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| Discussioni generiche su Archeologia-Lavoro Discussioni generiche sulle opportunità di lavoro offerte dall'archeologia e prospettive di imprenditorialità nel settore. |
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02-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
Luogo: Castellaro(Imperia)
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Hai toccato una questione molto rilevante,l'importanza che i "Beni Culturali" dovrebbero avere e purtroppo non hanno...infatti potrebbero costituire una risorsa fondamentale per il Paese,incrementando l'economia,creando nuovi posti di lavoro(poichè l'Italia ,come dice la Costituzione,è una Repubblica fondata sul lavoro),ma fino a quando la classe politica tutta non si renderà conto di ciò non vi saranno miglioramenti.E qui entra di nuovo in gioco l'istruzione,ma quella primaria  oichè bisogna insegnare agli studenti,fin dalle scuole di primo grado,l'amore per la Storia ,per l'Arte e così via...
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03-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2007
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ESPRESSO PAGINA 38: SEI EURO L' ORA PER SCAVARE A ROMA.
beh...si comincia a denuciare...si comincia forse a smuovere qualcosa???
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03-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Più che una denuncia questo modo di fare a me sembra un autogol pazzesco, nel senso che da domani a me sarà richiesto dal mio potenziale committente di partire da sei euro come base d'asta per ribasso (e quindi in proporzione ne dovrei proporre al mio collaboratore due al massimo). Mi si dirà: "figurati è persino sui giornali". Farò molta fatica a cercare di spiegargli che noi siamo diversi, che lavoriamo in regola e che la differenza alla fine si vede concretamente nei risultati.
Piuttosto noi tutti dovremmo stigmatizzare senza esitazioni il comportamento di chi accetta di lavorare fuori regola (e magari le ditte serie dovrebbero cominciare a restituire al mittente i curricola di chi in qualsiasi momento della sua vita ha partecipato a cantieri straccioni, giusto per rendere l'idea, del tipo "hai lavorato anche una volta sola sottopagato? con noi hai chiuso per sempre"), perché vi assicuro che certi collaboratori senza scrupoli in cantiere fanno solamente danno.
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04-July-2008
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Quote:
Mdd
Piuttosto noi tutti dovremmo stigmatizzare senza esitazioni il comportamento di chi accetta di lavorare fuori regola (e magari le ditte serie dovrebbero cominciare a restituire al mittente i curricola di chi in qualsiasi momento della sua vita ha partecipato a cantieri straccioni, giusto per rendere l'idea, del tipo "hai lavorato anche una volta sola sottopagato? con noi hai chiuso per sempre"), perché vi assicuro che certi collaboratori senza scrupoli in cantiere fanno solamente danno.
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Mi sembra un pò esagerato.
Una persona può avere accettato di lavorare a quelle condizioni per necessità. E poi il problema sarebbe facilmente aggirabile, basterebbe non mettere quelle esperienze nel curriculum
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La tua Firma per la proposta di referendum per l'abrogazione del "lodo Alfano"
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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04-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Allora anche io posso pagarlo cinque euro, o non pagarlo affatto, per necessità (e magari la mia "necessità è quella di fare un po' di terra bruciata fra la concorrenza).
Ci sono ditte che si muovono in questa maniera sistematicamente e chi accetta di lavorare per loro lo sa benissimo come stanno le cose, e non è che non abbia alternative o la possibilità di fare scelte differenti, ma evidentemente calcola di avere dei vantaggi di altra natura (diciamo per modo di dire "scientifici", molto per modo di dire): così facendo induce però nella prassi (e nel "mercato") dei ribassi scandalosi che tagliano le gambe a chi retribuisce dignitosamente i propri dipendenti.
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04-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
Luogo: Castellaro(Imperia)
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Anche se,come ho già detto,io sono favorevole a denunciare sempre,cosa che per altro ho già fatto-anche se in un contesto diverso-,la colpa maggiore è dei datori di lavoro che si approfittano di situazioni di necessità. 
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04-July-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Tanto per informazione:
sei euro all'ora ricevono da me, in Germania però, le ragazze di 15 - 16 anni che aiutano per alcune ore nella cucina della clinica alla sera, di giorno vanno a scuola, o durante le vacanze a sistemare le stoviglie ecc. (e ricevono anche la cena che conta come lavoro!) I posti sono molto ambiti, perché notoriamente si lavora poco!
