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Vai Indietro   Archeologia Italiana Forum > Università e affini > Campagne di scavo archeologico e di ricognizione

Campagne di scavo archeologico e di ricognizione La sezione serve a fare conoscere e a scambiare opinioni o impressioni, sulle campagne di scavo archeologico in corso o in preparazione, organizzate dagli atenei italiani

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Vecchio 28-December-2009
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Predefinito esperienza di scavo Marsiliana d'Albegna (GR)

Ogni archeologo che abbia una qualche esperienza di scavo conosce fin dall’inizio i problemi di tipo logistico che si possono presentare al momento di partecipare ad una campagna di scavo diretta da un’università italiana. La penuria di mezzi di trasporto non sconvolge nessuno di noi, come il fatto che la trowel non rientri tra gli strumenti in dotazione: possederla, soprattutto per uno studente alle prime armi, è il segno tangibile di stare realizzando la propria passione. Nessuno di coloro che hanno partecipato alla campagna di scavo autunnale di Marsiliana d’Albegna (GR) si aspettava però di essere trattato come manovalanza di bassa lega, semplici braccia da lavoro a cui è stata negata la possibilità di far valere le proprie competenze, piccole o grandi che fossero. Da parte dei capi cantiere è mancata la volontà di creare un gruppo di lavoro affiatato, che potesse partecipare attivamente allo scavo mettendo a disposizione di tutti il proprio bagaglio di conoscenze, esperienze, talento e interessi. L’archeologia è per definizione un lavoro di squadra, che può pertanto conseguire dei risultati solo attraverso la condivisione delle varie problematiche che comporta un’attività di ricerca articolata: ognuno può e deve portare il suo contributo, nel rispetto dei propri ruoli. Non c’è mai stato uno scambio di pareri tra noi operai e chi aveva la direzione dei lavori, non abbiamo mai avuto la possibilità di impostare un dialogo che potesse rivelarsi proficuo per il proseguimento dello scavo. Da parte dei direttori di cantiere abbiamo notato supponenza nei nostri confronti, totale disinteresse per la nostra professionalità e un’assurda e inspiegabile gelosia nel tener nascosti i dati di scavo e le conseguenti ipotesi di studio che mano a mano affioravano, come se ci fosse il timore che potessimo impossessarcene per poi dare corso ad una pubblicazione pirata.
Altra nota dolente è stata l’aura di scavo tecnico scientifico di cui era ammantata questa campagna, condotta da un’università, quella di Siena, rinomata nell’ambiente per l’attenzione prestata alle tecniche di scavo e alle nuove tecnologie. E’ stato frustante assistere alla completa mancanza di organizzazione del lavoro da parte di chi avrebbe dovuto saper gestire un’area di scavo di notevole dimensioni e in una situazione ambientale particolare come quella di ritrovarsi a scavare all’interno di un bosco, cosa che ha comportato un deplorevole rallentamento dei lavori. “Lo scavo è distruzione e documentazione”, questo Carandini docet. Ebbene, a Marsiliana d’Albegna si sono fermati alla prima voce, a quanto è stato dato a vedere sul cantiere, dal momento che non esisteva un diario di scavo, non venivano eseguiti rilievi, non abbiamo mai sentito parlare di US e non si utilizzavano triangoli per indicare il nord, lavagnette etc quelle rare volte che veniva scattata una foto. Sconvolgente per chi scrive è stato prendere atto del fatto che non si è ritenuto necessario approntare un laboratorio ceramico fino a che la pioggia non ha reso impossibile continuare il lavoro sul cantiere, come se lo studio dei reperti non fosse parte integrante dello scavo e non potesse apportare il suo contributo per la comprensione di ciò che si stava mettendo in luce. Ovviamente, di schede ceramiche e catalogazione dei reperti sul campo non se n’è sentito neanche parlare.
La Dott.ssa Silvia Pallecchia è stata l’unica responsabile che ha dimostrato di essere una vera professionista e di fare il proprio lavoro con quella passione che appartiene a tutti noi archeologi e ci consente di portare avanti i nostri studi nonostante i ben noti problemi occupazionali.
Cosa salvare di questa esperienza? L’impagabile rapporto che si è venuto a creare tra noi ragazzi e la consapevolezza di cosa non bisogna fare se si vuole davvero scavare in modo tecnico scientifico.
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Vecchio 28-December-2009
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Messaggi: 9
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ciao akhet, innanzitutto vorrei capire se lo scavo a cui hai partecipato era fatto da volontari, studenti in archeologia oppuure da personale laureato...non riesco ancora a capirlo perchè a giudicare dalle lamentele(giustissime tra l'altro) e dal modo in cui scrivi non sembri far parte di un gruppo di volontari ma poi ci parli della Dott.ssa Pellacchia che guidava i lavori personalmente e mi viene il dubbio...comunque queste sono sciocchezze per fare un minimo di chiarezza dato che, secondo me, in qualunque caso uno scavo archeologico fatto in Italia è un'esperienza ricca di disagi e di ricerche superficiali...se sei già laureato fai benissimo a lamentarti, ma se sei uno studente o addirittura un volontario...beh allora posso dirti solo "benvenuto nel club".... per mia personale esperienza posso dirti che anche gli scavi a cui ho partecipato io sono stati simili, pensa che il primo scavo l'ho fatto quando non sapevo nemmeno cos'era una US (soprattutto a causa dell'insistenza di un prof., che fortunatamente o Sfortunatamente mi ha spedito lo stesso "tanto è uno schiavetto, dovrà solo scavare"... essere trattati da manovali è una prassi a cui purtroppo ci si deve far l'abitudine,almeno inizialmente... in quanto al fatto che non avevate utilizzato strumenti per i rilievi (nemmeno un teodolite?) e non avete scavato per US è soprattutto questo che mi lascia allibito... soprattutto per uno scavo gestito da una università come quella di siena di cui ho sempre sentito parlar bene...la tua testimonianza la considero più vera di molte altre e non gli farà certo una buona pubblicità...il tuo sembra più uno scavo ottocentesco, con la differenza che quelli erano fatti con il preciso intento di recuperare pezzi di grande valore... per quanto riguarda il fatto che non avete approntato un laboratorio di ceramica sul campo, questo in alcuni casi può accadere, in particolare se l'area di scavo è molto estesa e il personale è scarso...questa estate ho scavato a Rignano sull'Arno (sito medioevale) ma solo nel mese di dicembre ci siamo messi a fare un'analisi approfondita dei pezzi ceramici rinvenuti...
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  #3 (permalink)  
Vecchio 30-December-2009
L'avatar di  massinissa
AI magister
 
