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Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche


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  #1 (permalink)  
Vecchio 09-December-2006
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Predefinito Analisi materiali da costruzione

Premetto di non essere un archeologo e di non aver mai partecipato a uno scavo archeologico. Quando vengono rinvenute delle porzioni di costruzioni, quali tecniche vengono impiegate ordinariamente in Italia per caratterizzare i materiali che le compongono sia nel caso in cui si debba in qualche modo procedere alla "demolizione" sia nel caso in cui si conservino le strutture?
grazie
kabur
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Vecchio 09-December-2006
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Premetto di non essere un archeologo e di non aver mai partecipato a uno scavo archeologico. Quando vengono rinvenute delle porzioni di costruzioni, quali tecniche vengono impiegate ordinariamente in Italia per caratterizzare i materiali che le compongono sia nel caso in cui si debba in qualche modo procedere alla "demolizione" sia nel caso in cui si conservino le strutture?
Non sono sicuro di aver capito l'espressione "caratterizzare".

Prendiamola alla lontana, la documentazione delle strutture in scavo archeologico prevede alcune operazioni che di standard direi essere queste:
- foto dall'alto e foto dei prospetti
- disegno totale in pianta scala 1:20 (notare che è una pianta "archeologica", di fatto una via di mezzo fra un rilievo architettonico ed una vista dall'alto) con quote altimetriche
- disegno di una porzione significativa del prospetto (tessitura muraria) scala 1:10 oppure 1:20 quotata altimetricamente
- conteggio del numero di elementi costitutivi rientranti in 1 mq di prospetto
- misure degli elementi costitutivi (media di un congruo numero di misurazioni dirette, solitamente fra le 10 e le 30 misurazioni di elementi apparentemente delo stesso tipo)
- campionatura di almeno 1 mattone ed almeno qualche grammo di malta di posa, campionatura di qualche grammo di pietra da costruzione (solo in casi particolarissimi si campiona anche il ciottolo di fiume)
- compilazione della scheda di US (o, se adottata, di USM) con descrizione complessiva della struttura, della sua tecnica di costruzione (elementi costitutivi comprese le malte e l'altezza media dei letti e se riconoscibile strategia di costruzione) e dei suoi rapporti stratigrafici (compresa particolare attenzione alla possibilità che la medesima struttura muraria sopravviva attraverso fasi successive), individuazione della fase più antica di costruzione della fase di defunzionalizzazione; indicazione nella scheda della quota altimetrica (o le quote altimetriche) dei piani di calpestio compatibili con la struttura.

Poi però dipende dalla impostazione del "sistema" di documentazione dello specifico scavo e da eventuali richieste particolari della Direzione Scientifica (anche in realzione ad aspetti burocratici nel caso della necessità di una autorizazione alla demolizione).
Insomma, può variare.

Analisi specifiche di solito non si fanno, ci si limita a campionare.

La simbologia grafica dei disegni è ancora oggi molto disuniforme.

Ultima Modifica di Mdd : 09-December-2006 18:19.
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Vecchio 09-December-2006
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bene, come sempre l'efficacia di Mdd fa scuola. Allora il mattone prelevato e il campione di malta vengono solamente archiviati o vengono caraterizzati contemporaneamente al procedere dello scavo? Se avviene contemporaneamente quali sono le analisi che si effettuano sul mattone o ancora più interessante sulle malte?
grazie
kabur
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Vecchio 09-December-2006
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bene, come sempre l'efficacia di Mdd fa scuola. Allora il mattone prelevato e il campione di malta vengono solamente archiviati o vengono caraterizzati contemporaneamente al procedere dello scavo? Se avviene contemporaneamente quali sono le analisi che si effettuano sul mattone o ancora più interessante sulle malte?
Durante lo scavo direi nessuna analisi.
Poche anche dopo solitamente.
Per lo più le campionature sono prudenziali (soprattutto se c'è una distruzione della struttura).

Sulle malte sono poche le zone d'Italia per le quali ci sono conoscenze tali sulle provenienze delle sabbie epoca per epoca da incentivare analisi con utilità immediata.
Però è un serpente che si morde la coda: l'Archeologo non è incentivato a far analizzare le malte perché sa che non esistono ancora archivi sufficienti a rendere indicazioni utili, in questo modo gli archivi (che inizialmente richiederebbero informazioni che l'Archeologo può ricavare da altra via -per esempio dai riempimenti di fondazione- senza rendergliene affatto) non si formano sufficientemente.
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Vecchio 09-December-2006
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siccome il costo non è eccessivo, e l'invasività del prelievo non è molta a fronte delle informazioni ricavate, non si potrebbero fare prelievi in quantità tali da:
1_ allestire una o più sezioni lucide della malta
2_ allestire una o più sezzioni sottili ricavate dalle sezioni lucide per fare una analisi petrografica delle malte
3_ effettuare qualche analisi calcimetrica nel caso di malte a base di calce
4_ fatta la calcimetria fare una analisi della curva granulometrica

si otterrebbero così dei risultati per catalogare meglio le opere rinvenute, ancor più se poi verranno distrutte o in qualche modo potranno disfarsi. So che ci sono problemi del genere negli scavi del teatro romano di Aosta, perchè le puddinghe dopo secoli in certe condizioni sotto terra, appena a contatto con l'atmosfera iniziano a disfarsi. Inoltre catalogando le malte in questo modo si potrebbero avere più dati per ricercare e mappare le cave.
kabur
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Vecchio 09-December-2006
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Detto così sembra interessante.
Però a dire il vero gli unici lavori sistematici che io conosca sono stati rivolti esclusivamente alla individuazione delle provenienze della sabbia (contando sul fatto che in epoche differenti potesse variare la dislocazione delle attività estrattive e quindi anche la natura dell'inerte). Penso al caso di Genova, per esempio.
Per quello che ne so l'aproccio più frequente è sui depositi di digregazione della malta e non su sezioni sottili.
Però capita così raramente che potrei essere male informato io.

Ultima Modifica di Mdd : 09-December-2006 18:50.
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Vecchio 09-December-2006
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Quando parli di analisi dei depositi di disgregazione intendi l'analisi del deposito successivo alla disgregazione della malta in laboratorio? In quel caso, ovvero nel caso della disgregazione in insoluto di HCl, puoi analizzare l'inerte ma ti sei perso tutti i dati sulla presenza di composti a matrice carbonatica presenti nella malta. Infatti questi ultimi, reagendo con l'acido non hanno lasciato tracce che rimangono alla filtratura con carta. Per questo serve allestire una sezione sottile sul vetrino, in modo da analizzare in luce polarizzata la malta. Così se le sabbie impiegate nell'impasto erano di natura carbonatica potremmo darne la caratterizzazione petrografica. Analogamente si potrebbe poi fare con il legante stesso, posto che non si vogliano fare indagini più approfondite di tipo elementare come l'analisi degli spettri EDS. In questo caso ad esempio potremmo sapere se la calce impiegata era di tipo magnesiaco, restringendo così il campo di ricerca delle possibili cave di provenienza.
kabur

Ultima Modifica di kabur : 09-December-2006 20:42.
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Vecchio 09-December-2006
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Quando parli di analisi dei depositi di disgregazione intendi l'analisi del deposito successivo alla disgregazione della malta in laboratorio? In quel caso, ovvero nel caso della disgregazione in insoluto di HCl, puoi analizzare l'inerte ma ti sei perso tutti i dati sulla presenza di composti a matrice carbonatica presenti nella malta.
Per quanto attiene alla mia esperienza personale è proprio così.
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