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Archeologia Sperimentale Riflessioni e spunti di archeologia sperimentale, attenendosi ad un approccio propriamente storico e scientifico della disciplina.


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  #1 (permalink)  
Vecchio 15-December-2005
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Predefinito Diorite

Mi sono iscritto da qualche minuto e gradirei molto una risposta credibile alla seguente domanda :

Chi mi sa dire, come hanno fatto gli antichi egiziani a scolpire le statuette di diorite che rappresentano i faraoni, essendo la diorite durissima quasi come il diamante ?

vi ringrazio.
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Vecchio 15-December-2005
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E perchè gli egiziani e non i "mesopotamici" - come direbbe Margueron? Anche loro hanno scolpito la diorite: vedi per esempio la statuaria di Lagash e Ur III, la statua di Ur-Bau o di Gudea conservate al Louvre ad esempio; oppure l'accadico Sargon che si vanta nelle sue iscrizioni di essere riuscito a procurarsi la nera diorite dai paesi di Magan e Melukhkha. Gli egiziani "fanno" più mistero? Boh...
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Vecchio 15-December-2005
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Quote:
Karl
E perchè gli egiziani e non i "mesopotamici" - come direbbe Margueron? Anche loro hanno scolpito la diorite: vedi per esempio la statuaria di Lagash e Ur III, la statua di Ur-Bau o di Gudea conservate al Louvre ad esempio; oppure l'accadico Sargon che si vanta nelle sue iscrizioni di essere riuscito a procurarsi la nera diorite dai paesi di Magan e Melukhkha. Gli egiziani "fanno" più mistero? Boh...
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Scusate non avrei voluto creare delle reazioni simili. Vedo che quel "zeno" vi ha fatto domande un po' imbarazzanti ma legittime comunque quel che mi interessa è sapere solamente come gli antichi realizzassero statuette di diorite, tutto qua. Me lo potete dire ?

Grazie
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Vecchio 15-December-2005
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Caro Akhenaton

la tua domanda parte da un presupposto sbagliato. La scala delle durezze di Mohs è applicabile solo a minerali costituiti da una struttura non composita: quindi ok valutare la durezza del diamante o del quarzo, ma va meno bene per una roccia composta da un agglomerato di diversi cristalli (di minerali diversi) più o meno saldati insieme. Il fatto che la diorite sia una roccia "coerente", cioè i cui cristalli siano in qualche modo legati tra loro la rendono una roccia relativamente dura, rispetto anche ad altre rocce, ma assolutamente non confrontabile con il diamante. I singoli minerali costitutivi della diorite (Plagioclasio sodico-calcico e, in qualche caso, quarzo) sono comunque di gran lunga meno duri del diamante. Si tratta in ogni caso di due ambiti assolutamente diversi non confrontabili tra loro. Mi piacerebbe sapere dove hai pescato il tuo dato...
La diorite, come qualsiasi altra roccia composta da un agglomerato di cristalli è (più o meno facilmente) friabile. La diorite, che comunque ti assicuro si riesce a scolpire con della semplice selce, sia pure con qualche difficoltà e con la necessità di riaffilare continuamente lo strumento e di cambiarlo spesso, si può scolpire con dei percussori fatti a loro volta da diorite (un diamante si taglia con un altro diamante). Non dimentichiamo poi i metalli come il bronzo: rimane il problema della riaffilatura continua dello strumento che di per se è comunque efficace. La lavorazione inoltre si può fare mediante abrasione, mediante la quale, un po' con qualsiasi materiale resitente e "ruvido" (sempre diorite, perché no), si staccano mano a mano i singolo cristalli (i legami chimici che legano tra loro i diversi cristalli sono di gran lunga più deboli dei legami che tengono unite le molecole all'interno del cristallo).

