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Archeologia Subacquea Forum di archeologia subacquea. In questa sezione si discute delle tematiche relative all'archeologia subacquea

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  #1 (permalink)  
Vecchio 19-February-2008
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Predefinito studiare archeologia subacquea

Ciao a tutti!
Sono iscritta alla facoltà di scienze dei beni culturali e ambientali (triennale) stò iniziando ad informarmi sulla biennale e sono molto interessata alla facoltà di archeologia subacquea, ho cercato su internet ma non trovo nulla che mi convince.:-k
Se qualcuno di voi può consigliarmi un'università e può dirmi qualcosa sul mondo del lavoro degli archeologi subaquei, ne sarei lieta. Qualsiasi consiglio o opinione è ben accetta ache le più negative. grazie mille
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  #2 (permalink)  
Vecchio 20-February-2008
L'avatar di  Samiodizeest
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Data Registrazione: May 2007
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Wink Archeologia Subacquea

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Ciao a tutti!
Sono iscritta alla facoltà di scienze dei beni culturali e ambientali (triennale) stò iniziando ad informarmi sulla biennale e sono molto interessata alla facoltà di archeologia subacquea, ho cercato su internet ma non trovo nulla che mi convince.:-k
Se qualcuno di voi può consigliarmi un'università e può dirmi qualcosa sul mondo del lavoro degli archeologi subaquei, ne sarei lieta. Qualsiasi consiglio o opinione è ben accetta ache le più negative. grazie mille
Ciao, e benvenuta nel Forum!
Dunque, il mondo dell'archeologia subacquea è sicuramente affascinante, ma presenta più di una difficoltà.
I consigli che posso darti sono questi:
-innanzitutto prendi il prima possibile un buon brevetto di sub; diffida di corsi rapidissimi, fai una cosa approfondita e seria,e fai con cura tutti i controlli medici richiesti: fare un'immersione di tanto in tanto è una cosa, voler lavorare nel campo è completamente diverso, e i rischi per la salute, è bene dirlo, comunque ci sono. Non fermarti al primo livello ma prendi almeno un II liv, per intenderci quello che ti autorizza a scendere fino a 40 metri.
-appena prendi il brevetto, comprati una tua attrezzatura e inizia a fare immersioni con regolarità: prima ancora di imparare a lavorare come archeologa sott'acqua hai bisogno di guadagnare sicurezza e buone capacità.
-per la specialistica, ti consiglio di fare come me: specialistica in Archeologia e basta, non archeo sub, che è un campo troppo ristretto e può rivelarsi un vicolo cieco; il lavoro a volte c'è e a volte non c'è, meglio saper scavare bene a terra e poi, solo poi, essere in grado di lavorare bene anche sott'acqua. Dopo la specialistica puoi fare un master (dicono che sia ottimo quello di Venezia, io invece ne sto frequentando uno a Barcellona ed è stupendo).

Spero di esserti stato d'aiuto
Se hai qualsiasi altro dubbio non esitare a chiedere
Ciao
Michele
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  #3 (permalink)  
Vecchio 20-February-2008
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ti ringrazio immensamente. Anche se hai scritto poche parole, per me sono importanti. è un mondo che mi ha sempre affascinato, ma che so ben poco. Le tecniche di scavo e tutto il resto lo si apprende dai libri, ma il mondo del lavoro no! Parlai con una prof. di questo mio interesse e lei mi ha incoraggiata a intraprendere questa strada, dice che essendo una disciplina giovane, c'è possibilità di lavoro.
Avevo anche in mente di informarmi su qualche specialistica all'estero, più che altro in spagna, perchè credo che ci sia più possibilità di apprendimento e lavoro, ma sono sempre supposizioni, se ti va di parlarmi della tua esperienza a barcellona, sono sempre lieta di ascoltarti!
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  #4 (permalink)  
Vecchio 20-February-2008
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Data Registrazione: Feb 2008
Messaggi: 20
Question

ho un'altra curiosità da chiederti.
girovagando su internet ho trovato svariati corsi per sub, i primi livelli rilasciano i brevetti, nei livelli successivi insegnano i metodi di scavo archeologico. cosa ne pensi? è un modo troppo sbrigativo, dal quale si apprende poco e nulla, giusto?

