l'alabastro da trasparente a translucido. Una breve ricerca mi ha postato a sapere che esistono gessi trasparenti.

Io ricordo, oltre al Mausoleo di galla Placidia in cui le finestre lasciano passare poca luce anche un altro edifico, con tali finestre nell'abside. ma si tratta di un ricordo legato ad una visita fatta oltre 50 anni or sono! Poteva essere S. Apollinare?
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #35 (permalink)  
Vecchio 13-December-2006
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Quanto al gesso, confermo ciò che ho scritto in un precedente post: in certi casi può raggiungere una trasparenza veramente eccezionale e dimensioni di qualche decimetro.
Casualmente ne ho sulla scrivania un bell'esemplare a "coda di rondine", ma all'ufficio mineralogico della Regione Emilia Romagna ne ho visti in vetrina di ancora più incredibili.
Quindi sì, il cristallo di gesso (forse la stessa cosa che da qualche parte ho visto menzionata come "talco" ? ) poteva certamente essere utilizzato per questi scopi.

Quanto all'alabastro pare anche a me di averlo visto impiegato non solo al Galla Placidia (ma anche in qualche altro momumento ravennate e forse anche in una basilica a Roma e forse forse -ma qui decisamente la sto sparando- varrebbe la pena di controllare se non anche a Venezia in S.Marco), però mi viene ora il dubbio (visto che nel caso esaminato le lastre di alabastro risultano collocate nel XX sec. e ignoro cosa ci fosse prima) che forse l'uso da finestra di questo materiale non sia tanto antico.
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  #36 (permalink)  
Vecchio 13-December-2006
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ragazzi scusate se non vi ho risposto prima ma non mi sono collegata.grazie a tutti.davvero.mi fa piacere che non ci siamo fermati alle polemiche .mi avete tolto un bel dubbio.grazie ragazzi!
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  #37 (permalink)  
Vecchio 13-December-2006
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Io ricordo . . . anche un altro edifico, con tali finestre nell'abside. ma si tratta di un ricordo legato ad una visita fatta oltre 50 anni or sono!
Però ! ;-)

http://cs.anu.edu.au/~James.Popple/p...venna-1994.jpg
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  #38 (permalink)  
Vecchio 13-December-2006
Mdd Mdd Non in Linea
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Non ci metterei la mano sul fuoco, ma l'impressione è decisamente quella.
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  #39 (permalink)  
Vecchio 13-December-2006
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Direi che ci siamo, erano proprio quelle!

E ricordo inoltre che alcuni riquadri erano stati riparati usando un materiale, forse lana o cotone, tra due vetri, per simulare la traslucenza dell'alabastro.

Cordialmente
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #40 (permalink)  
Vecchio 13-December-2006
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Beh, era proprio San Vitale :smile: .
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  #41 (permalink)  
Vecchio 13-December-2006
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Che bello! Non ho ancora perso la memoria!

Grazie
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dott. Claudio Giorgini
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  #42 (permalink)  
Vecchio 03-January-2007
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Predefinito Petra Specularis

En primer lugar, buenas tardes, y perdón por escribir en español.
Casualmente, he visto que "Eumachia" planteaba una duda sobre que es la "petra specularis". No sé si, al haber pasado tiempo, mi respuesta le puede ser útil, pero la "petra specularis", también denominada "lapis specularis", es una variedad de yeso (gesse) cristalizado (es un sulfato cálcico dihidratado, CaSo4.2H2O). Este yeso se utiliza en época romana altoimperial para distintos usos, pero, su utilización como cerramientos de ventanas no se trata de una solución técnica excepcional, sino que fue bastante utilizado. Es verdad, que su uso convive con el del cristal, y posteriormente el cristal llega a substituirlo como cerramiento de vanos. En época altoimperial, se explotaba mediante minería subterránea, en distintas zonas del Imperio. La piedra especular de mayor calidad, según algunos autores clásicos, se encuentra en Hispania. Uno de los autores clásicos que más habla del lapisspecularis, es Plinio el Viejo.
La piedra especular no debe confundirse con el alabastro, ya que mientras que el alabastro es un material translúcido, el yeso especular es transparente, y puedes ser separado en delgadas láminas. Su uso principal en época romana altoimperial es el cerramiento de ventanas (finestre), aunque cuenta con muchos otros usos, entre ellos, la fabricación de estucos de calidad.
Por otra parte, "Lapis specularis" no es un término genérico, ya que se refiere a una piedra de determinadas características, la más valorada de las cuales es su transparencia.
Espero que la explicación haya sido útil, a pesar del idioma. Si tiene alguna duda, o no entiende algo, se lo puedo aclarar. Para más información, sobre este material, su minería, y la minería romana en general, existe la página http://www.lapisspecularis.org
Un saludo
Iberia
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  #43 (permalink)  
Vecchio 03-January-2007
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Grazie Iberia !