Ciao
Marco
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Marco Astracedi
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  #5 (permalink)  
Vecchio 15-December-2005
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Una sabbia ricca di cristallini di quarzo dovrebbe funzionare bene?
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  #6 (permalink)  
Vecchio 15-December-2005
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Dunque, Marco ha fatto studi di geologia e non è a digiuno per quel che riguarda l'archeologia, almeno per i periodi più antichi. Ciò non vuol dire che sia infallibile ma sicuramente non è uno sprovveduto o un incompetente rispetto al problema specifico posto, anzi, si potrebbe dire, per quel che ci riguarda, che abbia dato un parere che si può considerare tecnico, come quello più volte invocato (anche giustamente eh) in più discussioni e dallo stesso Zeno. E non mi pare che sia dovuto ricorrere a spiegazioni fantasiose, o che si sia dovuto arrendere dicendo "è impossibile", o abbia dovuto fare chissà quali salti mortali.
Nello specifico, se non ricordo male, i materiali (e quindi in parte anche le tecniche) usate per lavorare la diorite non sono state dappertutto uguali, dipendendo anche dal tipo di diorite e dai materiali disponibili nell'ambiente naturale nel quale una civiltà si è sviluppata. Ma la cosa più banale (o almeno pensavo fosse così, evidentemente non lo è per tutti), è quella che ricorda Marco: <<si può scolpire con dei percussori fatti a loro volta da diorite (un diamante si taglia con un altro diamante)>>. Semplice, logico, lineare, nonchè verificabile e sperimentabile (credo ci siano stati anche esempi di archeologia sperimentale che se ne sono occupati, ma non vorrei sbagliarmi).
Del resto il principio vale anche in altri casi, e ne scrissi in un'altra discussione (ma la cosa ovviamente venne presa sotto silenzio dai fantateorici, che chiedono prove e spiegazioni concrete ma... solo se coincidono col loro pregiudiziale e indimostrabile punto di vista). Ne scrissi a proposito del fatto che, come erroneamente si ritiene nella cultura diffusa, nelle cave di pietra dell'antico Egitto, per cavare il granito (e non per l'arenaria o la pietra calcarea, lì l'operazione è relativamente più agevole, ma per la cultura "misterica" questa è una distinzione troppo sottile) non si usavano mazzette di legno e scalpelli di rame, ma utensili in dolerite, roccia dura, affilata e resistente, e presente in filoni. Nelle cave di Assuan per esempio, se vogliam parlare di fatti e non di favole, i resti materiali sono chiari, poichè si sono conservati diversi utensili di dolerite in diversi stadi di usura, cosa che rende possibile la ricostruzione del metodo di lavoro allora in uso con una certa precisione. Ma dati, fatti, resti materiali e logica interessano poco ai fantacosi, non sia mai dovessero scontrarsi con la realtà.
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  #7 (permalink)  
Vecchio 16-December-2005
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Vi ringrazio per le gentili risposte.
Effettivamente a volte la soluzione è più semplice di quel che si creda.

Vorrei gentilmente sapere se possibile, se i metodi che descrivete per la realizazione di quelle benedette statuette, sono solamente ipotesi credibili o si sono trovate le descrizioni di chi le ha realizzate.

Vorrei anche sapere se in archeologia sperimentale si è provato praticamente ad applicare quei metodi per vedere se siano o no effettivamente applicabili, perchè tra l' ipotizzare e il realizzare c'è qualche differenza.

Scusate ma io accetto tutto con il beneficio d'inventario, insomma, le ipotesi ( se non sono prove ma solo ipotesi ) debbono essere verificate.

Sono riuscito a leggere tutti i post di zeno e devo dire che ( a parte la sua evidente voglia di provocare ) ha fatto domande che anche io mi pongo, ma non ho visto più i suoi interventi, che fine ha fatto ?

hei ! zeno, se ci sei batti un colpo !

