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| Discussioni generiche su Archeologia-Lavoro Discussioni generiche sulle opportunità di lavoro offerte dall'archeologia e prospettive di imprenditorialità nel settore. |
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07-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2006
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Quote:
Aquamarina
quella che non ci sono fondi per la cultura la ritengo una grossa balla, prima di tutto ci vuole la volontà e il riconoscimento. E anche questo parlare di ruoli ultraterreni e missioni, mi pare stia partendo solo da te. Quello che dico io è che se ho scelto questo mestiere è perchè oltre alla gratificazione personale che mi può venire dalla conoscenza che mi procura e dallo svolgimento di determinate attività, gli riconosco una forte utilità sociale e non lo ritengo il lusso di pochi ricchi che si vogliono "arredare la casa "( si tratti di privati o di stati che andando a far ricerca all'estero compiono spesso solo immani depredazioni....)
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Non ho mai detto che non ci siano fondi per la cultura.
Il discorso delle missioni l'ho sicuramente introdotto io perchè è proprio uno dei problemi che identifico nello sviluppo del nostro lavoro. Non basta salire sul piedistallo e ritenersi difensori della cultura ed esempi di civiltà. Non possiamo autogratificarci pretendendo che il resto della collettività accetti, dogmaticamente, l'importanza del nostro lavoro. Noi siamo, come tutti gli altri ricercatori, al servizio della comunità di cui facciamo parte e a quest'ultima dobbiamo dei risultati che bilancino la spesa (qualsiasi sia) che costituiamo.
Se esiste oggi giorno in Italia un gap apparentemente incolmabile tra chi fa studi archeologici e chi dovrebbe usufruirne (perchè deve esserci un pubblico che sia interessato, una scoperta archeologica non può essere solo fine a se stessa) è anche perché con un certo snobismo ci limitiamo ad andare avanti con i nostri affari tacciando di ignoranza chiunque non accetti, per partito preso, l'importanza del nostro lavoro.
Io non contesto l'ignoranza degli italiani, su cui non nutro alcun dubbio, ma vorrei far notare come in ogni caso si tratti della comunità a cui noi prestiamo il nostro servizio. Se un tizio del paese in cui stai scavando ti si avvicina e dice che sono soldi buttati, per carità sarà un bifolco ignorante e quel che vuoi, ma significa che il nostro lavoro sta fallendo. Perchè non basta avere i permessi dalla propria parte e finanziamenti sufficienti, se l'indagine si svolge senza che produca almeno un minimo d'interesse, se la gente l'avverte come uno spreco, è il segno di un problema di comunicazione tra "noi" e "loro".
Poi per carità, si può continuare a lavorare fregandosene ma sono convinto che se non capiamo che, pur ignoranti stupidi e quant'altro siano, l'italiano medio è la persona con cui noi DOBBIAMO interagire, prima o poi la disaffezione per le nostre ricerche sarà totale.
Quanto alla storia del lusso devo dire che evidentemente non hai compreso il mio discorso. Non ho mai parlato di arricchire salotti privati né è un argomento che m'interessa, mi hai forse preso per un mercante di oggetti d'antiquariato? Sostengo piuttosto la grossa verità percui il nostro lavoro, a cui anch'io riconosco un'utilità sociale, non è essenziale come potremmo essere portati a credere, tanti paesi che hanno altre priorità semplicemente si disinteressano del proprio passato e non per questo sono automaticamente incivili. Non possiamo partire dal presupposto che l'archeologia è perchè deve essere e sempre sarà, dobbiamo saper valorizzare la nostra figura offrendo un tipo di servizio che sia riconosciuto utile, positivo, da una buona maggioranza della comunità, non da una circoscritta elìte di persone, altrimenti sarà inevitabile che ci si consideri come un peso ed uno spreco.
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07-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
ivan
Non è vero, almeno se parliamo di ingegneri.
