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| Discussioni generiche su Archeologia-Lavoro Discussioni generiche sulle opportunità di lavoro offerte dall'archeologia e prospettive di imprenditorialità nel settore. |
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06-June-2008
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Quote:
michelescafuro
Sono contentissimo di leggere tali reazioni " intellettuali" ma credo che queste abbiano un forte limite. E' molto semplice fare i "tromboni" stando seduti comodamente sulla propria poltrona criticando ( anche giustamente) l'operato altrui. Ma vorrei ricordarvi che la critica vale solo se è condivisa. Dove siete voi?Perchè non partecipate ai nostri seminari? Perchè non intervenite alle nostre conferenze? Perchè non venite nella nostra associazione dando il vostro contributo alle commissioni tematiche? ( ad esempio Commissione Formazione, Commissione Lavoro ecc?) Quanto alla "figura dell'archeologo" ecc. volevo ricordare che siamo giunti ad un punto provvisorio solo dopo 3 anni di accese discussioni aperte in numerose tavole rotonde tenute in tutta italia e a cui hanno partecipato sottosegretari ai beni culturali e numerosi dirigenti di Soprintendenze... criticare senza sapere non è proprio il giusto taglio di un professionista colto. "Un obiettivo condiviso è un lungo processo democratico che va condiviso passo dopo passo" così diceva un vecchio signore qualche anno fa...e noi la pensiamo allo stesso modo.
Vi aspettiamo numerosi e non solo alla manifestazione.
Michele Scafuro
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questo è un gruppo di discussione e le critiche sono valide a prescindere, se espresse con rispetto e correttezza, inoltre sarebbe buon costume leggere il regolamento del Forum quando ci si iscrive, a cominciare dal nome e cognome che non può essere inserito nel nick, finendo con il messaggio autopromozionale per la propria associazione, che ricordo rappresenta i suoi soci e non gli "archeologi".
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Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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07-June-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jun 2008
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Quote:
ivan
questo è un gruppo di discussione e le critiche sono valide a prescindere, se espresse con rispetto e correttezza, inoltre sarebbe buon costume leggere il regolamento del Forum quando ci si iscrive, a cominciare dal nome e cognome che non può essere inserito nel nick, finendo con il messaggio autopromozionale per la propria associazione, che ricordo rappresenta i suoi soci e non gli "archeologi".
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non sapevo per il Nick e mi spiace se è sembrato di fare un' autopromozione della mia associazione, il mio post voleva essere più ampio. Visto che la manifestazione è organizzata dall' ANA e prevede la richiesta di una serie di obiettivi il leggere critiche a questi ultimi mi è sembrato molto superficiale. Poi la condivisione non è prerogativa di target associazionistici nè è ristretto ai soli mebri di un gruppo. Il dialogo credo sia valido se aperto. Invitavo a partecipare alle nostre tavole rotonde pubbliche e ai seminari aperti...non chiedevo tessere, a questo pensano i sindacati e i partiti politici.
Leggere i dubbi di Mdd mi ha fatto tornare in mente ore di discussione proprio su ciò che lui scriveva...magari se ci aggiornassimo tutti il più possibile nessuno resterebbe indietro e potremmo partorire un'idea comune...non ti pare?
Saluti
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07-June-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
archeologo
Quindi tu proporresti un autoregolamento che andasse a definire la categoria o meglio risponda alle domande chi è l’archeologo? Cosa fa? Come lo fa? Solo dopo avere determinata tale figura, averla fornita di regole e di metodi, che siano chiari e comuni, chiedere il riconoscimento e quindi la conseguente regolamentazione da un punto di vista giuridico.
Giusto? Ditemi che sono riuscito a capire la cosa.
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Giusto, ma la figura NON si va a chiederla in elemosina sotto forma di riconoscimento istituzionale. Sarebbe solo un tentativo di ottenere qualche (ingiusto) straccio di privilegio particolaristico, regalandone in cambio automaticamente un potere di infeudazione: la figura deve determinarsi SENZA provvedimenti dall'alto, attraverso un lavoro d fare piuttosto nelle ordinarie organizzazioni sindacali e nelle associazioni datoriali.
Tu vuoi che Università e Ministero ti riconoscano come rappresentante di una Professione, ma io (che NON credo che l'attività di Archeologo sia e possa essere di tipo professionale) non ti ho ancora detto se accetto di riconoscere loro il potere di riconoscere noi.
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07-June-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Mdd
... Tu vuoi che Università e Ministero ti riconoscano come rappresentante di una Professione, ma io (che NON credo che l'attività di Archeologo sia e possa essere di tipo professionale) non ti ho ancora detto se accetto di riconoscere loro il potere di riconoscere noi.
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Esatto, anche io non voglio delegare a professori universitari, dirigenti ministeriali, politici e burocrati la definizione della figura di archeologo: questi soggetti hanno ampiamente dimostrato in tutti questi anni la precisa volontà di non riconoscere e non regolamentare gli esterni (singoli o ditte che siano).
