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Vecchio 17-August-2007
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Talking Il grande Pan è morto (racconto)

Ho abbandonato questi lidi da un po'... vi lascio un mio raccontino fanta mitologico: un modo, spero, per stemperare la seriosità di questo forum ;-)
Dovevo partecipare a un concorso con questa tematica: "il male". Ho tentato di creare qualcosa di originale ed ecco qua...

Qualcosa la seguiva. Ne aveva intravisto gli occhi bramosi a margine della
foresta. La ragazza non sapeva che tipo di fiera fosse, ma di una cosa era
certa. Lo sguardo che la spiava, quelle pupille iniettate di sangue non
potevano essere quelle di un uomo.
Abbandonò il gregge che stava custodendo e iniziò a correre, prima lungo il
sentiero, poi nel pieno della boscaglia.
I rami le ferivano il volto e le strappavano le vesti, ma finché il fiato la
sorresse continuò a procedere come un'indemoniata attraverso il fitto di
quegli arbusti. Dietro di lei, sentiva un furioso scalpiccio di zoccoli,
simile a quello di un cavallo o di un cervo, ma anche stranamente diverso.
La creatura sembrava in grado di raggiungerla in ogni momento, anche se
pareva non avere fretta. Voleva che la preda si sfiancasse prima di farla
sua.
Ormai senza fiato e con le gambe che le dolevano per lo sforzo e la fatica,
la giovane si lasciò cadere a terra e attese con fatalismo il suo destino.
Il respiro e i passi del suo inseguitore si fecero vicini. La ragazza, stesa
supina, sentì con chiarezza la creatura chinarsi su di lei. Un soffio caldo
e fetido le carezzò il collo, poi. più nulla. Nessun dolore, come aveva
temuto, nessuna violenza, solo lo zufolare di un flauto.
Quella melodia giocosa e allo stesso tempo malinconica, la fece destare e le
diede il coraggio di aprire gli occhi.
La ragazza vide un giovane vestito di pelli, con il volto attraente
chiazzato di sudiciume. I capelli castani, che gli cadevano sin oltre le
spalle, erano scarmigliati e pieni di foglie. Osservando le robuste zampe
caprine di cui era dotato al posto delle gambe, comprese anche il motivo
della strana andatura del suo inseguitore.
Quando la creatura si avvide di lei, non interruppe la sua melodia, si
limitò a fissarla negli occhi. Ora quelle braci incandescenti non sembravano
più minacciose, erano come un caldo focolare in una notte d'inverno.
Rassicurata da quella luce sanguigna e rinfrancata da quel calore
immaginario, si lasciò dolcemente cullare dalla strana musica del flauto.
Vide selve piene di animali fantastici, cavalli dotati di corna o di ali
come il mitico Pegaso, ma non solo. Esseri superiori, pieni di luce,
vivevano tra gli uomini aiutandoli nelle attività quotidiane, amandoli, ma
anche combattendo al loro fianco. Vide anche eroi famosi, impegnati in
imprese inimmaginabili: mostri imponenti venivano da loro atterrati a mani
nude e alcuni, a seguito di quelle azioni, entrarono nel firmamento, assisi
al fianco degli dei. Infine tutta quella luce, quelle immagini straordinarie
si affievolirono fino a scomparire.
Osservò allora gli uomini sostituirsi alle divinità nei templi, vide imperi
nascere e cadere. Solo la natura selvaggia, misteriosa, piena di fascino, ma
anche crudele e priva di regole manteneva un barlume del vecchio splendore,
dell'antica magia. La musica si fece sempre più lamentosa: sembrava volesse
invocare un passato che non esisteva più, pareva tentasse di riportare nel
mondo tutti quegli esseri meravigliosi. Ma era un muto richiamo, quello del
dio Pan, l'unico che ancora osava aggirarsi tra i mortali.
