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| Discussioni Fuori tema Qui vanno tutte le discussioni fuori tema rispetto alle altre aree del Forum. Inoltre qui vengono spostati quei topic chiusi dal moderatore |
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10-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
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Distruzione del patrimonio
Dopo aver letto quest'articolo ho proprio la conferma che in questo mondo attuale non c'è affatto spazio per l'archeologia... Sarà la serata autunnale
patrimonio sos: in difesa dei beni culturali e ambientali
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10-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Feb 2007
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Quote:
Pablita
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Quando successe io ho scritto anche all'Unesco. C'è stata una mobilitazione di archeologi, anche americani, ma il governo americano, composto di gangster, voleva umiliare e piegare in tutti i modi gli iracheni, e i collezionisti disonesti ringraziarono. Ora continua.
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11-October-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Una piccola nota pedante. Quello della "fine della storia" non è Fujimori, come si scrive nell'articolo (spero sia un lapsus o un refuso, perchè altrimenti non veniteci a scocciare col merito, le competenze e la preparazione che noi giovani - io oramai non più tanto - non avremmo...), ma Fukuyama. Che qualche anno fa tirò fuori la tesi bislacca - storiograficamente e politicamente, ma di politologi poco lungimiranti ne è pieno il mondo, basta vedere l'insigne Sergio Romano in casa nostra... - della "fine della storia", preso da uno slancio di euforia per la "vittoria" della "democrazia occidentale" sul "comunismo" sovietico.
Nel merito che dire... Qui a Torino Invernizzi e compagnia bella quelle rare volte in cui vengono interpellati han cercato di far presente la gravità e l'emergenza della situazione post(?)-bellica in Iraq e del museo di Bagdad, ma alla democratica e civilizzata civiltà "occidentale" e ai loro civili governi non pare interessare poi granchè...
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11-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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A quest'ora c'è poco da dire. Ogni conquistatore ha distrutto e depredato, spesso sotto la maschera delle migliori intenzioni; non mi stupisco affatto che americani e company seguano lo standard.
In un tale stato di cose forse l'unica possibile sarebbe cercare di recuperare comunque più informazioni possibili su ciò che viene portato via.......costurire il quartier generale sull'antica babilonia.....beh, più chiaro di così........
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11-October-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Quote:
Aquamarina
In un tale stato di cose forse l'unica possibile sarebbe cercare di recuperare comunque più informazioni possibili su ciò che viene portato via
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Da quel che so è quel che ha cercato di fare in loco quella compagnia bella di cui sopra (cataloghi del materiale scomparso, schedature, foto ecc. Di quel che si sa poi, di quel che non si sa boh...). E forse anche altri, non so (il fatto è che il rapporto "privilegiato", ufficiale, col governo iracheno l'aveva qui Gullini e il centro scavi per il medio oriente, se non erro). Non so onestamente a che punto siano i lavori, quanto sia stato fatto, quanto sia da fare, come sia la situazione attuale... Sinceramente non so neanche chi, di fatto, lo faccia (e non chi lo supervisiona) questo lavoro. Io certamente no [-X Eppure lo farei pure gratis.
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11-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
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Quote:
Aquamarina
A quest'ora c'è poco da dire. Ogni conquistatore ha distrutto e depredato, spesso sotto la maschera delle migliori intenzioni; non mi stupisco affatto che americani e company seguano lo standard.
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Si, è ovvio. Ma almeno nel passato le grandi potenze imperialiste hanno musealizzato i reperti nei loro paesi, sebbene a scopo propagandistico. E' grazie a ciò, infatti, che qualche qualche tempo fa nel forum si poteva parlare della porta di Ishtar nel Museo di Berlino... Non mi si fraintenda, non che io appoggi queste ideologie imperialistiche con propaganda a seguito...anzi...
Ho constato però che oggi si va sempre peggio, a punto tale da apprezzare quella musealizazione sebbene di stampo propagandistico...!
