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Discussioni Fuori tema Qui vanno tutte le discussioni fuori tema rispetto alle altre aree del Forum. Inoltre qui vengono spostati quei topic chiusi dal moderatore


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  #16 (permalink)  
Vecchio 26-November-2007
L'avatar di  dceg
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non volevo banalizzare un tema così interessante e spinoso...Mi riferivo proprio all'ipotesi di una diversa forma mentis, quando riesco vedo di recuperare qualche nome e qualche studio specifico che ho letto o di cui ho letto..
Non ho affatto inteso la tua frase come "banalizzazione" del tema, ma proprio come l'ipotesi di una forma mentis diversa, volevo solo puntualizzare che - storicamente - ci si riferiva a qualcosa di diverso da quanto oggisi considera malattia mentale.
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ivan Visualizza Messaggio
Ho citato la schizofrenia o la depressione, proprio perché a quanto ne so non c'è una definizione precisa di queste malattie, ma se non sbaglio si parla più propriamente di sindromi depressive o schizofreniche (in base ai riscontri di determinate sintomatologie... statisticamente parlando), ma non mi interessava tanto l'una o l'altra, ma la percezione del concetto di malattia mentale...
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ivan Visualizza Messaggio
Mi interessa il discorso che porta alla depressione (o ad altre forme di cd. malattie mentali), perché se diciamo che tutto dipende da una tara genetica o da una trasmissione difettosa di impulsi fisico-chimici nel cervello, mi sembra che il discorso lo si chiuda prima ancora di cominciare.
Scientificamente questo è corretto, ma filosoficamente non può esserci questo limite..
Sinceramente non vedo contraddizione. Posso considerare un quadro come un insieme di tessuto, collanti, pigmenti ecc. questo mi aiuta semmai a capire come è fatto il quadro, non mi dice però nulla sul suo valore estetico, che certamente deriva anche da un uso particolarmente abile dei materiali, ma che è tutt'altra cosa che un mero processo tecnologico.

Che cosa avvenga nel cervello è importante per cercare di capire, curare e proteggere. Non toglie però nulla al fatto che la persona si sente, e in questo senso è, molto diversa da un insieme di cellule, neuroni o che altro sia, esattamente come il quadro non è, nel suo agire come opera d'arte, un insieme di pigmenti e collanti.

Che cosa sia la depressione è difficile da definire, è uno stato, un modo d'essere, un modo di percepire sé e gli altri e la relazione tra sé e gli altri. È però anche il risultato di esperienze, traumi, predisposizioni e chissà quant'altro. Dipende molto anche dal soggetto. C'è chi si sente,s i vive depresso, chi sente la depressione come estranea a se stesso, come un corpo estraneo che opprime e che si vuole scacciare e c'è chi non si sente depresso e dice che qualuno, in genere il medico, ha detto che "ha una depressione" e per questo deve farsi curare.

Quanto poi alla schizofrenia il discorso è ancora più difficile, tra le molte teorie che cercano di spiegarla quella che mi persuade di più è quella che lo schizofrenico viene "inondato" da stimoli, che a differenza del non schizofrenico non riesce a mantenere il controllo e quasi soccombe, ha per così dire la pelle permeabile, è privo di difese e quindi rischia di venire travolto. In questo vi è certo una potenzialità artistica, creativa, che può essere una forma di difesa, talora di superamento della "malattia".
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Sull'omosessualità non sono d'accordo.
Parlare di percezione soggettiva e definizione sociale di malattia non è rilevante ... si finisce spesso nel mettere in discussione anche la stessa razionalità di un malato di mente; quindi se ciò che dice o pensa non è razionale, allora significa eliminare la sua dignità di persona
Non vedo il perché, il mistico ad esempio non è razionale e anche molti artisti non lo sono, ma non sono per questo meno degni di considerazione e rispetto. Anzi direi che la razionalità può divenire una forma di non-umanità, non viceversa.

