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Archeologia greca. Antica Grecia In questa sezione rientrano le discussioni generiche relative all'archeologia greca

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Vecchio 11-August-2008
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Predefinito Il meccanismo di Antikythera

Negli ultimi due anni sono stati fatti enormi progressi nella comprensione del cosidetto meccanismo di Antikythera, rimasto oscuro e misterioso per lungo tempo. Questo reperto fu trovato in un relitto sottomarino di una nave romana presso l'isola greca di Antikythera, a nord di Creta, scoperto nel 1901 da pescatori di spugne.

La nave trasportava un ricco carico di arte greca, probabilmente diretto a Roma, composto da statue di marmo e di bronzo, vasi, gioielli e monete. Dalle monete trovate nel carico, il relitto e' stato datato intorno al 85 a.C.

Nel carico fu trovato anche uno strano oggetto, un blocco di bronzo corroso che sembrava essere fatto da un ammasso di ruote dentate. Esposto nel museo archeologico di Atene, questo oggetto misterioso inizialmente non riscosse la dovuta attenzione degli archeologi.

Soltanto nel 1971 uno storico della scienza, l'inglese Derek de Solla Price ed un fisico nucleare greco, Charalampos Karakalos studiarono l'oggetto usando raggi X e gamma e descrissero un meccanismo ad orologeria ipotizzando che fosse un calcolatore astronomico. Tuttavia questi studi non furono sufficienti per capire a fondo il funzionamento del meccanismo di Antikythera.

Nel frattempo il meccanismo aveva attratto l'attenzione dei fantarcheologi che, negando che un complesso calcolatore ad orologeria potesse essere un prodotto della Grecia, lo avevano classificato come un "opart" (out of place artifact) cioe' un manufatto creato da una civilta' antecedente e superiore. Tuttora rimane un classico della fantarcheologia.

Grazie al progresso tecnologico, il meccanismo di Antikythera e' stato studiato recentemente usando la tomografia computerizzata a raggi X ad alta definizione che ha reso possibile la risoluzione di tutti i pezzi del meccanismo mediante un' analisi non distruttiva.

I pezzi sono stati ricostruiti in ottone ed assemblati. Le nuove tecnologie hanno anche permesso di decifrare in parte le scritte sui quadranti del meccanismo.

Il risultato finale e' stato sbalorditivo. Il meccanismo di Antikythera era composto da ben 30 ruote dentate, delle quali la piu' piccola aveva un diametro di un centimetro. Il meccanismo era contenuto in una scatola lignea, ed era probabilmente azionato con una manovella.

Era capace di predire i movimenti del Sole, della Luna e dei cinque pianeti conosciuti allora e calcolare le date delle future eclissi. Inoltre mostrava le date dei giochi olimpici.

Per via del movimento della Terra, la velocita' del movimento della luna e' percepita come variabile: quando la Luna e' piu' vicina alla Terra sembra si muova piu' veloce. Il meccanismo di Antikythera includeva un congegno ad orologeria capace di riprodurre questo movimento variabile della Luna con precisione.

Il meccanismo di Antikythera, definito dagli studiosi un computer dell'antichita', ha rivelato una tecnologia ben superiore a quella attribuita dagli storici alla civilta' greca di quel periodo. Certamente doveva essere uno strumento molto avanzato per l'epoca. Gli esperti di orologeria che hanno collaborato nella ricostruzione sono rimasti molto colpiti dall'ingegnosita' di certi ingranaggi, come la presenza di due ruote a 53 denti, difficili da suddividere con precisione.
In Europa, meccanismi di questo livello sono ricomparsi solo alla fine del Medioevo.

Cicerone riporta che Archimede costrui' un meccanismo simile a quello di Antikythera. E' possibile che questo calcolatore astronomico fosse finito nel bottino del generale Marcello durante la presa di Siracusa nel 212 a.C, quando lo stesso Archimede fu ucciso. Il calcolatore era probabilmente ancora in possesso degli eredi di Marcello, amici di Cicerone, il quale forse vide personalmente questo strumento in casa loro.

