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| Archeologia romana. Archeologia antica Roma In questa sezione rientrano le discussioni generiche relative all'archeologia romana o dell'antica Roma |
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09-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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Spoglie di romani illustri: domanda
A le volte si legge...anche in questo forum.. di rinvenimenti di resti provenienti da inumazioni molto antiche ad es .etrusche... egiziane ...
Mi chiedevo...se non si sia mai rinvenuta traccia di inumazioni di personaggi romani illustri e quindi del relativo materiale organico ( ossa).. quantomento per quei personaggi illustri che non venirono cremati..posso pensare agli imperatori cristiani da Costantino in poi o a personaggi pagani che in ossequio a culti particolari si facevano inumare.. in fin dei conti tali spoglie sarebbero più "recenti" di quelle etrusche e egiziane pur rinvenute.
Roma è sede di palazzi e monumenti che sono un riadattamento di antichi mausolei e di tombe monumentali..(es castel sant'angelo) ammesso che tali edifici nella loro primitiva configurazione hanno subito spogliazioni costanti di tutto ciò che era di valore economico, possibile che delle inumazioni originarie non si sia mai rinvenuto nemmeno un frammento d'osso ?
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09-September-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Così su due piedi direi che tendenzialmente non è pervenuto nulla del genere.
Probabilmente il caso che gli va più vicino potrebbe essere quello del "Sepolcro degli Scipioni", dove i singoli sarcofagi sono bene o male conservati (anche se attraverso varie traversie), ma i resti osteologici credo proprio che siano andati dispersi nel XVIII secolo (però si potrebbe controllare meglio a questo riguardo se qualcosa non sia stato conservato da qualche parte).
Tieni anche conto che una buona parte delle famiglie patrizie romane erano legate per tradizione di gens al rito della incinerazione (come per esempio la Julia) e solo alcune (come appunto la Cornelia) praticavano l'inumazione. Non era una questione di importanza del defunto (il cadavere di Cesare notoriamente venne bruciato - tra l'altro in violazione delle antiche leggi sulla esclusione dalla città dei riti funebri, praticamente ha continuato ad essere un farabutto persino dopo morto), ma di appartenenza ad un gruppo familiare vincolato per antichissima tradizione ad un rito piuttosto che all'altro.
Ultima Modifica di Mdd : 09-September-2008 01:35.
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09-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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Quote:
Mdd
Così su due piedi direi che tendenzialmente non è pervenuto nulla del genere.
Probabilmente il caso che gli va più vicino potrebbe essere quello del "Sepolcro degli Scipioni", dove i singoli sarcofagi sono bene o male conservati (anche se attraverso varie traversie), ma i resti osteologici credo proprio che siano andati dispersi nel XVIII secolo (però si potrebbe controllare meglio a questo riguardo se qualcosa non sia stato conservato da qualche parte).
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Ecco il mio era un discorso più che altro di logica...se resti unami inumati più antichi del periodo romano, e anche appartenenti a personaggi illustri, si sono rinvenuti ( le mummie dei faraoni...scheletri etruschi, resti di imperatori cinesi) allora non sarebbe ancor più facile rinvenire resti umani inumati (almeno qualche osso) di personaggi illustri della più "recente" tradizione romana. Chessò Costantino, la madre di Costantino, Teodosio, ma anche pagani che si facevano inumare perchè praticavano culti egiziani...o orientali... Il mio sospetto è che sia calato il "buio" su questo tipo di indagine per ragioni ideologiche e non per una scarsa possibilità fattuale.
Ecco i resti osteoogici degli Scipioni che tu citi sono un fatto..o per meglio dire sarebbero un fatto ...chi e per quale ragione li avrebbe buttati nel XVIII secolo  ??
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09-September-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
.Paolo.
