Fori Imperiali di Roma
La larga via in pavè che, oggi, unisce il Colosseo a P.zza Venezia è detta Via dei Fori Imperiali in quanto, lungo il suo corsi, lambisce la zona arheologica che racchiude i cinque fori imperiali della Roma antica. Bisogna, a questo punto, per esigenze di chiarezza, operare una distinzione tra il "Foro Romano Repubblicano" che si stendeva ai piedi del Palatino e di cui noi tutti, chi più chi meno, abbiamo un ricordo storico indelebile: Quella vasta distesa pianeggiante comprensiva di monumenti, archi, colonne e templi che non ha eguali nel mondo, e i veri e propri "Fori Imperiali": quelle stesse piazze, aperte in città, tra il 30 a. Chr. ed il 300 d. Chr. dagli imperatori. Giulio Cesare, dopo aver vinto la guerra civile ed avviato un piano di riassetto delle precarie situazioni abitative della Suburra, inizia la costruzione del Foro che porterà il suo nome, proprio per restituire all'Urbe il gusto della vita libera, tranquilla e serena che tanti anni di lotte fratricide avevano allontanato. L'immagine complessiva del monumento restituisce umpronta classica piuttosto severa nelle forme e nei colori: riferiti, peraltro, con dovizia di particolari dalla storiografia del tempo. Il fatto che tra i fori, proprio il primo sia quello di Cesare, la dice lunga sulle vere intenzioni del grande generale, che certamente di li a poco si sarebbe fatto nominare dittatore a vita. Poi, con il
passare del tempo, l'aumento delle finanze disponibili ed una sempre maggiore esigenza celebrativa, sorgono uno accanto all'altro i Fori diAugusto, di Nerva, di Traiano e da ultimo quello detto della Pace. Ogn'una di queste vaste piazze ha un'impronta architettonica e ornamentale originale ed opulenta, sia per la qualità ed il colore dei marmi impiegati che per la varietà architettonica e stilistica dei fregi e delle colonne. Tanto che le ricostruzioni telematiche che oggi se ne possono ricavare, restituiscono una visione veramente stupefacente di quello che doveva essere l'aspetto originale. Già ai tempi di Nerva la ricchezza del foro rispecchiava pienamente l'elevato tenore di vita dell'Urbe e dell'impero, a maggior gloria del suo onnipotente sovrano. L'ultimo dei cinque ad essere allstito fu quello di Traiano, con al centro la colonna avvolta nel papiro che narra la conquista della Dacia: scolpito con tale vivezza di particolari da risultare davvero sorprendente. Quest'opera, unica nel suo genere per la magnificenza che palesava, era ancora in grado di suscitare ammirazione nei pellegrini e nelle autorità che la visitavano in piena età medioevale.
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