Per approfondimenti inserisco la documentazione bibliografica (tutta in inglese):

Freeth T et al,
Decoding the ancient Greek astronomical calculator known as the Antikythera Mechanism
Nature 444 p 587-591, 2006

Freeth T et al,
Calendars with Olympiad display and eclipse prediction on the Antikythera Mechanism
Nature 454 p 614-617 2008

Il secondo articolo e' liberamente disponibile:

http://www.nature.com/nature/journal...ature07130.pdf

Il sito del progetto:

The Antikythera Mechanism Research Project

Infine un bellissimo video didattico di Nature:

Streaming video: Antikythera



Mario

Ultima Modifica di Mario_A : 11-August-2008 13:11.
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Vecchio 11-August-2008
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Mario_A Visualizza Messaggio

I pezzi sono stati ricostruiti in ottone ed assemblati. Le nuove tecnologie hanno anche permesso di decifrare in parte le scritte sui quadranti del meccanismo.
Una curiosità, sapresti dirmi qualcosa sul tipo di alfabeto utilizzato?
__________________

http://www.addiopizzo.org/
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Vecchio 11-August-2008
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Nell'articolo citato da Mario trovi le immagini e le trascrizioni e qui ulteriori informazioni:
http://www.nature.com/nature/journal...re05357-s1.pdf
__________________

dott. Claudio Giorgini

Ultima Modifica di dceg : 11-August-2008 22:47.
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Vecchio 06-December-2009
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Il meccanismo di Antikythera non ha niente di sovrumano: è semplicemente il prodotto della raffinatissima tecnologia del mondo Greco, sviluppatasi dalla fine dell'età classica e per tutta la durata dell'età ellenistica. Su una rivista di archeologia si faceva addirittura menzione a un primitivo "telegrafo ad acqua" con cui si potevano collegare fra loro più fortezze e comunicare messaggi agli alleati sfruttando il semplice principio dei vasi comunicanti... Grandi pensatori, i Greci!
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Vecchio 07-December-2009
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Su una rivista di archeologia si faceva addirittura menzione a un primitivo "telegrafo ad acqua" con cui si potevano collegare fra loro più fortezze e comunicare messaggi agli alleati sfruttando il semplice principio dei vasi comunicanti... Grandi pensatori, i Greci!

è creazione dei Romani
come riporta Polibio (ho qui sotto mano la rivista ), fu inventato da Enea il Tattico nel IV sec. a.C.
Quell'articolo di archeotecnologia era interessante in generale: i metodi di trasmissione di messaggi di guerra dei Romani erano efficientissimi!
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"Io amo l'umanità. E' la gente che detesto" (Linus)
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Vecchio 07-December-2009
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percorsi espositivi i museo storico p.t.
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Vecchio 07-December-2009
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Chiedo scusa, mi sembrava che fosse un'invenzione sì d'età romana, ma attribuita a un inventore greco. vevo letto l'articolo di sfuggita tempo fa e non mi ricordavo bene i termini del discorso.
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Vecchio 18-December-2009
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Il meccanismo di Antikythera non ha niente di sovrumano...
Non capisco bene il senso di questo post. Certamente non ho sostenuto che avesse qualcosa di sovrumano...sono i fantarcheologi che lo sostengono, a meno che non ti riferissi a loro.

Tuttavia vorrei ulteriormente precisare che la tecnologia ad orologeria con cui e' stato costruito e' assolutamente straordinaria per quei tempi, ed era molto piu' raffinata di quanto storici ed archeologi attribuissero ai Greci di quel periodo prima dei recenti studi da me citati. Tale tecnologia e la scienza contenuta nel meccanismo di Antikythera sono nettamente superiori rispetto a qualunque altra invenzione fatta dai Greci o dai Romani.

