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| Discussioni generiche su Archeologia-Lavoro Discussioni generiche sulle opportunità di lavoro offerte dall'archeologia e prospettive di imprenditorialità nel settore. |
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03-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Praticamente la Regione ci sta dicendo:
"Caro laureato e specializzato, per te qui è vietato lavorare! Emigra altrove e fatti 24 mesi di contratti con altre soprintendenze, ma mi raccomando, non lavorare con l'università nè con ditte private, se non non vale!"
(se volete questa lettera si può tradurre in sicilano  )
Io sono ancora sotto choc!!!
Ultima Modifica di dizzi : 03-March-2008 14:32.
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03-March-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Feb 2006
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Ciao dizzi, sono incredula.... ma sono usciti fuori di testa? per anni ho pagato le tasse universitarie alla regione, cioè alla stessa "istituzione" che in pratica adesso non riconosce il mio corso di laurea!!! fammi sapere se ci sono novità e a chi possiamo rivolgerci per ostacolare questo provvedimento.
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03-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
dizzi
Ti prego, dimmi: quali sono i riferimenti legislativi che impediscono che cose simili succedano anche nelle regioni a statuto ordinario? ...
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Beh, semplicemente nelle regioni a statuto ordinario (ma credo anche in Friuli e in Valle d'Aosta) la tutela archeologica NON è una emanazione del governo regionale, ma dipende direttamente dagli organi periferici del Ministero nazionale, i quali avranno pure i loro difetti, ma intanto non hanno una libertà di azione così sfacciata (inoltre quasi sempre hanno fondi piuttosto limitati sulla gestione ordinaria e quindi hanno meno la tentazione di muoversi come un puro e onnipotente "ente di spesa" dovendo anzi continuamente mantenere un livello di trasparenza sufficiente a rendere conto degli incarichi e appalti nei confronti del soggetto che si fa carico dell'onere economico; infine più si risale verso il centronord più la figura del singolo Archeologo legato ad un rapporto diretto di precariato nei confronti delle Soprintendenze è sostituito dalle figure appena un po' più digntose degli Archeologi organizzati in ditte commerciali che forniscono servizi "esternalizzati" in maniera almeno un minimo organizzativamente autonoma).
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03-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Si, Mdd, ma quelle che tu descrivi sono prassi (per fortuna virtuose), non norme di legge.
Ci si sta organizzando per fare un ricorso al TAR e tutti i suggerimenti in materia legislativa sono bene accetti.
Grazie a tutti.
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03-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
dizzi
Si, Mdd, ma quelle che tu descrivi sono prassi (per fortuna virtuose), non norme di legge.
Ci si sta organizzando per fare un ricorso al TAR e tutti i suggerimenti in materia legislativa sono bene accetti.
Grazie a tutti.
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Hai ragione, ma personalmente non ci vedo alcun elemento di irregolarità che giustifichi il ricorso.
Secondo me il decretino è inattaccabile da un punto di vista squisitamente giuridico e amministrativo. Ben differente il discorso politico.
Come dicevo già prima secondo me l'unico aspetto che si potrebbe pensare forse di perseguire sarebbe quello di tutelarsi contro l'eventualità che i "fortunati" incaricati dall'Amministrazione subappaltino la prestazione loro richiesta a soggetti terzi privi di quei requisiti così " ad personam" grazie ai quali essi stessi hanno ottenuto l'incarico.
Probabilmente se si ottenesse ciò, prima o poi l'Amministrazione sarebbe costretta a modificare i requisiti non trovando un numero sufficiente di collaboratori per coprire le esigenze.
E comunque anche questa strada non sarebbe tanto facile da percorrere (probabilmente un buon avvocato potrebbe sostenere la natura fiduciaria e non professionale nè tanto meno imprenditoriale dell'incarico, tale da impedire il subappalto a terzi anche solo di parte della prestazione, però poi onestamente non so se funzionerebbe . . .)
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03-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Mdd
Hai ragione, ma personalmente non ci vedo alcun elemento di irregolarità che giustifichi il ricorso.
