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Discussioni Fuori tema Qui vanno tutte le discussioni fuori tema rispetto alle altre aree del Forum. Inoltre qui vengono spostati quei topic chiusi dal moderatore


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Vecchio 01-April-2007
L'avatar di  Aquamarina
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La nostra "cultura" inizia come politica, cioè come problema dei gruppi che per qualche ragione avevano conquistato il predomino sugli altri di mantenerlo. Tieni che, soprattutto per i tempi antichi, l'editoria è sempre di potere.
E se vuoi sapere perchè si parla per simboli è per non farsi capire dagli altri.
Così il "sole" simboleggia il "grande re" (spero che tu conosca il sistema di grande re e piccoli re).
Per quanto riguarda l'accoppiamento tra metalli e pianeti è dell'alchimia ma ricalca l'antico accoppiamento diciamo così economico-politico. "Luna" e il suo clan si riferisce all'argento, "sole" all'oro, Giove allo zinco, eccetera. Il che vale anche per il dio, che era il dio specifico di quel clan. E' ovvio che un clan è di potere perchè si basa sull'uso monopolistico di una risorsa o di una funzione. Per esempio fino al 1700 e forse oltre la produzione delle armi è monopolio dei re (poi duchi, granduchi, etc.)
Se vuoi capirci veramente qualcosa devi prima dividere il mondo antico per risorse economiche e poi accoppiare a queste uno specifico clan di potere con il suo sistema di riferimento e i suoi simboli.
Sarebbe interessante, anche se non stiamo parlando propriamente di questo, un discorso che affrontasse anche un pò di storia dell'astrologia e le eventuali implicazioni socio-politiche.
Potresti dunque essere un pò più precisa? Restando così sul generico mi trovo un pò confusa: cosa intendi per "nostra cultura"? Io intendo con una simile frase le origini greco-romane della cultura occidentale. Quando poi parli di "grande re" e "piccolo re" mi viene subito in mente il vicino oriente, che è senza dubbio il primo èposto da cui ci sono giunti scritti concernenti l'astrologia e l'astronomia(tipo alcune tavolette sumeriche ancora di difficile interpretazione, piene di numeri).
A quali popoli ti riferisci quando parli di clan?mi sembra che tale parola sia appropriata in riferimento a certe strutture socio-politiche presenti tra i popoli celtici, mentre per i greci e i romani la struttura sociale si esprime con altri termini tipo fratrie, tribù , famiglia, gens, ecc
Farei anche attenzione, in riferimento al mondo antico in generale, a non dividere troppo grossolanamente la politica e l'economia dalla religione o dalla sfera del simbolico in generale.

Milena
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Vecchio 01-April-2007
L'avatar di  ShemsuHor
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Sono d'accordo con Milena soprattutto sul fatto che non è oppurtuno, soprattutto per epoche molto antiche, separare la politica dalla religione e dalla concezione del cosmo.
Il discorso dei clan che fanno riferimento a specifiche stelle è semplicistico e affrontato in un piccolo aspetto della complessità dell'esistenza umana.

In realtà penso che la struttura del cosmo così come era osservabile dai nostri antenati sia stata di ispirazione per l'evoluzione della società. Non necessariamente questo è successo per un influsso fisico delle stelle sulla vita umana, piuttosto per una questione di imitazione di una dimensione divina (il cosmo) in tutti i suoi vari aspetti e fenomeni.
I nostri antenati che osservavano il cielo, l'ordinato moto delle stelle, i fenomeni ciclici e regolari, percepivano in essi un ordine universale di ispirazione divina. Vivendo essi a contatto con la natura che si basa e si sviluppa su questi cicli, e facendo parte di essa, il loro pensiero ha finito per concepire, in modo diverso con l'evoluzione della società, un legame tra avvenimenti terreni e celesti.
Si potrebbero fare molti esempi partendo dal mito più antico fino all'alchimia e alle associazioni tra pianeti e metalli oppure tra costellazioni e parti del corpo umano.

