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Discussioni Fuori tema Qui vanno tutte le discussioni fuori tema rispetto alle altre aree del Forum. Inoltre qui vengono spostati quei topic chiusi dal moderatore

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Vecchio 17-January-2008
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Predefinito Invito Benedetto XVI apertura anno accademico Università La Sapienza di Roma

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Ivan
non c'è una voce dissonante sulla questione dei due "martiri della libertà" che sono stati creati a tavolino e nessuno che abbia ricostruito quello che è accaduto
Io ho ricostruito cosa ha prodotto questo clima di intolleranza anticlericale che ovviamente ci sta proprio bene in una Università italiana, per di più creata da un Papa...
Quello che ne viene fuori è l'incredibile ignoranza dei docenti universitari, che hanno voluto rimarcare quella che era già una lettera al limite del grottesco con una notizia copia-incollata da internet senza neanche prendersi la briga di verificarla. In altre parti del mondo, un evento del genere avrebbe portato alle dimissioni IMMEDIATE di queste persone, che il loro collega Giorgio Israel sul suo blog definisce fanatici che nuotano in acque dementi:
Benedetto XVI e il processo a Galilei
Quote:
Ci aspettano tempi bui.
Già, nelle università mondiali c'è spazio per terroristi, dittatori, negazionisti, ma non per il Papa... Hai ragione, in un mondo dove l'Europa e l'ONU hanno lanciato un'offensiva senza precedenti nei confronti della Chiesa Cattolica, ci aspettano davvero tempi bui... D'altronde, finché la nostra morale sarà guidata da programmi come Uomini&Donne oppure il Grande Fratello, non ci aspettano tempi bui, ci aspettano delle ere buie... :|:-#
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Vecchio 17-January-2008
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Mah, Simone, non sono d'accordo su quello che hai scritto, anche perché tutta la vicenda è stata riportata (dai media) con tanta malafede e distorcendo i fatti, comunque non vado troppo oltre perché la pensiamo in modo radicalmente diverso. Una breve nota. Mi pare comunque che l'invito non sia stato cancellato e che nessuno abbia impedito al Papa di parlare (certo che fare aprire l'anno accademico di un'università statale con una lezione magistrale del Papa, suona perlomeno stravagante... non era un seminario o un ciclo di conferenze, ma l'apertura dell'anno accademico... operazione mediatica del rettore?). Comunque mi fa piacere sapere che al Papa stia così a cuore la libertà di espressione e di critica (della scelta del proprio rettore) di quei docenti.
Se avessero invitato un mufti musulmano, avremmo sentito dalla CEI e dal Papa parole di tolleranza e libertà, ne sono assolutamente convinto... o forse no...
Ma nell'offensiva dell'Europa contro la chiesa cattolica, non ci metterai anche il rifiuto della candidatura di Buttiglione a commissario UE per la famiglia spero... spero che tu non ti riferisca a quello, perché quel suo discorso allucinante (ascoltato con stupore e incredulità da tutti gli europarlamentari... basta andare a leggere che cosa scrivevano sui giornali esteri di quei giorni, con titoli da far rabbrividire), non ha fatto male ai cattolici (Barroso mi sembra che sia un cattolico convinto, come lo era Prodi), ma ha fatto male all'Italia... altro che il kapò di Berlusconi. Per fortuna i cattolici non sono solo Buttiglione e Ratzinger, ma anche il card. Martini e altri, persone con le quali si può anche dialogare e confrontarsi.
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Vecchio 17-January-2008
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Forse sarebbe il caso di aprire una discussione a parte sulla vicenda dell'invito della Sapienza a Benedetto XVI.
Comunque, mi permetto solo di riportare un'informazione. A fronte di 67 firmatari della lettera di protesta per l'invito al pontefice sapete quanti sono i docenti e ricercatori (confermati e non) in servizio alla Sapienza? 4709!
Fonte: Ricerca avanzata per docenti - Cerca Università (basta selezionare il nome dell'ateneo).
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Vecchio 17-January-2008
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ivan
Mah, Simone, non sono d'accordo su quello che hai scritto, anche perché tutta la vicenda è stata riportata (dai media) con tanta malafede e distorcendo i fatti, comunque non vado troppo oltre perché la pensiamo in modo radicalmente diverso.
Se avessi letto la mia pagina, anche io ho scritto che la scelta della Lectio Magistralis al Papa è quanto meno stravagante, e che probabilmente è una operazione mediatica. Ma da qui a scrivere lettere piene di retorica veterosessantottina, di luoghi comuni triti e ritriti condite da informazioni storiche false e tendenziose (che inevitabilmente avrebbero scatenato quei fanatici dei Collettivi) come quelle del prof. Cini e dei famosi 67 con la richiesta di impedire al Papa di partecipare all'evento, ce ne passa davvero, ma davvero tanto tanto... Quei professori si vergognassero del fatto che i loro studenti pensano ancora che Galilei è stato arso vivo o quanto meno torturato, si vergognassero di come aggiustano i concorsi universitari, di come piazzano i propri allievi nei dottorati, di come truccano gli esami (hai mai letto una lettera del prof. Cini e dei famosi 67 a questi propositi?), poi forse potranno dire quello che hanno detto, ma di certo MAI un docente universitario dovrebbe permettersi di dire "Quell'uomo non ha il diritto di parlare": stiamo scherzando? Cini dice che il Papa avrebbe riportato la Sapienza indietro di 300 anni, a me sembra che l'abbia fatto lui visto e considerato che già gli illuministi francesi (Voltaire si dice) avrebbero dato la vita per far esprimere agli altri le proprie opinioni... Ma qui abbiamo una persona che, dopo aver contestato il Papa sulla base di un riferimento storico errato, è diventato presidente del CNR... Ragazzi, fatevi due conti...