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Messaggi: 659
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Hai descritto non una campagna di scavo, ma una brodaglia con parvenze archeologiche. Senza rigore scientifico, senza organizzazione di nessun tipo. Guidata da supponenti e molto, molto poco professionali capi squadra (magari laureati e con dottorato!!). No, la situazione che descrivi, e mi dispiace che tu l'abbia vissuta, non è un clichè per fortuna. Ho scavato parecchio, da studente, e ti assicuro che mai mi sono trovato in simili situazioni. Certo, qualche disagio, a volte un'organizzazione poco elevata, ma mai a un simile girone o bolgia infernale!! Poi mi chiedo a cosa cavolo sarà servito questo scavo, se non c'è stata documentazione, se non un diario di scavo è venuto fuori. Alla fine come giustamente tu dici, è stata solo distruzione, e basta. Mi dispiace, ripeto, per te, che sarai sicuramente rimasto amareggiato e deluso. Ma mi dispiace anche che ci siano situazioni così gravi, così poco rispecchianti la vera professione e professionalità dell'archeologo. E mi dispiace, ma è più compassione anche per questi "professionisti", che dall'alto della loro boria e arrogante supponenza, si riducano ad essere tutto fuorchè archeologi. Incapaci anche di trasmettere conoscenza e cultura a voi, e peggio ancora inetti nel confronto e nello scambio. Spero tu abbia più fortuna nelle prossime esperienze, non tutte le campagne di scavo sono così! Credo che questa brutta esperienza alla fine ti sia srvita. Come tu dici, hai appreso anche cosa NON si debba fare o essere per fare brillantemente l'archeologo!!! Buona fortuna!!
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  #4 (permalink)  
Vecchio 30-December-2009
L'avatar di  Elli
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io ho partecipato a questo progetto ma si tratta di diversi anni fa, ormai.
non mi esprimo, sono ancora in contatto con alcuni dei responsabili, però mi dispiace sentire che una bella esperienza come quella abbia lasciato così amare impressioni.

Al di là del giudizio su questo scavo, bisogna riconoscere che anche le esperienze negative fanno bagaglio....
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Vecchio 02-January-2010
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io ho partecipato a questo progetto ma si tratta di diversi anni fa, ormai.
non mi esprimo, sono ancora in contatto con alcuni dei responsabili, però mi dispiace sentire che una bella esperienza come quella abbia lasciato così amare impressioni.

Al di là del giudizio su questo scavo, bisogna riconoscere che anche le esperienze negative fanno bagaglio....

Anche io come Elli ho partecipato diversi anni fa a questo progetto, ammetto che mi fa male sentir parlare cosi negativamente di un'esperienza che invece per me è stata positiva.
Ci sono esperienze di scavo negative e positive..credo sia capitato a tutti di non trovarsi bene o avere disagi durante una campagna di scavo!!
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