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| Archeologia - Generico Forum generico sull'archeologia. Qui potete discutere, inviare richieste, condividere i vostri studi o le vostre ricerche |
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17-July-2004
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Apr 2004
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Ritrovato il tesoro della Bactriana tyllia Tepe
A Kabul, in Afghanistan nella sua Banca Centrale che ha sede nel palazzo presidenziale, appena pochi mesi addietro e in modo assolutamente casuale sono stati ritrovati ricchi e famosi reperti archeologici costituenti il tesoro della Bactriana o di Tyllia Tepe.
Ufficiali di quella banca centrale, nel cercare i lingotti d'oro della riserva aurea nazionale afghana precedenti all'invasione sovietica, abbattendo una porta blindata sotterranea hanno rinvenuto, oltre ai lingotti del valore di 90 milioni di dollari, degli abiti aggrovigliati e altre stoffe contenenti 20600 manufatti d'oro di varie dimensioni, scaglie grandi quanto un'unghia e figurine.
Si tratta, come detto sopra, del tesoro della Bactriana o di Tyllia Tepe, ritrovato nel 1978 dall'archeologo russo Victor Sarianidi in sei tombe situate nel villaggio fortificato di Shibergan risalente al I secolo d.c. posto nel nord del Paese e vicino all'omonima oasi.
I resti dei corpi trovati nelle tombe, tutti personaggi altolocati, erano ricoperti da corredi funebri di gran pregio oltre che da oggetti d'oro come monete, collane, fermagli con pietre dure e turchesi, bracciali, orecchini e una statua di budda antropomorfica risultante essere la più antica trovata.
In proposito la prof.ssa Arcangela Santoro che insegna Archeologia e storia dell'arte dell'Asia centrale all'Università la Sapienza di Roma ha espresso il seguente parere: "questi oggetti sono la testimonianza della cultura locale iranica-centroasiatica che si era amalgamata con l'iconografia di Alessandro Magno avendo i nativi trovato gradevole quello stile greco con il loro gusto asiatico di popolazioni nomadi, di indiani e cinesi".
Un modo di guardare a questo tesoro è il considerarlo (anche se forzatamente) un primitivo segno di arte globale, dunque uno stile nato da culture differenti che a Shibergan, punto cruciale del regno della Bactriana, vide il passaggio obbligato delle vie carovaniere e delle invasioni.
E adesso gli aspetti cronolgici
Del tesoro non si parlò più dopo il suo ritrovamento.
Tornò attuale allo scoppio della guerra tra gli USA e l'Afghanistan dei Talebani avvenuta l'11 settembre 2001. Tutti i giornali soffermarono la loro attenzione su quel tesoro che si suppose fosse stato rubato, fuso dai Talebani, venduto sul mercato internazionale o nascosto dal comandante dell'alleanza del Nord, Massud, scappato da Kabul nel 1996; tutte le voci ebbero uguale insistenza e circolarono con altrettanta fondatezza.
Gli inizi.
La storia cominciò nel 1978, e proseguì in modo pressocchè rocambolesco quasi come nei romanzi d'avventura, quando il già citato archeologo russo Victor Sarianidi, (ne ripetiamo il nome per rinnovarne il merito), fece l'importante ritrovamento.
Com'era prevedibile a nulla valsero le precauzioni dell'archeologo e in breve, sparsasi la voce, si diressero sul luogo sempre maggiori torme di avventurieri con il miraggio di arricchirsi. Fortunatamente intervennero i militari a presidiare la zona che venne così salvaguardata efficacemente (Quasi).
Proprio un romanzo d'avventura!
Durante gli scavi, venne approvata e costruita una strada transitante nelle vicinanze che arrecò notevoli disturbi e disagi, e prolungate e ripetute piogge danneggiarono le strutture degli scavi. Finalmente i reperti vennero scortati e trasferiti a Kabul dove però venne scoperto che un mercante provò a vendere ori uguali a quelli archeologici di cui circolavano notizie.
Si provvide ad indagare e a fermare il mercante ma questi non fu trovato e con lui sparirono all'estero anche gli ori.
Andata via l'Armata Rossa venne abbandonata l'area archeologica. Immaginate lo stato d'animo dell'archeologo russo! Tutto il suo lavoro lo ritenne buttato al vento e con esso l'insieme dei reperti che avrà immaginato nelle collezioni private e illegali di ricchissimi quanto cinici e disinibiti collezionisti privati con tutt'altro spirito che il mecenatismo. (Ne abbiamo uno in casa?)
