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| Discussioni Fuori tema Qui vanno tutte le discussioni fuori tema rispetto alle altre aree del Forum. Inoltre qui vengono spostati quei topic chiusi dal moderatore |
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16-November-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Nov 2007
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Esiste anche un'altra forma di assuefazione e dipendenza MOLTO più sottile.
Chimicamente, la serotonina e l'adopamina, ormoni che produce la nostra ipofisi, appartengono allo stesso gruppo degli oppiacei: morfina, eroina, ecc.
Questo comporta che alcuni generi di attività finiscono per comportare una sorta di dipendenza. Per esempio, chi è molto dedido al lavoro e lo prende troppo in corda, finisce per diventarne dipendente perché i suoi appagamenti sono legati a quella sfera.
Io personalmente ho sperimentato una forma di dipendenza analoga. Da diversi anni oramai pratico karate. E da qualche anno mi alleno molto intensamente. Qualche volta 6 giorni su sette e una volta addirittura 15 giorni filati tutti i giorni... Quando arriva l'estate, e gli allenamenti si riducono, oppure quando ci sono le feste e relativi ponti... è un dramma. Dopo un paio di giorni comincio a sentire prurito, ansia, disagio... una cosa terribile che passa soltanto dopo un pò di esercizio fisico.
Forse è la stessa ragione per cui Tokugawa finì per togliere di mezzo le pratiche marziali nel Giappone dell'epoca. Gente addestrata quotidianamente a combattere sente letteralmente "sete di sangue", e non si placa finché non lo vede scorrere... che sia per una guerra, che sia per un duello... che sia per puro divertimento.
Tra tutte le droghe non c'è da dimenticare che l'origine è sempre nella nostra testa.
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16-November-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
fico74
Tra tutte le droghe non c'è da dimenticare che l'origine è sempre nella nostra testa.
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Io sono pigrissimo quindi non corro i tuoi pericoli  Le mie endorfine sono attivate dalla quiete, da un buon libro, da una bella musica, ecc. (Però confesso: una bella autostrada libera, senza traffico e limiti di velocità, tempo buono - Spero che Mdd non legga questo post, sennò mi lincia, lo so :-( - e via a tutto gas, sino che la lancetta del tachimetro non si sposta più: 240!  ) - Diciamo che scarica le tensioni :-\"
Però ognuno ha il suo angolino di dipendenza, magari sono le mentine o qualcos'altro, e non potrebbe essere altrimenti, una certa gratificazione è necessaria, e non ogni modo di soddisfarla deve venitr tacciato di dipendenza, bisogna vedere le relazioni tra possibili danni e vantaggi.
Quanto sia importante l'atteggiamento mentale lo dimostra un fatto che ho vissuto direttamente. Per mesi ho bevuto, in una clinica dove lavoravo, dopo il pranzo il caffè, come d'abitudine, e ero bello sveglio sino a quando non ho appreso che era decaffeinato, da allora ho sentito una sonnolenza postprandiale incredibile!
Nella cura delle dipendenze bisogna sempre considerare i due aspetti, la dipendenza fisica àrelativamente facile da risolvere, è questione di pazienza e di tempo, neppure molto, il problema è la dipendenza psichica, i meccanismi e le struttire che ci stanno sotto, e qui il lavoro è lungo, difficile ed ingrato.
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dott. Claudio Giorgini
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16-November-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2005
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Quote:
Permettessero alle mamme di restare a casa invece di andare a lavorare perché altrimenti l'affitto o il mutuo non si trova modo di pagarlo. Molti bambini crescerebbero così con un punto di riferimento piuttosto che doverselo cercare da sé casomai in gente spostata...
Ma vabbè, qui si divaga...
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ma per favore !!! Finchè un discorso del genere me lo fa un ottantenne OK ma che un trentenne (giusto?) mi tira fuori il fatto che la causa dei tanti TdC in giro sia che la mamma lavori .....beh è sinceramente deprimente !
Ah...se volete continuare la discussione è meglio andare nella sezione "fuori tema"
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16-November-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Io conosco una persona che ha provato la Datura Stramonium (in realtà non la vedo più da anni) e mi ha raccontato cose allucinanti, nel vero senso della parola.
Adesso non ricordo con sicurezza perchè non l'ho a casa però mi pare che un minimo accenno allo stramonio si facesse in questo libro:
Cristiano Daglio, La medicina dei faraoni - Malattie, ricette e superstizioni dalla farmacopea egizia, Ananke, 2005.
