Mi accingo ad analizzare, nei limiti delle mie modeste capacità, l'ultimo dei tre articoli inizialmente postati da Karl; quello con un approccio più scientifico o forse, potrei dire io a posteriori, "pseudoscientifico". Non si tratta di una cosa breve (dividerò la trattazione in due post "corposi"), spero vogliate perdonarmi e avere pazienza.
Come nel caso precedente, vediamo per prima cosa chi sono gli autori del brano suddetto.
I nomi di Emilio Del Giudice e di Getulio Talpo, lo confesso, non mi dicevano niente; cosa un po' diversa quello di Giuliano Preparata, al quale viene associato Del Giudice. Ho perso un po' di tempo, quindi, nel ruolo di investigatore su internet...
Di Getulio Talpo (del quale ho letto essere recentemente scomparso) c'è veramente poco da dire. Infatti, facendo una ricerca con Goople, alla voce "Getulio Talpo" (cercando tra le pagine in italiano) viene fuori una sola voce, riferita ad un seminario della ICEMS, di cui sembra essere membro: "Approccio precauzionale ai campi elettromagnetici".
Dal sito della ICEMS (
:: International Commission for Electromagnetic Safety ::) si evince che questa è una ONLUS che si occupa di promuovere la ricerca in questo campo: "is a non-profit organization that promotes research to protect public health from electromagnetic fields"
Non risulta una sola pubblicazione scientifica a nome di Talpo...
Per Emilio del Giudice la situazione è diversa. Ma in che modo?...
Facendo una ricerca su Google con le stesse modalità, risultano moltissime pagine a suo nome, tutte inerenti o la fusione fredda (in riferimento alla sua passata attività alle dipendenze di Preparata) o vari siti che si occupano di, tra loro assai diverse, scienze alternative.
Eccolo quindi che figura nel sito della rivista "Astra", di cui è membro del comitato "scientifico", oppure nel sito "Portale del Benessere o della Bellezza LBB", o ancora in diversi siti sull'omeopatia; e l'elenco può proseguire: medicine complementari in oncologia, convegno annuale di astrologia, enciclopedia olistica, ecc.
Cosa importante da notare: non c'è l'ombra di un curriculum, anzi neanche di un articolo scientifico su riviste specialistiche (con peer-review).
In tutti questi siti si presenta, o viene presentato come un fisico dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Milano. Sono andato ad indagare...
Sul sito dell'INFN (
http://www.infn.it/indexit.php) è possibile fare una ricerca per nominativo e inserendo "emilio del giudice" escono fuori una quarantina di voci che si riferiscono a questioni sindacali, graduatorie interne all'INFN, o riguardano assegnazioni di fondi all'equipe di Preparata. Del Giudice risulta quindi come ricercatore membro dell'equipe di Preparata, per le ricerche sulla fusione fredda e la teorie della "Coerenza elettrodinamica quantistica", il tutto tra il 1995 e il 2001.
Dopo, più nulla. Guliano Preparata è morto nel 2000; mi chiedo se, in seguito al suo decesso anche la carriera di Del Giudice all'interno dellINFN abbia subito un arresto.
Parlare di carriera come ricercatore, poi, mi chiedo se sia del tutto corretto, perché, non risulta neanche un articolo specialistico. Come sa chiunque abbia avuto a che fare col mondo della ricerca, chi non pubblica almeno uno o due articoli all'anno (possibilmente su riviste internazionali) è scientificamente insignificante e, dal punto di vista della carriera, morto.