Secondo me il decretino è inattaccabile da un punto di vista squisitamente giuridico e amministrativo.
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Ma il solo fatto di non considerare la laurea in Conservazione dei BB.CC.AA. del vecchio ordinamento per le attività connesse ai beni archeologici è già una violazione: la laurea suddetta è equipollente a quella in lettere calssiche con indirizzo archeologico per accedere al dottorato e alla scuola di specializzazione quindi anche ai concorsi pubblici.
Poi il risultato del de-cretino sarebbe quello di impedire per legge di maturare nella regione stessa i requisiti necessari ad essere ammessi all'elenco e questo secondo me è in contraddizione con leggi sulle pari opportunità, sul diritto al lavoro, sulla liberalizzazione delle professioni...
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03-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
dizzi
Ma il solo fatto di non considerare la laurea in Conservazione dei BB.CC.AA. del vecchio ordinamento per le attività connesse ai beni archeologici è già una violazione: la laurea suddetta è equipollente a quella in lettere calssiche con indirizzo archeologico per accedere al dottorato e alla scuola di specializzazione quindi anche ai concorsi pubblici.
Poi il risultato del de-cretino sarebbe quello di impedire per legge di maturare nella regione stessa i requisiti necessari ad essere ammessi all'elenco e questo secondo me è in contraddizione con leggi sulle pari opportunità, sul diritto al lavoro, sulla liberalizzazione delle professioni...
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Non mi sembrano argomenti significativi per un ricorso.
Per una azione politica sì, molto anche, ma per un ricorso non direi.
L'Amministrazione cerca dei collaboratori esterni e definisce quali requisiti debbano avere, quali titoli di studio e quali esperienze.
L'equipollenza non mi pare che sia automatica, tanto è vero che dove viene riconosciuta è esplicitata espressamente, poi in realtà lo sappiamo tutti che le figure uscite dai due differenti corsi universitari non sono affatto uguali. E questo non è un concorso pubblico, ma un affidamento fiduciario.
L'Amministrazione cerca collaboratori dei quali fidarsi e li seleziona fra coloro che hanno già collaborato in maniera significativa ed in tempi recenti con l'Amministrazione stessa. Non è mica un istituto di formazione vincolato al diritto allo studio, diamine :???: .
Siamo d'accordo che è un comportamento miope per non dir di peggio, ma questa è una valutazione politica, mentre dal punto di vista della gestione e della buona amministrazione non vedo cosa si possa sindacare :-( .
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03-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Non sono d'accordo Mdd. Sui requisiti hai ragione, la regione può sceglierli come vuole, ma l'equipollenza della laurea in conservazione è sancita dalla legge nazionale, quindi non possono non riconoscerla. L'equipollenze le decide solo il Ministero della Pubblica Istruzione, nessun altro, ed una volta che le ha stabilite, valgono su tutto il territorio nazionale.
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04-March-2008
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Ho letto ora la discussione.
Cerchiamo di fare un punto della situazione, anche per far comprendere a chi legge che cosa sta accadendo.
Provo a riepilogare.
La norma riguarda la creazione di un elenco pubblico (su base regionale - Sicilia) di nominativi che la Regione Sicilia utilizzerà per l'affidamento di incarichi relativi a:
- servizi tecnici di importo non superiore a 100.000 euro
- finanziati dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e Ambientali
- non aventi natura di lavori pubblici.