Ciao
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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18-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Si ,anche a me hanno raccontato cose allucinanti, come dicevo riguardanti la sfera spazio-temporale: una sorta di allucinazioni temporali, tipo tu sei convinto di stare parlando con degli amici( fatto magari avvenuto tempo prima) e poi questi ti iniziano a scomparire uno alla volta ,quando gli rivolgi la parola...... forse però prendendo questa ssotanza come parte di un "programma" specifico gli effetti possono essere guidati e controllati. Un uso simile è quello che presumilmente facevano gli antichi delle ssotanze psicoattive, sempre usata a tempo e luogo debiti, mentre oggi, poichè la maggioranza sono vietate si tende a farlo comunque e dovunque senza alcuna preparazione o guida .
Fico:
Quote:
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Io personalmente ho sperimentato una forma di dipendenza analoga. Da diversi anni oramai pratico karate. E da qualche anno mi alleno molto intensamente. Qualche volta 6 giorni su sette e una volta addirittura 15 giorni filati tutti i giorni... Quando arriva l'estate, e gli allenamenti si riducono, oppure quando ci sono le feste e relativi ponti... è un dramma. Dopo un paio di giorni comincio a sentire prurito, ansia, disagio... una cosa terribile che passa soltanto dopo un pò di esercizio fisico.
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come ti capisco! tuttavia io ho la fortuna /sfortuna di avere il dojo a 70 km di distanza per cui non riesco ad allenarmi sempre e come vorrei. Tuttavia forse dipende anche da che tipo di arte che si pratica com'è l'"astinenza"
In generale comunque credo che certe cose vengono pian piano, diciamo così acquisite dal corpo e in questi casi anche la mancanza di allenamento non dovrebbe produrre forti disagi......
poi vabè a questo livello tutto è droga, anche il lavoro o quellle attività che comunque vanno ripetute più volte e tutti giorni( non so ,ad esempio suonare per un musicista)
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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18-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Quote:
fico74
Esiste anche un'altra forma di assuefazione e dipendenza MOLTO più sottile.
Chimicamente, la serotonina e l'adopamina, ormoni che produce la nostra ipofisi, appartengono allo stesso gruppo degli oppiacei: morfina, eroina, ecc.
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No, la serotonina e la dopamina sono monoamine, e sono mediatori neurochimici, prodotti in molte aree del cervello. La dopamina puo' essere anche considerata un ormone.
La morfina e' invece un alcaloide vegetale, mentre l'eroina non e' una sostanza naturale, ma una morfina modificata chimicamente per acetilazione.
La dipendenza da droghe e' un meccanismo alquanto complesso in cui e' coinvolto un particolare sistema di neuroni che comunicano tra loro usando la dopamina (oltre che gli impulsi nervosi). Questo meccanismo regola il "reward" cioe' l'appagamento.
La dipendenza da droghe, inclusa la nicotina, ed attivita' come gioco d'azzardo, hanno in comune una predisposizione genetica.
Mario
Ultima Modifica di Mario_A : 18-November-2007 20:15.
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18-November-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Quote:
Mario_A
La dipendenza da droghe, inclusa la nicotina, ed attivita' come gioco d'azzardo, hanno in comune una predisposizione genetica.
Mario
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Cioè? Geneticamente alcune persone "subiscono" maggiormente certi effetti e non riescono a farne a meno? Ma come?
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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19-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Quote:
ShemsuHor
Cioè? Geneticamente alcune persone "subiscono" maggiormente certi effetti e non riescono a farne a meno? Ma come?
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Non e' che subiscono effetti diversi, ma il diventare dipendente e' una caratterisitca genetica. Non significa che chi ha questa caratteristica e' condannato inesorabilmente a diventare un drogato, questo dipendera' da molti fattori ambientali, ma rischia di diventarlo. Minimo potrebbe diventare un fumatore cronico, oppure giochera' d'azzardo, etc. Esistono programmi di ricerca per trovare farmaci per eliminare la dipendenza a lungo termine (quella che viene impropriamente chiamata dipendenza psicologica)
Mario
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19-November-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Si, ma che differenza ci sarebbe a livello biologico-molecolare-ormonale (o che so io...) rispetto a chi non è predisposto geneticamente?
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19-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Quote:
Mario_A
Esistono programmi di ricerca per trovare farmaci per eliminare la dipendenza a lungo termine (quella che viene impropriamente chiamata dipendenza psicologica)
Mario
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Interessante .Ti andrebbe di approfondire? Tipo eliminare la dipendenza da quali sostanze/attività? e con quale meccanismo di azione?
Inoltre se le dipendenze sono geneticamente determinate esse possono essere considerate una "malattia genetica"? O possono essere considerate una sorta di adattamenti genetici che però alcuni trends sociali rendono dipendenze nel senso più negativo della parola?
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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21-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Ho spostato questa discussione nella sezione "Discussione fuori tema" (era fuori tema completamente).
