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Vecchio 26-April-2007
L'avatar di  MarcelloS
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Data Registrazione: Dec 2004
Luogo: Sassari
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Predefinito Lo sciamanesimo nel mito e nelle tradizioni popolari

E' risaputo che nella maggior parte delle popolazioni a carattere tribale, praticanti il culto della natura, dell'acqua, del fuoco, del sole o della luna, la figura dello stregone o dello sciamano fosse in cima alla scala gerarchica. Un personaggio che praticando riti legati al padroneggiamento del fuoco, piuttosto che al contatto col regno degli spiriti e alla quale vengono attribuiti poteri di divinazione, assume una connotazione magica, quasi di estraneità a questo mondo, il mondo dei mortali. In molte culture così lo sciamano, o meglio i riti sciamanici di iniziazione, entarno pian piano nel mito di queste popolazioni, assumendo con il passare del tempo il ruolo di favole o di superstizioni. E' affascinante notare come questi riti (per chi sa leggere tra le righe) siano ancora presenti in alcune società "cristianizzate", in quelle fiabe o leggende che vanno a costituire le tradizioni popolari di un determinato popolo. Si sa che la chiesa, nella sua pratica di conversione delle masse, ha cercato di manipolare alcuni elementi di queste favole o superstizioni inserendo elemento cristiani al loro interno. Ecco quindi che luoghi dedicati al culto di una divinità pagana diventano i luoghi di santi e la stessa cosa viene fatta con le feste legate ai solstizi ed equiniozi. Questo tipo di intervento però non è assoluto e completamente distruttivo, in questi racconti popolari riamngono ancora ben delineati elementi legati ai culti pagani, troppo radicati nelle credenze della popolazione, sopratutto se ignorante e analfabeta.

La Sardegna ha un ricchissimo patrimonio di racconti in merito, molti dei quali hanno come protagoniste le janas, ovvero le fate, veri e propri spiriti che stanno tra questo mondo e quello degli spiriti. In molte altri racconti si percepiscono particolari di riti iniziatici degli aspiranti sciamani: dalla prova del fuoco, al volo estatico, ecc. In seguito riporterò alcuni racconti e se volete li analizzeremo insieme. Ma poichè le mie conoscenze si limitano solo all mia Isola chiedo a voi di parlare di altri racconti, di altre regioni e di altre esperienze.

Ultima Modifica di MarcelloS : 26-April-2007 14:40.
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Vecchio 26-April-2007
L'avatar di  dceg
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Ricordo un libro certo ormai datato ma penso anche oggi interessante:
Carlo Ginzburg, I beneandanti: stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento, vedo ora che è stato ripubblicato nel 2002

Tema del libro è il persistere per molti secoli di elementi della religione antica.
__________________

dott. Claudio Giorgini
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Vecchio 27-April-2007
L'avatar di  Karl
AI senatus
 
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Messaggi: 1,427
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Bellissimo esempio di antropologia storica e di microstoria il libro di Ginzburg.
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Vecchio 27-April-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Messaggi: 1,428
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Caro Marcello, come tu dici per gli sicamni è molto importante il rapporto col fuoco, insieme però ad altre caratteristiche, quali soprattutto la mediazione tra mondo umano e mondo divino e da questa la funzione di psicopompo.
Mi è capitato di leggere alcuni passi del Ginzburg...... figure simili ai beneandanti,anche meglio conservate, sono i mazzeri corsi ,di cui parlerò in un prossimo post, se vi va.

Quanto alle janas, dalle mie parti si chiamano "cianare" o "janare" e rappresentano in genere un aspetto piuttosto negativo della divinità femminile, insomma sono piuttosto streghe che rapiscono e maltrattano i bambini..... è interessante però notare che la stessa parola "janas" è collegata con il passaggio, la via ,la porta concretizzandosi ,ad esempio, in Giano e Diana( che come dea lunare e notturna può essere stata negativizzata nella figura della strega)

Ciao
Milena
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  #5 (permalink)  
Vecchio 28-April-2007
L'avatar di  MarcelloS
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Caro Marcello, come tu dici per gli sicamni è molto importante il rapporto col fuoco, insieme però ad altre caratteristiche, quali soprattutto la mediazione tra mondo umano e mondo divino e da questa la funzione di psicopompo.
Mi è capitato di leggere alcuni passi del Ginzburg...... figure simili ai beneandanti,anche meglio conservate, sono i mazzeri corsi ,di cui parlerò in un prossimo post, se vi va.