Ragazzi, sarà il pessimismo autunnale, ma penso che per quanto possiamo scrivere all'UNESCO, denunciare abusi, scrivere fiumi d'inchiostro sulla situazione lavorativa degli archeologi..., ripeto: Si va sempre peggio, e in questa realtà attuale non c'è spazio per la storia dell'uomo, per la conoscenza e tutto ciò che possa servire ad elevare l'animo umano. Quello che conta è solo "Il soldo", cioè il profitto. Scusate lo sfogo, ma stamattina sento così. . Buona giornata. Ora mi metto al lavoro
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11-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Questo forse è un altro pezzo della storia che parla di ricerche, di acquisti di oggetti, di ripicche internazionali, di esasperata tendenza a dare sempre un valore economico al reperto; e forse appaiono aspetti molto più intricati, dove di fondo traspare la "smania per il reperto" come carattere comune di tutti i soggetti in ballo, sia pure animati da assai differente cultura, avidità o brutalità: http://www.aidanews.it/articoli.asp?IDArticolo=6013
Anche la coincidenza dell'insediamento militare americano con il sito archeologico meriterebbe di essere riconsiderata in altri termini (dove la preservazione senza ricerca anche a costo del deterioramento progressivo di qualcosa è di gran lunga il livello di tutela che l'Archeologo dovrebbe condividere), per quanto -per quel poco che io so del livello di cultura e di agilità mentale degli ufficiali statunitensi- scommetto che se la sovrapposizione non è stata del tutto un caso, quanto meno essa ha dipeso da considerazioni di tutt'altra natura.
Ma il problema vero non è laggiù, è altrove no? In Nordamerica ed in Europa, (ma scommetto non solo, forse addirittura non prevalentemente) ovunque il mercato delle antichità lucra sulla voglia di persone insospettabili di essere proprietarie di oggetti che invece non hanno senso nelle mani di privati.
La battaglia vera per il patrimonio dell'Umanità si gioca in termini culturali: la cultura sta nella conoscenza non nel possesso privato, e anzi il sentimento da diffondere non è il ludibrio per i militari ignoranti e brutali, per i funzionari orientali corrotti, o per i contadini avidi e mafiosi, ma lo schifo nell'averci noi in casa in Occidente un oggetto archeologico che dovrebbe invece stare in una struttura pubblica da qualche parte nel mondo o ancora meglio tranquillamente al suo posto sotto terra.
Ultima Modifica di Mdd : 11-October-2007 09:36.
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11-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Ora sono in casa di privati.....perchè la patata è bollente, molto probabilmente tra qualche anno andranno ad arricchire i Musei europei e nordamenricani......e a far la fortuna di qualche studioso che avrà effettuato il miracoloso recupero e restituito al mondo intero(!) i meravigliosi oggetti...che se non provengono da scavi regolari a chi importerà?e così per "amore" della cultura si alimenta tutta una serie di lucrosità e mala educazione archeologica per gloriarsi di essere talmente magnanimi da preservare addirittura la storia del nemico che così bruto com'è non comprende il valore culturale di quello che sta sotto la sua terra....
Del resto la situazione è delicata e in casi di guerre e instabilità politica forse è più salutare impegnarsi nella sospensione delle ricerche, nella consevazione per quanto possibile e meglio che si può di quanto esiste ( come voleva far intendere Mdd credo)e nel controllo di scavi clandestini.....almeno si potrà evitare anche di riportare in auge una sorta di archeologia semi colonialista-militare che credo sia qualcosa di avulso rispetto all'archeologia in sè e per sè e soprattutto nè ha a che fare nè prevede alcuna integrazione col territorio nel quale gli scavi vengono condotti ( e mi riferisco anche a missioni archeologiche al seguito di dubbie "missioni di pace")
Ultima Modifica di Aquamarina : 11-October-2007 10:01.
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11-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Aquamarina
Del resto la situazione è delicata e in casi di guerre e instabilità politica forse è più salutare impegnarsi nella sospensione delle ricerche, nella consevazione per quanto possibile e meglio che si può di quanto esiste ( come voleva far intendere Mdd credo)e nel controllo di scavi clandestini.....almeno si potrà evitare anche di riportare in auge una sorta di archeologia semi colonialista-militare che credo sia qualcosa di avulso rispetto all'archeologia in sè e per sè e soprattutto nè ha a che fare nè prevede alcuna integrazione col territorio nel quale gli scavi vengono condotti ( e mi riferisco anche a missioni archeologiche al seguito di dubbie "missioni di pace")
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Assolutamente d'accordo. E non solo sulla dubbiezza di certe "missioni di pace", ma più nello specifico alla contrarietà per principio verso le "missioni archeologiche di ricerca" in luoghi di instabilità politica.
Comunque della situazione attuale mi sento di contestare non semplicemente la sciagurata gestione che viene fatta là, ma più di tutto l' anticultura dell'acquisto privato che viene fatto in Occidente (e non solo).
L'allusione alla possibile incetta pseudoscientifica l'ho colta ... :-#
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11-October-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Quote:
Aquamarina
preservare addirittura la storia del nemico che così bruto com'è non comprende il valore culturale di quello che sta sotto la sua terra....
