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Ceramica. Oggetti e Sculture Forum dedicato alla produzione in ceramica nell'antichità. Sono comprese tutte le produzioni in questo materiale


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  #16 (permalink)  
Vecchio 06-February-2008
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Sono d'accordo sull'approccio, in linea di massima.
Però ove tu trovassi in un contesto tardoromano, romano-barbarico o altomedievale qualcosa di prodotto a tornio lento (senza linee di tornitura) con inclusi grossolani e non calibrati e magari persino con una cottura irregolare, tu lo chiameresti impasto senza alcuna esitazione? io sarei un po' perplesso: quanto meno pretenderei una nota metodologica esplicitata nella relazione del lavoro in corso e con la quale si esplicitasse la valenza terminologica che si è voluta seguire.
Stesso discorso nel caso di manufatti romani a destinazione particolarmente specializzata (per esempio i crogioli).
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  #17 (permalink)  
Vecchio 06-February-2008
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Sono d'accordo sull'approccio, in linea di massima.
Però ove tu trovassi in un contesto tardoromano, romano-barbarico o altomedievale qualcosa di prodotto a tornio lento (senza linee di tornitura) con inclusi grossolani e non calibrati e magari persino con una cottura irregolare, tu lo chiameresti impasto senza alcuna esitazione? io sarei un po' perplesso: quanto meno pretenderei una nota metodologica esplicitata nella relazione del lavoro in corso e con la quale si esplicitasse la valenza terminologica che si è voluta seguire.
Stesso discorso nel caso di manufatti romani a destinazione particolarmente specializzata (per esempio i crogioli).
Certamente MDD. Poi nella discussione (che è quasi del tutto terminologica) non dobbiamo dimenticare l'uso del tornio. In realtà (parlo sempre dei miei cari Opici)nel IX secolo non si ignorava l'esistenza e l'uso del tornio (lento) nella Campania settentrionale costiera. Altro discorso è poi da fare sulla distinzione nell'ambito della ceramica grezza tra contenitori da fuoco-mensa- dispensa e i c.d. grandi contenitori quali pithoi e dolia. Gli impasti di queste due forme (parlo naturalmente di frammenti non identificabili, quindi di "pance") sono similissimi a quelli della produzione d'impasto dell'età del ferro. Inoltre anche la superficie esterna si presenta simile in entrambe le produzioni ("Grandi contenitori"-"impasto"). Nel discorso si inserisce poi la ceramica con superficie in "terra refrattaria" documentata da C. Gialanella nello scavo di P. Chiarito a Forio d'Ischia. Davvero una variabilità interessante e piena di problematiche quella della ceramica grezza!!
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  #18 (permalink)  
Vecchio 06-February-2008
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ho sicuramente acquisito qualche spunto di ragionamento dalle considerazioni di ciascuno di voi (grazie mille)...il mio dubbio permane in particolare in merito a frammenti molto consunti, molto poco depurati, sulla cui superficie non sono visibili le tracce della lavorazione a tornio..a mio avviso si tratta proprio di impasto protostorico, ma se si trattasse di comune da cucina, magari in cattivo stato di conservazione? Lo spessore può essere una discriminante? O può esserlo la grandezza degli inclusi, o che altro, a parte quello di cui si è parlato sopra?
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  #19 (permalink)  
Vecchio 07-February-2008
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Lo spessore non può certamente essere una discriminante. Come differenza tra le verie produzioni puoi osservare il trattamento delle superfici interne ed esterne del frammento. Usualmente l'impasto protostorico è costituito da una superficie molto lisciata sulla quale il vasaio passava una stecca o un "pettine" o semplicemente le dita. Ti ripeto che è però molto complicato trovare una seria discriminante. Ci vuole un po' di esperienza e un po' di "buon senso".
Buon lavoro
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  #20 (permalink)  
Vecchio 07-February-2008
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Beh, allora approfitto anch'io del topic...io studio i doli romani con molte, moltissime difficoltà anche perchè vorrei sviluppare l'argomento in maniera veramente completa. Credo di avervi già esposto il mio problema, ma non si sa mai che nel frattempo qualcuno abbia avuto qualche illuminazione!ogni contributo è ben accetto.
grazie a tutti.
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