Quando posò il flauto e le si avvicinò, la giovane non si mosse. Sembrava
ancora avvinta dalla melodia, né reagì quando il dio le strappò con
brutalità i vestiti.
La prima volta, Pan entrò dentro di lei con fatica, e un rivolo di sangue
accompagnò il colpo, poi il dolore e la paura vennero cancellati dal
piacere. L'estasi si diffuse in tutto il corpo della ragazza che infine urlò
all'apice dell'orgasmo e perse conoscenza.
Soddisfatte le sue brame, il dio si chinò sulla giovane appoggiandole un
fiore sul viso.
"Davvero grazioso da parte tua, non c'è che dire." disse una voce che
sembrava provenire dal folto della boscaglia.
Il dio si guardò intorno confuso.
"Chi ha parlato?"
"Non mi meraviglia che tu non mi riconosca, caro fratello, del resto faccio
parte del nuovo che avanza." affermò con alterigia lo sconosciuto.
"Non ho fratelli, almeno non ne ho più." rispose Pan sempre più confuso.
"Oh, certo che ne hai, sono stati i mortali a renderci simili." disse la
voce, con fare beffardo.
Detto questo il misterioso personaggio si rese visibile, lasciando senza
parole la povera divinità.
Egli aveva dei bei tratti orientali, sfoggiando dei capelli nerissimi e
ricciuti tipici degli abitanti della Fenicia e come lui, aveva la parte
inferiore del corpo propria di un capro.
"Allora? Non noti delle affinità tra noi?"
"Chi sei? Forse un satiro rimasto solo nella foresta?" domandò speranzoso
Pan.
"Oh nient'affatto, gli uomini mi hanno definito un demone, anzi mi hanno
eletto a loro principe." rispose il nuovo venuto con soddisfazione.
Pan non capiva dove lo sconosciuto volesse andare a parare. Per quanto le
somiglianze tra loro fossero innegabili, egli percepiva in lui una malizia e
una malvagità sconosciute.
"In che cosa ti posso aiutare?" chiese allora.
"Vedi, tutti i sovrani hanno una loro corte, sono qui per fare proseliti tra
i vecchi dei. Alcuni, come Baal, Seth e Loki, hanno già risposto al mio
appello. La tua azione di poco prima dimostra che sei degno di seguirmi,
caro fratello."
"Non capisco, ho solo soddisfatto un mio bisogno."
"Ed è questo che è necessario migliorare, fratello mio." aggiunse in tono
incoraggiante il demone, "Devi abbandonare la vita solitaria della foreste e
vedere gente. Stai certo che se li frequenterai di più gli uomini ti
piaceranno: sono in grado di compiere il male di loro libera volontà e
trarne piacere. Per gli animali, invece, è sempre possibile trovare una
giustificazione morale." concluse con una smorfia piena di disgusto
Pan non sapeva cosa rispondere: la solitudine gli pesava a tal punto che
anche una compagnia così abominevole sarebbe stata gradita, ma abbandonare
il suo regno? Quello no, a nessun prezzo.
"Voglio offrirti uno scorcio di futuro, per farti comprendere quanto sia
vantaggioso per te schierarti al mio fianco."
Detto questo distese un braccio e all'improvviso alberi e cespugli sparirono
lasciando spazio a varie e truci scene di morte. Nemmeno lui o qualcuno dei
suoi pari avrebbe saputo trasmettere immagini così vivide in passato: in una
piana polverosa vide guerrieri effigiati da una enorme croce uccidere e
violentare popolazioni inermi. Stragi simili vennero operate anche da
cavalieri dall'aspetto feroce, con gli occhi a mandorla. In un'altra scena,
vide enormi recinti delimitati da fili metallici pieni di aculei con gente
smagrita e dallo sguardo stanco invocare invano pietà. Infine un'enorme nube
e una grande luce riempirono il paesaggio circostante, lasciando poi spazio
a un'incredibile distesa di macerie.
"Questa è la grandezza che ci aspetta, caro fratello, pensa a tutte le