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dott. Claudio Giorgini
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04-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Però immagino che il loro commento non sia "ribasso come mi pare perché tanto io sono una professionista, non una operaia, e posso fare il prezzo che mi pare".
Immagino che da voi il lavoro sia fondamentalmente lavoro secondo contratti trasparenti, sui quali i Sindacati hanno negli anni espresso una contrattazione collettiva.
E immagino che chi inquina il mercato accettando collaborazioni irregolari non vada poi a sbadierarlo camuffando col vittimismo la propria mancanza di scrupolo.
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04-July-2008
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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mah, a me sembra che la mancanza di scrupolo sia più nel datore di lavoro che non nel lavoratore; dubito che una persona goda nel vivere con poche centinaia di euro al mese.
Comunque, il problema è a monte credo, in chi assegna le commesse e secondo il criterio che segue; è chiaro che se il bando funziona al ribasso, inevitabilmente queste situazioni finiranno con l'essere esasperate.
Bisognerebbe fissare un tetto minimo accettabile, tale da consentire di spostare la concorrenza non sul costo del lavoro, ma sulla qualità del lavoro, così anche le aziende sarebbero incentivate ad assumere personale di migliore qualità ed esperienza, ovviamente pagandole di conseguenza. Ovviamente questa selezione richiederebbe principi di etica politica e di correttezza istituzionale, e non mi sembra che vadano molto di moda in Italia in questo momento, e temo che si farebbero lavorare sempre i soliti non per meriti acquisiti ma secondo altri criteri, soprattutto in certe aree del paese dove non c'è turnover nelle amministrazioni locali o enti.
Un minimo di competizione deve pur esserci anche tra i lavoratori: non si può pensare che un neo-laureato venga pagato come un archeologo con molti anni di esperienza alle spalle.
E' comunque un problema comune a molte categorie di lavoratori, non siete i soli ad avere queste problematiche.
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La tua Firma per la proposta di referendum per l'abrogazione del "lodo Alfano"
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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04-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
Luogo: Castellaro(Imperia)
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04-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2006
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E' un circolo vizioso, il tetto minimo ci sarebbe potuto anche stare ma se è stato sfondato è proprio perché qualcuno si è piegato ad un lavoro scarsamente retribuito. In questo modo ha svilito la professione e stravolto il mercato. Esistono tanti specialisti che sono benissimo capaci di autoregolamentarsi da soli ed infatti notai, architetti, dentistiti e quant'altri non si riducono mai a rovinarsi il mercato pur con tutta la concorrenza del mondo. Ora è giusto che si faccia qualcosa per risolvere il problema ma la frittata l'abbiamo fatta noi ed il problema fondamentale è che c'è troppa offerta di archeologi.
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04-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Quote:
Mdd
Allora anche io posso pagarlo cinque euro, o non pagarlo affatto, per necessità (e magari la mia "necessità è quella di fare un po' di terra bruciata fra la concorrenza).
Ci sono ditte che si muovono in questa maniera sistematicamente e chi accetta di lavorare per loro lo sa benissimo come stanno le cose, e non è che non abbia alternative o la possibilità di fare scelte differenti, ma evidentemente calcola di avere dei vantaggi di altra natura (diciamo per modo di dire "scientifici", molto per modo di dire): così facendo induce però nella prassi (e nel "mercato") dei ribassi scandalosi che tagliano le gambe a chi retribuisce dignitosamente i propri dipendenti.
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ecco perchè l'archeologo è un archeologo e non un imprenditore, e l'archeologo può tranquillamente appoggiarsi a ditte edili che possono ottimamente fornire tutto ciò che è necessario.... ecco perchè l'unica entità da cui l'archeologo può dipendere è lo Stato, e senza troppi passaggi, cioè senza passare per una ditta,che quasi sicuramente lo sfrutterà( forse la tua sarà l'uinica ditta che paga decentemente i suoi collaboratori????? io non ho ancora sentito qualcuno dire che si trova bene a lavorare in ditta, che prende uno stipendio dignitoso e che è pagato ogni mese!!!anzi una mia amica prima molto entusiasta dopo un anno di cooperativa è al pounto di voler cambiare mestiere!!!!!) e che essa stessa pure dipende completamente dallo stato che a mezzo del ministero per i beni culturali e a norma di legge ha facoltà decisionale assoluta.....
