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| Discussioni generiche su Archeologia-Lavoro Discussioni generiche sulle opportunità di lavoro offerte dall'archeologia e prospettive di imprenditorialità nel settore. |
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15-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Mar 2008
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sorveglianza archeologica
ciao a tutti...
un paio di domande:
1)in cosa consistono le mansioni di chi svolge sorveglianza archeologica su un cantiere edile?
2)qual è il titolo accademico (laurea triennale, specialistica, specializzazione) che permette di svolgere tale mansione?
3)il lavoro è ben remunerato?
grazie a tutti
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15-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Domande epocali... 
1) chi effettua la sorveglianza archeologica è tenuto a controllare l'eventuale rinvenimento di strutture antiche o di depositi archeologici. In caso di rinvenimento, deve mettere in pratica la metodologia di scavo stratigrafico e redigere documentazione scientifica (diario di scavo, fotografie, rilievo etc), provvedendo all'attivazione delle pratiche idonee a non danneggiare gli oggetti antichi nell'ambito del cantiere edile. Tutto ciò da realizzarsi in stretto contatto con la soprintendenza o con il soggetto privato che è stato delegato dalla soprintendenza all'esecuzione dei lavori.
2) sul titolo accademico da possedere non ci sono precise norme scritte, a quanto so io...
3) non esistono tariffari ufficiali. Di solito la retribuzione è buona se sono in ballo grosse ditte appaltatrici per grandi opere; altrimenti l'archeologo dovrà faticare per conquistare una retribuzione decente.
Senti comunque cosa diranno altri utenti che hanno esperienza in questo settore.
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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15-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Confermo che si tratta di un lavoro piuttosto delicato e in linea di massima piuttosto ben retribuito (in proporzione alla media dei lavori in Archeologia).
Non c'è un titolo di studio preciso, ma la triennale potrebbe essere pochino se non accompagnata da una solida esperienza pratica.
Di solito è un lavoro che viene affidato a persone piuttosto "navigate", oppure a gruppetti di più giovani Archeologi (magari due o tre) mandati ad operare insieme.
Quando viene proposto ad un singolo Archeologo non molto esperto e non particolarmente ben retribuito solitamente significa che c'è la volontà "politica" di non trovare niente. In Italia capita anche questo: affidare l'incarico ad un operatore poco preparato e poco motivato allo scopo di limitare la sorveglianza ad un pro-forma.
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18-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Confermo anch'io quello che è stato detto da dizzi ed mdd. io i primi giorni in cui ho cominciato a fare questo tipo di lavoro ero letteralmente terrorizzata di non riuscire a vedere eventuali evidenze mentre il mezzo meccanico procedeva. Invece quando ci sono è veramente difficile non vederle.... lo scavo poi va fatto con tutti i crismi, nonostante le pressioni del cantiere.....io ho quasi finito il mio lavoro di sorveglianza, abbiamo trovato alcune evidenze di interesse archeologico,in due punti su 15 quindi è andata bene. Anche non trovare niente per l'archeologo resta un dato, però è piuttosto frustante....(metri cubi e metri cubi di terra e tutta la giornata a guardare il nulla col rumore della ruspa....e il ruspista che pensa "ma che fa sta deficiente oltre a farmi scavare in modo assurdo?" -per lui ovviamente)
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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19-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Vabè, ma in archeologia le assenze sono altrettanto significative rispetto alle presenze... :-\"
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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19-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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e' quello che dico anch'io ,ma sono più contenta quando le assenze le documentano persone doverse dalla sottoscritta :-\"
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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19-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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In effetti conosco moltissimi Colleghi ai quali l'attività di "assistenza a scavo meccanico" non piace proprio, anzi credo che la maggior parte di noi in fin dei conti potendo scegliere faccia il possibile per NON farla.
Personalmente a me non dispiace, forse anche perché sono pigro ed è un lavoro che si fa pochissima fatica (basta essere un po' di polso con gli scavatoristi e fare un minimo la voce grossa quando serve per farsi rispettare), resta il fatto che in Azienda per un motivo o per l'altro va a finire che la faccio quasi sempre io, anche perché essendo piuttosto rilevante dal punto di vista economico preferisco gestirla personalmente.
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23-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jan 2008
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scusate l'ignoranza...
ma per essere chiamati (come singoli intendo, non come socio di coooperative) per lavorare nella sorveglianza archeologica per piccole cose(vedi tubature, fogne etc., non grandi lavori come metropolitane, parcheggi, dove, che io sappia, ci sono delle gare di appalto a cui partecipano le cooperative)come si fa?
mi spiego: il privato-ente preposto ai lavori chiama per conoscenza; chiama la sovraintendenza su consiglio di terzi o per propria conosocenza;
insomma se io volessi farlo, che cosa devo fare in pratica per essere chiamata? 
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23-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
protobea
... insomma se io volessi farlo, che cosa devo fare in pratica per essere chiamata? 
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Manda, o meglio consegna di persona, il tuo curriculum in Soprintendenza dichiarando la tua disponibilità a collaborare in questo tipo di attività.
In bocca al lupo 
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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23-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jan 2008
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solo questo...sembra semplice!!
mi presenterei con la triennale, perchè tra un po mi laureo alla magistrale!