ciao emanuela
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  #5 (permalink)  
Vecchio 21-February-2008
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Guarda, al momento in Italia un brevetto di archeologo subacqueo non esiste: ci sono dei corsi organizzati dai centri sub (forse quelli che hai trovato tu), ma ti insegnano due cosine sulle tecniche e non hanno nessun riconoscimento; sono corsi destinati perlopiù agli appassionati, e puntano sul fascino che esercita l'archeosub, ma per quanto ne so difficilmente presentare una certificazione del genere ti potrà aiutare a lavorare; inoltre sono corsi abbastanza costosi, e non credo valga la pena. Meglio puntare sulla formazione universitaria. Semmai, una volta presi i brevetti, puoi provare a contattare i prof di Università che hanno cantieri subacquei e cercare di inserirti in qualche lavoro (come volontaria).
A presto
Michele
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  #6 (permalink)  
Vecchio 21-February-2008
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Dimenticavo: in alcune regioni sono stati fatti dei corsi professionali per operatore tecnico per l'archeologia subacquea (OTAS) ma in termini di inserimento professionale non so con che risultati...
In ogni caso non disperare: quello subacqueo è un campo in continuo sviluppo e, per quanto il mondo dell'archeologia in generale tenda al pessimismo, secondo me qualche speranza c'è
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  #7 (permalink)  
Vecchio 24-February-2008
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...qualcosa sul mondo del lavoro degli archeologi subaquei, ne sarei lieta. Qualsiasi consiglio o opinione è ben accetta ache le più negative. grazie mille
Ti confermo che è mooooolto difficile!
Anche io anni fa avevo cercato di intraprendere questa strada; dopo aver preso il brevetto di primo livello e fatto parecchie immersioni, chiesi ad un mio prof dell'università qualche suggerimento. Davanti a me fu fatta una telefonata "da collega a collega" :si trattava di uno dei professoroni che fanno scavi subacquei tra i più prestigiosi in italia: "si, caro collega, dai pure il mio numero al tuo allievo, non ci saranno problemi, lo accoglierò di certo"; poi io, che ero l'allievo, ho telefonato al luminare che mi ha dato picche: "no, mi dispiace, in questo momento le mie attività sono molto ridotte per mancanza di fondi..." Al che io dissi: "Professore, io sono disponibile a partecipare a mie spese, solo come osservatore, per poter solo assistere all'attività di scavo subacqueo o anche come supporto a terra per schedare materiali o altro..." La risposta fu: "mi dispiace non posso aiutarla, mi saluti comunque il prof. X"
Insomma: picche al cubo.
Io ho continuato a fare delle splendide immersioni sportive e ho lasciato perdere l'archeologia subacquea.
Conosco una bravissima archeologa subacquea che lavora a livello internazionale: mi dice che l'italia è messa proprio male rispetto ad esempio alla francia e alla spagna.
E pensare che in Sicilia hanno addirittura creato la Soprintendenza del Mare: , a parte i servizi in tv su mirabolanti recuperi di anfore, cannoni o ancore con reti a strascico, non sono a conoscenza di scavi scientifici o rilievi di relitti editi; so anche che si avvalgono prevalentemente di sommozzatori dei carabinieri, dei vigili del fuoco o della marina, che sono sicuramente bravissimi ma che non sono archeologi... Ditemi se sbaglio.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 24-February-2008
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grazie dizzi!

immaginavo qualcosa di simile, dopo tutto stiamo messi molto male con gli scavi a terra, figuriamoci come potrebbero andare quelli subacquei, tra l'altro è una nuova disciplina e ancora si deve sviluppare, però al contempo pensavo che essendo giovane, sono poche le persone che intraprendono questa strada, i siti da documentare sono molti e che quindi c'è lavoro.
Io diedi un'accenno, del mio interesse per questa disciplina, ad una prof. che mi consigliò di coltivare e portare a termine questa scelta, lei ritiene che è un campo dove si lavora. :-s MA!

comuque grazie mille per avermi parlato della tua esperienza!
Ne prenderò atto!!! O
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  #9 (permalink)  
Vecchio 24-February-2008
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per quanto riguarda il recupero dei materiali da parte dei carabinieri o vigili del fuoco, è normale che intervengono loro, i professionisti dei vari settori, giustamente hanno prezzi più elevati e in italia si tende sempre a risparmiare, con risultati scadenti!
voglio precisare che non è un'offesa per i carabinieri o vigili del fuoco, loro sono molto bravi in altri ambiti e indispensabili alla nostra società, ma come ha detto Dizzi, non sono archeologi!
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  #10 (permalink)  
Vecchio 24-February-2008
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Exclamation Sommozzatori e archeologi

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per quanto riguarda il recupero dei materiali da parte dei carabinieri o vigili del fuoco, è normale che intervengono loro, i professionisti dei vari settori, giustamente hanno prezzi più elevati e in italia si tende sempre a risparmiare, con risultati scadenti!