Saluti a tutti,
Ake
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  #8 (permalink)  
Vecchio 16-December-2005
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Caro Akhenaton, sinceramente non ho idea se esistono o meno studi di archeologia sperimentale che si siano occuapati specificamente di statue di diorite, anche perché col tuo punto di vista un po' infantile si dovrebbero fare analoghi studi per tutti i tipi di roccia immaginabili (marmo, granito, calcare, dolerite, sienite, granofiro, tonalite, andesite, basalto, trachite e qualche altro centinaio di tipo di roccia) e, seguendo questo tipo di ragionamento bacato, si avrebbe bisogno di studi specifici anche per ogni tipo di forma ed uso del materiale (scolpire una statua di 6 metri è diverso da una di 6 centimetri e ancora diverso dallo squadrare un architrave).
Se ogni volta che non esiste uno specificissimo studio bisognasse ritenere che la cosa più probabile è che gli egiziani (o chi per loro) abbiano usato il laser o chissà cos'altro, questo dimostrerebbe solo un grado di ottusità da sfiorare la fantascienza.
In realtà considerando che la diorite è dura più o meno come il granito (che, ti assicuro, in alcuni casi lo è anche di più) la risposta che ti ha dato Karl sulle cave di granito dove sono stati usati srumenti di dolerite avrebbe dovuto bastarti, a meno di non volerti incapponire in chissà quali tesi fantarcheologiche.
Sinceramente di più non so dirti e anche se questi studi specifici esistessero bisognerebbe cercarli, cosa che non mi prendo assolutamente la briga di fare! A questo proposito (visto che sembri a tutti gli effetti uno Zeno redivivo) ti riscrivo quasi pari pari, quello che ho scritto a Zeno alcuni giorni fa...
------
[...] come hanno già detto altri il tuo è un problema di metodo e bene fanno a suggerirti la lettura di libri che bene illustrano l'applicazione delle metodologie scientifiche (ma soprattutto l'uso attento e senza pregiudizi del raziocinio) applicate all'archeologia e discipline correlate.
Nello specifico della domanda [...] devi capire che:

1) il tuo scortese tono di sfida certo non invita certo a risponderti in modo pacato e, soprattutto, a perdere tempo prezioso in ricerche per poi poterti rispondere seriamente [nel tuo caso, Akhenaton, almeno il tono è più cortese rispetto a quello originario di Zeno, e della cosa ti ringrazio];

2) risposte più o meno esaustive date ad altri tuoi post sono sempre state accolte con un rifiuto totale e decisamente testardo; [...] mi ricordo di alcune risposte precise e pertinenti ad alcune tue domande provocatorie a cui ti sei limitato a rispondere con altre domande provocatorie su altri argomenti (tralasciando quindi una discussione costruttiva e documentata sullo specifico primo argomento);

3) parlando di un argomento specifico devi anche mettere in conto che sia possibile che anche tra tutti i frequentatori di questo forum nessuno conosca l'argomento o lo conosca non in modo talmente approfondito da risponderti adeguatamente. Inoltre, un elenco delle pubblicazioni scientifiche su uno specifico argomento, a meno di non stare lavorando, per puro caso, proprio su quello, implica una notevole perdita di tempo e di energie, come sa bene chiunque abbia fatto una tesi di laurea; visto i punti 1 e 2 sfido chiunque a prendersi una briga del genere . Una eventuale mancanza di risposta (che può essere dovuta anche ai punti 1, 2) quindi, non deve farti pensare che necessariamente gli antichi egizi volavano sui dischi volanti ma solo che nessuno QUI ti ha voluto o potuto rispondere adeguatamente [...].

