AI eshop l'ecommerce di AI. Acquista in modo sicuro libri di archeologia, libri di storia, novità editoriali di archeologia, TROWEL e molto altro...
Scopri gli inserimenti degli ultimi 7 giorni, cliccando qui
Registrazione FAQ Lista Utenti i Gruppi Utente Calendario Tags Cerca Messaggi Odierni Segna come Letti
Vai Indietro   Archeologia Italiana Forum > Archeologia - TEMI > Ceramica. Oggetti e Sculture

Ceramica. Oggetti e Sculture Forum dedicato alla produzione in ceramica nell'antichità. Sono comprese tutte le produzioni in questo materiale

Trowel WHS Tyzack legno
Trowel WHS Tyzack softgrip
Trowel WHS Tyzack Margin
Trowel Battiferro angoli smussati
Trowel Battiferro angoli smussati Softgrip
Ferro di precisione Trowel-Spatola
Ferro di precisione Lancia-Quadro
Ferro di precisione restauro archeologia Foglia-Scalpello
Profilometro professionale 15cm acciaio temprato

Rispondi
 
LinkBack Strumenti Discussione Modalità Visualizzazione
  #1 (permalink)  
Vecchio 03-July-2009
L'avatar di  LG022
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Jun 2008
Messaggi: 35
Invia un messaggio via MSN a LG022
Predefinito Tipologie di fornaci

Non so se l'argomento sia già stato trattato.
Ho letto in un articolo un riferimento ad una tipologia di fornace per la produzione della ceramica, definita "II/B" (fornace verticale, con camera di combustione a corridoio centrale).
Qualcuno saprebbe spiegare meglio queste strutture (o indicare una bibliografia, anche internet), e questo sistema di classificazione delle fornaci?
Grazie
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
AI eshop l'ecommerce di AI. Libri usati e d'occasione di archeologia, le novità editoriali di archeologia.
Scopri gli inserimenti degli ultimi 7 giorni, cliccando qui.
NOVITA' Consulta l'elenco aggiornato delle disponibilità del libro usato e d'occasione di archeologia.
Qui sotto trovi gli ultimi inserimenti di archeologia, fermati sopra le icone per leggere il titolo
L'antica età del Bronzo in Italia
L'antica età del bronzo nell'Italia centrale
Forma Italiae. Sambuchi. IGM 259 IV SE
Criteri di nomenclatura e di terminologia inerente alle forme vascolari. I
Criteri di nomenclatura e di terminologia inerente alle forme vascolari. II
Manuale di Preistoria. I. Paleolitico e Mesolitico
Museo di Preistoria e Protostoria. Manciano
Tesori della Postumia. Percorsi tra archeologia e storia
 
  #2 (permalink)  
Vecchio 04-July-2009
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 3,231
Predefinito

Non vorrei dire una assurdità, ma ad occhio e croce direi che il sistema di classificazione è quello che fu proposto dalla N.Cuomo di Caprio in uno "storico" supplemento della rivista "Sibrium" nei primissimi anni '70 .

Ai tempi aveva fatto notevole scalpore ed aveva aperto gli occhi di fronte a strutture che un po' tutti fino a quel momento riconoscevano sommariamente, spesso senza scavarle con la dovuta cura e senza farsi tante domande sulla loro destinazione e funzionamento.

Purtroppo quello storico volumetto oggi non sono molte le biblioteche ad avercelo (e onestamente non so più dove sia finita la mia copia): va anche detto che il puro riferimento a quella vecchia classificazione di per sè potrebbe suonare incomprensibile alla maggior parte dei Colleghi, a meno che non si tratti di una citazione "ragionata" e non un puro riferimento ad un codice numerico.