Il mito era concepito dagli antichi come la spiegazione più esatta del mondo che ci circonda, come ora lo è la scienza. Con questo voglio dire che le due interpretazioni (mitica e scientifica) si basano su metodi di analisi totalmente diversi ma nei loro rispettivi periodi di fioritura erano considerati (la scienza lo è ora) entrambi il sistema per comprendere il mondo in cui viviamo.

Per quanto riguarda le interazioni fisiche penso ce ne possano essere ma ritengo che altre interazioni siano ancora più importanti. Probabilmente effetti che i metodi scientifici con possono includere nelle loro analisi (non è una critica alla scienza!!!).
Ricoleggandomi all'affetto Placebo mi pare plausibile pensare che alcune idee e concezioni cosmologiche influissero sulla vita umana tanto quanto lo possa fare la temperatura o le radiazioni cosmiche.
Per esempio se si riteneva che in un determinato giorno dell'anno fosse possibile comunicare con i morti si sarebbe probabilmente assistito ad una moltitudine di esperienze extrasensoriali e di contatto con una dimensione spirituale della realtà. Questo perchè alcune concezioni possono portare gli uomini a raggiungere diversi livelli di percezione come lo fanno le discipline orientali che Milena conosce così bene o le pratiche sciamaniche.
Sarebbe grave, utilizzando solo un approccio materialistico (e scientifico) classificare queste esperienze solo come suggestione o superstizione.
Allo stesso modo sarebbe grave credere a ogni fantasticheria metafisica che gli pseudomaghi di oggi (e del passato) propongono.
E' un aspetto interessante dell'esistenza umana questo che va assolutamente preso in considerazione.

Ciao
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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Vecchio 01-April-2007
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Le statistiche dei Gauquelin
:!: :?: :-({|=
GAUQUELIN (Françoise e Michel) Grandi ricercatori che hanno offerto un grandissimo contributo alla Conoscenze ed in particolare all'astrologia ed alla sua storia. Michel, Parigi 13/11/1928, alle 22.15 e Françoise 19/6/1929, ore 4, sono stati sposati per molti anni ed insieme hanno dato vita ad un sodalizio scientifico che ha prodotto molto, in senso scientifico. Michel ha dovuto lottare parecchio nella sua vita: contro gli astrologi perché ritenuto dagli stessi un loro grande accusatore; contro gli "scientisti" perché accusato da loro di strizzare l'occhio agli astrologi. Visse assai modestamente e solamente del suo lavoro, scrisse molti libri e ricercò tutta la vita la Verità. Il 20 maggio 1991 egli, non reggendo ad un dispiacere sentimentale, e forse ai troppi torti ricevuti ingiustamente nella sua vita professionale, si tolse la vita nella sua casa di Parigi. Noi astrologi gli dobbiamo molto, moltissimo, e lo ricorderemo sempre come colui che ci ha offerto le maggiori prove della veridicità dell'Astrologia. Oggi continua ad operare Françoise Gauquelin che resta un punto di riferimento importante, a livello mondiale, per chi voglia fare ricerca in astrologia. Seguono, più sotto, dopo i grafici dei due ricercatori, delle note relative alla loro opera.















LE STATISTICHE DEI GAUQUELIN








I nomi di Françoise e Michel Gauquelin passeranno certamente alla storia dell'astrologia per l'enorme contributo che i due coniugi francesi hanno dato, con il loro instancabile lavoro, all'arte di Urania. Come è già successo in passato per tanti innovatori del pensiero scientifico, anche loro devono confrontarsi, per lo più, con la più dura resistenza e perfino con la derisione di tanti, ma i fatti sono fatti e per quanto grande possa essere la cecità di alcuni padroni del vapore (scientifico), il tempo non mancherà di ripagarli dell'immane fatica che da oltre un quarto di secolo vanno compiendo.


È soprattutto a Michel Gauquelin che va il merito dei lavori che ci accingiamo a citare brevemente, essendosi la moglie affiancata alle sue ricerche solo in un secondo momento.


