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| Ceramica. Oggetti e Sculture Forum dedicato alla produzione in ceramica nell'antichità. Sono comprese tutte le produzioni in questo materiale |
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15-February-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Statuette ofidiformi Obeid
Ciao a tutti...
Mi incuriosiscono le statuette serpentiformi ritrovate ad Ur e risalenti al periodo Obeid/Ubaid (circa 5000 a.C.).
Si tratta di figure umane con tratti del volto simili a quelli di un serpente (viso allungato, occhi a "fessura") ma ne so veramente poco e mi piacerebbe approfondire. Qualcuno mi può aiutare?
Qui c'è un esempio... la prima immagine in alto a sinistra...
Neolitico in Mesopotamia
Il mio pensiero è che siano associate a una sorta di culto del serpente, magari di origini sciamaniche, e anche con il culto delle dea madre... La figura che vi ho riportato infatti sembra che allatti un bambino serpente con un'iconografia simile a quella di altre divinità femminili.
Poi, ho sempre letto che statuette simili sono state trovate anche nella zona dell'odierno Kurdistan (a Jarmo) e nel Pakistan (a Charsadda).
Non so altro, ma vorrei imparare... più che altro per curiosità.
Grazie mille
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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01-March-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Scusa il ritardo, ma sto leggendo le varie discussioni a pezzi perchè non ho moltissimo tempo. Le figurine a cui ti riferisci provengono da Ur ma anche da Eridu (e non so se anche da altri siti). Sono in argilla e sono alte 13-14 cm. circa. Se si possa collegare a una qualche forma di culto del serpente, visti i caratteri del volto, di tipo sciamanico, questo non saprei. Non credo sia da escludere a priori però è difficilmente dimostrabile. Quello che invece è piuttosto evidente è l'accento posto sulla fertilità: seno in evidenza, triangolo pubico... Alcune sono in effetti delle nutrici, e allattano un bambino con gli stessi tratti del volto. Da questo punto di vista quindi, quello della fertilità, possiamo sì richiamarci al cosiddetto culto della dea madre, ma in modo piuttosto generico. A livello di iconografia non ci assomigliano molto, al contrario invece delle figurine di Jarmo (che però risalgono a qualche migliaio di anni prima eh). Queste ultime sono sedute quelle Obeid sono stanti, quelle di Jarmo hanno il bacino allargato quelle Obeid molto stretto, il seno è in vista in entrambi i casi ma nelle figure di Jarmo è generalmente più accentuato. Del resto anche nel caso di Jarmo bisognerebbe chiarire cosa si intende per culto della dea madre. La centralità della fertilità credo sia difficilmente negabile, ma il significato specifico è comunque controverso, e lo rimane anche successivamente in età storica. Che siano legate a un sentimento religioso in senso lato, o spirituale, credo sia probabile. Che si tratti invece di immagini religiose in senso cultuale, legate cioè a un vero e proprio culto, magari diffuso e con un certo livello di codificazione rituale, credo sia più difficile dimostrarlo. Non credo sia da escludere a priori, perchè anche se certamente non si può paragonare agli apparati religiosi di età storica, facenti parte di una religione organizzata all'interno di una strutturazione sociale più complessa, la visione delle società e delle culture pre e protostoriche negli ultimi anni si è fatta a sua volta più complessa, però... credo resti difficilmente dimostrabile. Tornando alle figurine Obeid c'è da dire che di quel tipo non esistono solo rappresentazioni femminili ma anche maschili. Quelle maschili hanno i genitali scoperti e stringono in mano un bastone o uno scettro. Qui tu potresti vederci magari l'immagine o l'eco di uno sciamano all'interno di un'interpretazione religiosa e cultuale, io magari, trattandosi di un periodo protostorico alle soglie della nascita della città, potrei vederci l'accenno di una strutturazione socio-politica nella figura di un "capo" di qualche tipo (e non mi avventuro nelle ipotesi di derivazione antropologica sui chiefdom, società claniche, tribali, ecc.). Ma del resto le cose non sono così incompatibili, dato che nell'antichità l'intreccio tra la sfera religiosa e quelle socio-politica ed economica, e ovviamente ideologica e culturale (per non parlare dei soddisfacimenti dei bisogni psicologici, che credo siano tanto astratti quanto materiali) è, credo, piuttosto evidente. Una spiegazione troppo rigida rischierebbe probabilmente di fuorviare e di semplificare eccessivamente, portandoci lontani dalla supposta realtà. E d'altro canto una spiegazione troppo aperta e che punti troppo sulla complessità della realtà per paura di semplificare, finirebbe per non spiegare nulla.