Attenzione, l'uso di sommozzatori professionisti appartenenti all'Arma o alla Marina Militare in linea di massima non è dettato da esigenze di risparmio. Oltretutto sappiamo bene che noi archeologi siamo i più economici di tutti (a volte pagati meno e tutelati peggio anche degli operai che ci sterrano i saggi --)...
Se infatti è vero che su uno scavo archeologico subacqueo è imprescindibile la presenza di un archeologo, è anche vero che, per quanto l'archeologo in questione possa essere un ottimo sub, attento e meticoloso, sarà comunque preferibile, per ragioni di sicurezza, affidare il lavoro "duro" a un sommozzatore professionista.
Con questo non voglio dire che l'archeologo subacqueo debba stare al sole sulla nave appoggio ad aspettare che gli portino le anfore da studiare: anzi, più riusciremo a formare archeologi subacquei capaci di caricarsi un bibombola sulle spalle e scendere, meglio sarà per il valore scientifico del nostro lavoro.
Dico solo che per il momento, la scelta di affidare, in alcuni casi (perchè non è sempre così) il lavoro pesante a sub professionisti è secondo me comprensibile, in quanto sono, ripeto, per il momento, gli unici ad avere le capacità fisiche e l'esperienza per poter lavorare in profondità e per lunghi periodi senza rischiare la pelle o un'embolia. Di archeologi con dei brevetti, capaci di scendere anche a 40 metri a vedere i pesci di Sharm, ce ne sono... ma quanti ce ne sono capaci di lavorare ogni santo giorno, con un mare non sempre in buone condizioni, a profondità non sempre facili, per ore intere?
L'archeologo è portato (per la sua insana passione) al sacrificio: a tutti, prima o poi, capita il cantiere massacrante a 40° sotto il sole, in cui si tira avanti a Polase, e ogni tanto si stramazza a terra; ma una cosa è portare il proprio fisico al limite all'asciutto, col rischio di prendere un colpo di sole, e un'altra è forzarsi sott'acqua, dove ogni fesseria, anche la più piccola, si può pagare carissima.

Per quanto riguarda il solito ritardo italiano rispetto a Spagna e Francia, confermo (anche per la mia esperienza personale): anche se abbiamo i siti archeologici subacquei più interessanti del Mediterraneo, in Spagna e Francia stanno investendo tanto e in quetso momento sembrano lavorare più e forse meglio di noi.
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  #11 (permalink)  
Vecchio 25-February-2008
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...Oltretutto sappiamo bene che noi archeologi siamo i più economici di tutti (a volte pagati meno e tutelati peggio anche degli operai che ci sterrano i saggi --)...
E su questo sono più che d'accordo, purtroppo...

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Se infatti è vero che su uno scavo archeologico subacqueo è imprescindibile la presenza di un archeologo, è anche vero che, per quanto l'archeologo in questione possa essere un ottimo sub, attento e meticoloso, sarà comunque preferibile, per ragioni di sicurezza, affidare il lavoro "duro" a un sommozzatore professionista.
Su questo un pò meno d'accordo: se l'archeologo subacqueo è davvero bravo e se fosse anch'esso un 'professionista' non avrà nulla da invidiare ad un sommozzatore militare; e se esistesse una coscienza di categoria sarebbero adottati dei protocolli di intervento e di sicurezza che renderebbero inutile questa distinzione tra 'archeologo subacqueo' e 'sommozzatore professionista' nell'eseguire un lavoro 'duro': o il lavoro è sicuro oppure si rimanda... E comunque se i rilevi e la documentazione scientifica non sono stati eseguiti (da un archeologo, ovviamente, e ovviamente in condizioni di sicurezza) nessuno dovrebbe procedere al recupero, sommozzatore carabiniere o archeologo che sia.

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... ma quanti ce ne sono capaci di lavorare ogni santo giorno, con un mare non sempre in buone condizioni, a profondità non sempre facili, per ore intere?
Appunto: se le condizioni sono sicure si lavora con i tempi ed i ritmi adatti a non rischiare l'embolo (come del resto mi auguro che facciano gli altri sommozzatori non archeologi)... Indiana Jones non esiste neanche sott'acqua.