[...] trovo alcuni tuoi modi sinceramente irritanti, non tanto per l'atteggiamento fideistico nei confronti di certa fantarcheologia (se vuoi credere agli UFO, Atlantide, Mu e compagnia bella sei liberissimo di farlo, ma si tratta di fede, non di scienza) piuttosto per l'assoluta superficialità con cui affronti problemi complessi senza la minima forma di autodisciplina. [...]. Esistono molti lati "misteriosi" dell'archeologia (che non riguardano comunque UFO et similia) che vanno affrontati però con umiltà, disciplina, senso critico (e autocritico) e con una buona preparazione alle spalle.
[...] Quando [...] mi imbatto in un argomento problematico, per prima cosa mi documento in modo adeguato, cioè evitando fonti incontrollabili come molta letteratura pseudo-scientifica (Hera, Misteri e compagnia bella) e, dopo essermi fatto un bel "mazzo" studiando, cerco comunque di usare il cervello nel modo più razionale possibile.
Il solo consiglio che posso darti è: studia le basi, ragazzo, studia tanto; dopodiché, se ti viene un dubbio su qualcosa prima fatti personalmente un'accurata ricerca bibliografica nelle biblioteche universitarie. Forum come questi possono aiutare moltissimo nelle proprie ricerche, o semplicemente per risolvere dubbi da appassionato, purché si seguano le regole del mondo scientifico nonché quelle della buona creanza.
----
Questo è quanto avevo scrito a Zeno e per buona parte il discorso può valere anche per te. Un consiglio personale: sulla diorite o quant'altro, prova a fare personalmente (!!!) una ricerca bibliografica approfondita; oltre che a trovare eventualmente una risposta diretta, potrà aiutarti a comprendere come fare scienza sia diverso (e MOLTO più impegnativo) dal fare svolazzi di fantasia!

ciao
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Marco Astracedi
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  #9 (permalink)  
Vecchio 16-December-2005
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Concordo coi consigli di Marco. Ripeto, mi pare di aver letto tempo fa di alcuni casi di archeologia sperimentale non lontani dai temi che qui ci interessano, ma non potrei giurare se tra questi ci fosse anche qualcosa riguardante specificamente la lavorazione della diorite. In ogni caso personalmente non ho il tempo di fare una ricerca bibliografica, anche veloce (già ne sto facendo una massacrante per la tesi...). Se ti va puoi farlo tu, magari iniziando dal servizio bibliotecario nazionale (www.sbn.it). Considera anche questo, ogni ricerca, anche quelle di archeologia sperimentale, abbisogna di finanziamenti, e nei tempi in cui viviamo non mi pare che nè i governi nè i privati muoiano dalla voglia di investire in ricerche scientifiche di questo tipo, che non hanno un riscontro economico immediato, quindi spesso se le ricerche mancano non è tanto per lassismo quanto per mancanza di fondi. Poi è anche una questione di scelte. Cioè, fermo restando la scarsità di fondi, se per esempio io dovessi scegliere tra dirottarli su uno scavo che potenzialmente fornisce nuovo materiale, o verificare mediante l'archeologia sperimentale la cavatura del granito nelle cave di Assuan, coi resti che abbiamo, sia di utensili che di lavorazione (il granito mostra infatti chiaramente le tracce della lavorazione e degli strumenti e delle tecniche usate), che forniscono di per sè un quadro soddisfacente, molto probabilmente sceglierei la prima opzione.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 16-December-2005
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Ti ringrazio per la risposta,

però rimango deluso, credevo che l' archeologia sperimentale si incaricase di verificare, se non sempre, le ipotesi fatte dall' altra archeologia.

Qualsiasi teoria rimane tale finchè non la si verifica sperimentalmente e quando la si è verificata diveta una legge che tutti accettano.

Da quanto ho potuto capire dalla mia brevissima frequentazione di questo Forum, l' archeologia è ancora bambina e dovrà crescere ancora molto.

Tu mi scrivi:
..........col tuo punto di vista un po' infantile.........

Scusa ma se infantile vuol dire volersi rendere conto delle cose; se possibile toccare con mano; verificare; sottoporre al vaglio de senso critico; voler verificare la fattibilità; la credibilità delle cose dette che mi piovono dall' alto dei "sacri testi" è vero ! il mio punto di vista può essere definito infantile, ma come definisci allora chi acriticamente beve tutto quello che gli si propone ? Ecco che allora devvero si può anche credere anche alla boiata degli alieni che avrebbero creato antiche cililtà e poi se la sono squagliata e magari anche a Babbo Natale!

Se non vedo: non tocco; non sperimento; non verifico , ....... il dubbio sarà sempre sovrano essere del mio pensare !

