Vorrei richiamare ancora una volta una questione deontologica che temo non sia abbastanza radicata fra amici e colleghi.
Ne ho parlato altrove anche di recente:
moneta in bronzo .
Ebbene ritengo fondamentale che sia riconosciuto e praticato il principio che l'Archeologo NON deve improvvisarsi restauratore.
Se vogliamo un domani essere riconosciuti come figura professionale, dobbiamo
prima cominciare noi tutti a muoverci come una figura professionale, fra i cui primissimi fondamenti non vedo come non possa esserci il principio di
non accettare di fare a nessun titolo -nemmeno gratuito- nulla che noi non si sia qualificati per fare.
Per il restauro esistono i Restauratori.
Detto questo, l'uso del Paraloid viene attuato oggi dai restauratori stessi con estrema moderazione (dopo gli abusi degli anni passati).
Il problema fondamentale è che la sua reversibilità -benché teoricamente possibile- è di non facile attuazione e comporta il largo impiego di solventi da maneggiare secondo procedure delicate (per tutela della salute dell'operatore) e di difficile smaltimento dopo l'uso (per problematiche di tipo ambientale).
Comunque ad alta concentrazione può costituire un collante adatto per la maggior parte della ceramica antica, ma a quel punto tanto vale utilizzare un banale tubetto di Uhu (più pratico, già dosato, e di reversibilità paragonabile se non addirittura migliore).
Di sicuro NON le maledette colle viniliche che purtroppo qualche disgraziato collega ancora oggi utilizza.
E comunque per applicazioni molto parche, praticamente dei limitati punti di incollaggio.
Ma per fare cosa?
Di certo NON un restauro, nè una ricomposizione destinata a durare nel tempo, ma AL MASSIMO un provvisorio "premontaggio" di pezzi combacianti, fatto
d'accordo con il restauratore e pochi giorni prima di affidargli il materiale per un vero restauro, al solo scopo di mettere a frutto la competenza dell'Archeologo sulla forma che gli oggetti potevano avere da integri per favorire la precisione e la rapidità del lavoro del Restauratore.
NO ad incollaggi "gratuiti" fatti dall'Archeologo solo per la soddisfazione di vedere manufatti un po' più completi e destinati a finire immediatamente nelle casse del magazzino.