Ah, su questo bisognerebbe che intervenisse a darci delle spiegazioni un Restauratore

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Comunque alcuni anni fa quando chiesi di persona ad un noto esperto di medicina legale (oggi decisamente molto famoso :wink: ) come mi consigliava di comportarmi riguardo all'impiego del noto consolidante su reperti osteologici, visto che intanto i Restauratori cominciavano a raccomandare cautela, mi rispose qualcosa del tipo "
sono ossa dei morti, non è che noi gli si fa del male".

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Non faccio commenti pubblicamente, perché il personaggio in questione potrebbe ricordarsi di quel discorso.
Però tra me e me pensai di aver sbagliato a chiedere un parere di tecnica di restauro ad un esperto di medicina "forense".
Qualche tempo dopo intervenne su un altro mio cantiere un noto Restauratore, piuttosto stimato nelle Soprintendenze del Norditalia, per effettuare un intervento di consolidamento di uno scheletro umano in corso di scavo, intervento che consistette in una abbondante spennellata di colla vinilica

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Oggi penso che l'Archeologo NON debba sostituirsi al Restauratore perché il Restauratore ha competenze specifiche che all'Archeologo mancano del tutto.
L'Archeologo però deve ricordarsi che è LUI che ha (e se non ce l'ha deve fare in modo di avercela) una competenza maggiore ed un quadro più chiaro sulla finalità complessiva di tutto ciò che viene eseguito volta per volta in attinenza con la propria attività, quindi se NON deve sostituirsi a chi ha competenze più tecniche, DEVE però -applicando principi di cautela, pretendendo informazioni e progettualità ed esercitando un vero e proprio coordinamento- preoccuparsi lui per ciò che i "tecnici" fanno sul suo cantiere o con i materiali che ne provengono.