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Discussioni generiche su Archeologia-Lavoro Discussioni generiche sulle opportunità di lavoro offerte dall'archeologia e prospettive di imprenditorialità nel settore.


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  #16 (permalink)  
Vecchio 29-October-2007
L'avatar di  Psalm
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salve...sono nuova del forum. mi chiamo zoe e frequento la scuola di specializzazione di Catania. attualmente sto preparando i cinque esami di fine I anno. volevo render nota la mia esperienza, innanzitutto concordando con quanti esprimono una certa insoddisfazione dell'organizzazione delle scuole di specializzazione: poche esperienze sul campo, lezioni che spesso riprendono i programmi universitari, ecc... ma posso dire che il fatto di avere nolta più autononmia rispetto agli anni universitari ti fa crescere molto. le cose sono due: o ti dai da fare (organizzando i tuoi studi, le tue esperienze lavorative, approfondendo le tue conoscenze) oppure non cogli gli imput che la scuola può darti e ti adagi. una cosa è certa, ci vuole tanta passione e costanza...
Nella mia esperienze personale ho visto che però anche nella specialistica si può avere molta autonomia...gli esami cadono nettamente in secondo piano se ci sono altri lavori da fare! Dipende dalle esperienze, dalle conoscenze e specialmente dai casi fortuiti!
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  #17 (permalink)  
Vecchio 29-October-2007
L'avatar di  Psalm
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grazie...è bello avere un pò di incoraggiamento! Tutti mi sconfortano!:sad:

...cmq...se hai ancora contatti cn questa tua amica....puoi farmi sapere cm ha fatto? Dalle mie parti nn ho ancora incontrato nessuno che partecipi a progetti al di fuori dell'archeologia classica....

se riesci a farmi sapere qualcosa di sarò riconescente per tutta la vita!!O
Guarda se non sbaglio era il prof Andera Drusini ( c'e' pure una sua homepage andrea drusini :: antropologo ).. questa mia amica aveva fatto una tesi con lui e da li ha fatto un'estate in sud america in un sito dove il prof partecipava. Ovviamente e' un investimento di tempo e capitale ma credo sia uno dei modi migliori per introdursi. Adesso questa mia amica si è iscritta all'università li'...vedi...puo' funzionare
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  #18 (permalink)  
Vecchio 29-October-2007
AI magister
 
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Ok Psalm,
ma mi sembrava che si stesse valutanto l'utilità della specializzazione. E il dottorato, scusa se te lo dico per esperienza, non ti porta a nulla! A meno, ovviamente, di avere già solidissimi agganci in università e di avere la fortuna sfacciata di essere le persona di cui c'è bisogno (non necessariamente le più competente o migliore) al posto giusto al momento giusto.
E allora, visto e considerato che non è possibile scavare in eterno perchè è uno dei lavori più usuranti possibili e che in teoria dovrebbe esserci più possibilità di lavoro nella pubblica amministrazione (non ci sono solo i soprintendenti, ma anche per fare gli ispettori è necessaria la specializzazione), perchè chiudersi una porta? oltre tutto: se hai incontrato funzionari incompetenti non credi che sia meglio preparare delle persone capaci in modo da poterli sostituire?
Segnalo due cose: durante il dottorato non vengono assolutamente fornite indicazioni in merito alla legislazione sui Beni Culturali. Invece, Legislazione è una delle materie obbligatorie della Scuola di Specializzazione (e in qualsiasi concorso pubblico, per soprintendenza ma anche per musei, c'è una prova relativa alla legislazione). Magari è utile anche per chi pensa di scavare per tutta la vita sapere in che quadro normativo ci si muove.
Secondo: durante la Specializzazione, in teoria ma questo dipende molto dalla scuola a cui ci si iscrive, c'è la possibilità di confrontare approcci metodologici diversi (archeologia classica ma anche medievale, fenicio-punica, preromana etc. per non parlare delle materie dell'area tecnica che vengono sempre utili: metodologia di scavo, disegno, restauro...) mentre nel dottorato questo non c'è: ti occupi solo di un argomento di cui scegli tu, in accordo con i tuoi tutors (che frequentemente ne sanno meno di te del tuo argomento di ricerca), il taglio metodologico, spesso senza avere idea di possibili altri metodi per affrontare la questione. Siamo sicuri che certi strumenti interpretativi propri, ad esempio, dell'archeologia preromana non possano venir utili per analizzare e comprendere evidenze romane? Francamente non lo penso! Oppure credi che si possa comprendere l'altomedioevo senza sapere nulla dell'impero romano? Spiacente: io sono contraria ai compartimenti stagni fra le materie perchè portano a scrivere (e insegnare) come verità delle opinioni molto opinabili.