Il tesoro intanto era già a Kabul e lì restò dimenticato sino al 1982 quando l'allora presidente filosovietico Najibullah lo fece catalogare, fotografare. Nel 1989, dopo la partenza dell'Armata Rossa, il tesoro fu fatto prendere da quello stesso presidente per mostrarlo riservatamente agli ambasciatori stranieri dimostrando che i Russi non l'avevano trafugato e dopo fu fatto riporre nel caveau assieme alla riserva aurea nazionale e ad altre rarità e preziosi del museo di Kabul dove venne pressocchè dimenticato ancora una volta e la cui esistenza in breve restò nota solamente a 7 persone tra cui lo stesso presidente.
Purtroppo per lui nel 1996, giunti al potere i Talebani, fu da questi mutilato ed impiccato.
In quello stesso anno, Massud assediò Kabul e il Museo si trovò in zona d'operazione riportando danni soprattutto a ciò che custodiva e che finì distrutto o trafugato. A questo punto la comunità internazionale ricostituì SPACH (Society for Protection of Afghanistan Cultural Heritage), un organo per proteggere quanto rimase. Catalogato ciò che restò, cioè il solo 30%, si provvide a riporlo ancora una volta nella Banca centrale di Kabul.
Un episodio è meritevole d'essere ricordato alla pari di quello svolto dall'archeologo russo ed è stato riportato in Afgha.com, un sito in lingua inglese, punto d'incontro dove si ritrovano tutti i profughi afghani dispersi per il mondo.
I Talebani, durante il loro governo, cercarono valori in diversi caveaux e tra questi giunsero in quello contenente i reperti di Tyllia-Tepe. Ma il custode afghano Askerzai, a cui deve andare il nostro riconoscimento, con calcolata astuzia ruppe all'interno della serratura della porta blindata la chiave falsa accortamente utilizzata per quella finalità. Per sua fortuna non fu compreso l'inganno che venne invece addebitato a negligenza e in forza di ciò fu condannato ad alcuni mesi di carcere.
Dopo quel tentativo, vanificato da Askerzai, i Talebani provarono ancora per tre ore a forzare la porta blindata senza riuscirvi, abbandonando l'impresa e fuggendo per il contemporaneo ingresso degli Americani in città.
La porta fu forzata solo dopo molti tentativi ad opera di un fabbro che impiegò molti giorni e appena aperta ne fu tratto l'oro e venne riposto in altro caveau della Banca Centrale dove ancora attende la collocazione definitiva.
La Rivista "The Art Nwespaper", per ultimo e recentemente, ha comunicato indiscretamente che sono ancora in corso gli sforzi tentati dalla sezione americana di National Geographic Society e del Museum Guinet francese per organizzarne una mostra sotto il proprio patrocinio l'una cercando di bruciare sul tempo l'altro.
Importante riportare su ciò quanto detto dalla citata prof.ssa Arcangela Santoro: "Un tesoro che emoziona perchè parla di una società capace di convivenza, disponibilità verso altre culture, capace di reinventarsi combinando insieme diversi linguaggi".
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todikaion
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21-July-2004
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Proprio domenica 18 luglio la seconda rete televisiva tedesca ha ritrasmesso un documentario sul tesoro della Bactriana o di Tyllia Tepe, in cui si sono potuti verede, brevemente e non molto bene, alcuni degli oggetti in oro recuperati. Si è vista anche la commozione del Prof. Sarianidi, purtroppo non presente in Afghanistan a causa di una frattura ad una gamba, nel verede le immagini del "suo" tesoro salvato quasi per miracolo. Ricordo inoltre che non è impossibile trovare sul mercato dall'antiquariato librario il volume pubblicato nel 1985 a Leningrado in lingua inglese. (Victor Sarianidi, Bactrian Gold) Il volume di grande formato è ricco di bellissime riproduzioni dei reperti, che sono anche accuratamente descritti. Io ho trovato tempo fa il volume tramite abebooks in Alaska!.
dott. Claudio Giorgini
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dott. Claudio Giorgini
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25-July-2004
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Apr 2004
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Ritrovato il tesoro della Bactriana (tyllia Tepe-collina d'o
Gentile dceg,
ringrazio per le notizie aggiornate trascritte.
Le apprendo solo adesso dato che la modesta affluenza di iscritti di codesto sito mi ha disincentivato la frequenza.
L'archeologo prof. Victor Sariani (ma ha genitori italiani?... magari un reduce italiano della campagna di Russia?) sarà felicissimo nel vedere il soddisfacente risultato dei suoi lavori! Ecco dei soldi ben spesi dico riferendomi a quelli necessari alla formazione del prof. Sariani!
Sto iniziando ad interessarmi di quelle regioni solo da pochissimo cominciando con la consultazione di "La civiltà persiana antica" di Roman Ghirsman - Einaudi 1972 che dovrei ritirare a giorni in libreria.
Per lei, più addentrato di me nel settore, dev'essere stato un bel "colpo" riuiscire a procurarsi e consultare quel testo! Auguri. 
