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Archeologia romana. Archeologia antica Roma In questa sezione rientrano le discussioni generiche relative all'archeologia romana o dell'antica Roma


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Vecchio 18-July-2008
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Question TORINO ROMANA (Augusta Taurinorum, ricerche)

Buongiorno a tutti, sono un neo iscritto e, a parte una passione per tutto ciò che può essere antico, sono assolutamente ignorante in materia archeologica.

Però c'è un argomento che mi intriga non poco:
a Torino non c'è traccia di Anfiteatro e Arco (tipici delle città romane) e, soprattutto, una testimonianza sicura di ciò che era la città ai tempi di Roma e il suo sviluppo fino al 1500 d.c.

Mi piacerebbe scambiare qualche parola con qualcuno che ne sa più di me sull'argomento.

E vorrei pubblicare ciò che sono i miei ragionamenti (alla luce, anche, di quanto letto in giro negli anni scorsi) in merito alla possibile locazione dei suddetti edifici.

Grazie!
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Vecchio 18-July-2008
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Ovviamente parlo di Torino perchè è stata la mia città per moltissimi anni e mi ha incuriosito la sua storia.

Innanzi tutto vi spiego qual'è stata la scintilla che ha acceso in me la curiosità. Nel 1996 o 97 (o giù di lì) nella famosa piazza della Repubblica, conosciuta come Porta Palazzo, iniziano i lavori per la realizzazine del sottopasso. Con grande stupore scavando a 10 - 12 metri di profondità vengono alla luce due basamenti marmorei e tracce evidenti di una strada romana.

I lavori ovviamente si bloccheranno per qualche tempo ma poi, come troppo spesso accade, le ruspe spianano il cammino del nuovo tunnel. Nessuna notizia è mai trapelata da quel sottosuolo...

Ma da allora in me è sorto il pallino del: "ma com'è possibile che alle soglie del 2000 trovano ancora roba simile?"... col tempo diventa passione vera.

Curioso un po' e, a parte le tracce leggere lasciate dai Savoia accanto alla loro reggia, scopro che Torino, di romano, ha conservato poco. Eppure...

Eppure Augusta Taurinorum era la città preferita da Giulio Cesare e poi da suo figlio... voglio dire, mica dei deficienti qualsiasi. Se il dittatore usava Torino come città per le vacanze avrà pure avuto qualcosa di bello. Ma a noi è arrivato poco, pochissimo. Le Porte Palatine, qualche resto del teatro, un paio di colonne di un palazzotto interno, l'angolo delle terme... a parte la struttura stessa dell'urbanizzazione del centro.

Ma perchè l'avamposto più importante prima della Gallia non ha nè un anfiteatro nè un arco di trionfo? Voglio dire, c'è ad Aosta (Augusta Praetoria) e non a Torino?

Così spulcio tra tutto ciò che è possibile spulciare tra biblioteche, documenti vari trovati in ogni dove, e contatto anche archeologi... ma: SORPRESA!

La storia di Torino ha un buco che va dal 400 d.C. al 1500 d.C.

Medioevo violento?

Si dice che Torino non sia mai cambiata dalla sua romanizzazione fino all'avvento dei Principi D'Acacia (che nulla hanno a che fare con Acacia Avenue). Per cui? Per cui sembra che fu governata male e grossolanamente per oltre 1000 anni, permettendo alla chiesa di disfare tutto ciò che era romano o, comunque, lasciò che i cittadini disponessero come volevano di ciò che già c'era.

Eppure non esistono documenti ufficiali, cartine o quant'altro che possa darci testimonianza del passato. Cioè, di QUEL passato.

Allora dobbiamo tornare indietro, perchè incredibilmente è più facile trovare informazioni su Torino prima dell'avvento di Cristo che dopo.

Torniamo, quindi, a molto prima dei Romani. Torino, Turino o Taurinia, o Taurasia (questi sono i nomi con cui era chiamata la città) è la capitale per un popolo del ceppo ligure, i Taurini. Viene definita città dai Romani stessi, per la grandezza e l'organizzazione perfetta. Oltre ad un centro fortificato era circondata da una fitta rete di insediamenti rurali che ne ampliavano l'area. I taurini erano un popolo piuttosto rude ma, a quanto pare, avevano conoscenze antiche piuttosto bizzarre.

Si dice che il popolo Taurino, beh, adorasse Iside e Osiride...

Beh? Sorpresi?