Sovrumano no, ma assolutamente eccezionale si'.
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Vecchio 18-December-2009
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Vedo con disappunto che vi è sfuggito questo topic:

Il planetario di Archimede

Buona lettura!
T.
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Vecchio 20-December-2009
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No no, hai capito bene, mi riferivo alle voci che ne parlavano come un qualcosa di fantascientifico. Il fatto che sia un unicum e che di pezzi del genere ce ne siano arrivati pochissimi non significa che Greci e Romani non fossero molto più all'avanguardia di quanto credessimo. Recenti scoperte e studi hanno (come anche tu hai detto) corroborato questa rivelazione, ma ci era comunque già nota una ricchissima bibliografia di scoperte geografiche, astronomiche e meccaniche, che di certo non può essersi attuata senza mezzi tecnologicamente avanzati.
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Vecchio 21-December-2009
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ma ci era comunque già nota una ricchissima bibliografia di scoperte geografiche, astronomiche e meccaniche, che di certo non può essersi attuata senza mezzi tecnologicamente avanzati.
Io non la vedo così. In realtà la grandezza della scienza greca è ancora più notevole proprio perchè è indipendente dalla tecnologia. Se pensi alla matematica, alla geometria, alla stessa misurazione della terra da parte di Eratostene ti rendi conto della grande capacità astrattiva del pensiero greco, indipendentemente da un'applicazione pratica e tecnica che comunque viene sempre vista come degradante.
Chiarificatrici sono le esperienze di Erone, che non sono altro che giochi, piccoli miracoli per lo più sciolti da un'utilità pratica.

In questo senso l'abilità richiesta per la realizzazione di un meccanismo così efficiente e così ben realizzato nella pratica (e non solo nella teoria) è essenziale per la comprensione dell'abilità tecnica antica, pur sottolineando ancora come questa resti in un limbo di scarsa utilità reale.
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Vecchio 21-December-2009
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Vero, Eratostene di Cirene calcolò il diametro della Terra con il solo aiuto di uno gnomone (e con un errore dello 0,8%!); però non si può secondo me affermare che oggetti come il suddetto meccanismo fossero più unici che rari solo perchè non ne abbiamo traccia archeologica. Penso per esempio a tutti gli strumenti di Archimede, che furono rubati dai Romani di Marcello durante il sacco di Siracusa. Chissà quanti nel tempo furono distrutti, o andarono persi, o forse furono rifusi per recuperarne le componenti metalliche. Questo credo che non lo si possa dire con esattezza. Devo convenire sul fatto che a una grande intelligenza creativa dei Greci è sempre corrisposto un certo sdegno per il lavoro manuale, che ha portato i più grandi pensatori a creare macchine di portata eccezionale per l'epoca, ma, come nel caso di Erone, che furono sempre applicate come mirabilia e mai in un'ottica utilitaristica, volta a migliorare il lavoro dell'uomo.
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Vecchio 21-December-2009
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Devo convenire sul fatto che a una grande intelligenza creativa dei Greci è sempre corrisposto un certo sdegno per il lavoro manuale, che ha portato i più grandi pensatori a creare macchine di portata eccezionale per l'epoca, ma, come nel caso di Erone, che furono sempre applicate come mirabilia e mai in un'ottica utilitaristica, volta a migliorare il lavoro dell'uomo.
eh.. io qui sarei più cauto, ed esiterei ad usare quel "sempre"...

è vero che le testimonianze che ci sono arrivate sono solo testimonianze di "mirabilia" e giochetti, però questo è appunto quello che ci è arrivato, non quello che veramente c'era.

Tanto per fare un esempio semplice semplice, a mia conoscenza non c'è nessuna testimonianza scritta dell'uso di sistemi a stampa nel mondo greco-romano, eppure vi sono dei tessuti copti nel I secolo che sono chiaramente decorati a stampa. È vero, si tratta di stampa su tessuto e non per scrittura, ma si tratta comunque di una tecnologia avanzata (è di per sé la stessa tecnologia che si usa nella produzione industriale di oggi) di cui abbiamo le prove archeologiche ma non quelle scritte.
E le prove archeologiche le abbiamo per il semplice fatto che per un fortuito caso della sorte in egitto i tessuti si conservano. Se la stessa tecnica fosse stata usata in grecia, non ne avremmo assolutamente nessuna traccia.

