Spero di aver capito qualcosa di più.
Allora:
1- hai a che fare con una sorgente e non con un pozzo: quindi con una struttura naturale, anche se con adattamenti fatti dall'uomo. Sulla sacralità delle sorgenti la bibliografia è infinita. Nell'articolo sull'offerta di monete nella acque che ti ho già segnalato trovi un po' di bibliografia sull'argomento (e ce n'è parecchia altra, ma come punto di partenza potrebbe andare bene) e qualche caso italiano di sorgenti termali con strutture laterizie di raccolta e captazione delle acque.
2- come caso di monumentalizzazione di una sorgente, in periodo molto più antico però, ti segnalo il caso della fonte di Glanum (ma ce ne sono parecchi almeno in Gallia). Dovresti trovare piuttosto facilmente bibliografia sull'argomento.
3- si tratta di una struttura cristianizzata. Se non ricordo male qualcosa del genere c'è in Francia: temo che ti dovrai passare tutte le annate di Gallia... Suggerisco anche Cl. Burgeois, Divona, Paris 1991 e 1992 (sono due volumi: dovrebbero esserci parecchi casi di sorgenti con pozzi di captazione delle acque). In un altro articolo che ho letto tempo fa mi pare che fosse segnalato un caso di pozzo convertito all'uso cristiano. Dovrebbe essere citato qui (ma la pubblicazione del contesto era altrove e la memoria non mi soccorre in questo momento): Acque per l'utilitas, per la salubritas, per l'amoenitas, a cura di M. V. Antico Gallina, Milano 2004 (Itinera 4-5), pp. 273-298.
Il caso di studio è decisamente interessante e stimolante. E qualsiasi cosa dica il tuo prof., a mio avviso la definizione "pozzo votivo" è del tutto fuorviante perchè non dà conto del fatto che lì c'è una sorgente e perchè suggerisce una funzione (deposito per le offerte) che non mi sembra che sia attestata in questo caso. Oltre tutto dalla descrizione più che di un pozzo sembra trattarsi di un piccolo bacino di raccolta delle acque sorgive...
Ninfeo mi sembra parecchio più appropriato.
|