Quote:
Ma nell'offensiva dell'Europa contro la chiesa cattolica, non ci metterai anche il rifiuto della candidatura di Buttiglione a commissario UE per la famiglia spero...
Puoi star certo che riguarda tutt'altro... Inutile spiegare, faccio prima a citarti il libro di Roccella-Scaraffia Contro il Cristianesimo: se in quello di Gaspari si metteva in luce come l'ambientalismo moderno stia diventando una nuova religione, questo libro mostra come ONU e UE stiano diventando una nuova ideologia che si pone come obiettivo quello di creare una nuova società mondiale (qualcuno lo chiamerebbe NOM) partendo dall'aperta contestazione dell'operato della Chiesa Cattolica in tutti i suoi ambiti (e si badi bene, non come istituzione a sé stante, ma come dottrina sia religiosa che sociale). Giacché la Chiesa Cattolica è rimasta l'unica organizzazione a livello mondiale in grado di contrastare capillarmente quanto ONU ed UE vogliono mettere in atto, ecco che è necessario minarne alla base le fondamenta. Leggere i documenti che queste organizzazioni rilasciano, è sinceramente penoso. Ma sarebbe un discorso estremamente lungo da fare e certamente off-topic rispetto a questo...
Quote:
Moneta
A fronte di 67 firmatari della lettera di protesta per l'invito al pontefice sapete quanti sono i docenti e ricercatori (confermati e non) in servizio alla Sapienza? 4709!
Sai quanti gli studenti a fronte di quel manipolo fanatico dei Collettivi??? Si dice oltre 180mila... ;-)
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Vecchio 17-January-2008
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Per la visita del Papa, io penso che invitarlo all’apertura dell’anno accademico possa pure sembrare strano ma dato che siamo (dovremmo essere) in un paese democratico, si poteva anche organizzare una specie di referendum, sondaggio, schedina, concorso a premio, e tener conto del parere favorevole o contrario di tutti quelli che formano La Sapienza (studenti e docenti).
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Vecchio 17-January-2008
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Ho spezzato la discussione in due parti.
Per un mio errore è andato perduto il mio primo messaggio e quello di Karl, ma credo che non si perda il senso degli interventi
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Vecchio 17-January-2008
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Per la visita del Papa, io penso che invitarlo all’apertura dell’anno accademico possa pure sembrare strano ma dato che siamo (dovremmo essere) in un paese democratico, si poteva anche organizzare una specie di referendum, sondaggio, schedina, concorso a premio, e tener conto del parere favorevole o contrario di tutti quelli che formano La Sapienza (studenti e docenti).
Beh non mi sembra che il rettore faccia delle scelte secondo democrazia.
Io ritengo che quei docenti e quegli studenti avessero tutto il diritto di manifestare il loro pensiero, anche sbagliando e di criticare la scelta del proprio rettore.
Far passare il messaggio sui media che al Papa è stato impedito di parlare nell'Università è per me una ennesima prova dell'inesistenza della cosidetta deontologia professionale dei giornalisti.
Nessuno ha riportato il contesto di quella lettera.
Altra sciocchezza è stata quella di dire che si è voluto impedire il dialogo, perché si sapeva benissimo che in quell'occasione non ci sarebbe stato alcun dialogo. Forse il Papa sarebbe stato infastidito dai fischi in mondovisione di alcuni studenti (non è abituato a essere contestato in pubblico e se ne guarda bene dal mettersi nelle condizioni di...)... altro che ragioni di sicurezza... che certi giornalisti avvallino poi certe assurdità del tipo: è stato fatto per evitare scontri di piazza e cose simili, siamo veramente al delirio dell'informazione.
Il Papa e la Chiesa cattolica sono omnipresenti nell'informazione, a scapito di tutte le altre confessioni religiose che in Italia non trovano spazio, se non per essere criticate e denigrate (ho assistito qualche giorno fa ad un allucinante servizio del Tg2, che ora sta superando il Tg1 quanto a presenza della chiesa cattolica e a partigianeria, dove si era andati a pescare un paese del Marocco credo, dove era stata richiesta la chiusura di 2-3 moschee perché "facevano troppo rumore" e infastidivano i cittadini... con interviste a tipi che dicevano che la chiusura era giusta perché bisognava accorpare i richiami alla preghiera in determinati orari. Poco prima era passato un lungo servizio dove si esaltava la scelta di un giorno preciso per la preghiera collettiva contro gli atti di pedofilia dei sacerdoti... credo che alle vittime interessi di più vederli trattati come criminali e non come peccatori in una sostanziale impunità).

