Registrazione FAQ Lista Utenti i Gruppi Utente Calendario Tags Cerca Messaggi Odierni Segna come Letti
Vai Indietro   Archeologia Italiana Forum > Archeologia - TEMI > Archeologia Subacquea

Archeologia Subacquea Forum di archeologia subacquea. In questa sezione si discute delle tematiche relative all'archeologia subacquea

Tags: , , , ,


Rispondi
 
LinkBack Strumenti Discussione Modalità Visualizzazione
  #1 (permalink)  
Vecchio 28-March-2008
L'avatar di  Samiodizeest
AI magister
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 136
Post Tutela e valorizzazione in situ del patrimonio archeologico subacqueo

Vorrei iniziare la mia attività di moderatore per la categoria dell'Archeologia Subacquea sottoponendovi un primo spunto di riflessione su un tema secondo me molto interessante: la valorizzazione in situ del patrimonio culturale subacqueo.

Esiste in effetti un importante documento prodotto dall'Unesco nel 2001 (la cosiddetta Carta di Parigi) che traccia le linee guida della nuova archeologia subacquea: fra le altre cose si affronta il tema della tutela e della valorizzazione, e si indica come prioritaria la conservazione in situ. In altre parole, il nuovo archeologo subacqueo, dopo l'importante rilievo e studio scientifico di un relitto e del suo carico, dovrebbe cercare di lasciare tutto sul posto, senza ingolfare i magazzini dei musei, e senza tirare in secca scafi lignei che, come sapete, hanno costi di conservazione altissimi.

Vi chiederete: e la fruibilità? come può il pubblico accedere alla nuova meraviglia se la lasciamo a 40 metri? Le risposte a tutto questo sono diverse: in alcuni paesi i relitti lasciati sul fondo sono stati affidati ai centri sub, che accompagnano i turisti sul posto e rispondono di eventuali spoliazioni. Per i non sub, ci si attrezza con piccoli sottomarini turistici.
Altri paesi hanno calato delle brutte gabbie sui relitti e i sub vanno a vederli come i panda allo zoo. In Sicilia la Soprintendenza del Mare ha creato dei sistemi di telesorveglianza, grazie ai quali i turisti possono vedere il relitto e le anfore dal museo, in tv, con tanto di cernie e murene.

Voi cosa ne pensate? Quali vi sembrano le strategie migliori?
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #2 (permalink)  
Vecchio 28-March-2008
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2006
Messaggi: 1,246
Predefinito

secondo me è molto meglio che i relitti e tutto ciò che del passato resta sommerso restino in situ, approntando sorte di "musei subaquei", anche se la questione riguardante eventuali spoliazioni resta spinosa.... infatti sarebbe bello trovare un modo per proteggere i relitti il meno invasivo e brutto possibile.... problema del resto comune a molta parte dell'archeologia, come quella preistorica , nella quale le strutture di protezione sono spesso talmente orribili da decontestuazlizzare e deturpare in modo eclatante il bene che vorrebbero proteggere..... Come al solito credo che il vero ostacolo sia di carattere economico, poichè realizare una struttura decente a protezione di un sito terrestre o sottomarino che sia, costerebbe un bel pò e ovviamente questi soldi nessuno li vuole spendere...
__________________
Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #3 (permalink)  
Vecchio 28-March-2008
L'avatar di  cennis
Utente attivo
 
Data Registrazione: Nov 2007
Luogo: Monza
Messaggi: 154
Predefinito

Bella idea la proposta dei "musei subacuqei"...
anche io penso che sia meglio che i relitti stiano in fondo alle acque... facendoli riemergere, potrebbero rovinarsi o chissà che cosa...
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #4 (permalink)  
Vecchio 28-March-2008
L'avatar di  Samiodizeest
AI magister
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 136
Predefinito

Beh, Cennis, in realtà facendoli riemergere e trattandoli nella maniera giusta (impregnazione a PEG o altri sistemi), i relitti si conservano bene e sono una grande attrattiva, per un museo. Il problema è che tutto questo costa molto, e richiede molto spazio...
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #5 (permalink)  
Vecchio 28-March-2008
L'avatar di  ivan
Amministratore AI
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Vobarno (BS)
Messaggi: 1,886
Invia un messaggio via ICQ a ivan Invia un messaggio via MSN a ivan Invia un messaggio via Yahoo a ivan Invia un messaggio via Skype a ivan
Predefinito

Solitamente i relitti a quali profondità si trovano? prendiamo il caso siciliano.
Un turista attrezzato senza eccessiva esperienza a quali profondità può spingersi senza correre rischi eccessivi?
__________________

Partecipa al nuovo FORUM di Storia - storia.archeologia.com/forum
Scopri Roma e la sua Provincia - roma.archeologia.com
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #6 (permalink)  
Vecchio 29-March-2008
AI magister
 
Data Registrazione: Apr 2007
Messaggi: 577
Predefinito

Per quel che so io le profondità sono estremamente variabili. Questo influisce anche sulle modalità di scoperta: se la profondità non è esagerata (fino ai 40 m) di solito sono subacquei sportivi a segnalare il relitto o altri resti sommersi. Spesso però, essendo facilmente accessiblile, il deposito è già stato danneggato o depredato all'arrivo della Soprintendenza.
Se invece il relitto è più profondo o molto a largo, anche in acque internazionali, il ritrovamento avviene in seguito al passaggio di pescherecci con le reti a strascico. La localizzazione del punto preciso sarà molto più difficile (credo che si debba ripercorrere il tracciato dell'imbarcazione, tramite quello che si può ricavare dal gps di bordo) e anche l'osservazione, il rilievo ed il recupero saranno molto più rischiosi e costosi, ai limiti dell'impossibilità.