Un ingegnere dipendente, iscritto all'albo, può tranquillamente svolgere parallelamente attività da professionista e "firmare" progetti, sempre che ovviamente non entri in concorrenza con la ditta presso la quale lavora.
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Momento, tu stai parlando di attività tutte di tipo intellettuale o "di concetto".
Può un ingegnere firmare progetti o magari asseverazioni o collaudi, contemporaneamente costruire e magari persino vendere immobili?
Secondo me se fa il libero professionista al massimo farà la Direzione Lavori, non certo l'Impresa Costruttrice.
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07-July-2008
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Ho fatto un esempio, non so come funzioni esattamente l'ordine degli Ingegneri e se ci siano restrizioni o incompatibilità (in caso di conflitti di interesse come quelli che hai indicato), però dal punto di vista tributario, se l'ordine non pone vincoli, la cosa è senz'altro fattibile.
L'ingegnere a cui pensavo io è un ingegnere informatico che ha una sua ditta (in qualsiasi settore) e che però firma progetti (sett. informatica, sistemistica, sicurezza) o rilascia consulenze con una doppia attività.
Nel mio settore (comunicazione, pubblicità e informatica) è una prassi tutt'altro che rara, ovviamente per chi se lo può permettere (deve essere remunerativa la cosa, altrimenti ci si sobbarca solo notevoli costi, oltre a rendere problematica la posizione fiscale).
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La tua Firma per la proposta di referendum per l'abrogazione del "lodo Alfano"
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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08-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Io parlavo di uno strutturista.
In edilizia siamo abituati a vedere con chiarezza la distinzione fra chi progetta e chi costruisce. Poi ci sono le incompatibilità sui collaudi e sulle mediazioni.
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08-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Ora che ti sei spiegato meglio Stefano, concordo in pieno.
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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08-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
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Quote:
Stefano
Non possiamo autogratificarci pretendendo che il resto della collettività accetti, dogmaticamente, l'importanza del nostro lavoro. Noi siamo, come tutti gli altri ricercatori, al servizio della comunità di cui facciamo parte e a quest'ultima dobbiamo dei risultati che bilancino la spesa (qualsiasi sia) che costituiamo.
Se esiste oggi giorno in Italia un gap apparentemente incolmabile tra chi fa studi archeologici e chi dovrebbe usufruirne (perchè deve esserci un pubblico che sia interessato, una scoperta archeologica non può essere solo fine a se stessa) è anche perché con un certo snobismo ci limitiamo ad andare avanti con i nostri affari tacciando di ignoranza chiunque non accetti, per partito preso, l'importanza del nostro lavoro.
Io non contesto l'ignoranza degli italiani, su cui non nutro alcun dubbio, ma vorrei far notare come in ogni caso si tratti della comunità a cui noi prestiamo il nostro servizio. .
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La comunità deve essere sensibilizzata a questo bene collettivo, e diciamo che qualcosa viene fatto se consideriamo i vari programmi culturali divulgativi che spesso vengono mandati in onda in prima serata, il cui oggetto è di solito l'archeologia (v. le trasmissioni degli Angela).
L'insegnamento scolastico, inoltre, dovrebbe avere una funzione educativa in questo senso, partendo sin dalle elementari. Forse il compito degli archeologi dovrebbe essere anche quello di andare nelle scuole e fare "animazione archeologica". Magari presentando un progettino nelle scuole... Non mi sembra così difficile (io l'ho fatto per quella musicale). Insomma, bisogna seminare... qualche piantina nascerà. Però bisogna essere convinti e considerare ciò come una missione (educativa, in questo caso).
Per Aquamarina, capisco cosa hai provato nel sentire ciò che diceva quel bifolco  , ma gente di questo tipo ci sarà sempre. Devi solo aver fatto finta di non aver sentito niente. Semplicemente, ignorare 
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Gli uomini distruggono più della terra
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09-July-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Scusate: ma perchè preoccuparsi se un tizio al bar ti dice che sei inutile? Quanta gente dice al bar che i medici sono tutti macellai o che i vigili urbani sono tutti 'antipatici'? I medici e i vigili continuano a lavorare consapevoli che il loro ruolo è importante.
