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  #1 (permalink)  
Vecchio 27-October-2007
L'avatar di  Cerebia
AI gens
 
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Thumbs down La compra-vendita di oggetti archeologici

salve a tutti!
da qualche giorno mi sta frullando per la testa questa domanda...
ma gli oggetti archeologici che vengono regolarmente venduti nei negozi di antiquariato, nelle aste e alle fiere da dove vengono?
Ho letto già in un'altra discussione che il commercio di beni archeologici è legale, ma se gli oggetti rinvenuti in scavi legali normalmente vanno a finire in magazzini di musei o di università o di soprintendenze, quelli in vendita da dove provengono? A parte gli oggetti ereditati di cui ci si vuole disfare (che penso siano solo una piccola parte), gli altri sono orfani? Oltre lo scavo clandestino a me non viene in mente nulla! e come si fa a 'trasformare' un oggetto acquisito illegalmente in un oggetto da vendendere legalmente?
mi sembra che sia un gioco perverso.... una sorta di reciclaggio!

scusate l'ingenuità della mia domanda , ma mi è venuta in mente parlando con una mia amica riguardo ad una casa d'aste che vende beni archeologici e nella scheda di ciascun reperto è scritto "provenienza ignota"!

ciao ciao :wink:
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carpe diem... perchè panta rei!
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  #2 (permalink)  
Vecchio 27-October-2007
L'avatar di  dceg
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I venditori seri, non sono necessariamente quelli di molte aste online, garantiscono la provenienza legale. Per molti pezzi, almeno quelli più importanti, il possesso è documentato anche da molti decenni, persino centinaia di anni. Molte sono le collezioni dopo la morte dei proprietari che vengono vendute all'asta (non e-bay). Potrei citarti un'oinochoe etrusca proveniente dalla collezione Castellani venduta alcuni anni or sono in Germania. Un'altra fonte è stata anche anni or sono la collezione di un istituto scolastico inglese che ha venduto al collezione archeologica risalente al XIX secolo, anche il sindacato inglese dei ferrovieri ha venduto credo sei o sette anni fa una importante collezione di vetri che aveva acquistato parecchi decenni prima, già formata.

I comemrcianti sono uniti in associazioni con un codice etico severo e in genere i pezzi, comunque al si sopra un certo valore sono controllati dall Art Lost register. Parlo di commercianti a livello internazionale che operano alla luce del sole e spesso sono in ottimi rapporti con archeologi e i cui cataloghi sono pubblicati ed accessibili a tutti.

Che esistano le pecore nere e che la legislazione di alcuni stati, come la Svizzera, in passato abbia favorito abusi non è innegabile. Ora anche il Svizzera vi è stato un inasprimento delle norme con un adeguamento a quelle internazionali.
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dott. Claudio Giorgini
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  #3 (permalink)  
Vecchio 27-October-2007
AI gens
 
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Che esistano le pecore nere e che la legislazione di alcuni stati, come la Svizzera, in passato abbia favorito abusi non è innegabile. Ora anche il Svizzera vi è stato un inasprimento delle norme con un adeguamento a quelle internazionali.
vero che c'è stato un adeguamento, anche se certi aspetti della nuova legge possono ancora lasciare perplessi (almeno, a me lasciano perplesso), primo fra tutti il fatto che si possa richiedere la restituzione di un bene aquisito illegalmente solo entro 30 anni dalla sua acqusizione. Certo è meglio dei 5 (scandalosi) della legislazione precedente, però secondo me in certi casi non dovrebbe esserci nessun limite di tempo.

E poi, a livello pratico non è che sia cambiato poi molto, il limite tra legale ed illegale resta ancora in molti casi (soprattutto per i pezzi meno "spettacolari" ed "importanti") piuttosto vago, tanto più che di questi tempi stanno pensando di ridurre ancora i finanziamenti alla tutela dei beni culturali, e ai relativi controlli, per la gioia di quelli che del tutto onesti non sono...

ma del resto il problema è sempre lo stesso, gli interessi in gioco sono spesso troppo grandi...