Diverso ovviamente può essere il caso di associazioni o studi associati
perb tornare a ciò che dicevo nel mio messaggio precednete proprio oggi mi è venuto uno del paese (un piccolissimo paese) in cui sto lavorando al bar mentre prendevo il caffè nella pausa pranzo a dirmi che quelli spesi per noi sono soldi buttati, tanto si sa, sono case vecchie ,a chi gliene importa? E vi assicuro che per me più svilente di questo.... è chiaro poi che è facile che chi può si permette di cheiderti di accettare 5 euro all'ora !(fortunatamente non è il mio caso, me ne sarei stata certamente più tranquillamente a casa a zappare l'orto)
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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05-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2006
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Quote:
Aquamarina
perb tornare a ciò che dicevo nel mio messaggio precednete proprio oggi mi è venuto uno del paese (un piccolissimo paese) in cui sto lavorando al bar mentre prendevo il caffè nella pausa pranzo a dirmi che quelli spesi per noi sono soldi buttati, tanto si sa, sono case vecchie ,a chi gliene importa? E vi assicuro che per me più svilente di questo.... è chiaro poi che è facile che chi può si permette di cheiderti di accettare 5 euro all'ora !(fortunatamente non è il mio caso, me ne sarei stata certamente più tranquillamente a casa a zappare l'orto)
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Che siano soldi "buttati" no, che ci siano moltre altre priorità sì. In Italia, su un forum di archeologia poi, viviamo l'ansia da bene culturale. Forse perché con la simpatica condizione che attraversiamo oggi preferiamo aggrapparci al nostro passato... non lo so.
So che l'archeologia è un lusso e che qualsiasi paese del terzo mondo, dove ho avuto l'occasione di scavare, se ne infischia, giustamente, del piripicchio del XII secolo a.C. (almeno quando non entrano in gioco questioni politiche).
In Italia ci permettiamo una grande quantità di indagini archeologiche perché ne abbiamo la facoltà economica, perché nella cultura occidentale la riscoperta del passato viene percepita come un atto appagante di grande civiltà e perchè esiste una platea discreta di interessati.
Ma il nostro lavoro non è una missione.
Il fatto però che si tratti di un lavoro non di primaria importanza non ha un diretto collegamento con il nostro stipendio. Ci sono molti lavori essenziali che sono sottopagati mentre anche gli sitpendi dei calciatori sono soldi "buttati" ma intanto glieli danno.
I soldi per l'archeologia possono anche essere buttati, il problema è la richiesta, e se l'archeologia, quella vera, riscuote poco successo c'è poco da fare, il fatto che numerose nazioni finanzino comunque le indagini in siti di grande valore scientifico ma di nessun interesse per la comunità è già un grande sforzo d'apprezzare.
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05-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Aquamarina
ecco perchè l'archeologo è un archeologo e non un imprenditore, . . .
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Al contrario: questa è la prova provata che l'Archeologo non è e non può essere un professionista, ma è un lavoratore che deve necessiariamente operare in forma stabilmente associata e strutturata retribuito con contratti da dipendente non con parcelle da prestazioni strane.
Il problema di contrastare i ribassi selvaggi l'abbiamo posto noi delle imprese e delle cooperative, non quelli che operano da singoli pseudoprofessionisti (che anzi continuano ad avvelenare il mercato abbassando illimitatamente e andando sempre ginocchioni dalle imprese edili -che teoricamente essi stessi dovrebbero controllare- ad elemosinare qualche attrezzatura, qualche servizio, qualche lavoro pesante che essi non sono incapaci di fornire).
Il problema di cominciare a punire quei ragazzi che accettano di lavorare a cinque o sei euro per le Università o per le imprese più straccione, cancellandoli definitivamente dai nostri potenziali collaboratori lo stiamo ponendo noi, non chi si riempie la bocca di infondati riconoscimenti professionali.
Credete a me: il progresso economico del settore è legato al principio che il costo dell'Archeologia NON è la somma dei costi orari dei singoli operatori archeologici (che altrimenti sarebbero ribassabili all'infinito, come abbiamo visto accadere a chi ha imboccato quella strada sbagliata), bensì il costo di una attività organizzata ed attrezzata in proprio condotta nel rispetto dei contratti collettivi di lavoro (cioè lavoro in regola, da dipendente, a tempo determinato magari, ma non da co-pro) ed operativamente autonoma.
Io posso parlare e a testa alta, perché io ho rifiutato appalti e denunciato formalmente ingiustizie di questo genere, mettendoci in mezzo la mia faccia e l'interesse economico della mia azienda.
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05-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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