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| Codici, lingua e scritture precolombiane Sezione dedicata all'approfondimento delle lingue e delle scritture e codici adottati nelle antiche civiltà precolombiane dell'intero continente americano |
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26-October-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Antiche scritture del Sud America
E' estremamente diffusa la convinzione che nessuna della culture antiche dell'Attuale America Meridionale conoscesse la scrittura o usasse una qualche forma di lingua scritta per esprimere pensieri complessi. In realtà, si tratta di un quadro solo parzialmente esatto:
Un largo numero di studiosi tende oggi a equiparare il sistema dei Quipu incaici, basati su cordicelle di nodi intrecciati di diverso colore, ad un primitivo sistema di calcolo inventariale, del tutto analogo a un abaco, mentre una ristretta minoranza è disposta a ritenere il quipu fosse attualmente usato anche per esprimere concetti e pensieri complessi. Sebbene diverse "traduzioni" in tal senso siano state abbozzate per le funicelle incaiche, nessuna di queste risulta pienamente soddisfacente. Il Quipu era infatti un sistema principalmente mnemonico, in cui lo scopo dei nodi e la loro successione doveva richiamare alla mente dell'oratore o del messaggero (proprio nell'ambito della rete di messaggeri inca sembra il Quipu abbia fatto per la prima volta la sua comparsa) specifici concetti, originando quindi una sorta di flusso di pensiero ricostruibile tuttavia solamente da parte di chi già avesse una precisa idea circa il contenuto generale del messaggio.
Un aspetto meno noto, e più controverso, riguarda poi l'esistenza di una scrittura geroglifica in epoca incaica, o quanto meno pre-incaica.
Sebbene le testimonianze in tal senso siano estremamente rare e frammentarie, esistono validi elementi per ritenere che una simile forma di scrittura veramente esistesse nell'antico Sud America, in forme affatto dissimili dagli equivalenti mesoamericani.
E' a Tiwanaku che si trovano forse le testimonianze più antiche in tal senso.
Il fregio calendariale della porta del sole, con la sua matematica successione di figure di angeli alati e portatori di giorni, ne è forse il più celebre esempio.
Poichè tuttavia l'interpretazione del fregio risulta quanto mai oscura, non è raro imbattersi in testi che liquidino l'intera questione dei fregi calendariali di Tiwanaku a mero motivo decorativo.
Altre blocchi litici da Puma Punku recano incisioni di simboli finemente scolpiti, per i quali la lettura "epigrafica" non pare fuori luogo. Va detto tuttavia che questi geroglifici o proto-geroglifici sono talmente rari e nel più dei casi frammentari da rendere impossibile ogni interpretazione, riducendo a meno di poche decine i glifi attualmente noti.
La più lunga e più completa iscrizione di epoca Tiwanaku proviene dalla vicina città di Oruro. L'iscrizione, su un frammento di pietra chiara, contiene un numero di geroglifici disposti in colonne regolari ai fianco di una figura umana più grande non dissimile dal motivo dell'angelo dello scettro. Il fatto che l'esatta provenienza dell'iscrizione sia sconosciuta non ne agevola tuttavia l'interpretazione nè l'identificazione del contesto.
Una ulteriore iscrizione, di più dubbia autenticità, proviene invece dalla stessa Tiwanaku e decora l'orlo interno di un grande bacile di pietra. Seppure il bacile, attualmente al museo nazionale di La Paz, sia certamente autentico, dubbi restano invece sull'autenticità dell'iscrizione, che risulta comunque di un tipo diverso da quello del testo di Oruro. Simili caratteri si trovano anche sui monoliti di Pokotia e su altre statue litiche da Tiwanaku, seppure non esista ad oggi alcun corpus di iscrizioni Tiwanaku nè, per quanto è noto, alcuna opera espressamente dedicata all'argomento.
Da ultimo, una interessante questione è posta dai numerosi tessuti di epoca incaica e pre-incaica. Molti dei motivi decorativi, racchiusi all'interno di bande sovrapposte sull'orlo degli abiti potrebbero essere in effetti più che motivi decorativi, specie per quanto attiene alcuni tessuti eccezionalmente elaborati, che presentano molte decine di simboli diversi.
L'idea di una scrittura su tessuto spiegherebbe da un lato l'eccezionale abbondanza di motivi decorativi chiaramente "simbolici" individuati su abiti e altre stoffe di epoca incaica e pre-incaica (si veda ad esempio la meravigliosa stilizzazione del motivo dell'angelo dello scettro o del portatore di giorni), sia pure l'apparente assenza di una scrittura complessa, in quanto affidata a materiali deperibili come i tessuti.
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10-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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Di quipu parla anche il numero di Archeo attualmente in edicola
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25-July-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Ultimamente ho avuto modo di approfondire l'argomento anche con alcune ricerche bibliografiche.
