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| Discussioni generiche su Archeologia-Lavoro Discussioni generiche sulle opportunità di lavoro offerte dall'archeologia e prospettive di imprenditorialità nel settore. |
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30-January-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Rob.erta
Vorrei conoscere (se non sono nopportuna) il metodo con cui alphatauri sia riuscita ad avere contatti di lavoro. . . . Vorrei chiedervi se conoscete dei campi di scavi archeologici attivi in questo periodo.
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Intanto riporto un vecchio Link che ci aveva suggerito Ivan in una simile discussione, col quale è possibile ricercare aziende commerciali in giro per l'Italia.
infoimprese.it
Poi continuo a ripetere: associatevi ragazzi, associatevi fra di voi: non ci sono percorsi già pronti nè colpi di fortuna, associatevi per tutelare i vostri interessi e per cercare di migliorare le cose.
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30-January-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2006
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Quote:
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Già, ma non nel senso che uno è costretto a fare sempre e solo il volontario. Invece nel senso che se si alimenta e si diffonde capillarmente il "senso civico" nei confronti del Bene Culturale, la tutela archeologica diventa nel giro di poco tempo una azione politicamente imprescindibile.
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Infatti l'associazionismo di tipo volontario dovrebbe essere un terreno dove fare le prime esperienze e dovrebbe magari affiancare il proprio iter di studi e poi la propria attività lavorativa.Purtroppo in un contesto come quello in cui vivo, dove ad esempio il servizio civile viene visto solo come breve alternativa alla disoccupazione, è molto difficile trovare giovani pronti ad un tipo di associazionismo che non abbia alle spalle partiti politici o organizzazioni pronte a promettere il ricercatissimo "posto di lavoro".Questo sia nel campo del volontariato che nell'ottica della creazione di nuove realtà lavorative come appunto in campo archeologico, e in generale in campo turistico.
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30-January-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jan 2007
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Grazie Mdd il link mi è stato molto utile. 
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31-January-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2006
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Rispondo volentieri a chi ne ha fatto richiesta! Appena laureata (ma avrei dovuto farlo da prima) ho iniziato a cercare i contatti delle imprese che gestiscono servizi per l'archeologia e a inviare/consegnare il mio curriculum. Di solito sono rintracciabili presso le Soprintendenze, o utillizzando motori di ricerca, ma soprattutto banche dati (all'epoca anch'io ho usato-e tutt'ora ritengo utile- www.infoimprese.it) Poi, dopo un anno finalmente una grossa società mi ha contattato: è stata un'esperienza breve, ma molto formativa. Dopodichè la ricerca è ricominciata! E non si ferma nemmeno nei periodi in cui lavoro, sempre volta al meglio!
Ultima Modifica di alphatauri : 31-January-2007 00:41.
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31-January-2007
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Io sono disponibile a darvi una mano. Che cosa credete che possa aiutarvi (lato domanda)? O meglio che cosa vorreste da un sito internet per venire incontro al problema ricerca lavoro?
Se vi interessa discuterne, posso aprire un thread.
Giro la richiesta anche a Mdd e ad altri operatori del settore, per capire anche le esigenze dal loro punto di vista (lato offerta).
ciao
Ivan
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La tua Firma per la proposta di referendum per l'abrogazione del "lodo Alfano"
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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31-January-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
ivan
. . . capire anche le esigenze dal loro punto di vista (lato offerta).
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Non so, forse la primissima cosa potrebbe essere quella di trovare un modo per capire un po' tutti quali siano i "requisiti qualificanti".
La quasi totalità dei curricola che arrivano nelle aziende di solito sono ridondanti di elementi inutili e praticamente sempre rimane in dubbio quale sia la competenza tecnica del giovane collega (anche solo teorica, non è questo il punto).
E dico questo ribadendo che da parte delle Università non c'è la minima preoccupazione per il problema.
Capita così che da parte delle ditte (escluso il discorso di quelle "schiavistiche" nelle quali conta solo fare numero, perchè ci sono anche quelle), nelle ditte soprattutto medie e piccole intendevo, si faccia una fatica del demonio a trovare un collaboratore in più quando serve e anzi tendenzialmente si cerca di non averne bisogno tenendosi stretti stretti quelli di sempre.
In passato provavo a chiedere una buona conoscenza -anche solo teorica- degli standard operativi MoLAS, ma ci ho rinunciato perché non ho mai visto altro che occhioni sgranati; eppure è l'ABC.
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31-January-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
Mdd
Non so, forse la primissima cosa potrebbe essere quella di trovare un modo per capire un po' tutti quali siano i "requisiti qualificanti".