possibilità che ti si apriranno al mio fianco."
Pan non era mai stato tra gli dei più saggi, anzi era l'istinto a guidare la
maggior parte delle sue azioni e fu proprio l'istinto a suggerirgli la
risposta.
"No, demone, fare del male in modo gratuito va contro il mio modo di vivere.
Se fossi astuto come ti vanti di essere dovresti comprendere questo semplice
insegnamento della natura: mai abusare di un terreno di caccia. Quando il
genere umano sarà sterminato dai conflitti che scatenerai, quali saranno le
tue nuove vittime? Ciò che mi proponi, come vedi, ti porterà all'
autodistruzione."
Lo sguardo del demone, per la prima volta, si velò di terrore, ma egli seppe
riprendersi subito.
"La tua natura ti fa, invece, inseguire e violentare fanciulle nei boschi?
Rimani alle tue sordide abitudini, piccolo dio dimenticato dal tempo, ti
accorgerai che la mia controparte è meno disposta a trattare del
sottoscritto."
Poi soffermandosi per l'ultima volta a guardarlo, i suoi occhi si fecero di
fuoco, un fuoco fatto di odio che mai avrebbe avuto requie.
"Tra un po' conoscerai un triste motivetto, quello della buona novella, Che
racconterai allora a coloro che affermeranno che ci può essere un solo Dio
sulla terra?"
Pan non ebbe risposte da dargli, ma il demone non gliene diede nemmeno l'
occasione. Con un ultimo sarcastico sorriso scomparve alla sua vista.
La fanciulla si svegliò solo in tarda sera, ed essendo svanito l'incanto del
dio, montò sempre di più in lei la rabbia per la violenza subita. Chi l'
avrebbe ormai presa in moglie, privata in questo modo della verginità da un
essere mostruoso?
Non appena tornò al villaggio, raccontò la disavventura in cui era incorsa e
i suoi concittadini, di comune accordo, decisero di indire una battuta di
caccia per scovare il mostro.
Uomini armati di torce, lance e archi procedettero nei giorni successivi in
gruppi, con il supporto di alcune mute di cani. All'epoca di Tiberio le
comunità cristiane erano ancora assai rarefatte, ma da tempo gli uomini
avevano smesso di prestare fede agli antichi dei.
La caccia spietata ebbe successo e Pan, circondato da ogni lato da quegli
animali inferociti, dovette ricorrere ancora una volta al suo flauto.
La musica che ne scaturì fu in grado, come altre volte, di ammansire quelle
bestie. Vennero evocati antichi patti, convenzioni stipulate addirittura
prima che l'uomo facesse la sua comparsa nel mondo. D'improvviso, però, il
flauto si infranse tra le mani di Pan e gli animali, spezzate le catene che
li tenevano intrappolati, parvero a disagio, indecisi sul da farsi,
Alcuni cacciatori, guidati dalla fanciulla violata, raggiunsero, infine, le
bestie in attesa. Quando la ragazza incrociò lo sguardo del dio, egli vi
intravide soltanto odio, un odio feroce, e i suoi occhi lampeggiarono della
stessa luce che aveva intravisto in quelli del Demonio. Con un sasso e un
urlo feroce la giovane incitò i cani esitanti, i quali, spinti dal timore di
quello stesso sguardo si scagliarono con violenza contro il dio.
Prima di morire, Pan sentì da lontano una voce beffarda prendesi gioco di
lui:
"Sei davvero un sempliciotto, caro fratello, ti avevo detto che non amavo
trattare con gli animali, non che non ne fossi capace."
L'unico epitaffio, per l'ultimo degli antichi dei, fu il grido di dolore
pronunciato da alcuni suoi fedeli, e udito da alcuni pescatori, sull'
Adriatico:
"Il grande Pan è morto!"
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Vecchio 17-August-2007
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bellissimo!!!! geniale!!!!! :-({|=:-({|=:-({|=