In effetti, i riferimenti ad una scrittura geroglifica in uso presso gli Incas da parte delle fonti storiche sono numerosi e circostanziati. Il primo e più noto di questi è Fernando Montesinos, che nelle sue Memorias Historiales (1644) (trad. ita. "Memorie e Tradizioni storiche dell'Antico Perù, Ed. Bulzoni, 2001), riferisce di un sistema di scrittura su foglie di banano e pergamena. Questa scrittura, chiamata quellqa, sarebbe tuttavia caduta in disuso e proibita al popolo sotto il regno dell'Inca Tupac Kauri Pachacutec ( si noti che la lista reale formulata da Montesinos diverge profondamente da quella di altri autori, in quanto comprende anche le dinastie "pre-incaiche" di Tiwanaku e Tampu Tocco, per un totale di 104 sovrani; le seconde mai tuttavia storicamente accertate). Fu solo a seguito di questa proibizione che il complicatissimo sistema dei quippus si diffuse come standard all'interno dell'impero.
Altri autori tuttavia, tra i quali Cieza de Leon ( Cronica del Peru, 1553)e Garcilaso de La Vega ( Comentarios Reales de Los Incas, 1609), riferiscono di antiche iscrizioni trovate tra le rovine dei templi, e in alcuni casi asportate come manufatti di gran pregio.
In epoca più recente, sia Humboldt che Von Tschudi parlano di iscrizioni geroglifiche. Tschudi, riferisce in particolare di interi codici geroglifici, dei quali avrebbe visto numerose pagine in case e collezioni private di La Paz ( Reisen durch Sud Amerika, 1869). Almeno una di queste pergamene si troverebbe tuttora a La Paz, presso il Museo Casa de Murillo, dove tuttavia non sembra esisterne traccia (agosto 2007). Il Museo de Metales Preciosos e il Museo Archeologico di La Paz custodiscono tuttavia numerosi esempi di quella che viene definita come " proto-scrittura del Titicaca", su legno e pietra, per lo più risalenti ai decenni immediatamente precedenti all'epoca coloniale. Si tratta di un sistema di scrittura ideografico, che doveva essere in piena evoluzione all'epoca dell'arrivo dei conquistadores iberici.
Altre interpretazioni vedono nei Qeros, piccole tavole per offerte, tenute nelle mani dai grandi idoli monolitici di Tiwanaku rappresentazioni di rotoli di pergamena, di cui solo i manici emergono dai contenitori cilindrici. Questa interpretazione, molto controversa, trova tuttavia sostegno nei segni grafici di Puma Punku. Qui Posnansky ( Tihuanacu, Cradle of American Man, 1945) rinvenne numerosi blocchi recanti incisi quelli che credette essere geroglifici; dei quali solo uno sopravvive tuttora, molto rovinato, nel museo litico di Tiwanaku. Molti dei simboli incisi sembrano trovare parallelismi nei tessuti di epoca incaica, per i quali è nota, tra l'altro, la sopravvivenza del motivo stilizzato dell'angelo dello scettro, di derivazione Tiwanaku.
Si osservano alcune delle simbologie interpretate da Posnansky come geroglifici sia sulla pietra in primo piano (alcune teste di condor, poco leggibili), che su quella in secondo piano, più chiare. In A. Posnansky, Tihuanacu, Cradle of American Man, 1945
Fonte: Parametric Zone - Arthur Posnansky: Tihuanacu, the Cradle of American Man (Volume II), Contens
Gli stessi tessuti Inca si avvicinano in maniera impressionante nei loro motivi decorativi ad una forma di scrittura su tessuto. Esempi di arazzi Inca si possono trovare ai seguenti links:
http://www.geocities.com/denniskriz/khipu/tocapu.jpg
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...utec-small.png
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...Inti_Raimi.jpg
http://img514.imageshack.us/img514/5...acsmallct9.jpg
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...uar_huacac.jpg
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...x-Hp_inka8.jpg
E' da notare la stretta somiglianza di molti dei simboli che compaiono sulle fasce decorative con veri e propri segni grafici.
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02-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2007
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cari amici, ho visto una di quelle pergamene di cui scrivete alla casa de la Moneda di Potosì e l'ho fotografata.
Ora sono in viaggio, quando tornerò a casa la pubblicherò su questo forum.
YURI LEVERATTO
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02-September-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Dubbio che mi è venuto rileggendo i post:
Quote:
Neo Ikon Epifanes
Il primo e più noto di questi è Fernando Montesinos, che nelle sue Memorias Historiales (1644) (trad. ita. "Memorie e Tradizioni storiche dell'Antico Perù, Ed. Bulzoni, 2001), riferisce di un sistema di scrittura su foglie di banano e pergamena.
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Ma il banano non è originario del sud-est asiatico, ed è stata importata nelle americhe dai portoghesi solo a partire dal 1500?
Quote:
cari amici, ho visto una di quelle pergamene di cui scrivete alla casa de la Moneda di Potosì e l'ho fotografata.
Ora sono in viaggio, quando tornerò a casa la pubblicherò su questo forum.
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la attendo con ansia! 
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07-September-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Il Banano in effetti è originario del Sud-Est asiatico; per cui si tratta di una incongruenza di non poco conto.