Occorre chiarire innanzitutto un equivoco: il soggetto, e lo stesso vale per la moglie, non è un astrologo come sostiene qualche critico di cui brilla tanto la spocchia quanto l'ignoranza. Egli s'interessò di astrologia, come adepto, da bambino, più o meno per gioco. Successivamente abbracciò la causa della verifica critica, da posizioni divenute intanto scettiche, ed è da questo periodo che si può parlare di un Gauquelin ricercatore. Tutta l'opera statistica e critica del soggetto data tempi posteriori al suo "passaggio del Rubicone". Non si vede perciò come si possa dire che Gauquelin sia favorevole all'astrologia quando invece è uno dei suoi più ostinati nemici, nonostante i risultati favorevolissimi alla materia scaturiti dai suoi lavori.


Sin dall'età dei banchi di liceo sentì l'impulso imperioso di raccogliere date di nascita per effettuare studi statistici e cominciò appunto così la sua storia: riempendo enormi quaderni di date di nascita classificate per categoria professionale. Di qui i primi insuccessi: non è vero che si muore più frequentemente sotto Saturno o che i militari nascono più consistentemente in Ariete anziché in Bilancia. Intanto il nostro prendeva visione dei primi balbettanti tentativi di alcuni astrologi di effettuare lavori statistici e in questi scopriva evidenti errori metodologici. Per evitare di cadere egli stesso in analoghi sbagli si iscrisse alla Sorbona per studiare le leggi del caso onde poterle applicare ortodossamente ai suoi studi. Giungiamo così al 1955, anno della pubblicazione del suo primo lavoro, compiuto con criteri scientifici e che presentava i primi risultati eccezionali che gli avrebbero dato la carica per proseguire pur tra l'indifferenza e l'ostilità generali.


Keplero aveva preconizzato che ci potesse essere un "animale industrioso" capace di trovare un granello d'oro nel letame maleodorante dell'astrologia. Michel Gauquelin si propose di trovare quel granello d'oro. E l'ha trovato. Anzi, a essere precisi, ne ha trovato più d'uno. Il lavoro suo e di sua moglie Françoise continua, ma già oggi il bilancio è altamente positivo e si può conglobare in tre scoperte fondamentali:


1) I grandi uomini non nascono sotto gli stessi cieli dei comuni mortali.


2) Esistono molteplici tipi psicologici legati ai pianeti.


3) Noi veniamo al mondo in condizioni cosmiche che rassomigliano a quelle dei nostri genitori.


Inutile dire che dette "scoperte" erano già note da millenni agli astrologi e che facevano parte, come ne fanno ancora oggi, della tradizione millenaria dell'astrologia, ricchissima di simili indicazioni che forse un giorno potranno anche essere dimostrate scientificamente se nasceranno tanti piccoli Gauquelin ....


Il libro pubblicato da Gauquelin nel 1955 aveva per titolo: "Influenza degli astri, studio critico e sperimentale" e raccoglieva le date di nascita di circa 500 illustri clinici francesi per i quali si leggeva una ingiustificata superpresenza di Marte e Saturno, alla levata e alla culminazione, rispetto ai valori suggeriti dalle leggi del caso. Poteva trattarsi di un errore e Michel Gauquelin cercò appunto questo errore, senza riuscire, né lui né gli esperti a cui si rivolse, a trovarlo. Ripeté allora il test su altri 508 soggetti e la legge si ripresentò nuovamente con scarti insignificanti rispetto ai primi risultati. Qualcosa di grosso era avvenuto: il giovane e caparbio ricercatore aveva trovato una pista, e non l'avrebbe più abbandonata.


Prima di passare in rassegna i risultati più significativi delle sue esperienze di lavoro, sarà bene chiarire le basi del suo metodo d'indagine.


Egli pensò di studiare il rapporto uomo-astro in funzione dell'ora del giorno. A tal fine considerò il movimento diurno dei pianeti rapportabile alla suddivisione di una roulette, astronomica in questo caso. Ciò si può vedere in figura 1): un cerchio diviso in trentasei settori, quanti sono appunto i numeri di una roulette, ciascuno dei quali abbracciante 10 gradi (360/36). I quattro assi che dividono in altrettante parti uguali il cerchio considerato, sono i punti più significativi del passaggio nel cielo di un astro: la levata, la culminazione e i loro opposti.
