L' archeologia è bellissima ma mi sono reso conto che è disseminata di trappole nelle quali alcuni si rifiutano di ammettere di essere caduti.

Non faccio l' archeologo e nella mia professione è d'obbligo pretendere le prove.

Qualcuno mi potrebbe dire come contattare questo zeno con il quale almeno per certi versi concordo ?

Ti ringrazio un po' deluso di quel che mi è stato detto ma altro non so che dire.

Ciao,
Ake
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  #11 (permalink)  
Vecchio 16-December-2005
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Mi sembra che qui siamo nuovamente di fronte al solito problema, arriva qualcuno nel forum, si iscrive e come prima cosa che fa? Inizia a stuzzicare gli archeologi con domande che quasi sempre non hanno una risposta, mi sembrano dei "Pannella" quando si fa paladino delle cause ovviamente perse. Per favore un poco di buon senso e senso della realtà quando si scrive. A parer mio il problema non sta nel fatto che gli archeologi non riescano a soddisfare le vostre pretese, il problema è insito in Voi, ci vorrebbe uno psicologo per capire perchè cercate queste parvenze di rivincita verso chi interpellate con tanto zelo. Siete per caso affetti da complessi di inferiorità tanto vasti? Avete avuto delle esperienze negative, siete stati sbeffeggiati od offesi da qualche archeologo? Ma smettetela per favore! Non sono le vostre domande ad essere infantili, siete Voi! Rimarco oltretutto il fatto che non sono un archeologo, perciò mi ritengo abbastanza sopra le parti.
Saluti.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 16-December-2005
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Ciao Akhenaton,
per prima cosa mi scuso per il tono un po' "forte" che ho usato, ma visti i trascorsi con Zeno ho preferito un approccio il più diretto e chiaro possibile, anche se evidentemente, rileggendo quoanto ho scritto, mi sono forse lasciato troppo andare.
Per infantile (che comunque rimane un termine di cui mi scuso) intendevo che la tua domanda non aveva tenuto conto di alcune evidentissime difficoltà o limiti dell'archeologia sperimentale né della validità logica dell'uso della comparazione od estrapolazione da contesti simili; probabilmente avrei dovuto usare il termine "ingenuo" (sempre senza alcuna valenza offensiva, beninteso).

Certo, l'archeologia è una scienza che (come tutte le altre) è in continua evoluzione e, sia pure non proprio "bambina", sta ancora crescendo.
Tieni comunque conto che verificare e sperimentare su ogni singolo particolare è umanamente impossibile; per forza di cose si deve procedere anche per comparazione. Quindi, ad esempio, quello che vale per le cave di granito, non ho motivo alcuno di pensare che non deve valere, almeno a grandi linee, anche per la diorite, magari gli strumenti non saranno necessariamente di dolerite ma di certo non c'è bisogno di laser o percussori in acciaio al platino-tungsteno; questa è una estrapolazione che segue semplicemente le regole della logica.
Questo non significa che alla tua domanda specifica non esistano dati specifici per rispondere, semplicemente io non ne sono a conoscenza e l'uso di informazioni che posso usare per estrapolazione è una risorsa perfettamente ammissibile.

Quando parli di "sacri testi", credo tu debba capire che esiste una differenza fondamentale tra una pubblicazione scientifica di tipo "accademico" (o anche riviste divulgative di alto livello) e altre riviste per il vasto pubblico. Semplificando in modo estremo, in una rivista "accademica" ogni articolo, prima di venire pubblicato passa attaverso il vaglio di una commissione di esperti (i referees) che possono o meno accettare l'articolo (se le tesi ivi presentate non sono sufficientemente documentate) o chiedere eventuali chiarimenti o maggiori dati. Una volta pubblicato (specie se su testate ad ampia diffusione come quelle in lingua inglese) passa attraverso il vaglio dell'intera comunità scientifica che è quindi in grado di confrontare i nuovi dati con i propri o, in qualche caso, verificare gli esperimenti. A volte nascono delle diatribe a colpi di articoli che si criticano a vicenda, che durano decenni, per farti capire che, sia pure con tutti i suoi limiti, il sistema del controllo funziona.
Su riviste tipo Hera o simili, tutta questa trafila di controllo semplicemente non esiste, anzi più l'articolo è sensazionalistico, meglio è.
I testi scientifici certo non sono sacri, ma più "affidabili" di altri questo sì.