Quanto alle janas, dalle mie parti si chiamano "cianare" o "janare" e rappresentano in genere un aspetto piuttosto negativo della divinità femminile, insomma sono piuttosto streghe che rapiscono e maltrattano i bambini..... è interessante però notare che la stessa parola "janas" è collegata con il passaggio, la via ,la porta concretizzandosi ,ad esempio, in Giano e Diana( che come dea lunare e notturna può essere stata negativizzata nella figura della strega)

Ciao
Milena
Veolocemente perchè oggi ero in ricognizione e sono esausto.

In effetti il nome jana dovrebbe derivare dalla trasformazione di Diana in Djana per finire in jana appunto. Sembrerebbe quindi che la figura fatata della jana (anche se spirito femminile è meglio a mio avviso) sia ricollegabile al culto luna della quale è protettrice Artemide-Diana.

Quote:
Quanto alle janas, dalle mie parti si chiamano "cianare" o "janare" e rappresentano in genere un aspetto piuttosto negativo della divinità femminile, insomma sono piuttosto streghe che rapiscono e maltrattano i bambini
Invece le janas sono spiriti buoni, che in molti racconti assumono il ruolo della sposa celeste legata allo sciamano comune nelle tradizioni di molte culture.
Mentre ad assumere il ruolo di strega che succhiano il sangue ai neonati, in Sardegna sono le surbiles.

Notte
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Vecchio 29-April-2007
L'avatar di  MarcelloS
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Data Registrazione: Dec 2004
Luogo: Sassari
Messaggi: 582
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Come detto più supra un potere dello sciamano è saper dominare il fuoco, far sì che esso si pieghi alla volontà dello stregone. Questa è una peculiarità presente in tutte le culture che posseggono uno sciamano. In Sardegna vi sono vari racconti in cui tra le righe si possono riconoscere riti d'iniziazione a cui l'aspirante è chiamato a superare. Una di queste è riportata da G. Calvia-Secchi oltre un secolo fa:
"Una volta un porcaro entrò in una spelonca e vide tre donne che si scaldavano intorno al fuoco. Chiese il permesso di accostarsi e quelle, che erano tre fate, lo fecero accomodare accanto a loro. Una di esse prese una focaccia, l'involse in un pannolino e la mise sopra la braci. Il porcaro meravigliato esclamò:
<<Ma così il panno si brucia!>>
<<Fuori di qua, fuori di qua, gente del falso mondo!>> gridarono in coro le fate. E lo cacciarono dalla grotta.

Fonte:
Lo sciamanesimo in Sardegna, Dolores Turchi- Newton & Comptonm, 2001

Di questo tipo di racconti ce ne sono parecchi differenziati soltanto da piccoli particolare. Si può notare come la reazione del porcaro sia naturale, almeno per un profano. Non lo è altrettanto per le janas che sapendo come dominare il fuoco sanno che il fazzoletto non prenderà fuoco. Non solo, ma il povero porcaro viene cacciato di malo mondo perchè, in quanto aspirante sciamano, dovrebbe sapere che il fuoco si può dominare. In questo modo il poveretto dimostra di non appartenere al mondo delle janas, fatto di spiriti e di magia, ma appartiene al mondo reale al mondo del non iniziato alle pratiche sciamaniche.
In base ad altri racconti il fuoco sembra essere elemento importantissimo per le feste pagane e per esplicazione dei riti. In molte tradizioni infatti, è prerogativa delle le janas (ricordo mitizzato di sacerdotesse-sciamane?) quella di andare a chiedere del fuoco per le case. E' probabile che per "fuoco" s'intenda la legna che verrà poi utilizzata per accendere il falò rituale o per creare una camminata di carboni ardenti. A Preda Mendalza per esempio c'è una piccola striscia di basalto della rocca porta il nome di camminu de sas fadas... forse da interpretare come la camminata sui carboni che veniva attraversata dalle jans e gli iniziati al seguito (come le sciamane dell'America del Sud).