Ecco il mio era un discorso più che altro di logica...se resti unami inumati più antichi del periodo romano, e anche appartenenti a personaggi illustri, si sono rinvenuti ( le mummie dei faraoni...scheletri etruschi, resti di imperatori cinesi) allora non sarebbe ancor più facile rinvenire resti umani inumati (almeno qualche osso) di personaggi illustri della più "recente" tradizione romana. Chessò Costantino, la madre di Costantino, Teodosio, ma anche pagani che si facevano inumare perchè praticavano culti egiziani...o orientali... Il mio sospetto è che sia calato il "buio" su questo tipo di indagine per ragioni ideologiche e non per una scarsa possibilità fattuale.
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Secondo me c'è proprio e semplicemente una mancanza di evidenze materiali: si tratta di resti che in linea di massima non sono pervenuti.
Se ci mettiamo di buzzo buono magari qualche eccezione la troviamo (la madre di Costantino, magari?), ma si tratta appunto di eccezioni.
Quote:
.Paolo.
Ecco i resti osteoogici degli Scipioni che tu citi sono un fatto..o per meglio dire sarebbero un fatto ...chi e per quale ragione li avrebbe buttati nel XVIII secolo  ??
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Suggerirei di non saltare a delle conseguenze ipotetiche prima di aver fatto qualche controllo. Vattelapesca dove potrebbero essere finiti e se per disprezzo, per scrupolo o al contrario per eccesso di interesse, chissà. Una piccola ricerca si potrebbe anche fare -bibliografica quanto meno-, ma intanto a mia memoria direi che il sepolcro fu rinvenuto in buone condizioni nel XVIII secolo, tuttavia oggi come oggi di resti scheletrici io non ne ricordo. Posso sbagliarmi naturalmente.
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09-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Ciao .Paolo.,
le probabilità e le condizioni di rinvenimento di una sepoltura (come di qualsiasi altro resto archeologico) dipendono solo in parte dalla cronologia. In altre parole: non è univoco che resti più recenti possano essere più facilmente o frequentemente ritrovati rispetto a resti più antichi. Dipende da quanto è avvenuto successivamente alla deposizione, ad esempio (non è una lista completa della casistica): danni dovuti a successive sepolture o azioni edilizie; volontà, già in antico, di rendere irriconoscibile la tomba (per vari motivi politici o non); spoliazioni e scavi clandestini in varie epoche; rinvenimento più o meno casuale della tomba in età medievale/moderna (si dava più importanza ai reperti che allo scheletro o si distruggeva tutto senza che ne rimanga registrazione); fasi di frequentazione: più un sito cresce su sè stesso, più è facile che il deposito archeologico ne risenta, nel bene o nel male, mentre un sito abbandonato già in antico sarà probabilmente meglio conservato e comprensibile in estensione al momento dello scavo scientifico; stratigraficamente parlando, inoltre, in generale più un oggetto è antico più è profondo, quindi più protetto dalla terra: i reperti e le tombe relativamente più recenti sono statisticamente più soggetti ad essere danneggiati da azioni moderne (arature, spianamenti, furti etc).
Di inumazioni di età romana se ne sono trovate e se ne continuano a trovare tantissime, ma per poter identificare il nome più o meno illustre dei defunti dovrebbero essere presenti anche dati epigrafici - monumentali - topografici (o di altro tipo) incontrovertibili, ma sono condizioni molto rare rispetto alla media.
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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09-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Oltre a quello che ha detto Dizzi, tieni presente che gli Egizi mummificavano i corpi, i Romani, anche quando presero a inumare (verso il II d.C. la pratica cominciò ad essere più frequente dell'incinerazione) non mummificavano. Inoltre l'interesse per le antichità greche e romane cominciò a nascere molto presto (con relative manomissioni), quello per gli etruschi e per gli egizi (nel senso di andare a scavare i siti) nacque più tardi (forse anche perché non si avevano praticamente fonti scritte per gli etruschi e non si sapevano interpretare i geroglifici per gli Egizi). Per farti un esempio: i primi scavi in Egitto, se non ricordo male, sono della metà circa del XIX, i primi invece del mondo romano (parlo di scavi ufficiali) sono quelli del XVI a Villa Adriana compiuti da Pirro Ligorio. Ma già nel secolo precedente c'erano stati scavi occasionali e, durante uno di questi, fu rinvenuti il cadavere di una fanciulla (di nome Aurelia, quindi probabilmente appartenente all'omonima gens). Il cadavere venne esposto, am il papa di allora, preoccupato dall'afflusso di genete che lo andava a vedere lo fece sparire.