E poi Simone, non è l'Europa e l'Onu che si stanno coalizzando contro la Chiesa Cattolica, è l'Italia che firma trattati internazionali e poi regolarmente non li attua. Prima o poi i nodi verranno al pettine, e i cittadini italiani dovranno decidere se vivere in un paese clericale o in un paese laico, dove nessuna parte impone ad un altra l'abolizione di un diritto.

Sulla questione Galileo, il punto non è ovviamente dire se è stato arso vivo o torturato (e su questo se ne potrebbe discutere), ma le motivazioni di quel processo, che il papa ha giustificato e continua a giustificare adducendo che in quel contesto era "razionalmente" giusto processare Galileo.
Processare non significava allora acqua di rose, ma contringerlo all'abiura, e impedire ogni manifestazione libera del pensiero in tal senso... magari c'è chi rimpiange l'Inquisizione e tutto quello che ha significato.
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Vecchio 17-January-2008
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Innanzitutto: grazie Ivan di aver spezzato la discussione! Era proprio il caso.

Cerchiamo di essere lucidi e sereni e non valutare il "caso" adeguandoci al tipo di informazione che gira attualmente.

1. In Italia, e lo dico da cattolica professante, l'influenza della Chiesa è talvolta eccessiva. Lo Stato dovrebbe essere una cosa, la Chiesa un'altra. E questo non per utilizzare formule tipo "libera Chiesa in libero Stato" che mi sembrano lasciare il tempo che trovano. Lo Stato deve tutelare la libertà di espressione di tutti i cittadini, qualsiasi sia il loro credo religioso, se ce l'hanno, o le loro opinioni (ovvio: non si accettano inviti all'omicidio e al terrorismo, ça va sans dire!). Credo che secoli di guerre di religione in Europa dovrebbero averci insegnato un po' di tolleranza reciproca.

2. La Chiesa ha il diritto/dovere di richiamare i suoi membri, laici e religiosi, all'osservanza di alcuni principi. Ma gli stessi membri devono essere consapevoli del fatto che non possono imporre quegli stessi principi a chi non crede o ha religioni differenti.

3. Su questioni che toccano la coscienza individuale, come aborto, eutanasia, questioni di etica, è naturale che si aprano dei dibattiti. Non altrettanto naturale è che i dibattiti siano strumentalizzati a fini politici e che diventino l'occasione per arroccarsi in affermazioni di parte. E non trovo giusto che la religione diventi un'arma nella lotta partitica.

4. Anche all'interno della Chiesa esistono delle voci discordanti sul tipo di pastorale scelto da Benedetto XVI. Ivan citava Martini (grande!), ma consiglierei a tutti di andarsi a sentire l'intervista di qualche tempo fa rilasciata a Che tempo che fa da padre Bianchi (nella videoteca sul sito del programma è disponibile la registrazione). Che effettivamente qualche passo indietro rispetto al Vaticano II sia stato fatto, direi che è innegabile.