Per come contattare Zeno non so risponderti, però posso consigliarti un newsgroup/forum che si occupa di archeologia e civiltà scomparse ma con un'ampia attenzione a quella che qui è stata da molti (me compreso) definita fantarcheologia. Si tratta di "Civiltà Scomparse" che puoi trovare tra i Groups di Yahoo (alla voce "scienza>archeologia"); dopo averlo frequentato per un po' di tempo ho deciso che decisamente non era il forum "serio" che cercavo io e mi sono cancellato... Vedi tu se puoi provare invece maggiore interesse...

ciao
Marco
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Marco Astracedi
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Vecchio 16-December-2005
L'avatar di  Karl
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Concordo con ciò che è stato scritto, e posso anche capire la tua delusione, però... C'è un però. Tu scrivi: <<credevo che l' archeologia sperimentale si incaricase di verificare, se non sempre, le ipotesi fatte dall' altra archeologia>>. Non è che esista un'archeologia sperimentale e un'altra archeologia, c'è l'archeologia e i suoi metodi, e uno dei metodi è quello sperimentale, quando possibile. Quando possibile però. Ciò vuol dire uno che ci vogliono i soldi, due che non tutto è verificabile sperimentalmente. Non stiamo infatti parlando di una scienza sperimentale, ma di una scienza umana e storica, che per quanto possa utilizzare alcuni metodi sperimentali o alcune delle discipline scientifiche, resta sempre tale. Inoltre scienza sperimentale non vuol dire sicurezza o legge, le leggi oramai non si usano più neanche nelle scienze cosiddette esatte, e neanche qui sono sempre accettate da tutti. Non voglio fare il relativista estremo, anzi, è un atteggiamento che combatto ogni giorno, ma ciò non toglie che quelle che chiamiamo leggi, anche quelle formulate dalle scienze cosiddette esatte, non sono leggi valide al 100%, sono comunque leggi probabilistiche (o regolarità, come più spesso accade nelle scienze umane), magari valide nel 99.9% periodico dei casi, ma mai al 100%, per il semplice fatto che il 100% non è di questo mondo, non è umano, e quindi non può essere neanche scientifico. Le certezze assolute e la Verità con la "v" maiuscola appartengono ad altri campi, come quello religioso. E chi cerca nella scienza la Scienza, la trasforma in religione, scienziato o no che sia. Fa parte della visione distorta che abbiamo della scienza.
Poi scrivi: <<Qualsiasi teoria rimane tale finchè non la si verifica sperimentalmente e quando la si è verificata diveta una legge che tutti accettano>>. Per quel che riguarda la legge e il fatto che siano accettate da tutti ho già detto. Ma non è neanche vero che una teoria rimanga tale finchè non la si verifica sperimentalmente. Anche quando la si verifica, per quel che ho scritto sopra, in parte rimane una teoria, molto molto probabile, ma mai assolutamente sicura. Inoltre ci sono teorie accettate sostanzialmente da tutti, anche nel campo delle scienze esatte, ottenute per deduzione, comparazione, induzione, e non verificabili sperimentalmente, e non per questo sono necessariamente meno probabili di quelle sperimentabili. Anzi, tutti questi modi di procedere, insieme anche al metodo intuitivo, contribuiscono alla formulazione di una soluzione "vera".
In conclusione dobbiamo renderci conto di due cose. Una è che la scienza non è la religione, e nel caso in cui lo diventa (e in questo cascano anche diversi scienziati), fallisce il suo compito principale, quello di instillare il dubbio e quindi il ragionamento. E' un'attività umana come tutte le altre (nel senso che è soggetta a certi limiti umani uguali per tutti), è una forma di conoscenza come ce ne sono altre (anche se ciò non vuol dire che sia uguale alle altre, e che non se ne possano cogliere i vantaggi rispetto ad altre). Due è che nonostante ciò però, e nonostante la sua fallibilità, come per tutte le azioni umane, rimane molto probabilmente - per i metodi di cui si è dotata e che va affinando col procedere del tempo, anche per via di tentativi ed errori - la miglior forma di conoscenza oggi ottenibile. Nonostante contenga un certo grado più o meno ampio di soggettività (e questo vale anche per le scienze cosiddette esatte, che spesso se lo dimenticano; basta pensare a quanti interessi extrascientifici rientrino nel deterimare la formulazione e l'accettazione di una teoria scientifica: interessi economici, sociali, politici, culturali, religiosi, di prestigio, e via discorrendo), rimane comunque, a mio avviso, la forma di conoscenza che contiene anche il maggior grado di oggettività possibile (oggi, in futuro probabilmente questo grado crescerà). Tutto ciò rende una teoria o un'ipotesi formulata seguendo certe metodologie, comunque molto più valida, fondata e attendibile di una fantateoria, che certi metodi non li segue, non li conosce, nè ci tiene a conoscerli (ma pretende di essere presa sul serio, e si pone come speculare ad una teoria scientifica, quando invece non lo è).
Quindi l'archeologia deve sì crescere, ce lo auguriamo tutti, ma nè più nè meno di quanto debbono crescere tutte le altre discipline, e la conoscenza scientifica in generale e i suoi metodi. Sostanzialmente non è quindi più bambina di quanto lo siano altre discipline o altre scienze, è semplicemente diversa e ha le sue caratteristiche e le sue specificità che non può perdere, se non a rischio di snaturarsi, e cioè di non esser più archeologia ma altro (che so, matematica, fisica, chimica...). E di certo non si può chiedere all'archeolgia di diventare altro da sè, altrimenti a che servirebbe? Sarebbe poi impossibile, come chiedere a un cane di diventare un gatto, solamente perchè pensiamo che tutti gli animali debbano essere gatti, che l'unico modo di essere animale sia esser gatto. Ma questo sarebbe un nostro limite, non un limite del cane.
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  #14 (permalink)  
Vecchio 17-December-2005
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Per Marco Astracedi: ( per brevità taglio il tuo testo )