Ora, se prendiamo in considerazione Marte e vediamo quante volte esso è presente in ciascuno dei 36 settori, in centomila nascite considerate, scopriremo che la distribuzione segue le leggi del caso se le nascite considerate sono state prese a caso. Viceversa, se estrapoliamo da queste soltanto quelle relative ai grossi clinici, per esempio, troviamo che la suddivisione non è più mediamente uniforme ma presenta dei nettissimi picchi in determinati punti. I punti in oggetto sono proprio i quattro angoli del cerchio e le loro zone contigue. Questo vuol dire che per la nascita degli scienziati Marte è decisamente più presente alla levata (Ascendente) e al meridiano Medio Cielo), insieme a Saturno, così come indica la tradizione astrologica.


Dopo i primi successi Gauquelin rivide e fece rivedere, da esperti, i suoi lavori, nel dubbio di aver commesso qualche errore di metodo o di calcolo.


Ma di errori non ne sono stati mai trovati. Taluni gli chiesero di procedere a particolari controprove che una volta effettuate diedero identici risultati. Le esperienze furono inoltre ripetute in altri paesi europei e passando dalle centinaia di casi esaminati alle decine di migliaia: le leggi trovate si riprodussero fedelmente.


Con il suo successivo lavoro, Gli uomini e gli astri, Gauquelin giunse a formalizzare le sue prime leggi generali. Ecco alcuni dati significativi:


1) In 202 capi di grosse aziende Marte era presente, dopo il sorgere o la culminazione, 49 volte invece di 34,6 (probabilità del caso: 1 su 200).


2) In 903 giornalisti, si ritrova Giove che sta sorgendo o culminando 185 volte invece di 150 (possibilità del caso 1 su 100).


3) In 1352 scrittori, la Luna si trova assai frequentemente dopo il sorgere o la sua culminazione poiché la si osserva 292 volte invece di 225. "Affluenza" che il caso può permettersi soltanto 1 volta ogni 100.000 possibilità.


4) In 1409 attori celebri, Giove si conta 283 volte invece di 234 nelle stesse regioni del cielo. Probabilità del caso: 1 su 1000.


5) In 2088 campioni sportivi, Marte domina incontrastato, ma con una evidenza statistica sorprendente. Lo si conta 452 volte invece di 348 al sorgere e alla culminazione; ciò lascia al caso solo una probabilità su 5 milioni.


Quest'ultimo studio è mostrato in fig. 2).










Qualcuno, leggendo questi dati dal Dossier delle influenze cosmiche da cui sono tratti, dichiara di non capire come sono ottenuti, volendo sottintendere l'incompetenza in materia di Gauquelin. Il fatto non deve sorprendere in quanto la maggior parte dei nostri censori si limita ad una lettura e ad una conoscenza dell'argomento superficiali. Taluni, per esempio, ignorano che il soggetto, nei suoi studi ha diviso il cerchio in dodici parti per cui, nel caso appena citato, abbiamo 2088/6 (la levata più la culminazione fanno 1/12° + 1/12° = 1/6°) = 348. Di qui a giungere alla probabilità di uno su 5 milioni che si tratti del caso, vi sono soltanto delle formule da applicare, formule che dovrebbe conoscere chi ha tanto da criticare al riguardo.


I coniugi Gauquelin hanno condotto studi interessantissimi sulle cosiddette eredità astrali ossia sulle somiglianze tra cieli di nascita dei genitori e cieli di nascita dei figli. Secondo la tradizione astrologica, infatti, i figli nascerebbero non in un istante qualunque, ma in quello che più è vicino ad un cielo simile a quello di uno o di entrambi i genitori. I coniugi francesi hanno voluto verificare questo presunto assioma e hanno perciò analizzato circa trentamila temi di nascita di genitori e figli. I risultati sono stati eccezionalmente a favore delle tesi astrologiche di partenza. Non solo essi hanno scoperto che il bambino tende a nascere preferibilmente quando un astro è alla culminazione o alla levata, come nell'oroscopo di uno dei genitori, ma sono giunti perfino a stabilire che se entrambi i genitori hanno la stessa posizione alla nascita, allora l'effetto si raddoppia. Inoltre, sempre dai loro studi, risulta che detto rapporto di analogia cessa se il parto è pilotato, ossia se viene artificialmente anticipato o posticipato.