Quindi a volte il buio è calato su questi rinvenimenti, ma non certo è qualcosa dovuto agli archeologi attuali, bensì al momento storico in cui tali resti furono rinvenuti.
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09-September-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Sulla mummificazione in età imperiale romana suggerisco la consultazione di: L. Chioffi, Mummificazione e imbalsamazione a Roma ed in altri luoghi del mondo romano, Roma 1998.
Tombe imperiali, con resti scheletrici, sono state rinvenute, ad esempio, nel corso della costruzione della Basilica di S. Pietro (rimando a un articolo pubblicato in Temporis Signa del 2008 per la ricostruzione della vicenda). Fra i corpi sepolti solo a quello dell'imperatrice Maria (figlia di Stilicone e moglie di ?Onorio??) fu possibile dare un nome grazie a un pendente (unico elemento ancora conservato del corredo) che ne dichiarava l'identità.
Ricordo che fino a non moltissimi anni fa quando si trovavano scheletri li si riseppelliva in ossequio a uno scrupolo religioso. Di Maria per esempio sappiamo che le sue ossa, come quelle di quanti erano sepolti vicino a lei, trovarono posto in qualche fossa comune (non chiedetemi dove, se anche è registrato da qualche parte, non lo ricordo). Di una tomba longobarda rinvenuta negli anni '50 dalle mie parti so per certo che i resti scheletrici sono stati buttati nella fossa comune del cimitero (non come rifiuti ma come resti di un individuo che meritava di essere sepolto in terra consacrata)... E questa era pratica comune, non certo un'eccezione.
Una tomba ipoteticamente attribuita a un membro della famiglia imperiale è stata di recente rinvenuta a Sarkamen in Slovenia, ma mi pare che non ci fossero resti scheletrici.
Resti ossei più numerosi sono quelli dei santi, per via della venerazione che ne ha tramandato posizione delle sepolture e che ne ha impedito la violazione. Ricordo, ad esempio, che lo scheletro di S. Ambrogio (come quelli che la tradizione a partire dallo stesso Ambrogio attribuisce ai martiri Gervaso e Protaso) sono conservati nella omonima basilica milanese sotto l'altare (e perfettamente visibili dalla cripta sottostante).
Nella tomba dell'Apostolo Pietro, identificata nelle Grotte Vaticane, mi pare di ricordare siano state trovate poche ossa. La situazione era però molto disturbata e ci sono dubbi sull'effettiva pertinenza delle ossa a Pietro.
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09-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Quote:
Moneta
Sulla mummificazione in età imperiale romana suggerisco la consultazione di: L. Chioffi, Mummificazione e imbalsamazione a Roma ed in altri luoghi del mondo romano, Roma 1998.
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Grazie mille per la segnalazione Moneta! Ammetto la mia ignoranza sull'argomento.... Ma che tu sappia la pratica della mummificazione e/o imbalsamazione era la regola oppure solo in casi eccezionali veniva praticata? Perché ripensandoci bene mi sono ricordata di aver visto, durante una visita al Museo Nazionale Romano, la mummia di Grottarossa, ma mi sembra che la prof. che ci accompagnava abbia anche detto che questa tecnica non era proprio usuale. Ci dici qualcosa in merito?
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09-September-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Non sono un'esperta sull'argomento e ho vaghi ricordi di quello che ho letto anni fa nel testo della Chioffi.
Comunque, la mummificazione non pare fosse una tecnica usualmente utilizzata a Roma, anche se esistono più indicazioni a proposito del ricorso a questa tecnica di conservazione dei corpi. La bambina di Grottarossa è la mummia più celebre anche perchè quella meglio conservata. Corpi parzialmente mummificati mi pare siano stati rinvenuti recentemente nel c.d. ipogeo delle Ghirlande a Grottaferrata.