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01-March-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Feb 2007
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Secondo me rappresentano la donna-Serpente, cioè la funzionaria, o sacerdotessa, o come vuoi chiamarla, della Società segreta del Serpente (appartenente ai Clan del Sotto). E' probabile che in questi ruoli si usasse una maschera, come spesso nelle sessioni delle società segrete
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01-March-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Non ho idea di cosa sia...
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01-March-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Feb 2007
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Quote:
Karl
Non ho idea di cosa sia...
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Le società segrete tribali sono presenti in tutte le culture di ogni epoca e luogo, sicuramente già presenti nel Mesolitico. Ben descritte per le culture più lontane per le culture "classiche" invece si glissa, ma analizzandone la mitologia si trovano molti riferimenti.
L'antropologia culturale comparata è LA chiave per la comprensione della nostra storia perchè mostra un'assoluta corrispondenza in culture molto diverse nello spazio e nel tempo. Se studi le società segrete primitive arrivi a capire persino la politica attuale. Io ne ho fatto il mio principale argomento di studio e ho fatto molte scoperte.
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02-March-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Personalmente sono convinto dell'importanza dell'antropologia, sia di per sè, sia nei confronti della storia e dell'archeologia. Ugualmente ne condivido la vocazione alla comparazione (ma altrettanto alla distinzione. L'altalena tra il particolare e il generale credo sia sì la chiave migliore per capire l'uomo e la sua storia). Proprio per questo misi nel piano di studi esami di antropologia culturale, antropologia sociale, sociologia, storia delle religioni, ecc. Con le società segrete delle società tribali non mi ci sono mai incontrato. Che possano servire a capire certi aspetti della politica attuale non faccio fatica a crederlo. Ricordo che dopo l'esame di storia contemporanea approfondii certi aspetti della politica contemporanea, dalle società misteriosofiche alla cultura magica del nazismo fino alla P2, argomenti ancora in corso di approfondimento da parte mia (purtroppo il tempo è quel che è...).
Ritengo però che ci siano anche dei rischi nell'adozione acritica di teorie e paradigmi di orgine antropologica, fondati sull'etnografia di società che, per quanto erroneamente ritenute senza storia, una storia ce l'hanno e restano comunque società recenti. Ritengo anche certi risvolti del pensiero antropologico più recente piuttosto pericolosi dal punto di vista epistemologico. Sia generale sia nei confronti della comprensione storica e archeologica. Credo che dal punto di vista della comprensione della nostra storia un uso dei metodi di tutte le discipline, dalla storia all'archeologia all'antropologia, sia maggiormente utile rispetto all'adozione di un metodo solo, evitando però di aderire alle mode passeggere, ad un eclettismo secondo me inconcludente, ed evitando possibilmente le polemiche sterili. Credo anche che dopo aver tanto preso dal pensiero antropologico e da quello storiografico, è ora che l'archeologia diventi anch'essa fonte di teorie e sintesi per le altre discipline. Credo che ne abbia tutti i presupposti e le capacità. Credo anche che servirebbe a risolvere o dissolvere certe polemiche che toccano il campo dell'antropologia così come quello della storiografia, e via via fino al dibattito filosofico, politico e culturale contemporaneo. Opinione mia ovviamente. (E lo dico senza nulla togliere alle altre discipline, e anzi... Provenendo dal corso di laurea in storia almeno una metà della mia formazione è da storico "puro", per cui...).