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23-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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In alcune Regioni le Soprintendenze tollerano che queste attività vengano eseguite da singoli non organizzati. Però francamente a me non sembra una buona idea: e se si trova qualcosa chi interviene e con quali mezzi? E se il singolo incaricato si ammala chi lo sostituisce? E se improvvisamente l'evoluzione del lavoro richiede una professionalità con competenze particolari differenti da quelle di partenza chi si fa carico della sostituzione o dell'affiancamento? Inoltre senza una organizzazione aziendale (archeologica intendo) il singolo è decisamente ricattabile da parte del costruttore, mentre in un lavoro così delicato mi pare particolarmente necessario che ci sia di mezzo uno "schermo" che permetta all'Archeologo di operare con indipendenza di giudizio (e questo è ben difficile da determinarsi se il singolo isolato è rapportato o addirittura pagato direttamente dal costruttore, mentre è meglio se di mezzo c'è una buona organizzazione archeologica del tipo di una coop o quello che sia).
Ultima Modifica di Mdd : 23-May-2008 19:38.
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23-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Mdd
... Inoltre senza una organizzazione aziendale (archeologica intendo) il singolo è decisamente ricattabile da parte del costruttore, mentre in un lavoro così delicato mi pare particolarmente necessario che ci sia di mezzo uno "schermo" che permetta all'Archeologo di operare con indipendenza di giudizio (e questo è ben difficile da determinarsi se il singolo isolato è rapportato o addirittura pagato direttamente dal costruttore, mentre è meglio se di mezzo c'è una buona organizzazione archeologica del tipo di una coop o quello che sia).
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Se l'archeologo, anche singolo, è pagato direttamente dalla Soprintendenza, l'indipendenza di giudizio nei confronti del costruttore c'è eccome!
E poi, per la mia esperienza personale, l'essere dipendenti di una ditta archeologica non assicura che in caso di malattia l'archeologo o la prosecuzione del cantiere siano garantiti: semplicemente si fa conto che l'archeologo non si assenta mai, altrimenti si improvvisano mezzucci vari (magari dicendo a tutti gli altri, operai compresi, di fare una assenza per quel giorno lì, 'tanto poi la giornata si recupera'): fare intervenire un 'supplente' costa troppo...
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23-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
protobea
solo questo...sembra semplice!!
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Mandare il proprio curriculum è semplicissimo, non altrettanto ricevere poi un incarico :-\"
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24-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Quote:
Mdd
In alcune Regioni le Soprintendenze tollerano che queste attività vengano eseguite da singoli non organizzati. Però francamente a me non sembra una buona idea: e se si trova qualcosa chi interviene e con quali mezzi? E se il singolo incaricato si ammala chi lo sostituisce? E se improvvisamente l'evoluzione del lavoro richiede una professionalità con competenze particolari differenti da quelle di partenza chi si fa carico della sostituzione o dell'affiancamento? Inoltre senza una organizzazione aziendale (archeologica intendo) il singolo è decisamente ricattabile da parte del costruttore, mentre in un lavoro così delicato mi pare particolarmente necessario che ci sia di mezzo uno "schermo" che permetta all'Archeologo di operare con indipendenza di giudizio (e questo è ben difficile da determinarsi se il singolo isolato è rapportato o addirittura pagato direttamente dal costruttore, mentre è meglio se di mezzo c'è una buona organizzazione archeologica del tipo di una coop o quello che sia).
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concordo con dizzi. Il garante è la sovrintendenza stessa! Per la sostituzione a quanto ho avuto modo di capire è lo stesso archeologo che trova il sostituto e lo comunica in sovrintendenza. A me non è ancora successo, perchè comunque essendo in due se una prorpio non può c'è sempre l'altra. e quanto ad organizzazione dove sto io noi veniamo pagate dalla ditta appaltatrice ,mentre i mezzi, compresi gli operai li fornisce il subappaltatore. quanto invece ai possibili ricatti non è che un archeologo spalleggiato da una cooperativa lo sia di meno, anzi lo è forse di più, poichè la ditta costruttrice avrebbe a che fare con un'altra ditta e non con una diretta emanazione dell'organo statale preposto al controllo, appunto la soprintendenza.
Prima di cominciare il lavoro vi è stato un incontro con tutte le parti, compreso il funzionario di sovrintendenza, a cui comunque far riferimento per qualsiasi problema.
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24-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jan 2008
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di certo madare il curriculum non ti assicura il lavoro..
ho esordito con 'semplice' perchè in tutta onestà credevo che l'iter per questo tipo di incarichi si svolgesse secondo l'usuale norma all'italiana: io conosco te, mi serve una mano, ti faccio un favore, cosi poi tu lo fai a me (parlo sia dell'ente privato preposto ai lavori, che la soprintendenza).
ancora: non credevo che la semplice presentazione del curriculum fosse la via per incarichi del genere (penso anche alle agenzie interinali e alle famose cooperative, e penso anche alle grandi aziende tipo enel etc che credo che usufruiscano spesso delle figure profesionali degli archeologi per ovvi motivi).
per quanto riguarda il ricatto, credo proprio che il singolo più difficilemnte può essere ricattato (sempre che dall'altra parte ci sia onestà), mentre l'organo associativo della coopertaiva, in quanto tale, può essere soggetto a questo tipo di manovre: sono convinta ad esempio che ne le vincite delle gare di appalto, non tutto sia ...come dire...trasparente.
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