Un gruppo di subacquei mediamente esperti, anche con un brevetto di primo livello, può tranquillamente fare belle passeggiate subacquee fino ai 40 m.: quasi sempre la visiblità è buona, vista la limpidezza delle acque.
__________________

In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #7 (permalink)  
Vecchio 29-March-2008
L'avatar di  Samiodizeest
AI magister
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 136
Predefinito

Il problema in effetti riguarda maggiormente proprio i relitti che giacciono entro i 40-50 metri di profondità. Relitti a 100 metri e oltre sono così difficili da raggiungere che anche se il carico è interessante, il rischio da correre per fare di un'anfora un portaombrelli (o per venderla illegalmente) è talmente alto da scoraggiare i sub col vizietto del recupero. Se però il carico ha un valore davvero notevole, entrano in gioco ricche compagnie di recupero, attrezzate con navi oceanografiche e ROV, e in quel caso il relitto è in serio pericolo. Tutti ricorderete, giusto per fare un esempio, il recente caso Odyssey, con tonnellate d'oro e di oggetti preziosi trafugati (finora) impunemente da pirati senza scrupoli...
In effetti la profondità è solo una barriera in più per i pirati meno attrezzati, ma un recupero, legale o illegale, si può fare anche a profondità dell'ordine di migliaia di metri (lo fanno ad esempio i francesi del DRASSM).
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #8 (permalink)  
Vecchio 29-March-2008
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 1,851
Predefinito

La visita ad un museo subacque in situ resta comunque ristervata a pochissimi.

Sarebbe pensabile, soprattutto per i reperti in legno di difficile conservazione al di fuori dell'acqua, ad un'esposizione sommersa in una sorta di aquario?

È una fantasia che mi è venuta in mente or ora, spero non solo dovuta al bicchiere di Montepulciano d'Abruzzo che ho appena bevuto, era proprio uno solo...
__________________

dott. Claudio Giorgini
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #9 (permalink)  
Vecchio 29-March-2008
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2005
Luogo: Verona
Messaggi: 392
Predefinito

Quote:
dizzi Visualizza Messaggio
Se invece il relitto è più profondo o molto a largo, anche in acque internazionali...
Di chi sono i reperti archeologici in acque internazionali?

Mario
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #10 (permalink)  
Vecchio 29-March-2008
L'avatar di  Samiodizeest
AI magister
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 136
Predefinito

Quote:
dceg Visualizza Messaggio
La visita ad un museo subacque in situ resta comunque ristervata a pochissimi.

Sarebbe pensabile, soprattutto per i reperti in legno di difficile conservazione al di fuori dell'acqua, ad un'esposizione sommersa in una sorta di aquario?

È una fantasia che mi è venuta in mente or ora, spero non solo dovuta al bicchiere di Montepulciano d'Abruzzo che ho appena bevuto, era proprio uno solo...
Mi complimento per la scelta del vino, un buon Montepulciano è una cosa meravigliosa

Per la conservazione in acquario, penso che costerebbe un occhio : i relitti in acqua si distruggono comunque; le parti lignee che ci restano si salvano perchè tra sedimentazioni naturali e non (ad esempio il carico d'anfore, e poi una bella coltre di sabbia) si forma una sacca in cui i processi di distruzione si arrestano. Immagino che mantenendo l'acquario sotto controllo chimico e biologico si potrebbe ritardare di molto il tutto, ma i costi sarebbero comunque alti, e a quel punto tanto varrebbe tirare in secca il relitto e trattarlo 18 mesi in PEG, in modo da esporlo asciutto e preservato.
Nei relitti scavati e lasciati sul fondo, infatti, si ricopre comunque il legno, e la parte visibile (del resto probabilmente la più suggestiva) sono i carichi di anfore.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #11 (permalink)  
Vecchio 29-March-2008
L'avatar di  Samiodizeest
AI magister
 
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 136
Predefinito

Quote:
Mario_A Visualizza Messaggio
Di chi sono i reperti archeologici in acque internazionali?

Mario

Se l'identificazione è certa e riferibile a Stati tuttora esistenti, che io sappia, il relitto resta dello Stato di cui batte bandiera. Ad esempio, un galeone spagnolo che affonda in acque internazionali sulla rotta per l'America resta degli spagnoli. E, sempre per quanto ne so, resta spagnolo anche se affonda nel porto di Montevideo in Uruguay. Più difficile la questione per quanto riguarda reperti di Stati antichi non più esistenti. Del resto, per fortuna, i relitti antichi si trovano quasi tutti a distanze non enormi dalle coste dei vari paesi mediterranei
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #12 (permalink)  
Vecchio 29-March-2008
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 1,851
Predefinito

La navigazione antica era in genere costiera, per cui i relitti raramente sono al di fuori delle acque territoriali.
A quanto mi ricordo, ma posso sbagliare, se una nave viene abbandonata dall'equipaggio diventa, o diveniva in passato, di proprietà di chi la recupera assieme al suo carico.
Mio nonno aveva recuperato dopo la prima guerra mondiale dei sottomarini affondati nel golfo di Gallipoli in Puglia e nell'Adriatico, con l'intento di ricavarne il metallo pregiato (ottone, bronzo e piombo). Oramai però non vi è più nessuno a cui possa chiedere quali permessi erano stati necessari, e comunque si trattava degli anni '20 del secolo scorso. L'affare era stato, anche finanziariamente, un naufragio! Quel che resta è qualche foto e una polizza di assicurazione.
__________________

dott. Claudio Giorgini
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiFurl this Post!Segnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #13 (permalink)  
Vecchio 29-March-2008
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 1,851
Predefinito

Quote:
Samiodizeest Visualizza Messaggio
Mi complimento per la scelta del vino, un buon Montepulciano è una cosa meravigliosa