Chiudendo: la specializzazione è utile non tanto per quello che ti da, ma per quello che le chiedi e riesci a prenderti!!! Certo che se ti accontenti di andare a lezione e di imparare a memoria quello che i docenti riescono a raccontare in 10-20 ore....
Il dottorato è un passo in più, ma è un passo che va fatto solo se la ricerca diventa una malattia, non come un qualcosa che ti darà un posto un domani, perchè in tal caso è meglio risparmiare tempo e fatica.
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  #19 (permalink)  
Vecchio 31-October-2007
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Non ho letto tutta la discussione ma dico solo una cosetta. L'archeologo lo fa il campo, l'esperienza, la cultura e l'intelligenza (servono scuole solo per il nostro sistema bacato).
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  #20 (permalink)  
Vecchio 31-October-2007
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Non ho letto tutta la discussione ma dico solo una cosetta. L'archeologo lo fa il campo, l'esperienza, la cultura e l'intelligenza (servono scuole solo per il nostro sistema bacato).
....esatto..
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  #21 (permalink)  
Vecchio 31-October-2007
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Non ho letto tutta la discussione ma dico solo una cosetta. L'archeologo lo fa il campo, l'esperienza, la cultura e l'intelligenza (servono scuole solo per il nostro sistema bacato).
Sorry, non sono d'accordo. Se la Laurea non fa l'archeologo, è anche vero che scavare senza capire che accidente si sta scavando e senza sapere che certe particolari situazioni (tombe, depositi votivi, depositi di fondazione,....) richiedono una documentazione e un'attenzione diversa da strati di accrescimento fa più danni di quanto si immagina.

Lo scavo si capisce solo se ci si pongono le domande giuste. Altrimenti è un'operazione meccanica che rischia di compromettere le informazioni e di buttare via molti utili dati.
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  #22 (permalink)  
Vecchio 31-October-2007
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è anche vero che scavare senza capire che accidente si sta scavando e senza sapere che certe particolari situazioni (tombe, depositi votivi, depositi di fondazione,....) richiedono una documentazione e un'attenzione diversa da strati di accrescimento fa più danni di quanto si immagina.
Nessuno qui ha detto il contrario mi pare..il fatto è che questa "documentazione e attenzione diversa" non la troverai in una scuola.. ma te la farai tu un poco alla volta progetto dopo progetto, siano questi legati o meno da una scuola.

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Lo scavo si capisce solo se ci si pongono le domande giuste. Altrimenti è un'operazione meccanica che rischia di compromettere le informazioni e di buttare via molti utili dati.
E tu meglio di me sai che il miglior modo per imparare a fare tutto questo è lavorare a lungo con persone ben qualificate. E queste si trovano sia dentro che fuori da una scuola.