Mi pare -cito a memoria e non sono tanto sicuro- che nell'ultima edizione del volume capitale su "La Ceramica in Archeologia" l'Autrice (sempre lei) abbia dichiarato di non voler tornare a rielaborare quella vecchia proposta tipologica.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #3 (permalink)  
Vecchio 06-July-2009
L'avatar di  LG022
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Jun 2008
Messaggi: 35
Invia un messaggio via MSN a LG022
Predefinito

Ho trovato un cenno a questo metodo di classificazione su un articolo dell'ultimo numero di Archeologia Viva, relativo ad uno scavo in corso vicino a Chiusi. Strano che sia poco conosciuto.
A ogni modo, se trovi quel supplemento, fammi sapere...
Grazie!
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #4 (permalink)  
Vecchio 10-September-2009
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 3,231
Predefinito

Allora: più che una ricerca archeologica è stata una azione stile protezione civile, comunque ho recuperato la pubblicazione sotto stratificazioni di polvere e strati di altri libri in giacitura di abbandono .

Molto strano ma mi sbagliavo riguardo alla sua natura editoriale: non un supplemento, bensì banalmente un articolo all'interno di una rivista, anche se quello che è in mio possesso è un estratto che sono assolutamente -proprio assolutamente- sicuro che ai tempi veniva venduto separatamente (mi ricordo bene, fu un acquisto di quand'ero studente ginnasiale ).

La rivista è SIBRIUM (pubblicata dal Centro di Studi Preistorici ed Archeologici presso i Musei Civici di Villa Mirabello, Varese) volume XI, 1971-1972.
Alle pagg. 371-464 presenta un articolo di Ninina Cuomo di Caprio, dal titolo "Proposta di classificazione delle fornaci per ceramica e laterizi nell'area italiana, dalla preistoria a tutta l'epoca romana".

Ora, alle pag. 406 e 407 (tavv. II e III) viene sintetizzata una proposta tipologica basata su due tipi: Tipo I = pianta circolare e Tipo II = pianta quadrangolare, con i seguenti sottotipi:
I/a pianta circolare con piano di cottura retto da un pilastro centrale;
I/b pianta circolare con piano di cottura retto da muretti radiali:
I/c pianta circolare con piano di cottura retto da archi su muretti trasversali;
I/d pianta circolare con piano di cottura retto da archi con corridoio centrale;

II/a pianta quadrangolare con piano su muretto centrale assiale all'mboccatura;
II/b pianta quadrangolare con piano su archi con corridioio centrale di fronte all'imboccatura;
II/c pianta quadrangolare con piano su archi con doppio corridoio ma singola imboccatura;
II/d pianta quadrangolare con piano su archi con doppio corridoio e doppia imboccatura.

Tutto qui.

Che sappia io questa classificazione è considerata ancora valida (anche se non tiene conto dei forni privi di piano di cottura, né degli studi più recenti riguardo alle varie e differenti forme di collegamento fra camera di combustione, camera di cottura ed ambiente esteno).
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #5 (permalink)  
Vecchio 11-September-2009
L'avatar di  .machiavelli.
Utente attivo
 
Data Registrazione: Sep 2009
Luogo: Cagliari
Messaggi: 60
Predefinito

Se gradite potrei postare un mio articolo sulle tipologie di forni dal VI al III a.C. in area mediterranea. Potreste forse trovare utili indicazioni a seconda del motivo per il quale avete aperto questo 3d.
__________________
Machiavelli è...Pierluigi Montalbano
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
  #6 (permalink)  
Vecchio 11-September-2009
L'avatar di  .machiavelli.
Utente attivo
 
Data Registrazione: Sep 2009
Luogo: Cagliari
Messaggi: 60
Predefinito

Un primo articolo riguarda Sarepta, nel vicino oriente.