Grazie, sei stato molto gentile nella tua risposta !

Ho già visto cosa scrivono quelli della fanta-archeologia e sono fuggito subito da certi forum, quelli sono matti ! Mi sono fatto un sacco di risate ma forse non c'è mloto da ridere. Ne ho lette di tutti i colori e lasciamo perdere ........
Ho anche letto un libro di Hancock ( "le impronte degli dei " ) e debbo dire che in un primo momento ne sono rimasto affascinato ma poi mi sono reso conto che sconfinava anche lui ne regno delle fate e !

Poi ho letto un' atri libro di Paul Jordan dove si dice "peste e morte" di Hancoock. E' un bel pasticcio per chi vuole fare letture serie.

Questo è un Forum molto serio. Ho avuto modo di vedere come siani presenti personaggi appasionati e seri.

Per Karl

Hai ragione è tutta questione di soldi. Ho conosciuto recentemente due docenti universitari di archeologia che non vedono l' ora di andare in pensione perchè sono disgustati dalla situazione attuale. Non ho insistito nel chiede altri chiarimenti e spontaneamente non me ne hanno dati.

Sono progettista; costruttore e manutentore di apparati di triturazione del comparto alimentare sono abituato a farmi sempre domande, anche se le risposte ci sono già e spesso ho trovato che certe risposte erano sbagliate.

Avrei altre domande da farvi ( se volete un po' inusuali ) ma non vorrei creare imbarazzo in chi probabilmente non potrebbe rispondere.

Che faccio ? posso domandare ?

Saluti a tutti,

Ake
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