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Che poi nel caso dell'Iraq non è neanche vero... Almeno in buona parte. A me pare che nonostante centinaia d'anni di incontro/scontro con l'altro, colonialismo, antropologie, etnologie ecc., facciamo ancora molta fatica (a livello di "opinione pubblica" almeno) a capire realmente società e culture diverse da noi (che poi neanche così tanto...). Magari ci si ferma a Saddam, cosa non secondaria, però poi... Si può ridurre Cuba a Fidel? La Russia sovietica a Stalin?
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11-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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ma sai com'è Karl, la storia la fa chi vince e se chi vince dice che oltre Stalin in Russia non c'è nulla o oltre a Fidel a Cuba non c'è nulla ecc ecc, la gente comune si accontenta e non si chiede altro, anzi si crogiuola nel sentirsi migliore degli altri!
...e in guerra tutto è permesso, si dice, vedi Monte Cassino durante la Seconda Guerra Mondiale!
Quote:
Mdd
Anche la coincidenza dell'insediamento militare americano con il sito archeologico meriterebbe di essere riconsiderata in altri termini (dove la preservazione senza ricerca anche a costo del deterioramento progressivo di qualcosa è di gran lunga il livello di tutela che l'Archeologo dovrebbe condividere), per quanto -per quel poco che io so del livello di cultura e di agilità mentale degli ufficiali statunitensi- scommetto che se la sovrapposizione non è stata del tutto un caso, quanto meno essa ha dipeso da considerazioni di tutt'altra natura.
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beh questa si che è bella! Si potrebbe scorgere un non so che di rivalsa su una civiltà millenaria rispetto alla loro che ha poco più di 200 anni, di cui sanno ogni minimo dettaglio ovviamente! Come si può pensare che i portatori della democrazia siano attenti a non bombardare siti archeologici quando le loro cose più antiche sono le piume degli indiani? come mi disse un signore qualche anno fa, senza sapere che di archeologia indigena in America del Nord ce n'è tanta!
E' tutta una mossa politica: ti libero, ti recupero oggetti antichi (che ho rubato io mo non te lo dico), tutti sono contenti e io sono il salvatore!
ciao ciao
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carpe diem... perchè panta rei!
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11-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Non ci sono più gli Americani di una volta  !
Non so come sia andata, però da quello che conosco della "logica militare" (è un ossimoro?  ) mi sa che le scelte vengono fatte in maniera del tutto casuale, poi certe considerazioni "politico-culturali" eventualmente vengono adattate a posteriori (anche dal loro stesso governo, eventualmente, ed in tal caso le osservazioni maliziose che sono state proposte potrebbero calzare perfettamente).
Invece insisto sul fatto che a parte dispiacersi, denunciare e magari firmare qualche petizione, c'è un comportamento da tenere in Occidente per disinnescare i traffici internazionali di materiale archeologico clandestino e sta nel diffondere l'idea della inopportunità che oggetti archeologici siano comprati, posseduti, esibiti da privati invece di stare in strutture pubbliche o meglio ancora sottoterra.
Sta insomma in quella che per gli Archeologi e tutti i cultori e appassionati di Archeologia dovrebbe essere una vera missione: non stancarsi mai di diffondere l'idea che la Cultura sta nella Conoscenza collettiva, non nel possesso individuale della testimonianza materiale.
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11-October-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Quote:
Mdd
Sta insomma in quella che per gli Archeologi e tutti i cultori e appassionati di Archeologia dovrebbe essere una vera missione: non stancarsi mai di diffondere l'idea che la Cultura sta nella Conoscenza collettiva, non nel possesso individuale della testimonianza materiale.
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Già. Solo che concretamente come si fa? Cioè voglio dire, quotidianamente... A parte il dialogo, che però ho notato serve a poco. Mi è capitato più volte di fare discorsi del genere, ma la risposta è del tipo "ma se è in vendita...", "ma se c'è sul mercato..." (nero o no poco importa), "ma se lo posso comprare...", "perchè no?". Perchè la conoscenza ecc. ecc. Risposta: "Eh si vabbè...", oppure "E chissene?".
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11-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Ne farei una questione in termini di buon gusto.
E il "buon gusto" è un fattore potente, che si può condizionare con un movimento d'opinione.
Cinquant'anni fa magari l'idea di averci una pelle di leopardo in salotto o una testa di rinoceronte sopra il caminetto o anche il semplice falco impagliato sulla libreria poteva sembrare prestigiosa ed elegante.
Oggi verrebbe considerata una insopportabile volgarità.
Valga lo stesso per il reperto archeologico.
Ultima Modifica di Mdd : 11-October-2007 16:03.
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12-October-2007
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