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todikaion
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25-July-2004
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Caro todikaion,
il Prof. Sarianidi è di origine greca, non italiana. Certamente per lui è stata una soddisfazione incredibile, sapere che i "suoi" reperti sono salvi. Che cosa poi ci porterà il futuro dell'Afghanistan, resta nelle mani degli dei. A quanto mi risulta due istituzioni di rinomanza internazionale concorrono nel tentativo di organizzare un'esposizione dei reperti al di fuori dell'Afghanistan, e quasta asrebbe una buona soluzone, sia per sensibilizzare l'opinione pubblica, sia per mettere al sicuro i reperti di valore inestimabile, sia per raccoglierte fondi da utilizzare per la conservazione ed il salvataggio dei beni culturali afghani.
Il mio rapporto con l'Afghanistan è determianto da un rapporto di amicizia instauratosi con quello che poi fu per alcuni anni il direttore del Museo di Kabul, quando, negli anni '60 frequentavamo entrambi l'università di Torino; un rapporto che poi purtroppo si interruppe a causa della distanza e delle diverse strade che ognuno di noi imboccò, ma cher per me ha avuto un valore fondamentale. A dire il vero, già a metà degli anni '50, in occasione della spedizione italiana sul K2, venni a conoscenza, ed allora avevo cira 10 anni, tramite un collaboratore di Desio, un geologo triestino partecipante alla spedizione, il Prof. Antonio Marussi, che tenne alcune conferenze pubbliche, dell'esistenza della cultura di Ghandara, affascinante connubio tra Europa ed India. Alcuni reperti in merito si trovano ancora nel Musro civico di Antichità di Trieste.
Per quanto riguarda i testi rari, internet è una fonte incredibile ed inesauribile,; motori di ricerca come http://www.eurobuch.com/ (ne esiste la versione in inglese, oltre a quella tedesca, anzi austriaca) mi hanno permesso di trovare, non importa dove, negli USA come nei Paesi Bassi o in Inghilterra, libri di importanza fondamentale, ma assolutamente irreperibili per le vie consuete. Naturalmente ci vuole pazienza, per certi testi, come quello sui vetri romani di C. Isings, ho inviato una ricerca praticamente ogni giorno per diversi anni, ma alla fine ho potuto avere, ad un prezzo ragionevole, dei testi fondamentali, che per me, dato che vivo in un piccolo paese della Germania meridionale, sono assai difficili da consultare nelle biblioteche pubbliche.
Cordialmente
dceg
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dott. Claudio Giorgini
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30-July-2004
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Apr 2004
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Ritrovato il tesoro della Bactriana (tyllia Tepe-collina d'o
Gentile Dceg,
devo ancora una volta ringraziare per le nuove informazioni avute. Immagino anch'io la soddisfazione per il prof: Sariani confrontandola con lo sconforto patito al momento della sua partenza dall'Afghanistan dove lasciava tutto il suo lavoro, buona parte della sua formazione e della sua passione, nelle mani della cieca e a volte indifferente alea. Si sarà sentito confortato e ripagato.
In Grecia, negli anni 40, eravamo andati "per rompere le reni", mi scusi la polemica sfuggitami: il prof. Sariani potrebbe pertanto avere il padre di origine italiana?
Da quanto ha scritto sul suo rapporto con l'Afghanistan si nota la sua passione per l'archeologia. Vorrei proporle qualcosa che la potrebbe gratificare sempre che lei sia d'accordo. Vorrebbe tenere una sezione di archeologia su un sito sull'antichità classica che se le interessa le indicherò con messaggio privato? Ci pensi pure su.
A ben rileggerla
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todikaion
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30-July-2004
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Caro todikaion,
non ho molte informazioni sul Prof. Viktor Iwanowitsch Sarianidi - non Sariani - che è russo di origine greca, nato e cresciuto a Taskent e quindi la discendenza italiana da un spezzatore di reni certamente, anche per l'età, improbabile.
Tenere una sezione di archeologia: non ritengo di essere particolarmente qualificato, sono un dilettante senza una vera formazione scientifica; più possibile una collaborazione magari saltuaria, anche perchè i miei impegni di lavoro non mi lasciano molto tempo libero. Comunque il mio indirizzo privato è. dceg@epost.de
Cordialmente
dott. Claudio Giorgini
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dott. Claudio Giorgini
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30-July-2004
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Apr 2004
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Ritrovato il tesoro della Bactriana (tyllia Tepe-collina d'o
Gentile Dceg,
ho storpiato involontariamente il cognome del prof. Sarianidi in Sariani: anche se internet è grande, spero che l'illustre archeologo non venga a conoscenza della mia gaffe da distratto!
Per quanto riguarda la sua adesione ne sono rallegrato e augurandole che possa trovarsi bene e piacevolmente provvedo a comunicare con mia e-mail.
Grazie e attendo di rileggerla in riscontro.
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todikaion
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06-February-2007 01:30 |
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