Ora, per i fatti della Sapienza. Ritengo che l'invito del rettore fosse legittimo. Forse non ha scelto l'occasione migliore, ma poteva fare anche di peggio. Per lo meno non era un'occasione inventata ad hoc.
Legittima la contestazione di alcuni: ribadisco non tutti possiamo sempre essere d'accordo. Forse i toni un po' meno. E sarebbe stato veramente un bene se le famose lettere fossero state riportate per intero in modo da sapere quali fossero i punti decisivi per cui la visita di un papa era ritenuta poco adatta.
Assurde certe manifestazioni generaliste in cui è entrato di tutto un po'.
Pazzesco il caso montato.
Chi protestava ha dato occasione di creare un martire (strano: credevo che i martiri fossero quelli che muoiono per la fede, non chi non va a tenere una conferenza perchè c'è il rischio di qualche fischio e del lancio di pomodori... O).
Il contestato tacendo ha ottenuto molta più risonanza per il suo messaggio che se avesse parlato.

Ha vinto la laicità? Ma facciamoci il piacere! Ha vinto la stupidità. E di nuovo, in Italia, ha vinto la minoranza che urla per farsi sentire, non la maggioranza che vorrebbe dialogare e capire. Sarei curiosa di sapere a quanti fra docenti, ricercatori, studenti non interessava nulla di questo famigerato invito e a quanti invece faceva piacere.

Per conto mio sono convinta che Giovanni Paolo II, che di diplomazia e comunicazione ne capiva di più, sarebbe andato lo stesso, si sarebbe preso i suoi fischi, avrebbe abbozzato e via. :wink:

P.S.
Sono sicura di aver omesso qualcosa o di aver scritto in modo sbagliato qualcos'altro. Perdono. Non sono temi facili da affrontare.
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Vecchio 17-January-2008
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Io ritengo che quei docenti e quegli studenti avessero tutto il diritto di manifestare il loro pensiero, anche sbagliando e di criticare la scelta del proprio rettore.

art.21 della costituzione, ma se vale per loro deve valere pure per gli altri che magari erano favorevoli all'intervento del Papa.


Far passare il messaggio sui media che al Papa è stato impedito di parlare nell'Università è per me una ennesima prova dell'inesistenza della cosidetta deontologia professionale dei giornalisti.

Questa è la più grande verità sulla situazione generale dell'informazione italiana, e noi ci paghiamo pure il canone.


Processare non significava allora acqua di rose, ma contringerlo all'abiura, e impedire ogni manifestazione libera del pensiero in tal senso...