mi sorge una domanda però: di cosa ti eri fatto quel giorno?

me ne puoi far avere un po'? per quando mi manca l'ispirazione... ;-):razz:

Ciao!
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  #3 (permalink)  
Vecchio 17-August-2007
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Ti ringrazio molto... per la droga, non vorrei che il mio erborista di fiducia si offendesse ;-)
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Vecchio 17-August-2007
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Complimenti all'erborista!
Anch'io trovo bello il racconto.
Riprende inoltre in qualche modo un tema che non è certo molto noto: quello delle persecuzioni subiti dai seguaci dei culti "pagani" da parte dei cristiani. Anni or sono avevo anche letto di un mitreo distrutto dai cristiani, non vorrei sbagliare, ma mi pare fosse in Svizzera, forse nel Grigioni.
__________________

dott. Claudio Giorgini
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Vecchio 18-August-2007
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beh, di al tuo erborista che ha un ammiratore ;-):-P


Quote:
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Anni or sono avevo anche letto di un mitreo distrutto dai cristiani, non vorrei sbagliare, ma mi pare fosse in Svizzera, forse nel Grigioni.
Mi sento tirato in causa e... ehm... ad essere sincero... cado un po' dalle nuvole...

Che io sappia in svizzera c'è un mitreo che fu distrutto dai cristiani a Martigny (in vallese), ma nei grigioni non so... può essere benissimo, anche se sono a due passi da me, non ne conosco molto bene "il passato archeologico"... :-$

Vedrò di informarmi!

ciao!
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Vecchio 18-August-2007
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Complimenti all'erborista!
Anch'io trovo bello il racconto.
Riprende inoltre in qualche modo un tema che non è certo molto noto: quello delle persecuzioni subiti dai seguaci dei culti "pagani" da parte dei cristiani. Anni or sono avevo anche letto di un mitreo distrutto dai cristiani, non vorrei sbagliare, ma mi pare fosse in Svizzera, forse nel Grigioni.
Ricorderei anche quel simpatico personaggio di S.Ambrogio, che alla notizia dell'incendio di una sinagoga avrebbe affermato che lui avrebbe incendiato tutte le sinagoghe. Oppure ricorderei la rivolta che causò un cittadino di Efeso dopo l'ingresso di S. Paolo in città. Si può pensarla come si vuole, ma l'intollerenza di stampo religioso è un'eredità del cristianesimo.
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  #7 (permalink)  
Vecchio 18-August-2007
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Dimenticavo: grazie a tutti per i commenti
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Vecchio 18-August-2007
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molto bello... e duro allo stesso tempo.... anche a rischio di sembrare blasfema, ho avuto la suggestione che tu abbia dipinto una sorta di tentazioni di Cristo, in cui al posto di Gesù c'è Pan!
comunque, penso che i cristiani si siano rifatti ampliamente delle torture che hanno subito in origine... avendo imparato dai loro persoecutori e messoci del loro!

complimenti!
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carpe diem... perchè panta rei!
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Vecchio 18-August-2007
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Che io sappia in svizzera c'è un mitreo che fu distrutto dai cristiani a Martigny (in vallese), ma nei grigioni non so
Penso che l'errore sia mio, dovrebbe essere proprio quello di Martigny.
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dott. Claudio Giorgini
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  #10 (permalink)  
Vecchio 18-August-2007
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di "simpatici personaggi" ce ne sarebbero tanti da ricordare, cmq io penso che più che "un'eredità del cristianesimo", l'intolleranza religiosa sia "una conseguenza inevitabile dei monoteismi", che poi si manifesta in modo più o meno marcato a dipendenza delle epoche e a dipendenza del monoteismo in questione.


Del resto basta andarsi a leggere la guerra giudaica di flavio giuseppe o testi simili (tralasciando per una volta la bibbia stessa) per vedere che già gli ebrei il loro contributo all'intolleranza religiosa l'hanno dato: tra faide fra diverse sette (questione nella quale in fin dei conti rientra rientra anche la vicenda di cristo: se ci si pensa bene, il motivo ultimo della sua crocefissione non è stato altro che intolleranza religiosa), rifiuto dei romani e dei loro dei (avevo letto da qualche parte che adriano -un mito quell'uomo- aveva proposto agli ebrei di mettere una statua del loro dio nel panteon, ma questi avevano rifiutato, offesi dall'idea di vedere il loro dio fra altri Dei) e vampate varie di conversioni forzate, nella loro storia si può trovare il prototipo, a cui poi ognuno a messo del suo, della maggior parte dei fatti di "intolleranza" che si sono susseguiti fino ad oggi.

Un solo esempio: ricordo che flavio giuseppe racconta che un giorno a gerusalemme dei legionari furono presi a sassate perchè aveva osato passare davanti al tempio... in pratica intifada di 2000 anni fa...