La quasi totalità dei curricola che arrivano nelle aziende di solito sono ridondanti di elementi inutili e praticamente sempre rimane in dubbio quale sia la competenza tecnica del giovane collega (anche solo teorica, non è questo il punto).
E dico questo ribadendo che da parte delle Università non c'è la minima preoccupazione per il problema.
Capita così che da parte delle ditte (escluso il discorso di quelle "schiavistiche" nelle quali conta solo fare numero, perchè ci sono anche quelle), nelle ditte soprattutto medie e piccole intendevo, si faccia una fatica del demonio a trovare un collaboratore in più quando serve e anzi tendenzialmente si cerca di non averne bisogno tenendosi stretti stretti quelli di sempre.
In passato provavo a chiedere una buona conoscenza -anche solo teorica- degli standard operativi MoLAS, ma ci ho rinunciato perché non ho mai visto altro che occhioni sgranati; eppure è l'ABC.
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Mi voglio collegare al tuo discorso dicendo che, a parer mio, la preparazione universitaria è totalmente inadeguata. Con questo intendo dire che il neolaureato in archeologia si trova completamente impreparato ad affrontare il mondo del lavoro, nello specifico quello dei beni culturali. Lo studente che si illude di vivere di sola archeologia sul campo (lo scavo) una volta finiti gli studi si troverà veramente senza cartuccie in canna o, almeno, avrà delle grosse diffilcoltà a trovare un'impiego. Aggiungerei inoltre che le università non offrono neanche una grande preparazione tecnica allo scavo, in quanto, il più delle volte, lo studente tirocinante, viene confuso con l'operaio specializzato e perciò svolge prevalentemente lavoro di manovalanza (questo l'ho provato sulla mia pelle). Secondo me quindi la nuova generazione di archeologi se vuole occuparsi di archeologia lo deve fare in modo diverso. Con questo intendo: scuole di archeologia sperimentale rivolte alla didattica, organizzazione di mostre o eventi finalizzati alla promozione del patrimonio archeologico, creare delle cooperative private partecipando agli appalti delle amministrazioni pubbliche, ecc. In poche parole crearsi una figura di archeologo/imprenditore... e a questo l'università non ci prepara assolutamente.
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31-January-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
Mdd
In passato provavo a chiedere una buona conoscenza -anche solo teorica- degli standard operativi MoLAS, ma ci ho rinunciato perché non ho mai visto altro che occhioni sgranati; eppure è l'ABC.
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Purtroppo mi accodo agli "occhioni sgranati". Sinceramente non ne ho mai sentito parlare. Ci fai sapere di che si tratta?
P.S.: un po' mi vergogno, visto che hai detto che è l'ABC :-)
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31-January-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Nov 2006
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Un saluto a tutti gli utenti di questo forum
E' la prima volta che mi collego e quindi sono un pò spaesato ma volevo partecipare a questa discussione. Premetto che sono diversi anni che sto cercando, con notevole testardaggine, una via più o meno sicura all'interno della struttura universitaria tenendo però anche contatti esterni. fatta tutta la trafila post laurea, dottorato compreso e numerosi cantieri. Su questo mi permetto di variare un pò il giudizio sulla preparazione pratica che ti può (o forse poteva, dato che questa riforma ha appiattito molto le competenze), l'università; personalmente ritrngo di aver ricevuto una buona preparazione metodologica dal punto di vista pratico. E' ovvio non si può essere bravi stratigrafi, ottimi ceramologi, ottimi storici dell'arte, ottimi storici, ecc. tutto insieme ma se ti insegnano una metodologia si è in grado di impostare una ricerca correttamente.
La situazione lavorativa effettiva (ovvero soldi in tasca alla fine del lavoro) anche nel centro nord è tragicomica. io sto a Pisa e viviamo in un paradosso continuo ove tutto è affidato alla buona volontà e alla disponibilità del professore di turno per non parlare dei veti incrociati dovuti alle antipatie personali all'Università e fra i vari enti. Una delle poche cose di cui mi sono reso conto è che, purtroppo, i soldi ci sono ma vengono gestiti in modo allucinante. Il lavoro 'esterno' (coop e simili) comporta un ovvio adattamento a condizioni diverse da quelle del lavoro di ricerca: la mia fidanzata è più di un anno che lavora in sorveglianze & scavi per cantieri edili ed è giunta a punti che di quello che fa non gli importa più nulla dal punto di vista sostanziale...il cantiere ha dei tempi finanziari e produttivi che non collimano mai con quelli archeologici.
Scusate la prolissità forse dovuta all'età ma avevo voglia di partecipare alla discussione e forse l'ho fatto in modo un pò confuso ma grazie dell'attenzione
hellblazer
P.S.
Anch'io mi accodo...che %&%& sono gli standard operativi MoLAS?
