Sui libri mi trovi d'accordo. Su quelli antichi particolarmente anzi, a pensarci bene il mio ultimo acquisto, pochi giorni fa, è stato appunto di un libro
clandestino 
(hai presente quelle edizioni di piccolissimo formato che giravano a metà ottocento, fuorilegge in ben più che mezza Europa e per le quali in certe parti d'Italia si rischiava anche la pelle?)
Tornando invece ai reperti archeologici, la mia personalissima posizione (e so che è un po' diversa, magari non nella pratica, ma credo nel principio, rispetto a quella "ufficiale" ed anche a quella prevalente in questo Forum ) non consiste in un esasperato legalismo, ma in una valutazione squisitamente culturale.
Non ne faccio questione se sia legale o meno, quando che sì e quando che no: trovo semplicemente che i reperti archeologici debbano avere una fruizione collettiva e che non stiano bene in una casa privata, quanto piuttosto in un museo pubblico. Per cui trovo che non abbia senso esprimere opinioni sui prezzi correnti nelle vendite legali o sul mercato clandestino.