Il "volemose bene" con chi è molto più potente di te è molto pericoloso: parlarci si, ma farsi aiutare da loro no. Questo va fatto, anche secondo me, tramite i sindacati che devono imporre il rispetto delle regole del diritto del lavoro che esistono già.
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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07-June-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Esatto, proprio così.
Quello che siamo e che vogliamo essere ce lo dobbimo costruire da soli, anche litigndo magari, ma fra di noi. Non con il "riconoscimento" (leggasi "infeudamento") dall'alto di una fantomatica categoria professionale. Non facendo commissioni con i sottosegretari, i burocrati del Ministero ed i baroni universitari.
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07-June-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Sono abbastanza d'accordo sul fatto che devono essere prima di tutto di archeologi a definire al loro interno le caratteristiche professionali richieste per potersi definire archeologi.
Non riesco, però, ad escludere la funzione dell'università dato che ogni archeologo che si rispetti deve aver fatto un percorso formativo al suo interno. Che l'attuale università non sempre sia in grado di formare correttamente è un fatto indiscutibile. Forse siamo noi a dover chiedere all'università di offrire qualcosa di più o di diverso, possibilmente con proposte precise. Ma non possiamo fare a meno dell'università.
Capiso benissimo il non voler sottostare in eterno alle valutazioni dei docenti universitari ma certi discorsi in cui l'università viene vista come il nemico, come qualcosa che ostacola solo e non come un mezzo da sfruttare per ottenere una formazione adeguata e gli strumenti per lavorare al meglio, mi puzzano un po' di rancore personale (spero di sbagliarmi ovviamente).
Da un'altra parte mi chiedo: non è opportuno, comunque, avere una previsione della figura dell'archeologo all'interno del quadro normativo giuslavoristico attuale e, soprattutto, dei beni culturali?
Nonostante l'idealismo, non riesco a vedere come il solo darsi delle regole interne alla categoria (per altro dai contorni molto fluidi) possa essere sufficiente senza un riconoscimento legislativo. Che può (e probabilmente deve) venire dopo un dibattito fra archeologi, ma ci deve essere.
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07-June-2008
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Utente attivo
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Data Registrazione: Jan 2006
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Quote:
dizzi
i sindacati che devono imporre il rispetto delle regole del diritto del lavoro che esistono già.
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Questo è sicuro, ma penso risulti più facile a quei sindacati che proteggono lavori trainanti per il paese (sciopero camionisti = l'Italia in ginocchio), sciopero degli archeologi (Italia a ridire e contenta che i rompi scatole non bloccano la costruzione della superstrada o del parcheggio).
Bisognerebbe sensibilizzare l'opinione pubblica, farla partecipe della nostra causa/condizione di lavoro (è la vedo difficile per davvero).
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Non ho bisogno dei soldi. Lavoro per l'arte. (Maria Callas)
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07-June-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Moneta
Non riesco, però, ad escludere la funzione dell'università dato che ogni archeologo che si rispetti deve aver fatto un percorso formativo al suo interno. Che l'attuale università non sempre sia in grado di formare correttamente è un fatto indiscutibile. Forse siamo noi a dover chiedere all'università di offrire qualcosa di più o di diverso, possibilmente con proposte precise. Ma non possiamo fare a meno dell'università ...
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Certo, il ruolo formativo dell'Università è e deve rimanere centrale. Io sono molto contenta del bagaglio culturale che l'Università mi ha dato e senza il quale non avrei potuto lavorare in campo archeologico. Però i proff universitari sono competenti nel loro campo, cioè quello scientifico e didattico; del mondo del lavoro non sanno quasi nulla (tipi di contratto, contributi, sicurezza etc); uno dei lavori più sottopagati della mia vita l'ho fatto con l'università: 800 euro netti per 6 settimane di lavoro. E molti colleghi continuano a lavorare anche gratis.
Quindi per me va bene essere formati scientificamente dai prof universitari, ma non va bene che siano i prof universitari (dipendenti statali) a decidere quanto e come gli esterni debbano essere pagati (o non pagati). Secondo me il mondo universitario deve smettere di fare ricerca a costo zero (per quanto riguarda la 'manovalanza') se no i tanto sospirati fondi per la ricerca non aumenteranno mai.
Quote:
Moneta
... Da un'altra parte mi chiedo: non è opportuno, comunque, avere una previsione della figura dell'archeologo all'interno del quadro normativo giuslavoristico attuale e, soprattutto, dei beni culturali? ...
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Secondo me si, però dopo che gli archeologi non strutturati abbiano compilato un documento serio e condiviso che deve essere accettato integralmente (senza deroghe e aggiustamenti) dalle istituzioni e tradotto in legge. Dal punto di vista lavorativo non sempre l'archeologo deve essere considerato una categoria a parte, anzi andrebbero valorizzati gli elementi che lo accomunano ad altri operatori per cui esistono già contratti nazionali di riferimento (es. edilizia, funzione pubblica, ricerca scientifica, lavoratori atipici etc.)