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ivan Visualizza Messaggio
Ma se ad una persona si impone una qualche forma di emarginazione, certi sintomi potrebbero essere eccome conseguenza di quello status.
Un malato di tumore terminale che in un determinato "ambiente" negativo subirà certi condizionamenti, difficilmente non svilupperà una sintomatologia di tipo "depressivo".
Il quel caso si curerà una depressione (reattiva), e si identificherà una "malattia"... lo stesso poteva valere per l'omosessuale (quanti sono i casi di suicidio tra gli omosessuali?) decenni fa.
.
Verissimo
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ivan Visualizza Messaggio
Io mi chiedevo semplicemente... quanto certi condizionamenti, per una diversa forma mentis (non dico che sia positiva o negativa, eroica o chissà cosa, e non so nemmeno se esista), possono portare ad una analoga "malattia" depressiva o di altro tipo (una di quelle malattie liquidate sbrigativamente come endogene, perché non se ne può trovare l'origine)
Anche questo è vero. Per quel che riguarda la definizione di malattie endogene, io ho sempre spiegato il termine così: "Non so che cosa sia e non ho voglia di perder tempo a cercar di capire". Non "credo" alle malattie endogene, che ci siano persone più o meno predisposte mi va bene, sino a un certo punto, ma gli elementi scatenanti vicini e lontani e soprattutto le conseguenze non si spiegano e soprattutto risolvono con un'etichetta.

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ivan Visualizza Messaggio
Van Gogh fa quel tipo di arte in conseguenza di una malattia mentale, o il suo essere "diverso" è causa della "malattia"? Il rifiuto di una personalità che non si comprende e non si accetta, può essere origine di una malattia mentale?
Non lo so, forse piuttost quando la personalità che si rifiuta è la propria, o una parte di essa.

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ivan Visualizza Messaggio
Sull'attualità non dico che sia inevitabile essere depressi, ma che in determinate condizioni certe persone potrebbero "reagire" in un determinato modo se non riescono a elaborare diversamente...
Un pò il discorso dell'arte... alcune persone non riesco a "leggere" l'arte e non vedono altro che colori e forme, altre persone intuitivamente e sinceramente "leggono" qualcosa... se quel "qualcosa" venisse ufficialmente e socialmente rifiutato, cancellato, vilipeso etc... le prime persone probabilmente non reagirebbero, ma per le altre sarebbe come "cancellare" una parte di sè, e non tutti hanno la capacità di distinguere la coscienza di sè dal giudizio degli altri.
Anche qui siamo d'accordo
__________________

dott. Claudio Giorgini

Ultima Modifica di dceg : 26-November-2007 20:35.
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  #17 (permalink)  
Vecchio 26-November-2007
L'avatar di  Aquamarina
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ho torvato un sito molto interessante è il sito del telefono viola ,contro gli abusi psichiatrici; a questa pagine ci si può fare anche qualche risata amara:

telefono viola
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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  #18 (permalink)  
Vecchio 26-November-2007
L'avatar di  Karl
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dceg Visualizza Messaggio
cercando solo il modo di porre fine alla vita ed alla sofferenza non ha nulla di eroico, esaltante, artistico.
Mi è capitato in un periodo della mia vita. E non parlo di frasi quotidiane tipo: "meglio che m'ammazzo" o "tanto vale spararsi" che uno dice così, senza dar loro un peso. Ecco, ora lo sputtanamento è completo mi pare Non c'è cosa "negativa" (esterna o interna) che si sia toccata su questo forum che non abbia provato, a parte malattie sicuramente mortali o reati particolarmente efferati. Mi sa che prima o poi dovrò proprio andarci in analisi...
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  #19 (permalink)  
Vecchio 26-November-2007
L'avatar di  dceg
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Per Aquamarina:

Che in psichiatria ci siano molti errori, abusi, pregiudizi non posso e non voglio negarlo. Anche ritenere che i farmaci risolvanoi problemi è illusorio, i farmaci sono o possono essere uno degli elementi importanti, ma mai gli unici, della cura, che è molto, molto complessa e articolata. Direi inoltre che anche se inibiscono i sintomi questo non è poco, non risolutivo, ma io ricordo il terrore di un paziente che vedeva i carri armati russi nel parco della clinica. In quelmomento solo i medicinali potevano aiutarlo. Ho passato giornate a seguirlo nella sua fuga disperata, alla fine ho dovuto ricorrere alla polizia, cosa straziante, ma che restava da fare? Con i medicinali ha avuto un po'di quiete.