Inutile sottolineare, a questo punto, l'importanza di simili risultati. Vale comunque la pena di stigmatizzare alcuni punti:


A) Le statistiche in oggetto non riguardano poche centinaia di casi bensì decine di migliaia.


B) Prove e controprove sono state effettuate da specialisti del calcolo delle probabilità senza che alcun errore di metodo o di calcolo affiorasse.


C) Tutti i risultati e i dati di partenza (comprese le date di nascita) sono stati pubblicati.


D) I risultati descritti sono, a tutti gli effetti, delle prove incontrovertibili, dei fatti, e non delle opinioni.


E) Tutto il lavoro dei Gauquelin prova che non si nasce in un momento qualsiasi e che nascere in un'ora anziché in un'altra, avrà delle ripercussioni importantissime al livello di destino. Prova inoltre, contrariamente a quanto asserito fino ad oggi dagli antiastrologi, che i pianeti non sono dei "sassi" e che essi influenzano il nostro destino.


LE REAZIONI AI RISULTATI DEI GAUQUELIN

PROSEGUE AL LINK :Edizioni Ricerca ’90 -Le statistiche dei Gauquelin</H4>
Pubblicato nel libro Astrologia: sì e no, Edizioni Ricerca ’90, di Enzo Barillà e Ciro Discepolo

Ultima Modifica di Plutone : 01-April-2007 17:59.
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Vecchio 01-April-2007
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Rispondendo a Lelia, vorrei ribadire che non nego l'importanza culturale (e quindi politica, d'accordo) della simbologia cosmica.
Al momento preferisco tenere separati i due discorsi: quello dell'analisi sull'eventuale realtà fisica delle predizioni astrologiche da quello sulla storia dell'astrologia (o altri discipline) e delle relative implicazioni sociali, culturali e politiche.

Sottoscrivo poi la frase di Shemsu: "Con questo voglio dire che le due interpretazioni (mitica e scientifica) si basano su metodi di analisi totalmente diversi ma nei loro rispettivi periodi di fioritura erano considerati (la scienza lo è ora) entrambi il sistema per comprendere il mondo in cui viviamo."

In ogni caso, rimanendo sull'aspetto culturale, sarà forse a causa della mia ignoranza (es. non so precisamente cosa siano "grandi" e "piccoli" re), ma discorsi così categorici e generalizzanti come quello che hai fatto mi spiazzano un po', facendomi sorgere qualche dubbio.
Intendi che tutti i popoli, di tutte le epoche usavano gli stessi simboli astronomici in riferimento all'uso di uno specifico metallo? Se così non fosse, a chi ti riferisci, precisamente?

