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| Archeologia romana. Archeologia antica Roma In questa sezione rientrano le discussioni generiche relative all'archeologia romana o dell'antica Roma |
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10-September-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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Tutto OK,non preoccuparti.Ciao!!
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19-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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Mi incuriosiva sapere se fosse in astratto possibile verificare l'ascendenza romana di quei personaggi che tutt'ora vi fanno allusione..come i principi massimo o la famiglia serlupi-crescenzi...
Mi risulta che per eseguire un esame del DNA onde accertare una parentela basti veramente poco reperto osseo ...un dente o un femore sono più che bastanti ..come si evidenzia in questo commento così referenziato:
"IDENTIFICAZIONE DI UN SOLDATO ASBURGICO DELLA I GUERRA MONDIALE MEDIANTE INDAGINI DI BIOLOGIA MOLECOLARE
Riv. it. medicina legale 2001, 06, 1061"
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19-September-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Non è facile come sembra:
1. bisogna avere la certezza dell'appartenenza di un resto osseo all'individuo antico che ci interessa
2. l'estrazione del DNA da resti ossei antichi è piuttosto complessa dal momento che non basta un osso, ma è necessario che all'interno dell'osso si siano conservate delle tracce biologiche (l'osso in sè non contiene DNA perchè è uno scheletro minerale). In un caso di cui mi sono occupata, nonostante lo scheletro fosse in buone condizioni, non è stato possibile estrarre che solo una parte della catena del DNA, assolutamente insufficiente per indagini genetiche, e solo dopo aver praticamente sminuzzato quasi un intero femore (le ossa lunghe più facilmente conservano le tracce biologiche necessarie).
3. il DNA dei singoli individui è composto da elementi di entrambi i genitori: più si risale nel tempo e più è difficile trovare corrispondenze con il DNA di individui ancora in vita (quando si fa questo esame per le prove di paternità o maternità non si parla mai di assoluta certezza ma di compatibilità....)
4. lo studio del DNA antico viene fatto non per individui ma per popolazioni in modo da identificare caratteri specifici ricorrenti
Nel caso che citi è possibile che questo soldato avesse fratelli/sorelle ancora in vita oppure figli di fratelli/sorelle su cui effettuare il test. Dal momento che i passaggi generazionali non sono molti l'esame di compatibilità può ancora dare dei risultati. Oltre tutto i resti ossei dei soldato non erano troppo antichi e quindi potevano avere ancora sufficienti tracce biologiche per un'efficace estrazione del DNA.
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19-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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Quote:
Moneta
Non è facile come sembra:
1. bisogna avere la certezza dell'appartenenza di un resto osseo all'individuo antico che ci interessa
2. l'estrazione del DNA da resti ossei antichi è piuttosto complessa dal momento che non basta un osso, ma è necessario che all'interno dell'osso si siano conservate delle tracce biologiche (l'osso in sè non contiene DNA perchè è uno scheletro minerale). In un caso di cui mi sono occupata, nonostante lo scheletro fosse in buone condizioni, non è stato possibile estrarre che solo una parte della catena del DNA, assolutamente insufficiente per indagini genetiche, e solo dopo aver praticamente sminuzzato quasi un intero femore (le ossa lunghe più facilmente conservano le tracce biologiche necessarie).
3. il DNA dei singoli individui è composto da elementi di entrambi i genitori: più si risale nel tempo e più è difficile trovare corrispondenze con il DNA di individui ancora in vita (quando si fa questo esame per le prove di paternità o maternità non si parla mai di assoluta certezza ma di compatibilità....)
4. lo studio del DNA antico viene fatto non per individui ma per popolazioni in modo da identificare caratteri specifici ricorrenti
Nel caso che citi è possibile che questo soldato avesse fratelli/sorelle ancora in vita oppure figli di fratelli/sorelle su cui effettuare il test. Dal momento che i passaggi generazionali non sono molti l'esame di compatibilità può ancora dare dei risultati. Oltre tutto i resti ossei dei soldato non erano troppo antichi e quindi potevano avere ancora sufficienti tracce biologiche per un'efficace estrazione del DNA.
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I punti uno e due mi sembrano chiari sui 3 e 4 esprimo i seguenti dubbi
per verificate la discendenza in linea maschile nell'arco di molte generazioni si potrebbe fare riferimento unicamente a delle sequenze contenute nel cromosoma Y che come noto viene trasmesso solo dal padre.
Se la sepoltura è molto conservata (ad esempio un sarcofago intonso con una salma di santo) forse qualche possibilità di rinvenire materiale genetico utile c'è...
La butto là come esempio puramente astratto..ma se un Alighieri moderno volesse verificare se è discendente di Dante alighieri ...le spoglie di Dante contenute nel sarcofago di Ravenna non sarebbero sufficenti allo scopo??
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19-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
Moneta
Oltre tutto i resti ossei dei soldato non erano troppo antichi e quindi potevano avere ancora sufficienti tracce biologiche per un'efficace estrazione del DNA.
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Se il caso a cui ti riferisci è quello di cui ho letto io, si tratterebbe dei resti di un soldato conservati in alta montagna in un nevaio o ghiacciaio, quindi ritengo in un ambiente particolarmente favorevole.
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dott. Claudio Giorgini
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19-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
.Paolo.
...le spoglie di Dante contenute nel sarcofago di Ravenna non sarebbero sufficenti allo scopo??