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31-January-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
hellblazer
Un saluto a tutti gli utenti di questo forum
E' la prima volta che mi collego e quindi sono un pò spaesato ma volevo partecipare a questa discussione. Premetto che sono diversi anni che sto cercando, con notevole testardaggine, una via più o meno sicura all'interno della struttura universitaria tenendo però anche contatti esterni. fatta tutta la trafila post laurea, dottorato compreso e numerosi cantieri. Su questo mi permetto di variare un pò il giudizio sulla preparazione pratica che ti può (o forse poteva, dato che questa riforma ha appiattito molto le competenze), l'università; personalmente ritrngo di aver ricevuto una buona preparazione metodologica dal punto di vista pratico. E' ovvio non si può essere bravi stratigrafi, ottimi ceramologi, ottimi storici dell'arte, ottimi storici, ecc. tutto insieme ma se ti insegnano una metodologia si è in grado di impostare una ricerca correttamente.
La situazione lavorativa effettiva (ovvero soldi in tasca alla fine del lavoro) anche nel centro nord è tragicomica. io sto a Pisa e viviamo in un paradosso continuo ove tutto è affidato alla buona volontà e alla disponibilità del professore di turno per non parlare dei veti incrociati dovuti alle antipatie personali all'Università e fra i vari enti. Una delle poche cose di cui mi sono reso conto è che, purtroppo, i soldi ci sono ma vengono gestiti in modo allucinante. Il lavoro 'esterno' (coop e simili) comporta un ovvio adattamento a condizioni diverse da quelle del lavoro di ricerca: la mia fidanzata è più di un anno che lavora in sorveglianze & scavi per cantieri edili ed è giunta a punti che di quello che fa non gli importa più nulla dal punto di vista sostanziale...il cantiere ha dei tempi finanziari e produttivi che non collimano mai con quelli archeologici.
Scusate la prolissità forse dovuta all'età ma avevo voglia di partecipare alla discussione e forse l'ho fatto in modo un pò confuso ma grazie dell'attenzione
hellblazer
P.S.
Anch'io mi accodo...che %&%& sono gli standard operativi MoLAS?
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Capisco il tuo intervento in favore dell'università... ma in quanti anni hai acquisito questa buona preparazione tecnica? Ponendo che uno studente si laurea e specializza (se in corso con gli studi) in circa sei sette anni, a quante campagne di scavo può partecipare? Di norma una all'anno della durata di circa un mese. Poniamo anche il caso che la qualità del "tirocinio" non è il massimo in quanto lo studente viene sfruttato come manovale. Vedi bene che in una situazione di tal genere preparazione tecnica allo scavo non sarà delle migliori.
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31-January-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Cribbio, io avevo risposto, ma il post è sparito dopo una interruzione del server.
Vabbé, riprenderemo un'altra volta.
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31-January-2007
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Purtroppo ci sono alcuni problemi sul server. La prossima settimana effettuerò un trasferimento su una macchina in grado di reggere un traffico maggiore. Mi scuso per l'inconveniente.
Con il pulsante back del browser dovresti riuscire a recuperare il testo che avevi scritto prima dell'invio.
ciao
Ivan
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La tua Firma per la proposta di referendum per l'abrogazione del "lodo Alfano"
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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31-January-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2006
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Il Molas non è il Museum of London???
So, da studentessa alle prime armi, che fa delle pubblicazioni davvero interessanti, ma niente di più...
E sempre da profana vi dico un'altra cosa: avete tutti ragione, ma: con chi ci associamo?dove andiamo? chi ci informa su come muoverci? io ogni volta che incontro qualcuno più informato di me lo subisso di domande, ma non sempre la gente è disponibile a rispondere!
Ci vorrebbe qualcosa di più serio...
Mentre scavavo a Roma si è presentata sullo scavo una tizia della CGL per parlare con gli archeologi dei loro diritti, ma noi studenti non siamo stati "accolti" per ascoltare questa conversazione...
Aggiungo che studio a Lecce, faccio la guida Turistica e da settembre credo che prenderò la Specialistica a Roma.
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I' ve seen much of the rest of the world. It is brutal and cruel and dark. ROME is the LIGHT! The Gladiator
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31-January-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jan 2007
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Accidenti! ;-) Proprio adesso che Mdd aveva risposto al quesito del Molas.
Comunque è vero come dice Cibele che chi vuole intraprendere questo lavoro è completamente spaesato. Non a caso ci incontriamo tutti qui ad esprimere le medesime problematiche proprio perchè è uno dei pochissimi punti di riferimento dove possiamo acquisire informazioni e confrontarci con altre esperienze. E' importantissimo sapere quel'è la strada da percorrere, capire quali sono i modi per venire a contatto con nuove opportunità di lavoro.
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