Quindi chi ci dice che quelle stesse tecnologie di cui ci sono arrivati vaghi accenni tramite erone e gli altri non fossero usate (in maniera più semplice, meno raffinata ovviamente) in maniera più diffusa?

Del resto se invece di guardare solo alla tradizione occidentale ci rivolgiamo alla tradizione orientale, notiamo che nel mondo medievale arabo vi erano tecnologie molto avanzate (l'esempio per eccellenza è il manoscritto di al-jazari Al-Jazari - Wikipedia, the free encyclopedia ) che non spuntano certo dal nulla. Anzi, è ben noto che gli arabi presero ad ampie mani dalla cultura e scienza greca, e vedendo quello che sono riusciti a sviluppare, e quelle che erano cose comuni nel mondo arabo, io ho la netta impressione che avessero accesso ad una tecnologia e conoscenza greca che doveva essere molto più vasta di quella a cui abbiamo accesso noi.

E in fondo mi sembra anche ovvio che le conoscenze greche non potessero limitarsi a quei pochi esempi spettacolari di Erone. Secondo me la situazione doveva essere simile a quella del rinascimento, e erone paragonabile a leonardo da vinci: è vero che erone, come leonardo, erano delle vette etreme, avanti suoi loro tempi, però è anche vero che leonardo non era un unico fiore in un deserto, ma era semplicemente la massima espressione di quella che era tutto un ampiente culturale in piena attività e in pieno fermento, in cui le tecnologie erano usate relativamente su larga scala. Erone secondo me va visto in maniera simile, non un fiore in un deserto, ma "semplicemente" il fiore più bello in intero capo di fiori.. insomma, la massima espressione di una società che nel suo insieme doveva essere parecchio innovativa.
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Vecchio 21-December-2009
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Mah, non sono concorde in tutto e per tutto... come hai detto tu stesso (cosa che io non sapevo, questa dei tessuti copti decorati a stampo), un eventuale stampo lo utilizzavano magari per decorare più vestiti, anche in un'ottica di "pre-produzione di massa", ma non per una cosa molto più utile come la stampa di libri (o meglio, di papiri). E' lì che secondo me gli è mancato lo scatto in più che poi è arrivato ai posteri. e comunque, te lo dice uno che sta per laurearsi in archeologia greca, quindi un ammiratore di questa cultura. Non vorrei però che a son di rivalutarla si finisse per sopravvalutarla. Anche se comunque è chiaro che vale la regola da me già citata: se le prove non ci sono, lo studioso è tenuto a formulare le ipotesi che più crede giuste (sempre nei limiti del possibile).
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Vecchio 22-December-2009
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Lama, quello che dici è condivisibile. Però per sviscerare a pieno un argomento come quello della tecnica antica dovremmo fare forti distinzioni, per prima cosa, sui tempi, tra epoca classica, ellenismo, vari periodi imperiali, tardo antico e bizantino. Una seconda distinzione notevole è tra le tecnologie di uso comune e i mirabilia, e all'interno di quelle di uso comune una distinzione va fatta tra quelle diffuse e accessibili a ogni strato sociale e quelle peculiari di classi sociale agiate.

Già con queste distinzioni è possibile fare una riflessione più coerente sulla diffusione e sul reale interesse.
Ctesibio e Erone, per dirne due, non sfornano solo mirabilia (e anche se avessero sfornato solo quelle nella realizzazione testimoniano una capacità di produzione di componenti meccaniche assolutamente all'avanguardia) ma anche macchine con un certo riscontro pratico. Quello che intendevo è, però, che, se si escludono alcuni campi come l'idraulica o la poliorcetica e l'attività militare in generale, l'applicazione di meccanismi capaci di favorire il lavoro e le attività umane è marginale.
Motivazioni di ciò vanno cercate non solo nello "sprezzo" aristocratico, tipico forse più dell'epoca classica che dei periodi successivi, ma in fattori economici e sociali ben più pregnanti.
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