Lo scopo non è la campana di vetro,l'isolamento dagli stimoli può essere necessario in una fase transitoria, lo scopo è di arrivare a controllare le reazioni agli stimoli, e questo talvota richiede un ambiente che presenti difese sufficienti.

E di una cosa bisogna rendersi conto, non possiamo ottenere che le cose siano come dovrebbero, spesso dobbiamo accontentarci del male minore, e talvolta questo male minore sono i medicinali, tal altra no. Sinceramente se dovessi scegliere tra vivere in un mondo di allucinazioni, di terrore, di incubi e avessi la scelta di alleviare la situazione con i medicinali, li prenderei.

Non dimentichiamo inoltre che le terapie convulsive hanno avuto storicamente il loro valore positivo, quando furono introdotte non c'era altra possibilità, allora erano un progresso.

Non vorrei dare l'impressione che io difenda certi modi di applicare la psichiatria, certe tecniche e gli psicofarmaci. In proposito sono molto, molto critico e prudente, tuttavia, benché comprendai moti vi di ciò mi ribello quando si spara a zero contro tutta la psichiatria, anche se sono convinto che dopo la malattia mentale il dramma peggiore è capitare in mano di certi medici.
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #20 (permalink)  
Vecchio 26-November-2007
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Aquamarina Visualizza Messaggio
...la prima è che la marijuana non è paragonabile a nessuna delle altre sostanze nominate, poichè in primis non è una sotanza tossica e non esiste dose letale.
essa inoltre non provoca dipendenza maggiore ad esempio del sesso o del cibo per alcune persone, nè induce crisi di astinenza che spingono ad azioni estreme e violente
Tutte le sostanze hanno una dose letale, perfino l'acqua. Possiamo certamente dire che la dose letale della marijuana e' sufficientemente alta per cui, considerando la sua modalita' di assunzione, e' estremamente improbabile che venga raggiunta la dose letale.

Indubbiamente gli effetti della marijuana sono abbastanza moderati, ma lo stesso potrei dire della cocaina se venisse assunta secondo l'antichissimo rituale delle Ande, masticando lentamente le foglie di coca.

La differenza tra la lenta masticazione di foglie di coca alla maniera andina e l'assunzione per inspirazione nasale del suo principio attivo concentrato e mescolato a sostanze tossiche (per la sua produzione illegale) e' abissale.

Cosi' come c'e' una bella differenza tra fumare l'oppio e iniettarsi per endovena il suo principio attivo purificato (morfina) o peggio un suo derivato modificato chimicamente (eroina), di gran lunga piu' veloce ed attivo.

Anche la marijuana non e' acqua fresca come si crede. Provoca dipendenza, anche se moderata, in circa l'11% degli utilizzatori, riduce le facolta' cognitive anche in modo permanente se viene assunta cronicamente al di sotto dei 16 anni. In soggetti geneticamente predisposti e' un fattore di rischio per psicosi e schizofrenia.

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Ivan
Io a volte ho l'impressione che definire tout court la depressione, la schizofrenia o altre situazioni analoghe, come malattie da curare con un farmaco sia un modo per non cercare di capire che cosa in realtà esse rappresentino
La schizofrenia e la depressione sono due malattie psichiatriche gravi ed invalidanti, con una base genetica ben riconosciuta, che possono al momento solo essere trattate, ma da cui non si guarisce.

La schizofrenia e' associata a deficit neurochimici e cellulari nella corteccia prefrontale, mentre la depressione e' ancora lontana dall'essere capita.

