Attenta, è una donna (Lidia Forti).
Nella mia biblioteca ho solo la Forti e poi questo, importante, doveroso da citare, ma vecchiotto pure lui:
Mario Bernardini, Vasi nello stile di Gnathia e Vasi a vernice Nera nel Museo Castromediano di Lecce. Adriatica Ed. Bari, s.d. (ma 1961) .
Per la sintetica definizione della classe è fondamentale citare anche:
Jean-Paul Morel, Céramique Campanienne: les formes, Rome, 1981 vol.I (Texte) pag. 47 (sono solo dieci righe, ma importanti, dove sostanzialmente mette in guardia rispetto ad un uso estensivo della definizione).
Se fai ancora in tempo potresti cercare qua e là nei singoli contesti nel catalogo della Mostra a cura di R.Cassano "PRINCIPI IMPERATORI E VESCOVI" Ed Marsilio, 1992.
Stai attenta che non tutta la sovradipinta policroma è Egnatia (credo proprio ci siano produzioni decisamente simili attestate anche altrove, credo persino in area volterrana).
Niente panico

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Quote:
Mdd
catalogo della Mostra a cura di R.Cassano "PRINCIPI IMPERATORI E VESCOVI" Ed Marsilio, 1992
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In CASSANO (a cura di) 1992
Elena Ricchetti, Ceramica nello stile di Gnathia, pag. 257-258
Raffaella Cassano, Ipogeo di via Legnano, pag. 384-418 passim (in particolare pag. 414)
Si tratta però solo di cataloghi di attestazioni, non di considerazioni generali.
Come bibliografia in CASSANO si cita: T.B.L. Webster, Towards a Classification of Apulia Gnathia, in BICS 15, 1968, pag.1-33
Uhuhuh! poi nei miei appunti c'è anche questo (ma non l'ho mai avuto in mano e non l'ho visto granché citato in giro):
J.R.Green, Gnathia Pottery in the Akademisches KunstMuseum Bonn, Mainz, 1976 .