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L'archeologo è portato (per la sua insana passione) al sacrificio: a tutti, prima o poi, capita il cantiere massacrante a 40° sotto il sole, in cui si tira avanti a Polase, e ogni tanto si stramazza a terra
Anche in questo siamo molto più fessi dei lavoratori dell'edilizia: se sul cantiere edile si superano i 40° gradi loro vanno in cassa integrazione, come è giusto; noi invece di solito ci facciamo intimidire dal professorone universitario che quando decide se ne torna in albergo con l'aria condizionata o va a farsi il bagno a mare... Oppure dal funzionario che è autorizzato dal soprintendente a tornare a casa se in ufficio non funziona l'aria condizionata, ovviamente senza perdere la retribuzione...
Insomma gli archeologi (subacquei e non) come tutti gli altri lavoratori dovrebbero far sentire la loro voce: 'amo il mio lavoro, ma non da morire' (non l'ho inventato io, era uno slogan promosso diversi anni fa da una provincia toscana per promuovere la sicurezza sul lavoro)
Scusate il tono che non vuole essere polemico ma semplicemente un pò realista e propositivo.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 25-February-2008
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sono d'accordo con Dizzi.
non sono una professionista, ho ancora molta esperienza da dover fare, ma credo di aver capito una cosa. Se un reperto viene asportato da uno strato, senza la dovuta documentazione, diventa un bel reperto, l'imitatamente utile allo studio (se sbaglio riprendetemi pure!) e in questo non credo che i sommozzatori possono fare molto!
l'estate scorsa, alcune giornate di scavo sono state sospese appunto per ragioni di sicurezza (eravamo 38°C) e credo che sia una cosa da poter fare sempre... dopotutto per secoli sono rimasti sommersi o sotterrati, non so cosa cambia un giorno in più!L'importate è bloccare i lavori pubblici o privati che si svolgono nell'area d'indagine!
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  #13 (permalink)  
Vecchio 25-February-2008
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Malù, io non voglio scoraggiarti, sia ben chiaro: tu prova comunque ad entrare nel mondo dell'archeol subacquea, sii determinata e cosciente delle capacità e delle esperienze che acquisisci!
In bocca al lupo (anche se in realtà, dato il contesto acquatico, l'augurio potrebbe essere un altro... )
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  #14 (permalink)  
Vecchio 25-February-2008
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Preciso, perchè mi sa che sono stato frainteso, ma è colpa mia, perchè effettivamente non mi sono spiegato bene.
Sono perfettamente d'accordo con dizzi sul fatto che un recupero archeologico (subacqueo e non) privo di documentazione non serve a un cappero, ci mancherebbe!
Sono perfettamente d'accordo anche sul fatto che un archeologo subacqueo con grande esperienza e ottima preparazione fisica oltre che scientifica sia il meglio che ci si possa aspettare su uno scavo.
Ma per quanto ne so, nessuno si sogna di mandare quattro sub militari a fare incetta di anfore asportando i reperti e sacrificando la documentazione. Sappiamo bene che la smania di recuperare non è altro che caccia al tesoro e fa più danni che benefici alla scienza. Lo sappiamo noi qui su AI, e lo sanno bene in Soprintendenza e al Ministero.
Semmai, come cercavo di spiegare, si cerca di far lavorare subacquei professionisti insieme a archeologi esperti; è chiaro che la documentazione la fa l'archeologo (e per questo io sto intraprendendo anche questa strada con un moderato ottimismo, perchè penso che un archeologo capace di scendere a nitrox a fare rilevamenti sarà comunque una figura importante,e in nessun caso si vedrà 'soffiare' il lavoro da un sommozzatore della Marina). Ma è chiaro anche che in alcuni casi l'aiuto dei sommozzatori militari può rivelarsi prezioso, sempre sotto la supervisione dell'archeologo. Non capisco perchè storcere il naso di fronte a uno scavo con un archeologo e tre sub quando in fondo anche negli scavi di terra è normale che accanto agli archeologi lavorino gli operai. Certo non può essere ritenuto scientificamente valido uno scavo condotto solo da sub militari, ma non mi risulta che questa sia la prassi.
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  #15 (permalink)  
Vecchio 25-February-2008
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