E sia chiaro che non sto dicendo che è colpa degli ebrei, per carità, sto dicendo (e forse per qualcuno può anche essere peggio) che dal mio punto di vista è il concetto di monoteismo (di origine semita?) in sè che, fin dalle sue origini, ha (quasi?) sempre creato problemi...

ciao!
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Vecchio 18-August-2007
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Una religione monoteistica non può che essere intollerante, per sua natura, perché se tollerasse altre divinità diverrebbe politeistica. Al massimo si può cercare l'ecumenismo, affermare che sono modi diversi di venerare la stessa divinità, ma questa è una posizione recente, in fondo in contraddizione con sé stessa, creatasi per ragioni storiche, di politica religiosa e di evoluzione del pensiero.
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dott. Claudio Giorgini
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  #12 (permalink)  
Vecchio 18-August-2007
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Pare che alcuni, molto influenti e corteggiati dai politici, non abbiano seguito questa "evoluzione"
Al meeting di Rimini si parla di "verità"... brr
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  #13 (permalink)  
Vecchio 19-August-2007
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Pare che alcuni, molto influenti e corteggiati dai politici, non abbiano seguito questa "evoluzione"
Al meeting di Rimini si parla di "verità"... brr
E sono proprio questi che bisogna osservare con molta attenzione! :-#

Mi chiedevo se anche l'Induismo si possa considerare intollerante o se questa caratteristica sia venuta fuori dopo il contatto con l'Islam e il Cristianesimo, ovvero quando gli altri due hanno inziato a fare proseliti e a considerare gli induisti come nemici!

:wink: buona domenica
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carpe diem... perchè panta rei!
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Vecchio 19-August-2007
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Al meeting di Rimini si parla di "verità"... brr
Non di "verità", ma di "Verità", dove quella V maiuscola chiude inesorabilmente la porta davanti a qualsiasi possibile tentativo di dialogo... hai proprio ragione: "brr"(rrrrrrrrrrr)

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Mi chiedevo se anche l'Induismo si possa considerare intollerante o se questa caratteristica sia venuta fuori dopo il contatto con l'Islam e il Cristianesimo, ovvero quando gli altri due hanno inziato a fare proseliti e a considerare gli induisti come nemici!
E una questione difficile, io però penso che sia come dici tu.

Mi sembra infatti che in generale i politeismi, quando mostrano fenomeni di intolleranza (perchè in fin dei conti nessuna religione ne è veramente immune), lo facciano in conseguenza a influenze esterne, come una sorta di autodifesa, e di esempi se ne possono fare tanti (significativo trovo quello dell'egitto: la religione tradizionale è stata decisamente intollerante verso il monoteismo (!) di aton e verso il cristianesimo, poichè attaccata da questi ultimi, ma decisamente aperta e ricettiva verso altri culti meno "aggressivi", primi fra tutti quelli greco-romani)

Per quanto riguarda l'induismo, se si considerano le centinaia di sette fiorite all'interno dell'induismo stesso, le religioni o filosofie autonome nate da esso (buddhismo e sikhismo in primis) e le innumerevoli religioni straniere (i Parsi, o i culti greci in epoca ellenistica -in Battria circolavano monete con su una faccia un dio greco e sull'altra l'immagine di buddha..-) con cui ha convissuto per millenni tutto sommato in pace, mi sembra che come hai detto bene tu, si possa dire che l'intolleranza sia una conseguenza del contatto con il cristianesimo e con l'islam (moderno, per secoli anche l'islam ha convissuto in relativa pace in india), fomentata poi da motivi esterni (pressioni e lotte di potere all'epoca dell'indipendenza, giochi politici...).


cmq è interessante... forse mi sbaglio, ma mi sembra di notare sempre più, in "ambiente archeologico" (ma non solo), una certa "avversione" per il cristianesimo (e giudaismo e islam in secondo luogo) e una diffusa nostalgia per i culti antichi...

chissà, magari è una sorta di deformazione professionale...

Buon "giorno del sole", e che gli Dei vi proteggano!