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Archeologia Sperimentale Riflessioni e spunti di archeologia sperimentale, attenendosi ad un approccio propriamente storico e scientifico della disciplina.

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Vecchio 06-December-2007
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AI senatus
 
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Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Predefinito Collante romano

Inserisco qui la notizia dato che non abbiamio una sezione dedicata alle tecniche artigianali dell'antichità.

Da una notizia riportata dalla stampa tedesca, studiosi del Landesmuseumdi Bonn hanno scoperto durante lavori di restauro che le decorazioni in lamina d'argento erano fissate alla calotta in ferro di un elmo da parata proveniente da Xanten mediante un adesivo composto da catrame di legno, bitume e sego bovino provabilmente con l'aggiunta di fuliggine o polvere di mattoni. Il collante si è sciolto sotto l'azione del calore provocato da una sega usata per staccare alcuni frammenti, altrimenti ancor oggi assolve pienamente alla sua funzione.

Un collante analogo non è attesato nella letteratura antica, ma nel XII secolo venne usato per fissare le lamine d'oro dello scrigno dei Tre re magi conservato a Colonia.

Collanti a base di catrame sono noti come usati già dai neanderthaliani, ma per la prima volta si trova un collante usato per unire due metalli.

Qualcuno ha già incontrato qualcosa del genere, sia negli studi che negli scavi?

Qui un link in inglese:
http://news.independent.co.uk/europe/article3226417.ece
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #2 (permalink)  
Vecchio 06-December-2007
AI magister
 
Data Registrazione: Oct 2007
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L'uso di collanti per tenere insieme lamine metalliche di elmi era già noto nel caso dei Gardehelme tardoantichi, posteriori all'elmo di Xanten (del II d.C. o mi sbaglio?). Non mi ricordo per quale esemplare (forse uno dei due da Augsburg-Pfersee?) sia stato accertato, ma la notizia era pubblicata qui:
KLUMBACH H. (hrsg. von) Spätrömische Gardehelme, München 1973.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 06-December-2007
AI magister
 
Data Registrazione: Oct 2007
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Mi sono ricordata di un altro caso. Qui il collante non è il catrame ma la cera d'api. Si tratta nientemeno che della Corona Ferrea del Duomo di Monza. Indagini recenti hanno rivelato che le piastrine d'oro smaltate prima di essere fissate con grappe al supporto (sempre aureo) erano trattenute con cera. Analisi al C14 su campioni hanno permesso di indicare in età gota l'epoca di realizzazione del manufatto. Ergo: non è il diadema (o l'elmo secondo altra fonte) di Costantino in cui era stato inserito il chiodo della Vera croce. Per altro il cerchio interno alla Corona che la tradizione vuole in ferro è in realtà in argento e pare sia piuttosto recente.
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