P.S. se vi interessa, qui potete trovare il testo di legge

http://www.admin.ch/ch/i/ff/2003/3874.pdf
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  #4 (permalink)  
Vecchio 28-October-2007
L'avatar di  Cerebia
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I venditori seri, non sono necessariamente quelli di molte aste online, garantiscono la provenienza legale. Per molti pezzi, almeno quelli più importanti, il possesso è documentato anche da molti decenni, persino centinaia di anni. Molte sono le collezioni dopo la morte dei proprietari che vengono vendute all'asta (non e-bay). (...)
I comemrcianti sono uniti in associazioni con un codice etico severo e in genere i pezzi, comunque al si sopra un certo valore sono controllati dall Art Lost register. Parlo di commercianti a livello internazionale che operano alla luce del sole e spesso sono in ottimi rapporti con archeologi e i cui cataloghi sono pubblicati ed accessibili a tutti.
beh questo mi rincuora un po'... però è sempre una cosa indecente la vendita e l'acquisto di pezzi archeologici. Tranquillo Dceg, mi riferivo a case d'aste reali non virtuali! :wink: Sicuramente anche su e-bay ci saranno venditori onesti, ma quando si tratta di oggetti antichi beh, io non mi fiderei mai!

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dceg Visualizza Messaggio
Che esistano le pecore nere e che la legislazione di alcuni stati, come la Svizzera, in passato abbia favorito abusi non è innegabile. Ora anche il Svizzera vi è stato un inasprimento delle norme con un adeguamento a quelle internazionali.
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vero che c'è stato un adeguamento, anche se certi aspetti della nuova legge possono ancora lasciare perplessi (almeno, a me lasciano perplesso), primo fra tutti il fatto che si possa richiedere la restituzione di un bene aquisito illegalmente solo entro 30 anni dalla sua acqusizione. Certo è meglio dei 5 (scandalosi) della legislazione precedente, però secondo me in certi casi non dovrebbe esserci nessun limite di tempo.
E poi, a livello pratico non è che sia cambiato poi molto, il limite tra legale ed illegale resta ancora in molti casi (soprattutto per i pezzi meno "spettacolari" ed "importanti") piuttosto vago, tanto più che di questi tempi stanno pensando di ridurre ancora i finanziamenti alla tutela dei beni culturali, e ai relativi controlli, per la gioia di quelli che del tutto onesti non sono...
ma del resto il problema è sempre lo stesso, gli interessi in gioco sono spesso troppo grandi...
Non immaginavo che la Svizzera fosse cosi poco attenta alla mercificazione dei bene archeologici! mah!

;-) ciao ciao
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Vecchio 28-October-2007
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Anche in Italia è all'esame del Parlamento una iniziativa normativa che dovrebbe inasprire le sanzioni per le violazioni contro la tutela dei Beni Culturali e rendere più difficile sfruttare la "decorrenza dei termini" per ottenere di fatto l'impunità.

Però io ho l'impressione che non sia la strada giusta e benchè inasprire le sanzioni e prolungare i tempi di prescrizione sia il provvedimento tecnicamente più facile da varare credo che non sarà affatto sicuro il compimento del suo iter parlamentare (troppo forti le lobby dei grossi commercianti internazionali che sull'aggiramento della tutela archeologica ed artistica macinano fatturati importanti).
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Vecchio 30-October-2007
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In tv ho visto che Bolaffi vendeva una tavoletta in cuneiforme
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  #7 (permalink)  
Vecchio 30-October-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Che cattivo gusto. :sad:

Con il saccheggio selvaggio degli ultimi anni in Iraq ci vuole un bel pelo sullo stomaco a vendere (e soprattutto a comprare) materiale del genere (e non importa se il pezzo in questione ha una provenienza legale certificata, piuttosto che il beneficio del dubbio: il cattivo gusto c'è tutto).
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  #8 (permalink)  
Vecchio 30-October-2007
L'avatar di  Karl
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Ho pensato anch'io la stessa cosa... Poi tra l'altro da quel che ho visto più che una tavoletta sembrava una roba tipo cretula, insomma di quelle da aprire anche (ma potrei sbagliarmi perchè ho solo intravisto). Onestamente non capisco uno che diavolo se ne faccia. Il prezzo non lo so, e non ho neanche idea di quanto possa valere. Anche perchè in questo caso poi si tratta di un oggetto il cui valore è puramente storico, non ne vedo il lato artistico.
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  #9 (permalink)  
Vecchio 30-October-2007
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Karl Visualizza Messaggio
... si tratta di un oggetto il cui valore è puramente storico, non ne vedo il lato artistico.
e poi mi chiedo anche questo... come si fa ad attribuire un valore monetario ad oggetto archeologico, bello o brutto che sia. Forse avrò una visione troppo idealistica, ma per me tutti hanno un valore inestimabile!
Scusate, ma chi è Bolaffi?