L'opera di Montesinos venne pubblicata solo nel 1644, e ne esistono diversi manoscritti non sempre concordanti; per cui sarebbe da valutare se non si tratti piuttosto di un errore di traduzione o di una incomprensione del cronista ( Montesinos attinse largamente a manoscritti precedenti, tra cui l'opera di Huaman Poma de Ayala e Blas Valera, per cui è possibile che nel riportare l'informazione certi errori o anacronismi si siano prodotti). Ad ogni modo, il termine usato per indicare questo tipo di scrittura era Quellqa.
Segnalo anche il seguente link a riguardo (pdf):
On the Writing Systems of Ancient Peru: The Possibility of the Quellqa and the Quipu as an Instrument of Power of the Incas
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07-September-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Quote:
yurileveratto
cari amici, ho visto una di quelle pergamene di cui scrivete alla casa de la Moneda di Potosì e l'ho fotografata.
Ora sono in viaggio, quando tornerò a casa la pubblicherò su questo forum.
YURI LEVERATTO
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Sarebbe davvero eccezionale potere esaminare una foto di questa pergamena. Attendo con ansia tue notizie non appena sarai rientrato.
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07-September-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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si potrebbe essere un errore di interpretazione o traduzione.. o ppure potrebbe essere che gli indigeni abbiano continuato a scrivere ancora per un certo tempo dopo l'arrivo degli europei, e abbiano usato le foglie dei banani importati come supporto..
Certo sarebbe interessante vedere il passo originale..
Quote:
Neo Ikon Epifanes
Ad ogni modo, il termine usato per indicare questo tipo di scrittura era Quellqa.
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quellqa? uhm.. "qullqa" se non sbaglio significa "magazzino" in quechua.. chissà se ha qualche legame? Devo cercare..
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20-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2007
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Tornando al quellqa ho una foto e la vorrei pubblicare su questo forum, come sia fa?
YURI
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21-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Qui trovi la spiegazione:
Come postare le immagini?
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dott. Claudio Giorgini
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21-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2007
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Quellqa
beh, allora guardate qui, la foto non è delle migliori ma essendo al museo di Potosì suppongo sia originale...
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saluti a tutti dalla Colombia
YURI LEVERATTO
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21-September-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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molto interessante..
ad occhio dire: si legge da sinistra a destra, non è solamente ideografico (troppi simboli, e soprattutto troppe combinazioni di simboli che si ripetono) ma non è neppure puramente fonetico (alcuni simboli particolarmente complessi potrebbero essere ideogrammi), probabilmente si tratta di un sistema ibrido, come il giapponese, o l'egizio geroglifico.
Secondo me potrebbe trattarsi di un testo a contenuto cristiano, perchè sono presenti diversi simboli riconducibili a tale religione: anche tralasciando le varie croci, l'ultimo segno della 3° linea mi sembra un crocefisso, vi è poi la casetta con la piccola croce sul tetto (una chiesa?), il globo con la croce, due personaggi apparentemente in preghiera in una grotta, dopo un altro crocefisso, nella 8° linea,...
Se dunque è un testo cristiano, è successivo alla conquista..
interessante, molto interessante..
grazie per aver pubblicato la foto! 
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22-September-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2007
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Che ne pensi? potrebbe essere Quellqa sucessivo alla conquista? magari intorno al 1570...Mi hanno detto che e' stato ritrovato nella valle di Potosí e gli spagnoli arrivarono intorno al 1545. Potosí fu fondata intorno a quegli anni e prosperó subito a causa delle miniere d'argento.
Lo sfruttamento degli indigeni a Potosí fu terribile, ma questa e' un'altra storia...
YURI LEVERATTO
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24-September-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Ti ringrazio moltissimo per la foto, molto interessante davvero.
Concordo in linea di principio con il fatto che possa risalire alla prima epoca coloniale. Oltre ai segni cristiani già citati da Lama Su, nella penultima riga si vede qualcosa di molto simile alla storia di Adamo ed Eva nel Genesi (un uomo e una donna ai piedi di un'albero). E' possibile quindi che si tratti dell'opera di indigeni cristianizzati.
Ho trovato anche alcune altre immagini di iscrizioni coloniali dal museo di La Paz, i cui caratteri mi sembrano molto simili a quelli da te fotografati, e di cui posto il link qui di seguito:
http://www.faculty.ucr.edu/~legneref/biados/bol4.htm
http://www.faculty.ucr.edu/~legneref/biados/bol5.htm
Anche in questo caso la presenza di simboli cristiani fa presumere un origine post-colombiana dei reperti.
E' da notare che il fregio calendariale della porta del sole di Tiwanaku è bustrofedico; si legge cioè da sinistra verso destra e quindi di nuovo da destra verso sinistra. Le due tavolette del museo di La Paz mi danno la stessa impressione che si tratti di iscrizioni bustrofediche; mentre quanto alla pergamena da te fotografata a Potosì sembrerebbe scritta da sinistra verso destra, come anche suggerito da Lama Su.
Una domanda: ti ricordi di che materiale fosse fatta la pergamena? Si trattava di carta, pelle o qualche altro materiale?
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