Ho letto l’articolo originale di questo lavoro, pubblicato su PNAS (una delle piu’ prestigiose riviste scientifiche al mondo) e sono rimasto assolutamente stupefatto. Per chi fosse interessato, l’articolo e’ liberamente disponibile sul Web, piu’ le informazioni supplementari con altri dettagli sullo studio (secondo link):
http://www.pnas.org/content/105/26/8823.full.pdf http://www.pnas.org/content/suppl/20...03317105SI.pdf
L’argomento e’ alquanto intrigante. Gli autori hanno interpretato diversi punti dell’Odissea come eventi astronomici, alcuni molto chiari altri piu’ discutibili, si sono attenuti in modo scrupoloso al tempo intercorso fra essi secondo l’Odissea e hanno scoperto che effettivamente tutti questi eventi sono accaduti con la cadenza temporale descritta da Omero, circa dieci anni dopo la presunta data della caduta di Troia.
Gli eventi interpretati e calcolati sono:
1)
Mercurio. Il viaggio di Hermes fino all’estremo occidente, nell’isola di Ogigia, per annunciare a Calypso la volonta’ degli dei di far tornare Ulisse a casa. Hermes riparte subito dopo l’annuncio (Canto V) Questo sarebbe un’allegoria del moto del pianeta Mercurio, conosciuto dai Greci, e difficile da vedere perche’sempre vicino al Sole. L’evento astronomico sarebbe la posizione che Mercurio assume molto basso sull’orizzonte, permettendo di essere visto di notte sul mare guardando ad occidente dalle coste ioniche della Grecia. L’associazione pianeta Mercurio-dio Hermes era nota in eta’ classica ed e’ riportata da Platone, tuttavia non ci sarebbero riferimenti sicuri di questa associazione in epoche pre-classiche.
2)
Pleiadi, Boote e Orsa. Durante la navigazione sulla zattera da Ogigia verso Oriente, Ulisse, seguendo le istruzioni di Calipso, guarda le costellazioni delle Pleiadi e Boote e tiene l’Orsa sempre alla sua sinistra.
3)
Venere. Dopo il naufragio e soggiorno a Scheria, Ulisse viene riportato ad Itaca da una nave dei Feaci. La nave arriva nel porto di Forco quando Venere e’ visibile prima dell’alba:
“Quando si levo’ la stella piu’ fulgida, che salendo annuncia la luce dell’alba, all’isola si avvicinava la nave che corre sul mare “. (XIII 93-95)
4)
Luna nuova. In tre passaggi dell’Odissea viene detto che Ulisse ritorna ad Itaca con la luna nuova: Ulisse ancora in incognito dice ad Eumeo:
“ Quando una luna cala e l’altra incomincia, in questo tempo Odisseo sara’ qui, tornera’ a casa e punira’ tutti coloro che oltraggiano la sua sposa, il suo splendido figlio” (XIV, 161-164). Piu’ avanti viene precisato che :
“ Era una notte cupa, senza luce di luna” (XIV, 457). Poi Ulisse parla con Penelope, ancora sotto falsa identita’ la rassicura e le rivela cio’ che ha gia’ detto ad Eumeo:
“ Quando una luna cala e l’altra incomincia, in questo tempo fara’ ritorno Odisseo” (XIX, 306)
5)
L’Eclisse totale di Sole. La luna nuova e’ un evento necessario per avere un’eclisse totale di sole. Teoclimeno dice ai Proci riuniti per il pranzo:
“Sciagurati, che cosa vi accade? L’ombra della notte vi avvolge il capo, il volto, fino ai ginocchi, le guance sono inondate di lacrime, si odono risuonare lamenti: gronda il sangue dai muri e dalle belle architravi; il portico e’ pieno di ombre, pieno e’ anche il cortile, di fantasmi che scendono nel buio dell’Erebo; il sole e’ scomparso dal cielo, e’ scesa una nebbia funesta” (XX, 351-357)
Prendendo per buone queste interpretazioni, e rispettando la cronologia dell’Odissea tra questi eventi, i due astronomi Constantino Baikouzis (Rockfeller University, USA) e Marcelo Magnasco (Observatorio Astronomico de La Plata, Argentina) hanno calcolato che tutti questi eventi sono effettivamente accaduti con la concatenazione temporale descritta nell’Odissea. La sequenza termina con un’eclissi totale di sole, visibile sulle isole ioniche a mezzogiorno del 16 aprile 1178 a.C. (Table 1 articolo originale). La probabilita’ che si abbia questa sequenza e’ una volta ogni 2000 anni!
