Ultimamente ho avuto modo di approfondire l'argomento anche con alcune ricerche bibliografiche.
In effetti, i riferimenti ad una scrittura geroglifica in uso presso gli Incas da parte delle fonti storiche sono numerosi e circostanziati. Il primo e più noto di questi è Fernando Montesinos, che nelle sue
Memorias Historiales (1644) (trad. ita. "Memorie e Tradizioni storiche dell'Antico Perù, Ed. Bulzoni, 2001), riferisce di un sistema di scrittura su foglie di banano e pergamena. Questa scrittura, chiamata
quellqa, sarebbe tuttavia caduta in disuso e proibita al popolo sotto il regno dell'Inca Tupac Kauri Pachacutec (
si noti che la lista reale formulata da Montesinos diverge profondamente da quella di altri autori, in quanto comprende anche le dinastie "pre-incaiche" di Tiwanaku e Tampu Tocco, per un totale di 104 sovrani; le seconde mai tuttavia storicamente accertate). Fu solo a seguito di questa proibizione che il complicatissimo sistema dei
quippus si diffuse come standard all'interno dell'impero.
Altri autori tuttavia, tra i quali Cieza de Leon (
Cronica del Peru, 1553)e Garcilaso de La Vega (
Comentarios Reales de Los Incas, 1609), riferiscono di antiche iscrizioni trovate tra le rovine dei templi, e in alcuni casi asportate come manufatti di gran pregio.
In epoca più recente, sia Humboldt che Von Tschudi parlano di iscrizioni geroglifiche. Tschudi, riferisce in particolare di interi codici geroglifici, dei quali avrebbe visto numerose pagine in case e collezioni private di La Paz (
Reisen durch Sud Amerika, 1869). Almeno una di queste pergamene si troverebbe tuttora a La Paz, presso il Museo Casa de Murillo, dove tuttavia non sembra esisterne traccia (agosto 2007). Il Museo de Metales Preciosos e il Museo Archeologico di La Paz custodiscono tuttavia numerosi esempi di quella che viene definita come "
proto-scrittura del Titicaca", su legno e pietra, per lo più risalenti ai decenni immediatamente precedenti all'epoca coloniale. Si tratta di un sistema di scrittura ideografico, che doveva essere in piena evoluzione all'epoca dell'arrivo dei
conquistadores iberici.
Altre interpretazioni vedono nei
Qeros, piccole tavole per offerte, tenute nelle mani dai grandi idoli monolitici di Tiwanaku rappresentazioni di rotoli di pergamena, di cui solo i manici emergono dai contenitori cilindrici. Questa interpretazione, molto controversa, trova tuttavia sostegno nei segni grafici di Puma Punku. Qui Posnansky (
Tihuanacu, Cradle of American Man, 1945) rinvenne numerosi blocchi recanti incisi quelli che credette essere geroglifici; dei quali solo uno sopravvive tuttora, molto rovinato, nel museo litico di Tiwanaku. Molti dei simboli incisi sembrano trovare parallelismi nei tessuti di epoca incaica, per i quali è nota, tra l'altro, la sopravvivenza del motivo stilizzato dell'angelo dello scettro, di derivazione Tiwanaku.
Si osservano alcune delle simbologie interpretate da Posnansky come geroglifici sia sulla pietra in primo piano (alcune teste di condor, poco leggibili), che su quella in secondo piano, più chiare. In A. Posnansky, Tihuanacu, Cradle of American Man, 1945
Fonte:
Parametric Zone - Arthur Posnansky: Tihuanacu, the Cradle of American Man (Volume II), Contens
Gli stessi tessuti Inca si avvicinano in maniera impressionante nei loro motivi decorativi ad una forma di scrittura su tessuto. Esempi di arazzi Inca si possono trovare ai seguenti links:
http://www.geocities.com/denniskriz/khipu/tocapu.jpg
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...utec-small.png
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...Inti_Raimi.jpg
http://img514.imageshack.us/img514/5...acsmallct9.jpg
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...uar_huacac.jpg
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...x-Hp_inka8.jpg
E' da notare la stretta somiglianza di molti dei simboli che compaiono sulle fasce decorative con veri e propri segni grafici.