Per quanto riguarda l'archeologia si individuano 3 categorie:
- Ricerca Studi e Consulenze
I requisiti sono:
a) Laurea vecchio ordinamento (lettere classiche indirizzo archeologico) o laurea classe 2/A del nuovo ordinamento
b) diploma di specializzazione o dottorato di ricerca in archeologia
c) attività in collaborazione con la PA dei BBCC, regionale o statale (o equipollente UE) di almeno 24 mesi negli ultimi 5 anni
d) assenza condizioni di incompatibilità (non le conosco, bisognerebbe verificare quali sono)
Le altre due categorie
- Indagini e Rilevazioni
a) laurea vecchio ordinamento (lettere classiche ind. archeologico) e superamento del primo anno presso una scuola di specializzazione - o - laurea nuovo ordinamento classe 2/A, e segue lista lauree specialistiche
b) il resto idem sopra ma con 12 mesi anzichè 24
- Servizi accessori
a) laurea vecchio ordinamento (lettere classiche ind. archeologico) e superamento del primo anno presso una scuola di specializzazione - o - laurea nuovo ordinamento classe 2/A
b) idem sopra
Mi sembra che il problema sia:
- per i beni archeologici non viene riconosciuta la laurea in Conservazione dei BBCC...
- è richiesta la specializzazione o la frequentazione del primo anno della scuola di specializzazione (per il vecchio ordinamento)
- è richiesta un'esperienza documentabile all'interno della PA di 12-24 mesi entro gli ultimi 5 anni
Vorrei capire come funziona nelle altre regioni italiane.
Qualcuno può sintetizzare la procedura?
Ho letto poi che si parla espressamente di lavori:
- di importo non superiore a 100.000 euro
- esclusione dei lavori pubblici.
Questa delimitazione quale fetta del lavoro in campo archeologico finisce per coprire?
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Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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04-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
leda
. . . L'equipollenze le decide solo il Ministero della Pubblica Istruzione, nessun altro, ed una volta che le ha stabilite, valgono su tutto il territorio nazionale.
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Allora bisogna andare a vedere cosa ha deciso il Ministero dell'Istruzione e dell'Università. Secondo me non ha sancito l'equipollenza assoluta delle due lauree, ma solo l'equipollenza ai fini dell'iscrizione ad un particolare ulteriore livello di studi oppure ai fini di un particolare concorso pubblico.
Qui invece non siamo di fronte nè ad una iscrizione ad un livello di studi nè ad un concorso pubblico, ma semplicemente alla individuazione di un elenco di persone selezionate discrezionalmente per incarichi di fiducia da parte di un Ente pubblico con criteri dichiarati in maniera trasparente (vogliamo chi ha certe lauree e certe specifiche esperienze precedenti con noi, non ci interessano altri).
Odioso, miope, ma a mio parere amministrativamente corretto.
Posso sbagliarmi.
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04-March-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2007
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antefatto
è solo e assolutamente una questione politica....vi racconto l'antefatto so che in fretta e furia, di punto in bianco, l'assessore regionale si è alzato dicendo che si doveva costituire un elenco, il più presto possibile; ha chiamato le parti in causa (ANA, soprintend, università) e si è fatto dare le indicazioni generali per costituire questo benedetto elenco; ha ricevuto le indicazioni, giuste o sbagliate che fossero ma sicuramente diverse da queste.....poi il nulla fino ad oggi!!! C'era e c'è sicuramente macchia!!!! Ovvio,no?
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04-March-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2007
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aggiungo a questo punto: c'è qualche riferimento di legge a cui possiamo appigliarci? almeno quello dell'equipollenza delle lauree? forse c'è qualche speranza col nuovo governo regionale? magari possiamo contestare! Qualcosa, anche se inutile, dobbiamo farla!!
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04-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Ragazzi, la volete una bella notizia? Potete impugnare anche subito il decreto! Infatti è stato commesso un errore madornale: la classe 2/A indicata come equipollente alla laurea in lettere risulta sbagliata, perché si tratta invece della classe 2/S, mentre la A indica le classi di concorso per l'insegnamento e non di laurea. Inoltre con D.M. del 10.06.1998 è stata sancita l'equipollenza totale tra la laurea in conservazione e quella specialista 2/S. Si sono fregati con le loro stesse mani!!!!
Qui ci sono le equipollenze:
http://80.205.208.167/BUR2004//EQUIP...UIPOLLENZE.xls
Qui le classi di laurea e di concorso:
MIUR - Innovazione Scuola - Tecnologie e Amministrazione - I servizi
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04-March-2008
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