:wink:
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  #10 (permalink)  
Vecchio 30-October-2007
L'avatar di  Karl
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Eh quello anche per me... Solo che non so, per una statuta magari, non saprei attribuirle un valore economico, ma almeno capisco che possa trasmettere un certo tipo di emozioni, di sensazioni, non so... Una tavoletta o una cretula sinceramente... Oddio... a me personalmente emoziona più questa che una statua magari, però normalmente... boh!

Bolaffi quello dei francobolli.

Eccola la tavoletta, c'è anche sul sito www. bolaffi .it Ammappate, 7500 euro...
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Ultima Modifica di ivan : 30-October-2007 14:29. Ragione: disattivate l'url
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  #11 (permalink)  
Vecchio 30-October-2007
L'avatar di  Lola
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Karl Visualizza Messaggio
... a me personalmente emoziona più questa che una statua magari, però normalmente... boh!
Ecco....proprio questo non capisco di chi acquista oggetti archeologici, a noi "addetti ai lavori" emoziona più una cosa del genere che una statua "universalmente" bella, io mi sento dire "che bellino" davanti a un peso da telaio () o davanti uno scheletro ()....allora, gli altri cosa ci trovano in pezzi che solo a chi "ricostruisce" la storia interessano?!
E il danno maggiore è che i "non addetti" non si sconvolgono (a volte anche gli "addetti")!!! Quindi, il vero problema è che queste compravendite (legalizzate....sempre e soltanto in un secondo momento!!!) continueranno a depauperare i siti archeologici fin quando a tutti non sarà noto che non è giusto, fin quando non capiranno che sono oggetti importanti per tutta l'umanità, che sono oggetti appartenenti a tutti noi, che è meglio esporli in un museo o dare la possibilità a qualche studioso di analizzarli piuttosto che esporli in salotto!!!!!!!!!!!!
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  #12 (permalink)  
Vecchio 30-October-2007
L'avatar di  Cerebia
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non lo avevo mai sentito nominare questo Bolaffi!
beh, quella tavoletta è carina, c'è gente che ama avere le iscrizioni antiche dentro casa, magari poggiate su un bel supporto ed illuminate con una bella luce e poi gloriarsi di spiegare che cosa siano!... tipo Donovan di Indiana Jones, che aveva quel bel libro sul leggio d'oro e una parte dello scudo del cavaliere in bella mostra!
Sai Lola, il fatto di esporre nel salotto di casa dà ai c.d. 'non addetti' la parvenza di sapienza, va visto nel contesto degli oggetti che ostentano prestigio, più ce n'hai meglio è!
E' sulla scia del 'tutti sono un po' archeologi'!

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Ultima Modifica di Cerebia : 30-October-2007 14:59.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 30-October-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Cerebia Visualizza Messaggio
non lo avevo mai sentito nominare questo Bolaffi!
E' uno che conta parecchio in un certo mondo del commercio collezionistico di massa.

Con una certa capacità di farsi ascoltare anche in sede politica.
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  #14 (permalink)  
Vecchio 01-November-2007
AI magister
 
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troppo forti le lobby dei grossi commercianti internazionali che sull'aggiramento della tutela archeologica ed artistica macinano fatturati importanti.

Ricordate quella follia di norma per cui i beni "di produzione seriale" non dovevano essere sottoposti a vincolo nella loro commercializzazione? Praticamente non avremmo più potuto tutelare nulla visto che i manufatti antichi non facenti parte di produzioni di serie a noi pervenuti sono proprio pochini... e non si tratta solo di monete (primo, delirante, obiettivo del progetto legislativo), anfore, ceramiche da tavola e d'uso comune, oggetti di ornamento personale, etc. Anche per la statuaria si sarebbe potuta sostenere l'appartenenza a produzioni di serie sotto forma di copie di originali più antichi....
Per fortuna che soprintendenti e accademici sono insorti!
Temo, però, che sia solo questione di tempo prima che risalti fuori qualcosa del genere, magari sotto forma di condono archeologico.
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