Ultima Modifica di MarcelloS : 29-April-2007 23:02.
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Vecchio 30-April-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Ho conosciuto un signore, nel sud della Francia che, inaspettatamente( poichè lo conscevo da anni) ha rivelato, all' occasione di un mio incidente all' occhio, le sue qualità di guaritore. Mi disse che aveva ricevuto, dalla sorella in punto di morte, un "dono" che gli permetteva di curare tutto ciò che di male derivava dal fuoco, in primis dunque le scottature, poi per estensione le infiammazioni..... sebbene propriamente la causa della mia ferita fosse dovuta a un trauma i suoi rituali fatti con acqua e vari modi di toccare la parte mentre recitava certe cantilene ,hanno contribuito più delle medicine a far sgonfiare il mio occhio. Ovviamente la persona in questione non ha richiesto alcun compenso per questo servizio che ha offerto spontaneamente e disinteressatamente( qualche tempo dopo trovammo una cinghialetta appena investita, gliene abbiamo dato la metà) . Ora può essere che vi sia stata una sorta di effetto placebo, oppure un meccanismo simile allo yuki del Seitai o alla pranoterapia per intenderci, non mi interessa granchè. Quello che ha contato è il risultato e la piacevole e inaspettata scoperta che ancora certe tradizioni vengano mantenute e vivificate.

Milena

Ultima Modifica di Aquamarina : 30-April-2007 11:05.
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Vecchio 30-April-2007
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Ho conosciuto un signore, nel sud della Francia che, inaspettatamente( poichè lo conscevo da anni) ha rivelato, all' occasione di un mio incidente all' occhio, le sue qualità di guaritore. Mi disse che aveva ricevuto, dalla sorella in punto di morte, un "dono" che gli permetteva di curare tutto ciò che di male derivava dal fuoco, in primis dunque le scottature, poi per estensione le infiammazioni..... sebbene propriamente la causa della mia ferita fosse dovuta a un trauma i suoi rituali fatti con acqua e vari modi di toccare la parte mentre recitava certe cantilene ,hanno contribuito più delle medicine a far sgonfiare il mio occhio. Ovviamente la persona in questione non ha richiesto alcun compenso per questo servizio che ha offerto spontaneamente e disinteressatamente( qualche tempo dopo trovammo una cinghialetta appena investita, gliene abbiamo dato la metà) . Ora può essere che vi sia stata una sorta di effetto placebo, oppure un meccanismo simile allo yuki del Seitai o alla pranoterapia per intenderci, non mi interessa granchè. Quello che ha contato è il risultato e la piacevole e inaspettata scoperta che ancora certe tradizioni vengano mantenute e vivificate.

Milena
Molto interessante. Immagino sia stata una bella esperienza E' un tipo di conoscenza antica, che viene tramandata in quasi tutte le società, sopratutto dove la tradizione orale è più forte.

Interessante sarebbe recuperare i sonodi medievali e tutti i divieti che la Chiesa di quei tempi operava per sdradicare le credenze pagane. In proposito delle janas, delle janare ma sopratutto il culto di Diana, il Ginzburg riporta un testo del X secolo che include le istruzioni che i vescovi dovevano seguire pre estirpare alcune superstizioni:
"Non bisogna tacere che certe donno scellerate, divenute seguaci di Satana, sedotte dalle fantastiche illusioni dei demoni, sostengono di cavalcare sopra certe bestie insieme a Diana, dea dei pagani, e auna grande moltitudine di donne; di percorrere grandi distanze nel silenzio della notte profonda; di obbedire agli ordini della dea come se fosse la loro signora; di esssere chiamate in determinate notti a servirla"

Questo tipo di culto era, per certi versi,ancora vivo in Sardegna nel XVI sec. Gustav Henningsen per esempio riporta un processo inquisitorio rivolto ad una donna di Alghero, che fu accusata di parlare con la luna e che da queste conversazioni ne traeva delle predizioni per il futuro.
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Vecchio 01-May-2007
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
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Questo tipo di culto era, per certi versi,ancora vivo in Sardegna nel XVI sec.
Esistono ancora in Corsica.....
Il Mazzero però conserva soprattutto l'aspetto psicopompo dello sciamano. Egli in alcune notti esce di casa e ammazza il primo aimale che gli capita davanti, domestico o selvatico, onde riuscire a vedere sul muso dell'animale il volto di colui che prossimamente morirà nella comunità . Questo per prepararsi ad accompagnare degnamente l'anima del futuro morto nell'aldilà. Ovviamente questa caratteristica faceva si che il mazzero fosse piuttosto inviso alla popolazione.....come annunciatore di morte.
Inoltre i mazzeri corsi si riuniscono una volta all'anno in un luogo non specificato divedendosi in due fazioni a carattere geografico, e lottano a colpi di mazzi di asfodelo. La fazione che vincerà avrà meno morti nel proprio territorio.

Ciao
Milena
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