Vi chiedo di fare voi stessi la prova, andando a vedere su goggle, come si presenta immediatamente diversa la ricerca in riferimento ad altri e più "normali" tipi di scienziati. Nel campo della fisica i nomi a me immediatamente noti sono quelli di "mostri sacri" come Carlo Rubbia, Tullio Regge, Antonino Zichichi, Giuliano Toraldo di Francia, ecc., per i quali l'effetto mediatico ha la sua importanza (fatevi comunque una ricerchina, tanto per vedere le differenze), quindi mi sono basato su discipline a me meglio note (geologia e paleontologia) per vedere cosa succedeva con studiosi "seri" ma che non erano dei "mostri sacri". Ho passato al vaglio sia gente molto nota nelle singole discipline, sia gente più anonima, che fa bene il proprio lavoro come alcuni miei ex-docenti o altri conoscenti.
In tutti i casi quale abissale differenza: curriculum, atenei di apparteneza e corsi di docenza, master, pubblicazioni, abstract e pdf...
Mi rendo conto di essere probabilmente prevenuto e assai maligno, ma la mia impressione riguardo a Del Giudice è quella di uno studioso, vissuto all'ombra di uno più noto e brillante, che si è poi riciclato in altri ambiti, certo seguendo passioni personali, e magari sfruttando le possibilità (anche economiche) offerte dalle scienze alternative e dalle possibilità mediatiche offerte dalla polemica e le solite "congiure" contro i geni misconosciuti.
Quest'ultima questione è uno dei cavalli di battaglia di Del Giudice, che, come già anticipato da Karl, riguardando il caso della fusione fredda.
Riassumo (troppo) brevemente, e nei limiti di quel poco di cui sono a conoscenza, le vicende e le diatribe riguardo a questo argomento.
Nel 1989, due scienziati britannici vennero fuori con la sensazionale notizia che avevano scoperto il modo di ottenere la fusione nucleare (la stessa reazione che è alla base del funzionamento del sole) non, come si era sempre pensato e come si sta cercando tutt'ora di fare, ad altissime pressioni e temperatura, ma a temperature basse, praticamente "ambiente", mediante l'utilizzo di "catalizzatori". Purtroppo, negli anni seguenti, questo esperimento che, se validato, avrebbe aperto le porte ad una energia pulita e a costi relativamente bassi, si è dimostrato non ripetibile. Delle decine di esperimenti ripetuti da altri (anche in Italia) e delle loro varianti, solo una minima parte hanno dato qualche risultato incoraggiante, ma nessuno pienamente riuscito ai fini di una applicazione tecnologica, mentre la maggior parte hanno dimostrato che la cosa non funziona, ponendo l'intera idea di fusione fredda sotto una luce assai poco incoraggiante. Se non erro, inoltre, in alcuni degli esperimenti ad esito positivo, sembra che i risultati siano stati falsati, gettando una luce ancor più negativa.
Credo che la posizione generale sia più ho meno: "vediamo un po', ma ci spero poco". Ma le ricerche continuano, in varie parti del mondo, magari sotto definizioni diverse.
Anche se la fusione fredda venisse dimostrata (cosa ancora lontana, a quanto pare) rimangono altri problemi. Oltre alla mancanza di una base teorica su cui procedere nelle ricerche (v. però oltre), e i risultati nella migliore delle ipotesi altalenanti, sembrano comunque troppo rilevanti i problemi legati anche ad una eventuale applicazione tecnologica, in quanto (contrariamente a quanto affermato da Del Giudice) il guadagno energetico misurato in tutti gli esperimenti "positivi" è comunque troppo basso per uno sfruttamento su scala industriale, e non "incanalabile", se non con costi esorbitanti.
La ricerca in questo settore ha interessato diversi scienziati italiani (i fondi, si sa, sono quello che sono, e questo è un settore che richiede investimenti limitati) tra cui il gruppo di Preparata, della De Ninno (di cui ha fatto parte anche Del Giudice), di Iorio Cirillo e recentemente Vittorio Violante. Preparata sembra avere il merito di aver trovato una possibile e parziale spiegazione teorica del fenomeno "fusione fredda" legandolo ad alcuni aspetti dell'Elettrodinamica quantistica (QED), una teoria quantistica elaborata da Feynman ed altri (meritando il nobel) che descrive il comportamento dei campi elettromagnetici riuscendo a includere la relatività ristretta. Per quanto ne so io, però, le verifiche sperimentali condotte da Preparata non avrebbero dato risultati migliori dagli altri. Su questo punto, però, Del Giudice afferma cose molto diverse.