Ma la leggenda di Torino si spinge oltre:
(brano tratto da: www . acam . it/torinomisteriosa.htm)
"Alcune credenze vogliono che la fondazione della citta’ risalga al periodo egizio , lo stesso nome avrebbe origini nord africane e in particolare deriverebbe da “Thwt Rym” .l Alessandra Luciano nel suo libro “I magici misteri di Torino” afferma che la citta’ fu fondata da un mitico sacerdote-faraone chiamato Pheaton , che letteralmente significa “qui e’ Aton” , e la cui etimologia ci riporterebbe al mitico Fetonte greco. Riassumendo rapidamente la leggenda, Fetonte era figlio di Apollo e della bella ninfa Climene , il ragazzo , orgoglioso di esser il figlio di un dio si vantava spesso delle sue origini e cosi’ , un suo amico , il malvagio Epafo gli racconto’ che sua madre aveva mentito e che il padre era un comune mortale. Fetonte deluso chiese subito conferma alla madre che , per tutta risposta, lo mando’ dal dio Apollo in persona.

Il giovane , per avere una prova di cio’ che gli veniva raccontato chiese ad Apollo un atto d’amore paterno e gli chiese di promettergli qualunque cosa egli avesse chiesto. Il dio accetto’ di buon grado ma , il figlio fece una richiesta molto pericolosa , gli chiese che gli lasciasse guidare il carro del Sole. Cosi’ Fetonte sali’ sul mistico cocchio , ma non abituato a guidarlo, inizio’ a perdere il controllo delle redini e il sole si avvicino’ cosi’ tanto alla terra che Zeus , preoccupato per le sorti del mondo, fu costretto ad ucciderlo con un fulmine .

Sempre secondo la leggenda il carro fini’ tra le acque del Fiume Eridano, nome che ricorda strettamente “iw ra danit” , il fiume sacro a Ra e dunque ancora richiami all’ energia solare e al dio egizio Aton."

Tutto ciò conferiva a Torino una certa importanza storico-culturale. I Romani infatti non conquistarono il territorio ma si limitarono a creare un alleanza, rafforzata poi da scambi "tecnici". Gli architetti romani diedero, col tempo, un'impronta imperiale alla città.

E così costruirono tutto ciò che una città romana merita... maaa... SI DIMENTICANO DI DUE COSE! Anfiteatro e Arco... Dove sono?
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Ultima Modifica di sanfy13 : 18-July-2008 16:57.
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Vecchio 18-July-2008
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Bene. Allora venite con me, mi travesto da Alberto Angela e facciamo un bel salto indietro. Immaginatevi di essere a Torino 2100 anni fa. Quello che vediamo è una bella città (dell'epoca) costruita in uno spicchio di terra umidiccia tra 3 fiumi e una 40ina di torrenti, più qualche palude e un bel pezzo di fanghiglia. Geologicamente, in pratica, è una bella zozzeria.

Ma l'acqua, si sa, è utile indispensabile, per cui (per la serie meglius abundare quam deficere) i Taurini bonificano il lato est (rispetto al centro storico) e si insediano lì, su un leggero altopiano ricavato tra le depressioni dei letti fluviali del Po (Eridano) (a sud), Dora Riparia e Stura (ad est). Il lato ovest della città è ricco di laghetti e paludi. Il sottosuolo della città è ancora pieno di avvallamenti e cose simili.

Arrivano i romani e rinforzano quanto già c'è e costruiscono le porte. A nord la porta Segusina, a sud la porta Eridana, ad Ovest la porta Marmorea e a Est la porta Palatina. Questi nomi, però, non sono i nomi reali delle porte. Sono nomi che i torinesi hanno attribuito nei secoli alle varie porte e poi alle zone della città. I veri nomi erano Principalis Dextera, Porta Decumana, Porta Praetoria ecc. ecc. ma nulla ci certifica ciò. In corrispondenza con l'attuale via garibaldi c'era la via "decumana maximus" e con l'attuale via XX settembre il "cardo maximus". Per capirci la città era composta da 72 isolati composti dall'intreccio dei cardi e dei decumani.

QUesto è quanto ci riportano gli studiosi,ma vi ricordo... nulla, da Roma a oggi, ci testimonia niente di tutto ciò ufficialmente.

Ufficialmente, invece, si sa che le città romane avevano molti accessi perchè, come scoprirete tra poco, erano molto preoccupati di non congestionare il traffico urbano. Per cui, oltre alle porte principali, SICURAMENTE, c'erano altri accessi. Questo è importante da sapere perchè tra poco ne leggeremo delle belle.

Innanzi tutto ecco la pianta di Augusta Taurinorum:



(fonte: T.S.G. )

Questa è la pianta ufficiale. Quella su cui hanno scritto i libri di testo... ma veniamo ai nostri due oggetti mancanti

(tra l'altro leggo che Maya ha anticipato i dubbi sulla leggenda)

E' uso, nelle città Romane, costruire i posti di raccolta di tanta gente al di fuori delle mura. Così è facile pensare che l'amministrazione comunale di quel periodo costruì l'anfiteatro al di fuori del reticolato urbano.