La scuola non è di per se inutile, ma quello che si trova li lo si può trovare anche al di fuori con altre modalità, senza pagare e venendo pagati ( talvolta ).
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  #23 (permalink)  
Vecchio 31-October-2007
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Siamo su posizioni molto diverse, probabilmente derivate da esperienze diverse. Francamente io ho imparato molto di più a "scuola" che su cantieri di scavo in cui lavoravo con la ruspa (non solo metaforicamente) dietro le spalle. E con un adeguato bagaglio di informazioni, si scava con una consapevolezza diversa (e senza dover aspettare di sbagliare, prima di imparare qualcosa di nuovo).
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  #24 (permalink)  
Vecchio 31-October-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Secondo me dei buoni studi accademici sono indispensabili per fare un buon Archeologo.
Non credo che la semplice "esperienza sul campo" sia sufficiente ad insegnare.

A mio personale parere e secondo la mia esperienza, il problema è però che la quasi totalità degli insegnamenti universitari di Archeologia, delle Scuole e dei Master è in Italia in questo momento di livello assolutamente insoddisfacente, anzi vergognosamente inaccettabile.

Al punto che, di fatto, persino con la sola esperienza può capitare che ci si prepari meglio che con gli insegnamenti universitari italiani.

Ma questa non è una bella notizia, e non è una cosa che dobbiamo considerare normale, e soprattutto non è una cosa che dobbiamo permettere che si protragga nel futuro.

Opinione personale.
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  #25 (permalink)  
Vecchio 31-October-2007
L'avatar di  Lola
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Quoto in pieno Mdd!!!
La preparazione accademica e l'esperienza in campo sono due aspetti assolutamente complementari; la vita dell'archeologo è fatta sia di interventi di emergenza sia di scavi sistematici la cui comprensione è legata anche alla preparazione sui libri! Uno scavo non è solo strati, è anche strati, ma ci sono anche reperti come monete, iscrizioni, ceramica....
Ed è anche vero che oggi la preparazione accademica è vergognosa, io noto una differenza tra me e quanti si laureano ultimamente, e io mica mi sono laureata decenni fa, ma solo 5 anni fa! Con 'sto discorso dei crediti e della prima laurea, i ragazzi - non tutti, ovviamente - si limitano a raggiungere i crediti che servono loro e la tesi, è diventata tesina!!!!!!!!!!!! Infine, la preparazione non deve essere limitata ai testi che sono consigliati....se io mi fossi limitata a studiare quei "vecchiumi" di testi consigliati, non conoscerei un po' di cose....e ancora devo imparare tanto!!!!
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  #26 (permalink)  
Vecchio 31-October-2007
L'avatar di  MarcelloS
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Lola Visualizza Messaggio
Quoto in pieno Mdd!!!
La preparazione accademica e l'esperienza in campo sono due aspetti assolutamente complementari; la vita dell'archeologo è fatta sia di interventi di emergenza sia di scavi sistematici la cui comprensione è legata anche alla preparazione sui libri! Uno scavo non è solo strati, è anche strati, ma ci sono anche reperti come monete, iscrizioni, ceramica....
Ed è anche vero che oggi la preparazione accademica è vergognosa, io noto una differenza tra me e quanti si laureano ultimamente, e io mica mi sono laureata decenni fa, ma solo 5 anni fa! Con 'sto discorso dei crediti e della prima laurea, i ragazzi - non tutti, ovviamente - si limitano a raggiungere i crediti che servono loro e la tesi, è diventata tesina!!!!!!!!!!!! Infine, la preparazione non deve essere limitata ai testi che sono consigliati....se io mi fossi limitata a studiare quei "vecchiumi" di testi consigliati, non conoscerei un po' di cose....e ancora devo imparare tanto!!!!
Ma vedi che secondo me si sbaglia a paragonare la tua laurea quadriennale con la odierna triennale. Il percorso formativo, sopratutto nel nostro campo, non può fermarsi di certo solo ai primi tre anni ma deve continuare con la specialistica che permette di raggiungere il livello di una laurea vecchio ordinamento. Se il tuo paragone si riferisce ai laureati della triennale allora mi sembra logico che tu noti un certo, e veritiero, gap formativo.
In quest'ottica mi sembra normale che la tesi triennale si riveli una mera formalità, una tesina (come giustamente scrivi) di metà percorso.