Su Wikipedia potete leggere qualche informazione in più sulla fusione fredda:
Fusione fredda - Wikipedia
e qui un articolo dall'ufficio stampa dell'ENEA, sugli ultimi sviluppi
http://titano.sede.enea.it/Stampa/sk...liofigli&id=78
Segnalo inoltre, un sito dove viene riassunto un intervento di del Giudice ad un convegno promosso dalla rivista Nexus, riguardo la vicenda "fusione fredda" e gli argomenti portati da Del Giudice a favore del complotto per "affossare" le scoperte di Preparata e del suo gruppo.
L' insabbiamento della fusione fredda
(vedere anche
Progettomeg: Fusione Fredda: intervista a Emilio Del Giudice)
Non entro nel merito del discorso tecnico sulla fusione fredda. Non ne ho minimamente le competenze (eppoi, in fondo, non è affatto l'unico a sostenere la veridicità del fenomeno), vorrei però sottolineare un paio di punti, forse rivelatori.
Ad un certo punto si legge: "il prof. Del Giudice non è ancora riuscito a farsi pubblicare la ricerca da una rivista scientifica (ad es.: Science ha rifiutato perché "l'argomento è troppo Tecnico")."
Naturalmente c'è la possibilità che Del Giudice sia il classico genio incompreso, però, visto che altri lavori a favore dell'argomento, su riviste del settore vengono pubblicate, qualcosa non torna. Eppoi nei peer-review comitee di riviste del calibro di Science ci sono personalità dalla qualità intellettuale indiscussa: "argomento troppo tecnico" mi pare una ben strana scusa.
L'altro aspetto riguarda la questione delle armi e quindi il presunto motivo dell'insabbiamento. Naturalmente, per i cacciatori di cospirazioni, le armi sono un argomento eccellente. Però posso assicurare (mi interesso di questioni militari da quando ero ragazzino) che le affermazioni che si trovano nell'articolo sono o superficiali o del tutto errate. Ad esempio, i cosiddetti proiettili ad Uranio impoverito (APFSDS, non sto ad entrare ora nei dettagli) si fanno anche con il tungsteno, al posto dell'uranio (sia pure a costi molto più elevati, da qui la preferenza dell'uranio) ottenendo i medesimi risultati: tipo di foro di penetrazione e, ahimè, tipo di effetti sugli equipaggi colpiti.
Riassumendo. Penso che gli autori dell'articolo postato da Karl siano senz'altro persone competenti, ma forse non molto attivi nel settore della ricerca né, di conseguenza, autorevoli (cioè la comunità scientifica non dà loro particolare credito). Inoltre c'è da chiedersi quanto la passione (e forse l'interesse economico) per alcuni aspetti che sfiorano la pseudoscienza, possano o meno entrare in gioco.
Con questo verrò tacciato di oscurantismo scientista. Per non essere però frainteso vorrei dire che, almeno da certi punti di vista, mi trovo d'accordo con la seguente affermazione del noto genetista Giuseppe Sermonti (che, con mia sorpresa, ho ritrovato nel comitato scientifico di "Astra", insieme a Galli): "Siamo preoccupati dell'atteggiamento di supponenza, di intolleranza e di soppressione della critica, nella scienza ufficiale".
Quindi supponenza e intolleranza no, però la critica vale per tutte le parti in causa e la "vittoria" spetta a chi porta prove migliori. Del Giudice, nell'articolo in questione, mi sembra che porti molte parole, alcuni spunti interessanti, ma poche prove che siano state testate dalla comunità scientifica.
Vedremo nel post successivo i particolari.