Si potrebbe essere scettici sulle interpretazioni, come lo sono quasi tutti i grecisti, pero’ se queste interpretazioni venissero accettate, la sequenza non puo che essere questa. Il giorno dell’eclissi e’ all’inizio della primavera. Quando Ulisse incontra Eumeo e gli racconta di essere fuggito dai suoi rapitori durante una sosta ad Itaca e di essersi nascosto sotto una folta macchia di alberi fioriti (XIV, 353), Omero ci dice che l’azione si svolge effettivamente all’inizio della primavera.
Ovviamente si potrebbe obbiettare che la profezia di Teoclimeno non descrive un’eclissi di sole, ma e’ solo il presagio del destino che attende i Proci alla fine di quel giorno. Tuttavia, i muri di color rossastro, le ombre, il buio e ovviamente la scomparsa del sole calzano alla perfezione anche un’eclissi totale di sole. I Proci stanno pranzando, e l’eclissi del 16 aprile 1178 a.C e’ avvenuta a mezzogiorno (anche se l’ora del pranzo non e’ specificata nell’Odissea).
Un’interpretazione non esclude l’altra: l’eclissi nell’antichita’ erano presagi sinistri e quindi questo avvenimento astronomico e’ usato in tal senso da Omero. Un’altra obbiezione potrebbe essere che i Proci non si accorgono dell’eclissi: uno di loro, Eurimaco infatti dice:
“E’ pazzo, questo straniero giunto da poco. Presto ragazzi, portatelo fuori di casa, che vada in piazza, se qui gli sembra sia notte” (XX, 360-363) Omero ci dice anche, poco prima, che i Proci sono stati sconvolti da Athena e non si accorgono di nulla.
(Nota: I brani omerici che ho citato sono tratti dall’Odissea, 2005 Marsilio Editore, trad. Maria Grazia Ciani)
Qual’e’ il significato di questo studio? E’ un’incredibile coincidenza? L’Odissea segue specifici tempi astronomici con alto contenuto simbolico? Ci sono contenuti storici conservati mirabilmente nella lunga tradizione orale? Indubbiamente il poeta che ha poi fissato in forma scritta l’Odissea nella versione pervenutaci aveva ottime conoscenze astronomiche.
Se la profezia di Teoclimeno descrive l’eclissi totale di sole del 16 aprile 1178 a.C, bisogna anche riflettere su
2 importanti punti, messi in evidenza nell’articolo:
nel VIII sec. a.C. (epoca in cui i poemi omerici sono stati posti in forma scritta) gli astronomi greci non erano ancora in grado di calcolare l’eclissi del passato. Inoltre (fig.S1, informazioni supplementari) quell’eclissi e’ stata vista solo nella regione ionica e continentale della Grecia ma non in nessuna altra regione abitata da civilta’ conosciute all’epoca ( e neppure sull’Egeo).
Quindi, come sarebbe stata tramandata questa informazione? A Itaca? Forse Ulisse e’ stato davvero un importante re di quelle isole del quale e’ rimasta solo una tradizione mitologica confluita poi nell’Odissea?
Quote:
Gibo Tieni presente che è stato proprio Plutarco a identificare Ogigia con le isole Faeroer o con l'Islanda (ovvero quella che chiamavano Thule) dando una base storica a interpretazioni dell'Odissea come quella che ha fatto Vinci trasportando tutti gli avvenimenti nel Baltico. |
Riguardo alle ipotesi che Vinci ha esposto nel suo “Omero nel Baltico”, come gia’ discusso in abbondanza in questo forum, per quanto mi riguarda le ritengo largamente confutate da una chilometrica serie di argomenti, ai quali posso anche aggiungere questa eclissi, che non e’ stata osservata nell’Europa del Nord