La mummificazione era eseguita con procedimenti diversi rispetto a quello usato in Egitto per i Faraoni (ricordo di aver letto che anche in Egitto esistono più tecniche di mummificazione a seconda delle disponibilità finanziarie ma su questo punto credo convenga sentire i nostri amici egittologi). Per lo più la conservazione dei corpi a Roma veniva effettuata ricorrendo a resine e altre sostanze naturali in grado di arrestare o ritardare la decomposizione dei tessuti.
Non mi pare che ci siano indicazioni relative ad un ricorso alla mummificazione riservato a fasce particolari della popolazione. Sembrerebbe piuttosto essere una scelta individuale o legata a particolari nuclei familiari.
Per quanto riguarda il periodo di attestazione non ho per nulla ricordi chiari. A spanne, e con ampio beneficio di inventario, direi che i casi documentati dovrebbero scalarsi fra il II e il III d.C.
Provo a cercare gli appunti presi a suo tempo e al limite riscrivo correggendo.
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09-September-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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La sparo: dato che in epoca romana erano attestati culti provenienti dall'Egitto,come quello di Iside,erano mummificati gli adepti di quei culti? Poi la pratica si estese anche ad alcuni altri?
Per quanto riguarda la pratica egizia di imbalsamare i cadaveri (umani e animali),è Erodoto che afferma che c'erano tre metodi,in base alle possibilità economiche dei defunti.I sistemi,comunque,variarono nel tempo,raggiungendo l'apice nel Nuovo Regno. Ne parlano Erodoto (Storie,II,86),e Diodoro Siculo (Biblioteca Storica,I,96, e V) .
C’erano tre modi. I primi due,meno costosi, venivano praticati sulla gente comune,l'altro sui nobili ,sui ricchi e sul faraone. Nel primo sistema,più economico, il cadavere non eviscerato veniva posto sotto sale (chiamato "Nitro" da Erodoto) fino a quando si mummificava,e poi veniva bendato. Nel secondo sistema,di prezzo intermedio,si procedeva all’eviscerazione del cadavere mediante clisteri di olio di cedro,poi si lo si essiccava e lo si bendava. L’olio di cedro era una sostanza caustica (conteneva un’alta percentuale di guaiacolo) che scioglieva gli organi interni e permetteva di estrarli,liquefatti,dall’ano. Il terzo sistema, molto lungo e accurato, in Età Tarda costava l’equivalente di 26 chilogrammi d’argento .Ma lasciamo parlare Erodoto: "Nel modo più accurato per prima cosa con un ferro ricurvo estraggono il cervello dalle narici .Alcune parti vengono via così,altre versandovi dentro droghe.Quindi con un a pietra etiopica aguzza ,dopo aver praticato un taglio lungo il fianco, estraggono tutti gli intestini,e dopo averli lavati e purificati con del vino di palma,li lavano di nuovo con aromi pestati.Poi,riempita la cavità addominale con mirra pura tritata mischiata a cannella e ad altri aromi,tranne incenso,la ricuciono.Fatto questo,lo mettono sotto sale coprendolo con nitro,per settanta giorni.Per un numero maggiore di giorni non si può tenerlo sotto sale.Quando sono trascorsi i settanta giorni,lavato il cadavere ne avvolgono tutto il capo con striscie tagliate da un lenzuolo di bisso,spalmandole al di sotto di gomma, che gli Egiziani usano generaklmente al posto della colla…Così dunque preparano i cadaveri nel modo più costoso.Per quello medio ,meno costoso,li preparano nel modo seguente:riempiti i clisteri con olio di cedro ne riempiono il ventre del cadavere senza tagliarlo e senza estrarrre gli intestini,ma introducendo l'olio dall'ano,e impedendo al clistere di tornare indietro,lo tengono sotto sale per i giorni stabiliti,e all'ultimo giorno estraggono dal ventre l'olio di cedro che prima vi avevano introdotto.Questo ha tale forza da tirare fuori assieme a sé gli intestini e i visceri dissolti.Le carni invece le consuma il nitro,e alla fine del morto resta solo la pelle e le ossa….Il terzo genere di imbalsamazione che prepara i più poveri è il seguente: dopo aver lavato il ventre con un purgante tengono il cadavere sotto sale per i settanta giorni e poi lo restituiscono da portar via…".