Si... bella frate'... MA'N'DOVE?

Da qui in poi ecco infittirsi il mistero. I più esperti pongono lo stadio de nartri dove attualmente c'è Piazza San Carlo poichè sono emersi (dicevano) diversi elementi di impianti fognari proprio in quella zona. Tutto molto bello... unico problema...

2002 o 2003: costruiscono il parcheggio sotto piazza san Carlo e... SORPRESA!!! Tracce di: un ponte, un muro che sta dove non dovrebbe esserci, una torre che sta dove non dovrebbe essere e altri particolari che NON spiegano. Ma niente fogne, niente basamenti ellittici, niente di niente.

Vuoi vedere che tutti i calcoli sono sbagliati? Oppure i francesi prima e i Savoia poi hanno veramente demolito tutto?

Eppure, c'è chi dice, parlo di scrittori e artisti del 1700, che l'anfiteatro si trovava sulla strada per andare a Pinerolo ancora ben visibile nelle sue fattezze. Pinerolo si raggiunge, se guardiamo la pianta allegata, uscendo dalla porta principalis dextera (che poi è la porta Marmorea) e andando sempre dritto, non può sbagliare. Ma ricordate cosa dicevo a proposito della geologia della zona?

PALUDI! Per cui impervio, per cui "lassa stare".

Per andare a Pinerolo si usciva, come più o meno si fa tutt'oggi uscendo dalla Porta Praetoria (porta Eridana) e costeggiando più o meno il Po in direzione Ovest.

E allora? Allora ecco qui il primo problema... Discrepanze strutturali delle tesi. Più che altro... come hanno fatto a vederlo ancora integro nel 1700 quando qualcuno neanche se n'è accorto dell'esistenza molto tempo prima?

Ma fa niente. Altra tesi quindi, accantonata quella di Piazza San Carlo: l'anfiteatro è posto vicino alle mura di Torino in prossimità dell'importante strada per Pinerolo.

Uhm... chi può dirlo. Sfogliando e scartabellando mi ritrovo per le mani QUESTA carta... sono passati 1500 anni:



(fonte: www . archeogat . it)

La visuale è quella dalle colline, per cui si vede, di fronte, la porta praetoria dell'altra carta.

Guardate, partendo proprio da questa porta, cosa c'è tra la pen'ultima e l'ultima torre al di fuori delle mura... un ellisse, piatto, sormontato da collinette ad anfiteatro.

E' lui! E' così che diventano gli anfiteatri romani senza manutenzione (verificate su google se non ci credete).
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Ultima Modifica di sanfy13 : 18-July-2008 16:56.
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Vecchio 18-July-2008
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Va bene, sembra, a questo punto, non esserci più dubbi in merito. Ma...

Succede che uno ci pensa un po' e si mette a comparare un po' di fattori. E qui bisogna ritornare indietro di qualche secolo. Siamo ancora al preromano e ai Taurini. Liguri e Taurini hanno un dialetto derivato dal Veneto (non quello che conosciamo oggi, ma un surrogato di vari idiomi locali) mischiato da popolazioni che risiedevano nel Veneto odierno. Per ovvie ragioni hanno imparato a chiamare le cose con nomi simili.
Un po' come i Romani e i Toscani, i dialetti sono diversi, ma alcune parole sono uguali. Idem per Taurini, Liguri e Veneti.

Diciamo che il dialetto Taurinese ovviamente si evolve nel corso dei secoli, ma, ovviamente, alcune parole rimarranno simili. Ecco che, proprio andando a vedere un'altra gloriosa città romana troviamo che potremmo trovarci davanti ad un clamoroso risultato. Andiamo a Verona.

L'arena di Verona è bella e imponente tutt'oggi e viene usata allegramente come se fosse un opera recente. Ah, potenza degli antichi. Scopriamo che, per i Veronesi, la zona dell'Arena è chiamata la zona del "palon" o "balon"... Cily... si, hai letto bene. La strada antica, ora una viuzza nel reticolato veronese, che porta all'anfiteatro è "Via al Pallone", perchè "Pallone" è il nomignolo affettuoso con cui il popolo definiva l'Arena stessa.

Guarda caso anche a Torino esiste un quartiere, anzi, un rione, chiamato Pallone. E' il famosissimo "Baloon". Qualcuno dice che il nome deriva dal fatto che da quel quartiere partì un pallone areostatico... ma a quanto pare il nome Baloon è più antico dell'invenzione del volo aerostatico. Ma ad avvalorare le tesi che si tratti di una combinazione più che plausibile?

Pensiamo a quanto detto:
- 4 porte principali, Palatine (est), Segusina (nord), Eridana (sud), Marmorea (ovest).
- anfiteatro posto al di fuori delle mura, lato ovest impraticabile.