Secondo me anche l'archeologo dovrebbe fare così, senza troppi sensi di colpa o aspirazioni missionarie, semplicemente condividendo la propria attività con tutti gli altri, specialisti o meno, e soprattutto evitando che il proprio lavoro sia frainteso o mitizzato.
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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09-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Appunto Dizzi.... Io ho solo detto che è un pò avvilente, tutto qua e che magari nessuno si sogna di dire ad un ingengnere addetto che so alla sicurezza che il suo lavoro è inutile, perchè tanto alla fin fine quello non dispone nulla e non guarda nulla , e se dispone e guarda non lo fa per otto ore al giorno.....
Che mi importa del tizio del bar? Proprio nulla ,continuo a fare il mio lavoro e a condividerlo, senza approvare mitizzazioni o fraintendimenti(che sono, devo dire, i più frequenti per le varie persone che operano in un cantiere non strettamente archeologico)
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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10-July-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Aquamarina
... mitizzazioni o fraintendimenti(che sono, devo dire, i più frequenti per le varie persone che operano in un cantiere non strettamente archeologico)
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Anche a me è capitato spesso di sentire commenti dai cantieri edili del tipo "See, quelli che lavorano nel cantiere archeologico non fanno niente", fino a quando non ci sono passati loro stessi e si sono resi conto che il lavoro c'è, e anche duro. Uno degli operai più bravi con cui ho lavorato era uno che fino a quel momento aveva sempre lavorato imbracato per inserire le barre di ferro da parte a parte di edifici pericolanti: quando poi ha scoperto lo scavo archeologico ha deciso di chiedere alla cassa edile di fare un corso per specializzarsi come operaio in cantiere archeologico. E un maresciallo dei carabinieri, che ho conosciuto per via delle numerose denunce che ho fatto per visite notturne di tombaroli sullo scavo, sta pensando di farsi trasferire al nucleo tutela patrimonio.
Quindi spesso capita che una volta che si viene a contatto veramente col nostro lavoro lo si comprende e lo si comincia a rispettare. Per questo nel mio piccolo tento sempre di "cionvolgere" anche i non addetti ai lavori, non facendoli scavare (non si può), ma soprattutto spiegando le vere condizioni in cui svolgiamo la nostra attività (sotto vari punti di vista).
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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10-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Quote:
dizzi
Anche a me è capitato spesso di sentire commenti dai cantieri edili del tipo "See, quelli che lavorano nel cantiere archeologico non fanno niente", fino a quando non ci sono passati loro stessi e si sono resi conto che il lavoro c'è, e anche duro.
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Già.... gli operai che lavorano con me sono ormai gli zimbelli del cantiere, però quando propongo a qualcuno di quelli che svolgono altre mansioni e stanno lì a dire che con noi non si fa nulla ,di fare uno scambio per un giorno chissà perchè dicono tutti di no.....
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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11-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2006
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Quote:
dizzi
Scusate: ma perchè preoccuparsi se un tizio al bar ti dice che sei inutile? Quanta gente dice al bar che i medici sono tutti macellai o che i vigili urbani sono tutti 'antipatici'? I medici e i vigili continuano a lavorare consapevoli che il loro ruolo è importante.
Secondo me anche l'archeologo dovrebbe fare così, senza troppi sensi di colpa o aspirazioni missionarie, semplicemente condividendo la propria attività con tutti gli altri, specialisti o meno, e soprattutto evitando che il proprio lavoro sia frainteso o mitizzato.
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I medici saranno macellai (in realtà mi è abbastanza nuova) ma servono. Stiamo parlando di piani diversi, gli stereotipi esistono per ogni classe, non solo i mestieri, ma è cosa diversa dall'utilità che si percepisce in riferimento ad un determinato professionista.