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09-September-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Ovviamente non ricordavo tutto..
Arco cronologico di attestazione, secondo la Chioffi: dall'età repubblicana al IV secolo d.C., con maggior concentrazione delle attestazioni in tre periodi: dall'età augustea a tutto il I d.C.; seconda metà II - inizi III d.C.; seconda metà III-IV d.C. e oltre.
La scelta dell'imbalsamazione (corpus aromatibus condire = racchiudere il cadavere in un involucro gelatinoso trasparente)o della mummificazione (questa seconda si distingue perchè il trattamento conservante prevede l'essiccazione della salma, talvolta l'eviscerazione e il suo avvolgimento in bende imbevute di sostanze conservanti profumate) sembra correlabile a pratiche religiose e/o filosofiche e all'influenza orientale (egiziana e non solo).
Fra i 50 casi raccolti dalla Chioffi, di cui 10 incerti, sembrano prevalere le donne, specie di giovane età. Per la maggior parte si tratta di individui di cui è ignoto lo status anche se dovevano, comunque avere una notevole disponibilità economica come spesso suggerito dalla composizione dei corredi (si vedano ad esempio i gioielli indossati dalla bambina di Grottarossa).
Fra le sostanze utilizzate per l'imbalsamazione, le fonti ricordano: miele, resine vegetali (incenso, mirra, aloe), cera, minerali (natron, calce, gesso, bitume) e sostanze vegetali in genere (ad es., olio di cedro, gomma, zafferano....).
Per la fanciulla mummificata citata da Leda, credo che si tratti di quella rinvenuta nel 1485, lungo la Via Appia (loc. Capo de Bove, tra IV e V miglio) in un sarcofago ancora impiombato. La salma era, in questo caso, cosparsa di uno spesso strato di sostanze resinose che ne aveva consentito la conservazione. Il cadavere, esposto nel Palazzo dei Conservatori in Campidoglio, andò incontro a rapido deterioramente e per questo fu sottratto alla vista. La degradazione del corpo è verosimile perchè la stessa cosa è avvenuta per quello della bambina di Grottarossa (anche se in questo caso, le tecniche moderne sono riuscite ad arrestare il fenomeno).
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09-September-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Quote:
Meritaton
La sparo: dato che in epoca romana erano attestati culti provenienti dall'Egitto,come quello di Iside,erano mummificati gli adepti di quei culti? Poi la pratica si estese anche ad alcuni altri?
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Per qualcuno dei cadaveri effettivamente un collegamento con la diffusione del culto isiaco è stata fatta. Ma non è l'unica possibilità stante il fatto che pratiche per la conservazione dei corpi, anche se meno famose e meno efficaci (visto che non ovunque ci sono le favorevoli condizioni climatiche della valle del Nilo), non sono attestate solo in Egitto ma anche in altre aree del Mediterraneo.
Nei miei appunti ho trovato la frase: "collegato a pratiche pitagoriche?". Quindi questa potrebbe essere un'altra possibilità.
Meritaton: non riportare testi di altri per esteso. Piuttosto inserisci un link alla pagina dove si possono trovare le informazioni o un rimando bibliografico!
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09-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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Quote:
Moneta
Una tomba ipoteticamente attribuita a un membro della famiglia imperiale è stata di recente rinvenuta a Sarkamen in Slovenia, ma mi pare che non ci fossero resti scheletrici.
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Sai mica quale era il nome della familia o della gens romana a cui aparteneva in defunto collocato nella tomba?
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10-September-2008
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