I forni ceramici più antichi presentano una caratteristica forma ad omega, dovuta ad un muretto di sostegno che andava a separare il vano di combustione. In una fase successiva, ellenistica, il muretto centrale è sostituito da una colonnina. In questi grandi forni ci sono sempre due camere ben distinte: quella di combustione e quella di cottura, nella quale veniva posto il materiale da riscaldare. Il calore non doveva disperdersi, quindi la camera di combustione, generalmente, era scavata nel terreno. Le pareti venivano foderate con argilla cruda che nella fase di combustione si vetrificava. Il vasaio poteva infilare il combustibile attraverso una camera di attizzaggio. Fra le due camere vi era una superficie orizzontale in argilla, denominata suola, realizzata spesso con mattoni piano convessi. Il pilastrino o muretto centrale che separava i due vani aveva la funzione di sostenere la pesante suola. Questo elemento orizzontale era forato obliquamente per consentire al calore di passare ma doveva impedire alla fiamma di raggiungere direttamente gli oggetti soprastanti. Sopra la suola c’era la camera di cottura che veniva creata e smontata ad ogni ciclo di cottura. Le ceramiche, dopo essere state tornite e fatte essiccare a durezza cuoio, venivano sistemate sopra la suola e impilate fino a creare il cumulo. Poi si procedeva alla cottura che durava da poche ore fino a diversi giorni. La durezza cuoio era necessaria perché durante la cottura se l’argilla era troppo dura si spaccava, se era troppo morbida si piegava su se stessa. Mentre si creava il carico si realizzavano anche le pareti della camera di cottura, che poi venivano smontate per recuperare il carico cotto. Pertanto, quando si scava si trovano quasi esclusivamente le camere di combustione con spessi strati di argilla vetrificata nella pareti. I forni ad omega e quelli circolari ci mostrano l’evoluzione che hanno avuto queste attività. Sbagliare una cottura significava perdere tutto il lavoro e i forni piccoli erano più semplici da controllare, quindi il rischio era minore. A Sarepta troviamo attestati entrambi i tipi di forno.


In Sicilia abbiamo:

In località Sola di San Cristoforo, in prossimità del promontorio, c’è un’area artigianale che ha restituito dei forni: uno piccolo ad omega, le cui strutture si datano nell’ambito del V a.C. ma impiantata in una zona frequentata già dal VI a.C. perché negli strati sotto il forno sono stati scavati materiali etruschi e greci datati appunto al VI a.C. Questo forno è costituito da un vano bilobato diviso da un muretto centrale e a lato c’è il vano di attizzaggio, funzionale al funzionamento della camera di combustione.
A Sòlanto, vicino alla costa, è stata individuata un’altra fornace arcaica e a pochi metri vi era una tomba a forno, dell’inizio del secondo Millennio a.C., svuotata in età ellenistica e riempita con materiale di scarto di età arcaica. I materiali sono datati dal 625 a.C. ad età ellenistica. Tra gli scarti di fornace sono stati rinvenuti elementi di ambito funerario come, ad esempio, vasi con orlo a fungo. A 50 m da questo contesto c’era un pozzo e un altro forno ad omega, riempiti con materiali di scarto e datati sempre dal 625 a.C. in poi. C’è anche un forno ellenistico di III a.C. di dimensioni enormi, con un diametro di 5 m. La camera di combustione è circolare, con la suola sorretta da un pilastro centrale che crea un corridoio anulare con volta ad arco, una specie di galleria. La camera di cottura è solo impostata perché, come negli altri forni, veniva smontata ad ogni utilizzo. Il vano di attizzaggio è molto grande e ha restituito due frammenti di cippo a trono e una stele trono. Si ipotizza quindi che nelle vicinanze ci fosse il tophet.
__________________
Machiavelli è...Pierluigi Montalbano
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo this Post!OKNO this Post!
Rispondi Citando
Rispondi


Strumenti Discussione
Modalità Visualizzazione

Regole di scrittura
Tu non puoi inserire messaggi
Tu non puoi rispondere ai messaggi
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

codice vB is Attivo
Smilies è Attivo
[IMG] il codice è Attivo
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Attivo
Pingbacks are Attivo
Refbacks are Attivo


Archeologia Italiana - 1998-2009 - Copyright. Tutti i diritti riservati
InPictura di Ivan Boni - PIVA 03045520362
Powered by: vBulletin Version 3.6.12 ©2000 - 2008, Jelsoft Enterprises Limited
Tutti gli Orari sono GMT +2. Attualmente sono le 12:28.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.3.2