La depressione vera non e' il generico sentirsi giu' perche' non si trova lavoro o perche' si e' in una brutta situazione. Il 70% dei suicidi nel mondo sono causati dalla depressione.

Sono d'accordo con te che, per motivi commerciali, c'e' una tendenza ad "estendere" gli psicofarmaci anche a chi non ne avrebbe bisogno, ma queste due malattie esistono veramente!

Mario

Ultima Modifica di Mario_A : 26-November-2007 21:08.
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  #21 (permalink)  
Vecchio 26-November-2007
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Quanto poi alla schizofrenia il discorso è ancora più difficile, tra le molte teorie che cercano di spiegarla quella che mi persuade di più è quella che lo schizofrenico viene "inondato" da stimoli, che a differenza del non schizofrenico non riesce a mantenere il controllo e quasi soccombe, ha per così dire la pelle permeabile, è privo di difese e quindi rischia di venire travolto. In questo vi è certo una potenzialità artistica, creativa, che può essere una forma di difesa, talora di superamento della "malattia".
Il punto per me è questo.
Dove inizia la malattia? siamo sicuri che quella diversità non sia comune solo agli schizofrenici, ma che rappresenti una diversa struttura mentale comune anche ad altre situazioni?
Parlavo dell'arte, non per ridurre il discorso alla contrapposizione tra materia e spirito, ma perché io ho l'impressione (mia personale) che alcune persone abbiano una predisposizione a vedere, mentre altre a sentire.
Ci sono ragazzi che riescono con grandissima difficoltà ad "interpretare" una poesia o un quadro, mentre altri quasi istintivamente sentono qualcosa, e di conseguenza "interpretano" l'arte o a loro volta fanno arte (poiesis).
I primi vedono ciò che potremmo definire l'oggettività (case, strade, alberi, dialoghi), mentre i secondi sentono, e quindi rielaborano, e tendono a percepire metafore, simboli e non oggetti.
Le allucinazioni, la paranoia e altre manifestazioni sarebbero forse un modo "incontrollato" come dicevi anche tu, di mettere in riga queste astrazioni, per propria incapacità (ad esempio per un'errata o insufficiente educazione che non ha tenuto conto di queste capacità) o per altri motivi.

Ma io non penso a tutto questo come ad un "limite", ma un potenziale inespresso.

Non è tanto la dicotomia tra apollineo e dionisiaco questa, ma qualcosa di diverso.

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Non vedo il perché, il mistico ad esempio non è razionale e anche molti artisti non lo sono, ma non sono per questo meno degni di considerazione e rispetto. Anzi direi che la razionalità può divenire una forma di non-umanità, non viceversa.
No intendevo la percezione comune del malato di mente.
Il fatto di dire o credere o pensare che... lasciamolo parlare tanto è pazzo e quello che dice non ha senso.
In questo senso la sua irrazionalità (non credo che possa esistere una persona irrazionale) non coprirebbe una parte del suo essere (come sarebbe per l'artista o il mistico), ma la totalità.

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Non lo so, forse piuttost quando la personalità che si rifiuta è la propria, o una parte di essa.
Già, ma perché la rifiuti?
Da qualche parte deve esserci una rappresentazione negativa ed una positiva, altrimenti non vedo perché vedersi come "diverso" se manca una rappresentazione di questa diversità.

Si stanno creando anche in Italia centri e scuole per bambini "particolarmente dotati" (credo che si usi questa definizione), e ci sono alcune università (vado a memoria, credo quella di Perugia) che stanno lavorando sulla formazione degli insegnanti.
Se si vanno però a vedere questi ragazzi, inseriti in un contesto "normale" si vedrà che spesso appaiono come svogliati, irritabili, con tendenza all'isolamento nel gruppo; esiste quindi una tendenza a comprendere che per alcune persone (non dico migliori o peggiori) esistano dei processi mentali differenti, che richiedono percorsi anche di apprendimento e auto-determinazione diversi.
Ho sentito alla radio di questo diversi mesi fa e mi aveva molto colpito.
I ricercatori dicevano proprio che questi soggetti, se non riconosciuti rischiavano poi di compromettere il proprio futuro finendo per annullare le loro potenzialità.