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Ma non è vuoto?
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dott. Claudio Giorgini
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19-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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Quote:
dceg
Ma non è vuoto?
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Parlavo del sarcofago di Dante che sta a Ravenna non del Cenotafio che sta a Firenze
qui si parla delle ossa di Dante
Tomba di Dante
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19-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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Quote:
dceg
Se il caso a cui ti riferisci è quello di cui ho letto io, si tratterebbe dei resti di un soldato conservati in alta montagna in un nevaio o ghiacciaio, quindi ritengo in un ambiente particolarmente favorevole.
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Allora nell'articolo che ho citato sopra è scritto così:
"Introduzione. Gli Autori riportano un caso in cui la identificazione di un soldato asburgico caduto durante la Grande
Guerra è stata risolta con indagini genetiche, mediante lo studio dei polimorfismi del DNA e la verifica
del rapporto parentale con l'unica figlia vivente del soldato cui si ipotizzava appartenessero i resti.
Questi, completamente scheletrizzati ed in buono stato di conservazione, erano stati rinvenuti nel corso
del 2000 nella zona d'Ampezzo e, sulla base delle vicinanze ad una trincea austriaca, degli oggetti
personali, dei documenti ufficiali e delle notizie dell'epoca, si presumeva fossero quelli di un soldato
asburgico, ladino-ampezzano, nato a Zuel, frazione di Cortina d'Ampezzo, il 24 dicembre 1878 e
deceduto il 15 giugno 1916 in seguito allo scoppio di una granata dell'artiglieria italiana.
Preliminarmente le indagini antropologiche avevano dimostrato trattarsi di soggetto di specie umana, di
sesso maschile, con caratteristiche antropomorfiche ed antropometriche compatibili con i dati del
soldato."
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20-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Allora il casodi cui avevo letto (non ricordo però dove) doveva essere un altro, si trattava di corpi rinvenuti appunto a causa dello scioglimento del ghiaccio.
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dott. Claudio Giorgini
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20-September-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Quote:
.Paolo.
per verificate la discendenza in linea maschile nell'arco di molte generazioni si potrebbe fare riferimento unicamente a delle sequenze contenute nel cromosoma Y che come noto viene trasmesso solo dal padre.
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Sarebbe vero se il cromosoma Y del padre rimanesse invariato, ma in realtà, da quanto ricordo, anche il padre trasmette elementi cromosonici della propria madre e non solo quelli del proprio padre. Anche ammesso che il cromosoma Y resti invariato nel tempo, dovresti supporre una discendenza ininterrota per il ramo maschile, e più il tempo è lungo più è possibile che siano intervenuti vari fattori contrari (solo figlie femmine, un solo figlio maschio morto prima di generare altri maschi, etc. etc.)
Quote:
.Paolo.
Se la sepoltura è molto conservata (ad esempio un sarcofago intonso con una salma di santo) forse qualche possibilità di rinvenire materiale genetico utile c'è...
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Qualche possibilità c'è. Come ti ho già scritto i tentativi si fanno, ma non è detto che abbiano successo. Lo scheletro a cui mi riferivo io era in un sarcofago sigillato di prima metà III d.C. Nonostante si fossero conservati elementi vegetali deposti con la defunta, il DNA estratto dal femore era talmente degradato che non è stato possibile "leggerlo" che in piccola parte.
Quindi, se un ipotetico discendente di Dante volesse provare tale discendenza, non è detto che un'analisi del DNA avrebbe successo. Probabilmente potrebbe riuscire più facilmente a raggiungere il suo scopo attraverso un'analisi di archivio di documenti di notarili.
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20-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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Tanto per significare che questo argomento mi sembra concreto
vorrei indicare questo sito
http://www.fastionline.org/docs/2004-22.pdf
qui si parla del recente ritrovamento a Roma di due sepolture di età imperiale con tanto di scheletri e di bolli incisi sulle tegole di copertura delle tombe
un nome è "ulpius anicetianus" quindi apparentemente di gens ulpia si tratterebbe (anche se non si capisce bene dall'articolo se il nome bollato è quello del defunto o è il marchio del produttore di tegole)
chissà se questi scheletri verranno almeno catalogati...
Ultima Modifica di .Paolo. : 20-September-2008 16:01.
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21-September-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Quote:
.Paolo.
qui si parla del recente ritrovamento a Roma di due sepolture di età imperiale con tanto di scheletri e di bolli incisi sulle tegole di copertura delle tombe
un nome è "ulpius anicetianus" quindi apparentemente di gens ulpia si tratterebbe (anche se non si capisce bene dall'articolo se il nome bollato è quello del defunto o è il marchio del produttore di tegole).
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Ti è sicuramente sfuggito ma nell'articolo di Manigrasso che citi, a p. 2, è chiaramente detto che Ulpius Anicetianus è il nome del fabbricante. Tanto è vero che dalla stessa tomba 2 proviene un altro laterizio bollato con altro nome: fig(linis) Fulvian(is) = (prodotto) della figlina di Fulvio. Le figline sono i laboratori in cui si modellavano e cuocevano i prodotti ceramici.
Aggiungo che parlo di articolo perchè Fold&R è la rivista on-line dei Fasti archeologici (versione on-line a cura dell'AIAC) in cui vengono pubblicati risultati di scavi. Di solito si tratta di relazioni preliminari o di brevi ricerche.
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4 Settimane Fa
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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