Il dubbio che potesse essere un termine generico veniva dalla eventualità che in altre zone si potesse (forse) usare qualche altro materiale, in particolare la "mica".

In Italia credo che comunque si tratti di una tecnica assolutamente eccezionale, perché in epoca imperiale romana si diffondono abbastanza presto i vetri in lastre.

Grazie anche per il link. :-)
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  #44 (permalink)  
Vecchio 03-January-2007
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Predefinito petra specularis

Cuando no existen datos de algo, no significa que ese algo no exista. Es probable que en muchas excavaciones de época romana, falta el "lapis specularis" de los registros arqueológicos, no porque no se haya utilizado en ese ámbito concreto, sino porque el mineral se ha degradado de manera que no es fácil su identificación, o porque sencillamente el equipo de excavación lo desconoce, y por tanto no lo incluye en la documentación arqueológica.
A esto se debe que no contemos con demasiados datos que hagan referencia a este material, tanto en excavaciones antiguas como modernas. Sólo desde hace poco tiempo, hemos comenzado a tender noticias de su hallazgo en excavaciones arqueológicas, en diversas partes del Imperio. Hasta ahora, habia algunos datos procedentes de Pompeya.
Es cierto que se usa vidrio para ventanas en momentos tempranos del Imperio, pero en esos primeros momentos era difícil obtener placas de vidrio de gran tamaño, y de calidad, ya que por lo menos, una de las superficies de la placa era rugosa, con lo que empeoraba la transparencia.
También se utilizaba la mica para cerramiento de ventanas. No obstante, yo creo que el uso del yeso cristalizado como cerramiento de ventanas no es excepcional, sobre todo en la primera mitad del s.I d.C., ya que se ha documentado que la explotación de las minas en las que se extrae este mineral continúa incluso en el siglo II d.C.
Como ya he mencionado, el "lapis specularis" es citado por varios autores clásicos, que hablan de su importancia. Las fuentes históricas se han visto confirmadas en los últimos años por los datos arqueológicos. El gran volumen de las explotaciones: existen cientos de minas en las que se explotaba el lapis specularis, y cientos de kilómetros de galerías subterráneas, indican que no se trató de algo puntual. El "lapis specularis" hispano, como la mayoría de la producción de las minas metálicas hispanas, no se utilizaban sólo en Hispania. En concreto, el "lapis specularis" procedente de las minas de Hispania, sólo una pequeña parte se quedaba para el comercio interior, y el resto, es decir, la mayoría del mineral extraído, se distribuía a través del puerto de Carthago Nova, hacia Roma y el resto del Imperio.
Los autores clásicos dicen que en Hispania existen las mayores minas de este material, y de mayor calidad. Por datos que tenemos, existen minas de este mineral en Italia, entre otros lugares del Imperio; en concreto, en las cercanías de Bolonia debe haber minas de este tipo de yeso.
Si me interesaría saber si hay excavaciones o datos de yacimientos, donde se haya localizado fragmentos o placas de "lapis specularis".

Ultima Modifica di iberia : 03-January-2007 21:13.
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  #45 (permalink)  
Vecchio 04-January-2007
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. . . en concreto, en las cercanías de Bolonia debe haber minas de este tipo de yeso.
Macché .
Forse qui i sistemi di estrazione erano differenti (forse erano non tanto in galleria, ma su fronti di scavo aperti) e non ne sono rimaste tracce perché le medesime "cave" sono state usate fino a pochissimi anni fa.


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iberia Visualizza Messaggio
Si me interesaría saber si hay excavaciones o datos de yacimientos, donde se haya localizado fragmentos o placas de "lapis specularis".
Interesserebbe anche a me .
Io faccio scavi archeologici (soprattutto romani) in Italia da ventisei anni: dall'Alto Adige alla Sicilia, dalla Puglia al Piemonte eppure niente! Niente, anche se io sono abituato ad insospettirmi se vedo nello strato pietre che non sono tipiche della zona dove scavo e anche se la questione dei vetri da finestra mi è sempre stata presente.
Non escludo che qualcuno abbia mai trovato qualcosa, ma direi di escludere che sia un ritrovamento consueto.
Forse il fenomeno era diffuso solo a Roma e in qualche centro principale della Campania (o in villae particolarmente lussuose) e solo in un arco di tempo definito.

Dopo, l'estrazione del gesso può essere continuata -senz'altro deve essere continuata- , ma forse non tanto per ricavare lastre, quanto per ricavare legante (mediante frantumazione e cottura del medesimo minerale).
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