Faccio poi una precisazione:
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Lelia Visualizza Messaggio
E' ovvio che un clan è di potere perchè si basa sull'uso monopolistico di una risorsa o di una funzione. Per esempio fino al 1700 e forse oltre la produzione delle armi è monopolio dei re (poi duchi, granduchi, etc.)
Sonoo un appassionato di storia militare e posso tranquillamente dire che l'esempio riportato è grossolanamente errato, e va anzi ribaltato. E' infatti a partire dal 1500/1600, inizialmente in Francia, che la produzione di armi diventa progressivamente monopolio reale, in pratica con l'inizio della diffusione massiccia delle artiglierie e delle armi da fuoco in genere che rendevano sia i piccoli eserciti nobiliari eventualmente antagonisti, sia esrciti "di popolo" (es. Svizzeri) altamente pericolosi anche per i più efficienti eserciti professionali al servizio del re.
Se parliamo di pre-protostoria, forse il controllo centralizzato della produzione di matalli e quindi di armi, può essere vera, ma la cosa cambia parecchio per i secoli seguenti.
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Marco Astracedi
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Vecchio 01-April-2007
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Ultima Modifica di Plutone : 01-April-2007 19:07.
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Tra le molte cose che non so l'astronomia occupa uno dei primi posti, quindi ho una domanda forse stupida: I segni zodiacali valgono per entrambi gli emisferi, le costellazioni a cui si riferiscono sono visibili da entrambi di essi o no? So ad esempio che nell'emisfero meridionale non si vede la Stella Polare, ma la Croce del Sud. In tal caso come la mettiamo con l'astrologia, esiste un'astrologia dell'emisfero meridionale. Boh?
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dott. Claudio Giorgini
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Si Claudio, i segni zodiacali sono sempre gli stessi in entrambi gli emisferi.
L'unica cosa che cambia è che si vedono al contrario, se così si può dire, cioè una stella che qui da noi sta più in alto di un'altra, nell'emisfero sud sarà sotto la stessa e non sopra.
Praticamente lo zodiaco sono le costellazioni che si trovano sullo sfondo del percorso apparente che compie il sole. Il movimento di rivoluzione della terra fa sembrare che il sole si sposti da una zona del cielo (segno zodiacale) ad un'altra quando in realtà è la terra che si muove intorno al sole. In questo modo cambia la costellazione che "contiene" o "ospita" il sole durante un determinato periodo dell'anno.
Da qualsiasi luogo della terra il percorso del sole e le stelle sullo sfondo sono le stesse, cambia solo l'altezza che hanno sull'orizzonte. Vicino ai poli il sole e perciò anche le costellazioni zodiacali sono basse sull'orizzonte, all'equatore sono sempre allo zenit. Questo per via dell'inclinazione dell'asse terrestre.
Invece per quanto riguarda la polare da noi si vede la stella che indica il polo nord (in Orsa Minore) che cambia comunque nel tempo per via del fenomeno della precessione. Se andiamo più a sud, penso già dall'Egitto meridionale, possiamo vedere sia la polare a nord che la polare a sud (in Croce del Sud).

A me l'astronomia piace, se hai qualche domanda ti spiego meglio.
Ciao
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Vecchio 01-April-2007
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mi sono venuti in mente due articoli che potrebbero interessare molto alcuni dei partecipanti alla discussione, lo so che sono monotona, si tratta sempre di arte paleolitica ...... :

Arte Preistorica - Il nuovo portale sull'arte preistorica internazionale :

Palaeolithic Shamanistic Cosmography: How is the Famous Rock Picture in the Shaft of the Lascaux Grotto to be Decoded?

Arte Preistorica - Il nuovo portale sull'arte preistorica internazionale :

ICE AGE PEOPLE FIND THEIR WAYS BY THE STARS: A ROCK PICTURE IN THE CUEVA DE EL CASTILLO (SPAIN) MAY REPRESENT THE CIRCUMPOLAR CONSTELLATION OF THE NORTHERN CROWN (CRB)

mi
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Grande Milena!!!
Qui si va nell'archeoastronomia. Bellissimo
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A proposito dell'archeoastronomia mi viene in mente il Disco di Nebra e gli studi fatti in proposito e le deduzioni che ne sono state fatte. Io il disco l'ho visto,quello originale a Mannheim!
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dott. Claudio Giorgini
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A me l'astronomia piace, se hai qualche domanda ti spiego meglio.
Ti ringrazio ShemsuHor; non è che l'astronomia non mi piaccia, non ha però mai fatto parte dei miei interessi piú diretti. A volte guardando un cielo stellato in una notte chiara e buia provo un sentimeto tra il fascino, lo sgomento di fronte a tanta manificenza e grandezza e la sensazione di quanto siamo perituri. Che anche in passato gli uomini abbiano provato qualcosa di simile non mi stupisce affatto, anzi. E che abbiano cercato di spiegare cose "inspiegabili" rivolgendosi agli astri mi pare più che comprensibile. Che poi le spiegazioni siano valide anche oggi, è un altro discorso.
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dott. Claudio Giorgini

Ultima Modifica di dceg : 01-April-2007 23:06.
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