Quote:
Aquamarina
Interessante .Ti andrebbe di approfondire? Tipo eliminare la dipendenza da quali sostanze/attività? e con quale meccanismo di azione?
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Non e' proprio un'area di mia competenza (sulla depressione sarei molto piu' ferrato) ma se hai un po' di pazienza potro' rispondere (diciamo alcuni giorni)
Quote:
Aquamarina
Inoltre se le dipendenze sono geneticamente determinate esse possono essere considerate una "malattia genetica"? O possono essere considerate una sorta di adattamenti genetici che però alcuni trends sociali rendono dipendenze nel senso più negativo della parola?
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Diciamo che in generale il secondo punto di vista e' quello piu' appropriato.
Certamente, non una malattia genetica. Per malattia o patologia si intende sempre una condizione che crea disagio, sofferenza, impedimento di una o piu' facolta' fisiche o mentali, gravi problemi sociali, invalidita' e/o morte. Le infezioni, i tumori, le malattie psichiatriche etc. sono patologie.
Per malattia genetica si intende una condizione patologica derivata da una mutazione genica, come ad es. la fibrosi cistica. Esistono anche molte patologie che hanno una base genetica molto complessa (sono coinvolti molti geni) ma richiedono anche una causa ambientale, spesso sconosciuta, come il diabete insulino-dipendente.
La depressione e' come la dipendenza da droghe. Ha una base genetica complessa, ma questa base in se' non e' una malattia, semplicemente pone l'individuo a rischio. A seconda dei casi della vita questo soggetto puo' sviluppare la depressione (che ovviamente, nei casi gravi e' una malattia)
E' stata avanzata un'ipotesi, anche se non ho ancora capito bene su cosa si basa, che la base genetica della depressione porrebbe l'individuo a rischio per la malattia ma darebbe un "vantaggio" nel controllare meglio le proprie emozioni.
Quote:
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Shemsu Hor
Si, ma che differenza ci sarebbe a livello biologico-molecolare-ormonale (o che so io...) rispetto a chi non è predisposto geneticamente?
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come sopra, se hai un po' di pazienza...
Mario
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21-November-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Il discorso sulla depressione mi interessa personalmente in maniera particolare, non meno di quello sulle dipendenze, in quanto io ho per decenni avuto, ed ho tutt'ora, a che fare con pazienti affetti da sindromi depressive (uso preferibilmente questo termine, in quanto vi sono diverse forme di depressione con alcuni caratteri in comune ma anche con molti elementi assai divesi sia nella genesi che nella manifestazione, terapia, prognosi ed evoluzione). Il mio approccio è naturalmente quello psicoterapeutico anche se sono pienamente convinto che in molti casi, sia nelle sindromi dpressive che in altre malattie psichiatriche è stata la farmacologia a permettere l'approccio psicoterapeutico; per fare un esempio: un paziente che non pensa ad altro che a trovare il modo di mettere in atto i suoi impulsi suicidi o cheè starziato da terribili allucinazioni non è accessibile alla psicoterapia, ma con un'adeguata medicazione si ottiene uno stato in cui l'approccio psicoterapeutico diviene possibile.
Quanto ci sia a livello genetico, di predisposizione non sono certo in grado di dirlo, e sarei molo interessato a ricevere informazioni in merito. Questa predisposizione potrebbe però spiegare la diversa vulnerabilità dei soggetti, perché talune persone sopprtano situazioni pesantissime senza gravi manifestazioni patologiche e perché altre non lo fanno. Quanto all'utilità della predisposizione alle depressioni come forma di controllo delle emozioni, si tratta di un'ipotesi da non scartare. Io stesso ho sempre cercato di capire non solo da dove proviene la malattia, ma anche e direi quasi soprattutto, che scopo essa possa avere. Per me non è inimmaginabile che una forma di controllo "eccessiva" porti alla malattia conclamata. Per fare un paragone come l'anemia falciforme, la talassemia, porta, nelle forme minori e minime ad una resistenza alla malaria.
Ben venga quindi questa discussione in cui Mario potrà farci di sicuro comunicazioni importanti, anche se in realtà non ha nulla a che fare con l'archeologia. In tal senso lo spostamento della discussione era certamente opportuno, e mi assumo la mia parte di responsabilità per essere andato abbondantemente fuori tema; questo capita quando si è trascinati dall'interesse. (In realtà leggendo certi contributi in cui i giovani archeologi parlano delleloro esperienze, delle prospettive che hanno, delle situazioni lavorative in cui si trovano, mi pare che il tema depressione non sia poi così OT.) :-(
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dott. Claudio Giorgini
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22-November-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Quote:
Mario_A
come sopra, se hai un po' di pazienza...
Mario
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Certo... 
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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22-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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