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Campagne di scavo archeologico e di ricognizione La sezione serve a fare conoscere e a scambiare opinioni o impressioni, sulle campagne di scavo archeologico in corso o in preparazione, organizzate dagli atenei italiani

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Predefinito Castello di Tornimparte

vi invio qualche info su uno scavo condotto dall'Università dell'Aquila dalla cattedra di Archeologia Medievale presso il Castello di Castiglione di Tornimparte (AQ)

lo scavo si svolgerà tutto il mese di giugno senza turni specifici;
il vitto e l'alloggio sono gratuiti
è previsto il rimborso della benzina per chi metterà a disposizione la propria automobile dall'alloggio allo scavo.

è richiesta solo una copertura assicurativa sugli infortuni e scarpe antinfortunistica.

per qualsiasi informazioni rivolgersi all'indirizzo mail: martpantit (AT) yahoo.it (Martina)

vi allego qualche info sul sito:

Al confine fra la Piana Amiternina e la Valle del Salto, in posizione strategica fra il territorio aquilano e quello reatino, rimangono i ruderi, imponenti per estensione (circa 6000 mq), e suggestivi per consistenza, del castello medievale di S. Angelo di Castiglione.
La struttura planimetrica lo caratterizza come castello-recinto a impianto approssimativamente triangolare, o a quarto di cono: con cassero turrito in alto, al vertice dei cateti, e con abitazioni che si sgranano verso la base lungo i balzi del pendio collinare.
La posizione di confine fra le due province di Rieti e di L’Aquila, la consistenza architettonica e le caratteristiche tecniche dell’impianto insediativo fanno di questo castello un esemplare meritevole di grande attenzione e degno di interventi di ricerca archeologica, conservativi e di valorizzazione turistica.
La topografia del sito e la posizione strategica di controllo della viabilità di collegamento fra il territorio aquilano e quello reatino inducono a supporre che, anche nel periodo longobardo in cui la regione appartenne al Ducato di Spoleto, una fortificazione occupasse la sommità dell’insediamento castellano ascrivibile nel suo impianto attuale al periodo normanno-svevo. La popolazione di Castiglione partecipò attivamente alla storia del territorio e alle vicende politiche che lo interessarono dalle origini ad oggi; prese parte alle rivolte contro i signori al potere, come ci ricorda Buccio di Ranallo nella Cronaca aquilana del 1251, riportando la distruzione del castello. I suoi abitanti vissero il decastellamento del territorio aquilano volto alla fondazione della Città dell’Aquila insediandosi nei terreni a loro destinati nella nuova città (quarto di S. Giovanni di Lucoli); il Castello vide anche una rinnovata vitalità dopo il 1380 quando la Regina Giovanna I d’Angiò ordinò la sua ricostruzione. Elementi indicativi che le indagini archeologiche hanno dimostrato e riportato alla luce. La funzione difensiva del Castello viene particolarmente evidenziata proprio dai risultati delle indagini archeologiche più recenti.
L’intera rocca è circondata da una cinta muraria di notevole spessore e dalla fattura di pregevole resistenza che si apre solo in due accessi, uno dei quali verso l’abitato sottostante, di cui rimangono i resti di una porta monumentale. I segni delle battaglie sono ancora evidenti lungo le mura e nelle stratigrafie interne degli ambienti. La parte sommitale della rocca presenta infatti il completo crollo delle mura perimetrali di una prima fase, probabilmente sostituite da una torre quadrangolare emersa, inaspettatamente, durante l’ultima campagna di scavo; quest’ultima a sua volta presenta più fasi di vita ricostituite sui crolli delle precedenti, testimoniando la voglia di restaurazione degli abitanti del complesso. Ciò ci riporta alla regina Giovanna che nel 1380 ordina proprio una ricostruzione del Castello ormai diruto. A valorizzare ulteriormente il nostro manufatto emerge che la totalità dei reperti rinvenuti rimanda proprio all’epoca della sovrana di Napoli. Sono gli stessi reperti che ci testimoniano anche le molteplici vicissitudini belliche della fortezza; numerosi frammenti di armi da lancio come sfere da frombola, catapulta, punte di freccia di balestra, pugnali, e persino una lancia sono emersi dalle stratigrafie per dimostrare come balestre e catapulte fossero armi di frequente uso all’epoca.
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