Questo non significa però parlare di "geni" e di persone "normali", ma di riconoscere che forse ci sono strutture diverse e che richiedono percorsi diversi... e ritornando al discorso iniziale, io mi chiedo... è possibile che alcune situazioni derivino proprio da questo? dall'annichilimento di una personalità che ha bisogno di riconoscere innazitutto se stessa?

Lo so è un discorso complesso e non è facile per me spiegare bene che cosa intendo.
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  #22 (permalink)  
Vecchio 26-November-2007
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La schizofrenia e' associata a deficit neurochimici e cellulari nella corteccia prefrontale, mentre la depressione e' ancora lontana dall'essere capita.

La depressione vera non e' il generico sentirsi giu' perche' non si trova lavoro o perche' si e' in una brutta situazione. Il 70% dei suicidi nel mondo sono causati dalla depressione.

Sono d'accordo con te che, per motivi commerciali, c'e' una tendenza ad "estendere" gli psicofarmaci anche a chi non ne avrebbe bisogno, ma queste due malattie esistono veramente!
Non ho mai detto che non esistano Mario e che non siano malattie, ci mancherebbe.
Dico che la scienza può dirci che con buona probabilità quella sintomoatologia dipende da quell'alterazione fisico-chimica o deficit, ma non può dirci perché quel deficit si forma.

Anche l'innamoramento può essere fisicamente e chimicamente dimostrato con l'attivazione dell'area X e Y, ma questo non significa che noi comprendiamo scientificamente che cosa sia l'amore e che cosa porti quell'area all'attivazione... potremmo anche trovare la sequenza di DNA che ne è responsabile, ma scientificamente dobbiamo fermarci lì.

Questo è il limite della scienza, e alcuni scienziati per me, e non parlo di te o di quello che hai scritto, vogliono invece andare oltre e fare della scienza un'ideologia.
Personalmente trovo aberrante affidare la comprensione della coscienza umana alle neuroscienze come alcuni vorrebbero fare.
Scusate la parentesi fuori tema
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Vecchio 26-November-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Mario sulla marijuana sorvolo perchè sinceramente l'ho fatto talmente tante volte( non qui ) che ora non ho voglia di star qui ad elencarne gli effetti positivi, dico solo che essa è stata paragonata a medicine come il Prozac senza averne però gli effetti collaterali, ed è utile nella cura di varie malattie (si veda sito ACT,associazione cannabis terapeutica) e nella ricostituzione di cellule cerebrali e in generale nell'eliminazione di cellule vecchie. sono studi comparsi su riviste americane ,se spulci bene erowid qualcosa dovresti trovarlo.

Stai a fare la statistica delle dipendenze da marijuana e perchè non quella delle dipendenze da farmaci?

Se sei convinto che certe malattie esistano non posso fare niente per contraddirti. Si noti però che la malattia del cervello non è la malattia mentale, come si dice nel sito che ho linkato. Si dice anche che schizzo- frenia significa anima spezzata da schizo =divido ,spezzo e Phrenos= anima, cuore ( che ,si noti è uguale al Prana indiano e che manco a farlo apposta nello yoga esiste una branca detta Pranayama, controllo del prana, parola uguale ad anemos latino )


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La schizofrenia e' associata a deficit neurochimici e cellulari nella corteccia prefrontale, mentre la depressione e' ancora lontana dall'essere capita.
non mi sembra che però questo sia esaustivo o che sia chiaro perchè certe cose avvengono......mi patre che tu ti sia limitato a descrivere uno stato, non a capirne le cause .