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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07-June-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Moneta
. . . Da un'altra parte mi chiedo: non è opportuno, comunque, avere una previsione della figura dell'archeologo all'interno del quadro normativo giuslavoristico attuale e, soprattutto, dei beni culturali? . . .
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Secondo me no. Non come figura differenziata dagli altri lavoratori o come nuova casta professionale.
Quote:
dizzi
. . . andrebbero valorizzati gli elementi che lo accomunano ad altri operatori per cui esistono già contratti nazionali di riferimento (es. edilizia, funzione pubblica, ricerca scientifica, lavoratori atipici etc.)
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Proprio così.
Ultima Modifica di Mdd : 07-June-2008 20:47.
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07-June-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
archeologo
. . . penso risulti più facile a quei sindacati che proteggono lavori trainanti per il paese (sciopero camionisti = l'Italia in ginocchio), sciopero degli archeologi (Italia a ridire e contenta che i rompi scatole non bloccano la costruzione della superstrada o del parcheggio). . .
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Forse stai scherzando. Quelle volte che mi è successo di rientrare in forme di protesta del settore edile (non specifiche degli Archeologi) abbiamo fatto la nostra parte come ed anche più degli altri: se si ferma l'Archeologo si ferma la cava da dove si estrae la ghiaia per le grandi opere, si ferma il cantiere e le autobotti di calcestruzzo fanno retromarcia, sono costrette a fermarsi anche le macchine escavatrici nonostante il fatto che i loro operatori di solito sono artigiani e padroncini poco propensi a scioperare . . . etc. etc. Quando l'ho fatto io non ho visto proprio nessuno che rideva: ho visto solo gente imbufalita e gente che mi dava una pacca sulla spalla di condivisione e di solidarietà.
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07-June-2008
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Utente attivo
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Data Registrazione: Jan 2006
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Quote:
Mdd
Forse stai scherzando. Quelle volte che mi è successo di rientrare in forme di protesta del settore edile (non specifiche degli Archeologi) abbiamo fatto la nostra parte come ed anche più degli altri: se si ferma l'Archeologo si ferma la cava da dove si estrae la ghiaia per le grandi opere, si ferma il cantiere e le autobotti di calcestruzzo fanno retromarcia, sono costrette a fermarsi anche le macchine escavatrici nonostante il fatto che i loro operatori di solito sono artigiani e padroncini poco propensi a scioperare . . . etc. etc. Quando l'ho fatto io non ho visto proprio nessuno che rideva: ho visto solo gente imbufalita e gente che mi dava una pacca sulla spalla di condivisione e di solidarietà.
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Wow, di questo sono contento, non della situazione ovviamente, ma del fatto che anche noi abbiamo un posto nella vita quotidiana del paese, insomma, anche gli archeologi hanno il loro peso. Ero convinto di dovere essere relegato per sempre nei lavori superflui.
P.S. Mi scuso per la cantonata che ho preso.
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Non ho bisogno dei soldi. Lavoro per l'arte. (Maria Callas)
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07-June-2008
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Utente attivo
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Data Registrazione: May 2008
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L'Italia è una repubblica delle banane...
Mi piacerebbe sapere cosa fanno all'estero, nei paesi più civili del nostro. Potremmo facilmente e giustamente pretendere che anche qui vengano applicate le leggi vigenti in scandinavia, ad esempio.
Non so se il 14 mi sarà possibile intervenire, ma approvo la manifestazione. Almeno si dovrebbe ottenere un minimo di visibilità! [-o<
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08-June-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Seplasia
L'Italia è una repubblica delle banane...
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Per tante cose hai ragione, ma la legislazione italiana dei Beni Culturali, già a partire dalla legge 1089 del 1939, se applicata correttamente è davvero efficace nella protezione del patrimonio
Quote:
Seplasia
... Mi piacerebbe sapere cosa fanno all'estero, nei paesi più civili del nostro. Potremmo facilmente e giustamente pretendere che anche qui vengano applicate le leggi vigenti in scandinavia, ad esempio.
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sapere come funziona all'estero sicuramente può aiutare; però molto dipende dal contesto legislativo, non solo del lavoro e dei BB.CC.: ad esempio in alcuni paesi anglosassoni il proprietario di un terreno è proprietario anche del sottosuolo, reperti antichi compresi, quindi le modalità di intervento e tutela sono del tutto diverse rispetto a quelle italiane.
Quote:
Seplasia
... Non so se il 14 mi sarà possibile intervenire, ma approvo la manifestazione. Almeno si dovrebbe ottenere un minimo di visibilità! [-o<
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Sul tentativo di farsi sentire anche io sono in linea di massima d'accordo; quantomeno sarà un test per capire che riscontro danno le istituzioni (ignoreranno la manifestazione? riceveranno qualche rappresentante?); ma non ho capito dove si concluderà la manifestazione: al ministero dei BB.CC. o al ministero del lavoro (o comunque si chiami) o altrove?
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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