Pensiamo ad un'altra cosa: un anfiteatro, a seconda di cosa viene rappresentato al suo interno, ha diverse esigenze strutturali e un certo fabbisogno idrico. Posizionarlo in una zona "piatta" senza corsi d'acqua può essere poco igienico. Sul lato ovest della città l'acqua c'è ma è stagnante. Proprio in prossimità del quartiere "Baloon" che è posto fuori dalle mura a un km dalle porte palatine (est) c'è l'incrocio tra il canale (ha un nome ma non ricordo quale) che scorre ora al di sotto delle case (che tra poco vedremo) e il fiume dora.

Ecco qual'è la zona...



(fonte: University of Texas Libraries, riproduzione parziale)

Ecco... Si può notare come ad inizio secolo (la cartina usata è dell'inizio del secolo scorso) il canale c'era ancora. Beh, e cosa può spingere qualcuno a pensare che Balon sia riferito ad un anfiteatro?

Signore e signori... QUESTO:


(google earth)

che zoomato è:


(google earth)

Ecco qui... bello, lì, al centro di tutto... Un bell'edificio a forma ellittica, solo metà però... Quanti edifici, piazze e costruzioni varie sono state realizzate sul basamento di edifici romani come anfiteatri? Sta di fatto che NESSUNO può certificare nulla perchè... NON C'E' MODO DI ENTRARE nella palazzina ed esaminarne i piani bassi... Se quello è l'anfiteatro o se lì c'è almeno la base tutto rimarrà sepolto. Ma la cosa buffa è che nessuno ha mai pensato che possa essere vero tutto ciò.

I libri di storia, le convenzioni, spesso, tendono a spegnere il fremito della ricerca. Il comune di Torino l'ha fatto da secoli.

L'arco?
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Ultima Modifica di sanfy13 : 18-July-2008 16:54.
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Vecchio 18-July-2008
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Sanfy13, la tua ricostruzione è interessante, ma bisogna sempre andar cauti con simili ricostruzioni e supposizioni.
A parte questo, dove hai preso le immagini che hai postato? Perché se provengono da libri, come immagino che sia, non puoi postarle, ci sono i diritti di copyright, a meno che tu non sia stato autorizzato. Se sono state prese dal web anche lì molti siti hanno il copyright, mentre, per i siti liberi da copyright devi sempre citare la fonte. In casi contrari siamo costretti a rimuovere le foto.

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Vecchio 18-July-2008
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Sanfy13, la tua ricostruzione è interessante, ma bisogna sempre andar cauti con simili ricostruzioni e supposizioni.
A parte questo, dove hai preso le immagini che hai postato? Perché se provengono da libri, come immagino che sia, non puoi postarle, ci sono i diritti di copyright, a meno che tu non sia stato autorizzato. Se sono state prese dal web anche lì molti siti hanno il copyright, mentre, per i siti liberi da copyright devi sempre citare la fonte. In casi contrari siamo costretti a rimuovere le foto.

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Chiedo venia, ho citato le fonti e ho mandato una mail ai rispettivi proprietari per chiedere l'autorizzazione all'uso non lucroso dei loro oggetti.

A parte questo, chiaramente la mia è fantarcheologia, da prendere con le dovute cautele. Però...

Però è anche vero che nessuna "voce" si sporge oltre a quello già scritto. Non ho mai letto e sentito NESSUNO parlare di ipotesi. Io immagino che per un archeologo parlare di ipotesi e di cose non provate sia un po' come rischiare di rimetterci in credibilità.

Ma nulla vieta a cercare un po' di più...
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Vecchio 19-July-2008
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Fai attenzione, se metti dei links con le fonti devi metterli alla risorse che hai utilizzato e non all'home page dei siti.
Non vedo che cosa c'entri il sito di TSG con l'immagine della pianta di Torino Romana (ho rimosso il link).
Comunque mi pare che le principali siano tratte da libri antichi, quindi probabilmente non esistono più problemi di copyright, però è corretto comunque citare la fonte (che non è il sito, ma l'opera dalle quali sono tratte).

Comunque, chiarito questo si può tornare alla discussione
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La storia di Torino ha un buco che va dal 400 d.C. al 1500 d.C.
Mah, non sono un'esperta della storia di Torino, ma da quel che so le ricerche più recenti della Soprintendenza hanno posto in luce parecchio di quello che attiene al periodo altomedievale (dal cantiere fra Palazzo Reale e il Duomo, all'abitato e a necropoli di Collegno... ad esempio).

Basta guardarsi i Quaderni della Soprintendenza del Piemonte e alcune altre pubblicazioni recenti (se non ricordo male qualcosa c'è anche nei volumi, ormai non più recenti, intitolati Archeologia del Piemonte).
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