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La depressione vera non e' il generico sentirsi giu' perche' non si trova lavoro o perche' si e' in una brutta situazione. Il 70% dei suicidi nel mondo sono causati dalla depressione.
essa interviene quando la brutta situazione è permanente però ,e diventando permanente uno non vede, forse erroneamente forse no, altra via d'uscita se non il suicidio...... che poi non è un sintomo di malattia di per sè come ci dimostrano culture altre in cui fu praticato al di fuori delle malattie mentali. ( non sto dicendo che ci si debba suicidare, ma che anche la visone che abbiamo del suicidio non è per nulla obiettiva ed è culturalmente mediata). Infine non credo che il lavoro dello psicoterapeuta sia quello di evitare la morte o alleviare semplicemente il dolore, ma di favorire l'integrazione dell'individuo, dove questo abbia difficoltà per qualunque motivo ( biologico ,traumatico sociale o altro) con la società e la vita di essa. Se il paziente è vivo ma in pratica vegetale lo psicoterapeuta ha fallito esattamente come se il paziente si fosse suicidato

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ma queste due malattie esistono veramente!
Non mi risulta che tutti gli specialisti nel campo siano daccordo.
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  #24 (permalink)  
Vecchio 26-November-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Il punto per me è questo.
Dove inizia la malattia? siamo sicuri che quella diversità non sia comune solo agli schizofrenici, ma che rappresenti una diversa struttura mentale comune anche ad altre situazioni?...............

Questo non significa però parlare di "geni" e di persone "normali", ma di riconoscere che forse ci sono strutture diverse e che richiedono percorsi diversi... e ritornando al discorso iniziale, io mi chiedo... è possibile che alcune situazioni derivino proprio da questo? dall'annichilimento di una personalità che ha bisogno di riconoscere innazitutto se stessa?

Lo so è un discorso complesso e non è facile per me spiegare bene che cosa intendo.
quoto in tutto e per tutto questo tuo messaggio ivan e comprendo perfettamente ciò che vuoi dire . vi sono inoltre casi e sono quelli di mancata educazione (nel senso proprio di educare=condurre fuori (le potenzialità di un individuo))in cui la personalità si riconosce ma è bloccata nell'espressione e ciò crea la maggiore sofferenza. à
Se uno di questi modi diversi di essere di cui parli viene scambiato per malattia mentale come spesso accade e il soggetto viene riempito di medicine in età adolescenziale la frittata è fatta......... a Napoli c'erano due tristemente famosi psichiatri che hanno rovinato un bel pò di gente: Bonavita e Della Pietra.......e ti assicuro che non hanno ancora pagato per questo.

A me piacerebbe molto che ognuno gli esperimenti li facesse sul proprio cervello non su quello di altri uomini nè tantomeno su quello di animali diversi dall'uomo.
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Vecchio 26-November-2007
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I farmaci però sono importanti, a volte le situazioni sono talmente compromesse che diventa difficile fare qualsiasi cosa, e da questo punto di vista sono un bene, ma che se ne stia abusando e per finalità commerciali mi sembra evidente, così come ha riconosciuto anche Mario che di certo conosce certe situazioni meglio di noi (lavorando nel settore farmaceutico)

Fino a non molto tempo fa si parlava di ritardo mentale anche per i sordo-muti, mentre l'unico ritardo era culturale, e non era certo loro, ma delle persone che avevano intorno.
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Vecchio 26-November-2007
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Sinceramente due cose mi disturbano un po':
Uno che si presenti come norma quello che è l'uso scorretto dei medicinali.
Secondo che si cerchi di negare l'esistenza delle malattie mentali. Aquesto punto la polonite è anche uno stato di salute, per gli pneumococchi, però.

Ivan,
quantodici sui bambini superdotati è vero, se non capiti rischianodi cadere nell'estremo opposto.

Un punto ancora: È difficile spiegare l'immensa sofferenza del malato mentale e la sensazione di impotenza del terapeuta, e quindi anche il bisogno di cercare di alleviare la sofferenza di entrambi. Una cosa è il discorso a livello teorico-filosofico, in cui magari convergono alcune esperienze personali più o meno dirette, ma culturalizzate, sublimate, un altro è quello legato all'esperienza fatta sul campo.

Per quanto riguarda il termine schizofrenia (per favore con una sola z!), è un nome dato circa un secolo fa, in base a cert