Ricordiamoci che siamo nel 1633, epoca in cui bastava possedere un rimedio contro il mal di testa ed erano dolori, (non di testa).
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Vecchio 17-January-2008
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Ivan
E poi Simone, non è l'Europa e l'Onu che si stanno coalizzando contro la Chiesa Cattolica, è l'Italia che firma trattati internazionali e poi regolarmente non li attua. Prima o poi i nodi verranno al pettine, e i cittadini italiani dovranno decidere se vivere in un paese clericale o in un paese laico, dove nessuna parte impone ad un altra l'abolizione di un diritto.
Dipende di quali diritti parliamo, se di quelli che la gente si inventa la mattina appena si sveglia oppure se quelli che vengono fuori da percorsi di discussione seria e approfondita. Però hai ragione: l'Italia non dovrebbe firmare trattati che poi sa di non poter attuare. È un controsenso... Mi dispiace infine, ma la contrapposizione "clericale" / "laico" appartiene ai superficiali... Appartiene a quelle persone che non accettano ante litteram il dialogo, e partono già dal presupposto che le loro idee e la loro cultura sono superiori...
Troppa confusione in quello che dite tutti quanti... Banalità e spirito corporativo contrapposizionale non rendono giustizia al vostro modo di pensare. Parli di assenza di deontologia professionale nei giornalisti che hanno trattato la vicenda. A me sembra che tu sia il primo a mancare di solide basi informative, ad esempio dici:
ma le motivazioni di quel processo, che il papa ha giustificato e continua a giustificare adducendo che in quel contesto era "razionalmente" giusto processare Galileo.
Avresti la bontà di dirmi dove e quando ciò sarebbe avvenuto? In che occasione e con quali termini?
Seconda cosa: mettiamo il caso che io invito te ad una conferenza sul modo di trasmettere l'archeologia sul web. Un gruppazzo di archeologi scrive una lettera nella quale vieni accusato di peste e corna, e ti viene attribuita una frase falsa e inventata sulla base della quale il tuo intervento viene definito incongruo e mi si chiede di ritirarti l'invito; un altro gruppazzo organizza cortei di protesta (mi spiegate cosa c'entrava il leader dei disobbedienti tra gli studenti della Sapienza?) in grande stile, volti a distogliere l'attenzione sull'evento. Tu in un clima del genere saresti venuto lo stesso a parlare? Saresti venuto a parlare all'interno di un ambiente che per le suddette vicende è stato trasformato in un bunker dove per entrare bisognava avere il permesso della Digos? Quale istituzione al mondo avrebbe permesso ai propri docenti di scrivere una lettera nella quale si chiedeva di impedire al Pontefice di tenere un intervento (dialogatorio o meno che fosse l'evento)? Cioè, se devono intervenire terroristi come Adriano Sofri oppure Renato Curcio, tutto va bene, grandi uomini intellettuali; se deve intervenire il Papa non va bene, perché è oscurantista e retrogrado. E lo si giudica tale non perché si abbia letto il suo intervento, ma sulla base di un riferimento falso e inventato e sul pregiudizio che il cattolicesimo sia tale... E questa la chiami deontologia professionale? [-X
Non commento il resto non perché sia d'accordo, tutt'altro, ma semplicemente perché se apriamo troppi fronti poi non si capisce più nulla...
Quote:
Moneta
Per conto mio sono convinta che Giovanni Paolo II, che di diplomazia e comunicazione ne capiva di più, sarebbe andato lo stesso, si sarebbe preso i suoi fischi, avrebbe abbozzato e via.
GPII andò, e ringraziò i fischi di contestazione perché resero rumorosa la sua accoglienza. Humor polacco se vogliamo. Ma era un'altra occasione, che non fu preceduta da una lettera nella quale i professori chiedevano espressamente di ritirare l'invito a lui rivolto perché la sua presenta veniva giudicata "incongrua". Incongrui saranno loro, e anche un po' fanatici... Per favore non mettiamo sullo stesso piano momenti ed eventi diversi. La critica è accettabile ma quando fondata e costruttiva: a me sembra che molti cattolici non conoscano minimamente chi sia Ratzinger. E il fatto che il mondo intellettuale serio guardi a lui come un interlocutore di grande cultura, conferma questa mia impressione. Il CVII è stato un grande momento di aggiornamento, ma ciò non significa che oggi non si possa dire che tutto ciò che è scritto in quei documenti sia giusto e corretto, né tanto meno si può affermare che ripristinare antiche tradizioni significhi tornare indietro. Liberi tutti di pensarlo, libero io di ritenere questo pensiero infondato...
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archeologo
Processare non significava allora acqua di rose, ma contringerlo all'abiura, e impedire ogni manifestazione libera del pensiero in tal senso...
=;
Dimmi archeologo, tu hai una vaga idea di chi abbia processato Galilei e per quale motivo è stato processato? L'oggettività degli eventi storici deve necessariamente precedere una loro valutazione e non può essere disgiunta dalla mentalità e dai comportamenti del tempo (cosa che insegnava un certo J. Le Goff), per altro condizionata dal background culturale di chi effettua la valutazione (come i filosofi della scienza insegnano)... Ed io ho sempre ritenuto un banale quanto sciocco e superficiale errore processare la storia sulla base delle conquiste successive. Vorrei che fossi molto sincero e mi rispondessi sulla base di quelle che sono le tue attuali conoscenze, non sulla base di quello che leggerai su internet... Possibilmente cercando di non fraintendere quello che ho detto, che è semplicemente una questione di metodo, non un giudizio (positivo o negativo) sull'evento in sé... :wink:
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E' proprio quello che volevo dire io Simone82, solo che volevo citare il pensiero di Ivan e invece ho dovuto riscriverlo, perchè non ho capito come di devo fare (che bestia che sono).

(Ivan)
Processare non significava allora acqua di rose, ma contringerlo all'abiura, e impedire ogni manifestazione libera del pensiero in tal senso...

(Io)
Ricordiamoci che siamo nel 1633, epoca in cui bastava possedere un rimedio contro il mal di testa ed erano dolori, (non di testa).

(aggiungo per spiegare meglio il mio pensiero):
Quindi figuriamoci Galileo che con le sue idee rivoluzionerà il mondo.

Concordo con te al 100%
(Simone82)
Ed io ho sempre ritenuto un banale quanto sciocco e superficiale errore processare la storia sulla base delle conquiste successive.

saluti.
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