Effettivamente il capitano della squadra che perdeva,o, nel caso di partite individuali, il perdente,veniva sacrificato con il rito della decapitazione.
Ci sarebbero molte considerazioni da fare,quello che posso sintetizzare qui è che il gioco era associato all'alternanza:il movimento della palla che passava da un lato all'altro del campo equivaleva all'alternanza del giorno e della notte e della stagione secca e della piogge,così importante in Mesoamerica. Il rituale della decapitazione era un rituale riservato alle divinità telluriche,come le dee della terra e del mais,ed era dunque intrinsecamente legato alla fertilità.
Decapitare il perdente,di solito sullo stesso campo di gioco della palla,equivaleva ad irrorare di sangue il terreno e quindi a fertilizzarlo e fecondarlo.
Per comprendere un po' meglio il legame tra gioco della palla e alternanza delle stagioni si può fare riferimento ad un mito di epoca azteca,narrato da Duran e Tezozomoc.Gli Aztechi si installano a Coatepec e decidono di eleggerla a loro dimora:creano una sorta di lago artificiale,costruiscono il tempio a Huitzilopochtli,uno tzompantli e un campo del gioco della palla,dove esisteva un foro che permetteva la fuoriuscita di tutte le umidità che garantivano l'arrivo della stagione delle piogge. Sempre nello stesso mito,Huitzilopochtli decapita sua sorella,la nemica Coyolxauhqui,nel terreno del gioco della palla.Questa dea è legata alle forze dell'inframondo,della morte e della siccità...e il suo sacrificio fa disseccare completamente le acque del lago,con la conseguente morte di animali e piante.
Vi lascio qui il link per visualizzare il famosissimo rilievo del campo di gioco della palla di Chichen Itza...
http://img264.imageshack.us/img264/6310/fig20au1.jpg