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02-March-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Feb 2007
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Quote:
Karl
Personalmente sono convinto dell'importanza dell'antropologia, sia di per sè, sia nei confronti della storia e dell'archeologia. Ugualmente ne condivido la vocazione alla comparazione (ma altrettanto alla distinzione. L'altalena tra il particolare e il generale credo sia sì la chiave migliore per capire l'uomo e la sua storia). Proprio per questo misi nel piano di studi esami di antropologia culturale, antropologia sociale, sociologia, storia delle religioni, ecc. Con le società segrete delle società tribali non mi ci sono mai incontrato. Che possano servire a capire certi aspetti della politica attuale non faccio fatica a crederlo. Ricordo che dopo l'esame di storia contemporanea approfondii certi aspetti della politica contemporanea, dalle società misteriosofiche alla cultura magica del nazismo fino alla P2, argomenti ancora in corso di approfondimento da parte mia (purtroppo il tempo è quel che è...).
Ritengo però che ci siano anche dei rischi nell'adozione acritica di teorie e paradigmi di orgine antropologica, fondati sull'etnografia di società che, per quanto erroneamente ritenute senza storia, una storia ce l'hanno e restano comunque società recenti. Ritengo anche certi risvolti del pensiero antropologico più recente piuttosto pericolosi dal punto di vista epistemologico. Sia generale sia nei confronti della comprensione storica e archeologica. Credo che dal punto di vista della comprensione della nostra storia un uso dei metodi di tutte le discipline, dalla storia all'archeologia all'antropologia, sia maggiormente utile rispetto all'adozione di un metodo solo, evitando però di aderire alle mode passeggere, ad un eclettismo secondo me inconcludente, ed evitando possibilmente le polemiche sterili. Credo anche che dopo aver tanto preso dal pensiero antropologico e da quello storiografico, è ora che l'archeologia diventi anch'essa fonte di teorie e sintesi per le altre discipline. Credo che ne abbia tutti i presupposti e le capacità. Credo anche che servirebbe a risolvere o dissolvere certe polemiche che toccano il campo dell'antropologia così come quello della storiografia, e via via fino al dibattito filosofico, politico e culturale contemporaneo. Opinione mia ovviamente. (E lo dico senza nulla togliere alle altre discipline, e anzi... Provenendo dal corso di laurea in storia almeno una metà della mia formazione è da storico "puro", per cui...).
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Guarda che io parlo di comparazione di DATI, che risultano SOVRAPPONIBILI, io ho analizzato dati, non ideologie di antropologi. Un autore come Frobenius, per esempio, è prezioso per tutti i dati che ha raccolto direttamente, ma è da ignorare per quanto riguarda l'interpretazione di questi dati. Se compari dati antropologici tra di loro, con senso critico ovviamente, e coi dati di altre discipline vedi che scopri un'infinità di cose.
Un esempio banale: l'orientamento spaziale dell'inumato e il lato verso cui volge la testa sono significativi, e hanno lo stesso significato in quasi tutte le culture.
Elemento ancora più importante: l'orientamento spaziale nella divisione sociale della tribù, lo trovi dappertutto, fino ai tempi moderni quando perde di significato.
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02-March-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Grazie per le informazioni.
La cosa che mi interessa particolarmente è il fatto che la simbologia del serpente e quella della Dea Madre (o se preferite dei riti della fertilità) sono presenti in molte antiche culture con grossomodo lo stesso significato.
Ho usato il termine sciamanico perchè il serpente è un simbolo sciamanico, ma come dicevo ne so poco e sono incuriosito.
Leila, parla un po' delle società segrete e dei dati a cui ti riferisci.
Penso che una comunità di sacerdoti possa benissimo essere una società segreta, con regole, riti, simbologia propria.
Come i culti misterici, di Orfeo, Mitra, Osiride, Dioniso etc...
Ciao
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