Purtroppo non è possibile "fare così" come ci suggerisci e basta perché possiamo facilmente vedere tutti come l'attenzione, i soldi, i permessi e anche il rispetto che ci sono concessi sono continuamente rimessi in discussione (soprattutto i soldi direi).
E la soluzione che proponiamo è sempre la stessa, una petizione oggi, una raccolta di firme domani e "tiramm a campà" come si dice dalle mie parti.
In realtà il discorso è che se la nostra ricerca non è capace d'interessare qualcuno e/o qualcosa è normale che, con un governo che è sempre alla ricerca di qualche spesa da tagliare, la nostra realtà lavorativa sarà sempre più difficile.
Ora che il singolo al bar dica che i soldi per tot scavo sono buttati me ne frego, quando però non è più una persona ma sono tante è evidente che qualcosa non funziona. Io vivo in una città dove i cantieri della nuova metropolitana sono stati notevolmente rallentati dagli scavi che si sono condotti congiuntamente, le scoperte sono state anche eccezionali ma al napoletano medio cosa può mai fregare di vedere una piazza ostruita per anni da un cantiere completamente chiuso, anche alla vista, da pannelli in metallo.
E' inutile "fare così" se poi facciamo solo girare le scatole ai più e tutto resta una cosa inter nos.
Per cui tornando al discorso originario prima di qualsiasi albo, riconoscimento ecc. io credo che siano fondamentali almeno due passi: 1) riorganizzare la formazione, 2) rivedere il rapporto tra archeologi e comunità educando quest'ultima sull'utilità del nostro lavoro.
Senza questi due passi (almeno secondo me) restiamo una categoria amorfa che non riuscirà mai a farsi riconoscere pienamente.
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11-July-2008
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Quote:
Stefano
2) rivedere il rapporto tra archeologi e comunità educando quest'ultima sull'utilità del nostro lavoro.
Senza questi due passi (almeno secondo me) restiamo una categoria amorfa che non riuscirà mai a farsi riconoscere pienamente.
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Mi permetto di dire che questo sito nasce nel 1998 proprio per costruire un ponte tra appassionati, curiosi, cittadini, e addetti ai lavori.
La scelta nel 2003 di far nascere il primo forum italiano dedicato in modo specifico all'archeologia credo e spero che nel suo piccolo abbia rappresentato un primo passo.
Se questa comunità, o altre esperienze extra-web, crescono, si sviluppano e riescono a non soffrire dello snobismo che in parte contraddistingue il mondo accademico italiano (non solo archeologia o antichistica), si può fare qualcosa ancora, ma per me è fondamentale capire che l'antichistica è una risorsa per la comunità e che quindi bisogna scendere da un certo gradino e cominciare a parlare anche a chi può non sembrare disposto ad ascoltare.
Altrimenti gli spazi vengono colmati dalla fantarcheologia di bottega (diversa da quella più ragionata), e dal mito dell'inutilità dell'antico.
Poi oltre a questo c'è senz'altro un discorso interno da sviluppare, ma non deve mai prescindere da quello esterno, di comunicazione e divulgazione.
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La tua Firma per la proposta di referendum per l'abrogazione del "lodo Alfano"
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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12-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
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Una bellissima iniziativa che stanno attuando in alcuni siti archeologici in lavorazione è quella di "cantiere trasparente". Gli archeologi del cantiere organizzano, una volta a settimana, una visita guidata con adeguate spiegazioni riguardo ciò che stanno scavando. Questo è veramente un ottimo modo per rendere partecipi ed avvicinare la comunità al lavoro degli archeologi. Questa iniziativa, che si attua in un cantiere vicino casa mia, sta riscuotendo molto successo. Ho visto gente "semplice" essere "orgogliosa" per il fatto di abitare in una zona vicino al sito in questione! 
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Gli uomini distruggono più della terra
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12-July-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jun 2006
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