Son d'accordo invece sull'ultima parte del tuo post.
__________________
"E' come se ci fosse la Spada di Damocle, basta uno con l'accendino e ti cade in testa" (Jo Jo)
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  #27 (permalink)  
Vecchio 31-October-2007
L'avatar di  Lola
AI gens
 
Data Registrazione: May 2007
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Non voglio confrontare la mia laurea con le triennali, ho fatto l'esempio della tesi dei tre anni senza precisare che il gap formativo lo noto anche quando hanno studiato per i due anni successivi...mea culpa ....la cosa triste, veramente triste, la noto in quelle persone che si sono laureate, fuori corso, con il vecchio ordinamento ma spesso studiando i "nuovi" programmi, sorvolando così su tantissime cose...e magari non fanno attenzione ai termini che usano, ritenendo di poter usare definizioni come "ceramica a vernice nera" intendendo lo stile a figure nere....
Quindi, non è un problema esclusivamente legato al nuovo ordinamento...
La verità, come ho scritto alla fine, è che noto sempre più una strafottenza nei confronti della preparazione accademica, ma anche nei confronti degli scavi, come se le cose fossero slegate. Ragazzi mi hanno detto che hanno deciso di dare le materie, utilizzando i testi obsoleti, senza approfondire così da laurearsi il più presto possibile (ma sempre 3/4 anni fuori corso!!) e di dedicarsi agli scavi dopo la laurea......avendo, però, la presunzione di poter lavorare come "archeologi"! E altri hanno preferito scavare trascurando la formazione...
Dovremmo cercare di far passare il messaggio che sono importanti entrambe le cose, e come ha detto più volte Mdd, non si può pensare di lavorare in questo campo a 30 se non si è mai scavato....come non si può pensare di essere bravi archeologi se non si è in grado di capire fino in fondo quanto ci si trova davanti!!! L'US dobbiamo saperla compilare, ma anche la RA è importante....spero, stavolta, di essemi meglio spiegata
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  #28 (permalink)  
Vecchio 31-October-2007
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AI senatus
 
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Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Scusate se mi intrometto senza cognizione di causa (La mia laurea, in lettere classiche, non in archeologia, risale a prima del diluvio), ma ritengo che in ogni professione contino sempre tre elementi: una buona cultura di base, una fondata formazione teorica ed una pratica sotto una buona guida. A questo dovrebbero aggiungersi curiosità, apertura mentale, senso critico, volontà di apprendere e un certo coraggio.
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #29 (permalink)  
Vecchio 12-November-2007
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Messaggi: 26
Exclamation specializzazione a Bologna

Anch'io dopo la laurea in archeologia (vecchio ordinamento) sto pensando se iscrivermi alla scuola di Specializzazione, nel mio caso a Bologna. Per quanto riguarda Bologna il bando non è ancora uscito (uscirà a fine novembre) ma la scuola quest'anno passerà al nuovo ordinamento: quindi sarà di 2 anni invece di 3, per cui io dovrò, nel caso riuscissi ad entrare, recuperare alcuni crediti. La scuola mi interessa, in quanto essendo più libera dell'università, mi permeterebbe di sia di continuare il mio percorso formativo ma anche (e ciò però è lasciato alla libera iniziativa di ognuno) di lavorare, sperimentanto ciò che di nuovo si è appreso ma appunto anche continuando ad impare direttamente sul campo, vero banco di prova. Se ciò abbia un effettivo riscontro lavorativo, e che quindi consenta un miglioramento della mia posizione, faccio molta fatica a dirlo ora ed è per questo che sto soppesando l'idea. Inoltre non possono essere trascurati anche i costi di altri 2 anni di università, almeno per me, che già mi sono pagata buona parte dell'università. Credo che la scuola possa aprire nuove porte, soprattutto vista la riforma, ma sò che non è detto che queste porte conducano effettivamente a qualcosa di concreto, voi che ne pensate?